... Il risultato di King Arthur, tuttavia, non è affatto deprecabile.
Facile l’accostamento a Braveheart, l’Ultimo samurai, il Signore degli anelli e, andando indietro nel tempo, ai Sette Samurai di Kurosawa. Non lo sarebbe forse il pensiero che si sta lottando per la libertà di un popolo? ... Leggi l'opinione
DVD King Arthur - DVD
Supporto: DVD Film Distributore: Buena Vista Home Entertainment Etichetta: Buena Vista ... continua
Home Entertainment Genere: Avventura Anno pubblic.: 2005 Regista: Antoine Fuqua Attori: Clive Owen # Ioan Gruffudd # Mads Mikkelsen # Joel Edgerton # Hugh Dancy # Ray Winstone # Ray Stevenson # Durata: 134 Formato: 2.35:1 Anamorfico Audio: Audio Dolby 5.1: Ita, Ing, Fra, Ted Sottotitoli: Ita, Ing, Fra, Ted Zona - Sistema: 2 - PAL Trama: Diventato leader a dispetto della sua volonta', Artú desidera solo abbandonare la Britannia e tornare alla pace e alla stabilita' di Roma. Prima di poter realizzare questo sogno, un'ultima missione portera' lui e i suoi fedeli Cavalieri della Tavola Rotonda - Lancillotto, Galaad, Bors, Tristano e Galvano - a comprendere che quando Roma si sara' ritirata, la Britannia avra' necessariamente bisogno di qualcuno che colmi quel vuoto, che non solo difenda l'isola dalla costante minaccia dell'invasione sassone, ma che la guidi verso l'alba di una nuova era. Con Merlino, che da nemico si trasforma in prezioso consigliere, e la bella e coraggiosa Ginevra al suo fianco, Artú dovra' trovare in se stesso la forza di cambiare il corso della storia. Contiene la versione integrale mai vista prima (14 min in piu' rispetto alla versione cinematografica) Contenuti extra: Sangue sulla terra: la realizzazione di king arthur Finale alternativo commentato dal regista Galleria immagini
KING ARTHUR (DVD)
Una entusiasmante avventura epica che racconta la vera ed eroica storia dietro una delle ... continua
più grandi leggende di tutti i tempi! E' la prode storia di Artù (Clive Owen), del suo legame di fratellanza con Lancillotto (Ioan Gruffudd) e della lealtà dei Cavalieri della Tavola Rotonda che lottano per la propria libertà e per ciò in cui credono.
KING ARTHUR DVD
Una entusiasmante avventura epica che racconta la vera ed eroica storia dietro una delle ... continua
più grandi leggende di tutti i tempi! E' la prode storia di Artù (Clive Owen), del suo legame di fratellanza con Lancillotto (Ioan Gruffudd) e della lealtà dei Cavalieri della Tavola Rotonda che lottano per la propria libertà e per ciò in cui credono.
Una Opinione di movida2001 su King Arthur 4 Ottobre 2004
La valutazione di questo autore:
Regia
buona
Attori
decenti
Sceneggiatura
buona
Colonna Sonora
appropriata
Vantaggi:
suggestioni
Svantaggi:
qualche rifinitura in più me l'aspettavo anche
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Sì
Opinione completa
“Rex Quondam, Rexque Futurus”... Una lapide sull’isola di Avalon ricorda che lì è sepolto Artù, re di Britannia “Re una volta, Re per il futuro”. Di lui restano racconti medioevali, frutto di rielaborazioni delle tradizioni orali. Non abbiamo null’altro, ma dalla sua figura nascerà una serie infinita di rappresentazioni letterarie e cinematografiche. L’amor cortese, il cavalierato, la magia, l’esoterismo, la teologia e la storia si sono impadroniti della sua tomba fantasma. Oggi, nel 2004, un’ennesima proposta ci mostra un Artù totalmente calato nella storia.
La sceneggiatura dimentica le tradizioni e si appropria di scoperte archeologiche che lo vogliono parte integrante dell’Impero romano. In realtà il suo nome era stato già accostato dalle letture dello storico Nennio che citava un certo “Artorius”, condottiero romano che sconfisse i Sassoni in una storica battaglia a Mons Badonis (nel film vedremo la battaglia di Badon Hill). Dimentichiamo Camelot e la barba bianca di mago Merlino; dimentichiamo l’isola di Avalon e le sue Signore protettrici del culto della Dea Madre; dimentichiamo il Dio Cervo e la Cerca del Graal; dimentichiamo, soprattutto, l’idea dei suoi cavalieri romantici. Non avremo nulla di tutto questo dal film di Antoine Fuqua.
Il rischio di restare delusi è alle porte di quel cinema del centro con le poltroncine comode in cui si sprofonda ogni volta sempre più volentieri, se solo non si volesse esser preparati a seguire le tracce di un nuovo percorso nella sua storia.
Il fascino di Artù resterà immutato, anche se dovessero fornire tutte le prove immaginabili sulla sua esistenza divelta dalla mitologia. L’uomo ha la necessità di restar legato a quell’idea romantica del suo personaggio e non sarà questo film a farlo cadere dal piedistallo su cui è stato innalzato secoli addietro. Il film è godibile proprio se la mente resta aperta e slegata da quell’immagine di lui e dei suoi cavalieri. Si riuscirà ad apprezzarlo proprio per la plausibilità di un contesto storico e di caratterizzazioni che ormai fanno parte della nostra cultura.
Fuqua ha mosso una vera macchina da guerra per la produzione del film rivelatosi monumentale, anche se distante dal kolossal. La scelta di ambientare nell’anno 452 d.C. non è però del tutto felice. Il legame di Artù con Pelagius, convertito al Cristianesimo, è improbabile se si pensa che le notizie sulla vita del precettore si fermano agli anni 418 – 420 d.C. Pelagius era stato già sconfessato per le sue idee di uguaglianza e di libero arbitrio ed è difficile credere che Artù, come emerge dal film, non ne avesse avuto notizia in ben 32 anni di tempo. L’elemento in sé comunque serve alla storia per far emergere il cambiamento interiore di quel cavaliere che aveva perso i genitori in tenera età.Da quel momento l’obiettivo della difesa di Roma e del Cristianesimo diverranno la sua unica famiglia. Dopo aver appreso la realtà delle cose e aver veduto con i suoi occhi l’abominio compiuto dai monaci sulla popolazione autoctona colpevole del paganesimo, nell’anima di Artù le convinzioni di un tempo si frantumeranno.
“Nel mondo della razza umana le maree del potere stanno cambiando. Per me le stagioni degli uomini arrivano e passano nell’arco di pochi istanti, ma a volte qualcosa in esse attrae la mia attenzione”, La Signora di Avalon – Marion Zimmer Bradley.
La storia si svolge, per l’appunto, nel 452 d.C., quando gli ultimi Cavalieri guidati da Lucius Artorius Castus sperano di tornare a casa. Lancillotto, Galahad, Tristano, Bors e Dagonet sono Sarmati, popolo fiero e valoroso conquistato dai Romani. Il loro patto per la libertà li ha tenuti impegnati per 15 anni. Ed è appunto con la chiamata di un giovanissimo Lancillotto che le scene iniziali scorrono sullo schermo. “Una leggenda narra che i Cavalieri caduti rinascano come poderosi cavalli, lui ha già visto cosa ti attende e ti proteggerà”. II vescovo Germanius annuncia ad Artù la notizia del ritiro di Roma dalla Britannia e la loro ultima missione, portare in salvo la famiglia di Alessio, figlioccio del Papa, dall’arrivo dei Sassoni guidati da Cedric. A confronto di quest’ultimo, Attila si rivelerà essere un timido agnello. Artù non può far altro che accettare l’ultimo dovere verso Roma. Attraversare l’impero senza salvacondotto sarebbe impossibile sia per i suoi uomini che per lui, nonostante le sue origini siano Britanne solo per parte di madre. La missione ha dunque inizio ma sulla loro strada, a nord del Vallo di Adriano, oltre ai Sassoni troveranno ad attenderli anche i Woad (o Pitti), così chiamati per l’abitudine di dipingersi il corpo. Il loro capo è Merlino, sciamano e divinatore. Sua figlia è Ginevra. Artù non dimentica che sono stati quei ribelli ad uccidere anni prima la madre, ma “il mondo che conoscevamo è finito”, dice Merlino ed il comandante inizia a meditare su quale sia il nemico ora da combattere. Sulla trama null'altro aggiungo per non guastare le sorprese della parte che segue e , soprattutto, del suo finale. Certo è che una rivoluzione vi aspetta al cinema.
Non ci si attenda di rivedere una nuova versione del visionario “Excalibur” (1981) che resterà la migliore rappresentazione della mitologia di Artù. Il risultato di King Arthur, tuttavia, non è affatto deprecabile. Facile l’accostamento a Braveheart, l’Ultimo samurai, il Signore degli anelli e, andando indietro nel tempo, ai Sette Samurai di Kurosawa. Non lo sarebbe forse il pensiero che si sta lottando per la libertà di un popolo? Evitare facili paragoni, quindi, è la prima cosa da fare per gustare al meglio un buon prodotto che racchiude in sé punte di grande suggestione. Le scene di battaglia che si rincorrono per tutta la durata lasciano poco spazio alla riflessione. Spettacolari interpretazioni ed epiche strategie di guerra renderanno giustizia ad un film attaccato dai pregiudizi ancor prima della sua uscita. Imperdibile la battaglia di Badon Hill, così come fulminante risulta essere agli occhi di chi lo guarda il combattimento sul lago ghiacciato dove Dagonet, il timido e gentile cavaliere, si immolerà per la salvezza dei suoi fratelli d’onore. I cavalieri sono 7 e l’armata di Sassoni di gran lunga più numerosa, ma la mente di uno stratega militare sa come e dove colpire il nemico. Le telecamere sistemate in mezzo agli scudi rendono poi allo spettatore una partecipazione viva della battaglia. La scelta della regia in tal senso si dimostra appropriata rendendo le scene lucide ed il ritmo ben serrato. Difficilmente si patirà la noia rilassati nella comoda poltroncina.
I Cavalieri del Grande Muro, così chiamati per la difesa dei territori a sud del Vallo di Adriano che divideva la Britannia dai territori liberi, sono completamente diversi dall’idea che avevamo di loro. Tralasciando la figura del tormentato Artù, il resto è solo una massa di rozzi omaccioni che disseminano figli illegittimi per le terre dell’isola, non riuscendo che a chiamarli per numero. Le battute grossolane si sprecano e l’idea romantica di un Gawein e di un Tristano crolla miseramente. Lancillotto è la delusione personificata, con una caratterizzazione sbiadita e debole di fronte ad Artù e alla stessa Ginevra. La vera protagonista del film è lei, questa donna capace di trasformarsi in una guerriera sprezzante del pericolo. Una macchina da guerra lanciata in piena battaglia come un giaguaro che sa lottare per i suoi ideali senza temere la morte. Cavalca, lotta, tira con l’arco, usa la spada come un vero uomo. La rivoluzione delle donne è questo King Athur, senza alcun dubbio.
Il tutto è calato in un’atmosfera rarefatta e malinconica, atta a dimostrare la decadenza di un Impero che si ritira dai suoi confini e dagli onori. Le lotte intestine non erano riuscite a far quello che la minaccia sassone, invece, ottiene. Il ritrovarsi però con un nemico ben peggiore di Roma, fa sì che la popolazione locale, guidata da Merlino, tenti la strada della lotta fino all’ultimo respiro, l’ultima carta da giocare. La vegetazione ghiacciata dalla brina prima e dalla neve in un secondo tempo sono gli espedienti aggiuntivi della storia che sfugge al destino di un solo uomo. Non manca neppure l’elemento magico regalato dai Pitti e da Merlino che sa leggere il destino di Artù e della sua terra ed unirlo in nozze nel cerchio energetico di Stonehenge. Come non notare poi la musica sinfonica, intervallata da frammenti celtici, di Hans Zimmer che si dimostra esser, ancora una volta, l’unico rimasto a saper davvero raccontare, tramite le note, una storia epica.
“Tell me now what You see” (Moya Brennan – Hans Zimmer).
Vantaggi: un bel film, belle musiche, belle ambientazioni Svantaggi: la Director's Cut, meglio la versione cinema
In questo bellissimo film Fuqua e Bruckheimer hanno saputo osare, perché quello che ci viene raccontato è forse la teoria meno apprezzata sull'esistenza di re Artù. Diverse sono infatti le ipotesi: una scuola di pensiero lo data al V-VI secolo e lo immagina come un valoroso combattente cristiano contro il paganesimo sassone; Geoffrey Ashe e Leon Fleuriot lo incarnano in Riothamus, "re dei Bretoni", vissuto durante il regno dell'imperatore romano ... ...capo delle popolazioni scozzesi; altri ancora lo immaginano come un re del 2300 a.c.; infine C. Scott Littleton e Linda Malcor ipotizzano un Artù dux romano, comandante dei sarmati di stazza al Vallo, un tale Lucius Artorius Castus, così coraggioso e umano da sembrare quasi irreale.. questa è la versione meno accettata dalla storia romantica, perchè si dovrebbe allora credere in una Ginevra barbara, in un Merlino capo tribù e in un Lancillotto troppo ...
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Vantaggi: rilettura del mito di Re Artù, storicizzato alla luce delle scoperte archeologiche Svantaggi: rimango comunque legato al più affascinante mito dell’Artù medievale
Ricordate Re Artù bardato di armatura e cimiero che lotta insieme ai suoi fidi cavalieri della tavola rotonda seguendo i canoni cavallereschi? E l’etereo Mago Merlino, con lunga barba bianca e cappello a cono, che tanto ricorda il Gandalf de “Il signore degli anelli”? E Ginevra, bella regina che attende al castello che il marito torni dalle sue sempre vittoriose campagne e la cui unica occupazione è decidere se accettare o meno la corte di Lancillotto? ... ...l’ultima fatica di Antoine Fuqua, dalla quale traspare un Artù completamente diverso rispetto a quanto i romanzi cortesi del periodo medievale ci avevano sempre raccontato. Niente spirito cavalleresco, ma grevi battute da caserma pronunciate da uomini rudi temprati da 15 anni di battaglie all’ultimo sangue, niente bardi che suonano la cetra a corte, ma tamburi che fanno riecheggiare l’imminenza di scontri all’arma bianca, niente epiche battaglie ...
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Vantaggi: Bellissima la scena di lotta sul lago ghiacciato Svantaggi: Troppa storia e poca leggenda
...finito di vedere il film King Artur, da poco uscito nelle sale…A dire la verità non mi aspettavo niente di ché, ma uno dei film più belli che ho visto è il vecchissimo (forse non tanto) EXCALIBUR, che narra le gesta del prode Artù, del grande Merlino, della traditrice Ginevra, del traditore ma valoroso Lancillotto, e di tutti i cavalieri della tavola rotonda, per non dimenticare la spada EXCALIBUR e la perfida Morgana (per chi non l’avesse mai visto, ... ...leggendaria dei cavalieri della tavola rotonda, ma con questo film….
Iniziamo col dire che la storia è ambientata in un regno e in un periodo diverso da quello che ricordavo….i cavalieri al fianco di Artù ci sono, ma sono pochissimi. Sicuramente si saranno fatti studi approfonditi per cercare di dare una collocazione storica ben precisa, ma si è persa quell'atmosfera magica che ha da sempre ha caratterizzato le geste di Artù e dei Cavalieri della ...
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Regia
Attori
Sceneggiatura
Colonna Sonora
molto utile
09.04.2005
Ave... Artù ! Valutazione del ProdottoKing Arthurscritta da
Nico1969
Vantaggi: Buon film, bella fotografia Svantaggi: Non molto profondo, attori discutibili
LA TRAMA
V secolo dopo Cristo: la Britannia è occupata dalle legioni romane che, dopo secoli di incontrastato dominio e di completa sottomissione delle popolazioni locali, si trovano d'un tratto a dover difendere i confini del loro impero. Nuovi ed oscuri nemici insidiano da nord il più grande Impero dell'antichità, i cui confini, una volta garantiti dal celebre Vallo di Adriano, sono ora minacciati sempre più seriamente:i selvaggi Woad del misterioso ... ...premono…
… finché i romani decidono di abbandonare la Britannia al suo destino, consapevoli di essere ormai incapaci di difenderla e preoccupati dai mille focolai di rivolta che iniziano ad incendiare un Impero ormai morente. In questo quadro si inserisce un piccolo gruppo di cavalieri (parti o macedoni, non ricordo: comunque molto lontani da casa…) al servizio del Papa e guidato da Lucius Artorius Castus, di padre romano e madre britannica, che ...
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Vantaggi: Un bel film, godibile e veloce. Una scenografia imponente ed un'ambientazione maestosa. Le scene di guerra Svantaggi: Una sceneggiatura leggermente zoppicante ed una regia vagamente svogliata
Le leggende, si sa, sono sempre un po’ diverse dagli accadimenti storici. Così accade che, soprattutto quando tramandate oralmente (come Iliade ed Odissea ed i Vangeli), le storie diventano vere e proprie mitologie.
Parentesi dimostrativa.
Una mia amica, che non sentivo da un po’, mi ha chiesto di salutarle Elena (la mia ex da ormai ben 3 anni). Le ho detto che l’avrei fatto senz’altro. Puntualizzando, poi, che nel frattempo si era fidanzata, peraltro ... ...mia madre m’interroga sulla questione, affermando che nel mio gruppo (sic) si dice che Elena si sia fidanzata col mio migliore amico (!). Sono bastati 3 semplici passaggi: io che ho riferito la cosa alla mia amica, lei che ne ha parlato con un’amica di mia madre, e quest’ultima che, da brava comare, è andata da mia madre a riportarle una storia decisamente sovvertita! Il tutto in 10 giorni dalla prima esternazione (la mia).
Ebbene… si vorrebbe che ...
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Vantaggi: Xxx Svantaggi: Noioso e ?a libera interpretazione?
...Inutile che vi racconti la storia: ?Alexander? si propone di narrare le grandi gesta del grande Alessandro Magno.
Passo quindi direttamente alle mie considerazioni. Indubbiamente grande cast: spiccano infatti nomi come Anthony Hopkins, Angelina Jolie, Val Kilmer. Ma a parte questo? basta, nient?altro.
E dire che a me il genere storico inaugurato alla grande da un capolavoro come ?Bravehart? e cresciuto con ?Il Gladiatore?, ?KingArthur?, ?L?ultimo samurai?, ?Troy?, piace!
La narrazione è a volte troppo prolissa e difficile da seguire; la regia non mi pare delle migliori perché alcune scene sono state nettamente sminuite e altre troppo amplificate a discapito dell?effetto globale; i contenuti poi!
Dissento assolutamente! Un film storico deve attenersi alla verità. Se è plausibile e a volte di grande efficacia il ?romanzare? miti...
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Vantaggi: Si passano un paio d'ore !! Svantaggi: Sono passate due ore !!
...Ho visto questo film ieri sera...premetto che si passano un paio d'ore di tutto rispetto. ...Piacevoli e incollati alla TV ...
Fermo restando che poi non ti devi aspettare di ricevere grossi insegnamenti sui quali impostare la tua vita o di aumentare il tuo Q.I.
Buoni gli effetti speciali anche se credo più adatti al grande schermo che al piccolo.
Buona la regia di Antoine Fuqua , anche se lontana molti anni luce da quella del suo capolavoro TRAINING DAY ( -2001 -, ma forse, e senza forse, un po' del merito della grandezza di questo film è anche del premio Oscar Denzel Washington ) , ma meglio di quella di KINGARTHUR.
In verità Il film è molto , come dire,"The Bourne identity ". Guardatelo e capirete subito cosa voglio dire...
Il trentaseienne Mark Robert Michael Wahlberg ( Il Pianeta delle Scimmie , The Italian Job , The...
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Vantaggi: Buon ritmo, buon montaggio, buoni interpreti, grande regia Svantaggi: non ne ho riscontrati
...in tutto, simili quasi a quelle dei ninja per dirla in termini spiccioli, e delle chiamiamole maschere bianche davanti al viso, che lasciano visibili solo gli
occhi. La prima cosa che fanno è far spogliare gli ostaggi, 50 in tutto, e farli rivestire esattamente come loro; in modo tale che per la polizia sia impossibile riuscire a distinguere i rapinatori dagli ostaggi.
Il capo dei rapinatori è clive owen, già visto all'opera in kingarthur film che reputo bruttino.Qui invece ho apprezzato owen:il suo personaggio rivela una dose di umanità insospettabile a inizio film.
Il detective incaricato di svolgere il ruolo di negoziatore coi rapinatori è il sempre brillante denzel washington. IL suo è un personaggio con un'infamante accusa di appropriazione indebita di danaro pendente sul proprio capo, che vede
in questo caso l...
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