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Vantaggi suggestioni
Svantaggi qualche rifinitura in più me l'aspettavo anche
Dettagli
| Genere | fantasy |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | buona |
| Attori | decenti |
| Sceneggiatura | buona |
| Colonna Sonora | appropriata |
| Qualità Video (DVD): |
continua
La sceneggiatura dimentica le tradizioni e si appropria di scoperte archeologiche che lo vogliono parte integrante dell’Impero romano.
In realtà il suo nome era stato già accostato dalle letture dello storico Nennio
che citava un certo “Artorius”, condottiero romano che sconfisse i Sassoni in una storica battaglia a Mons Badonis (nel film vedremo la battaglia di Badon Hill).
Dimentichiamo Camelot e la barba bianca di mago Merlino; dimentichiamo l’isola di Avalon e le sue Signore protettrici del culto della Dea Madre; dimentichiamo il Dio Cervo e la Cerca del Graal; dimentichiamo, soprattutto, l’idea dei suoi cavalieri romantici.
Non avremo nulla di tutto questo dal film di Antoine Fuqua.
Il fascino di Artù resterà immutato, anche se dovessero fornire tutte le prove immaginabili sulla sua esistenza divelta dalla mitologia.
L’uomo ha la necessità di restar legato a quell’idea romantica del suo personaggio e non sarà questo film a farlo cadere dal piedistallo su cui è stato innalzato secoli addietro.
Il film è godibile proprio se la mente resta aperta e slegata da quell’immagine di lui e dei suoi cavalieri. Si riuscirà ad apprezzarlo proprio per la plausibilità di un contesto storico e di caratterizzazioni che ormai fanno parte della nostra cultura.
“Nel mondo della razza umana le maree del potere stanno cambiando. Per me le stagioni degli uomini arrivano e passano nell’arco di pochi istanti, ma a volte qualcosa in esse attrae la mia attenzione”, La Signora di Avalon – Marion Zimmer Bradley.
Non ci si attenda di rivedere una nuova versione del visionario “Excalibur” (1981) che resterà la migliore rappresentazione della mitologia di Artù. Il risultato di King Arthur, tuttavia, non è affatto deprecabile.
Facile l’accostamento a Braveheart, l’Ultimo samurai, il Signore degli anelli e, andando indietro nel tempo, ai Sette Samurai di Kurosawa. Non lo sarebbe forse il pensiero che si sta lottando per la libertà di un popolo?
Evitare facili paragoni, quindi, è la prima cosa da fare per gustare al meglio un buon prodotto che racchiude in sé punte di grande suggestione.
Le scene di battaglia che si rincorrono per tutta la durata lasciano poco spazio alla riflessione. Spettacolari interpretazioni ed epiche strategie di guerra renderanno giustizia ad un film attaccato dai pregiudizi ancor prima della sua uscita.
Imperdibile la battaglia di Badon Hill, così come fulminante risulta essere agli occhi di chi lo guarda il combattimento sul lago ghiacciato dove Dagonet, il timido e gentile cavaliere, si immolerà per la salvezza dei suoi fratelli d’onore.
I cavalieri sono 7 e l’armata di Sassoni di gran lunga più numerosa, ma la mente di uno stratega militare sa come e dove colpire il nemico.
Le telecamere sistemate in mezzo agli scudi rendono poi allo spettatore una partecipazione viva della battaglia.
La scelta della regia in tal senso si dimostra appropriata rendendo le scene lucide ed il ritmo ben serrato. Difficilmente si patirà la noia rilassati nella comoda poltroncina.
Il tutto è calato in un’atmosfera rarefatta e malinconica, atta a dimostrare la decadenza di un Impero che si ritira dai suoi confini e dagli onori. Le lotte intestine non erano riuscite a far quello che la minaccia sassone, invece, ottiene. Il ritrovarsi però con un nemico ben peggiore di Roma, fa sì che la popolazione locale, guidata da Merlino, tenti la strada della lotta fino all’ultimo respiro, l’ultima carta da giocare.
La vegetazione ghiacciata dalla brina prima e dalla neve in un secondo tempo sono gli espedienti aggiuntivi della storia che sfugge al destino di un solo uomo.
Non manca neppure l’elemento magico regalato dai Pitti e da Merlino che sa leggere il destino di Artù e della sua terra ed unirlo in nozze nel cerchio energetico di Stonehenge.
Come non notare poi la musica sinfonica, intervallata da frammenti celtici, di Hans Zimmer che si dimostra esser, ancora una volta, l’unico rimasto a saper davvero raccontare, tramite le note, una storia epica.
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eusapia 05/04/2006 10:08
ho visto il film con parecchio ritardo rispetto all'uscita nei cinema, convinta soprattutto dalla delusione di una mia amica. errore. a me è piaciuto molto!
matitora 05/08/2005 01:56
Bellissima, bellisssima, bellissima, la tua recensione, ovviamente! Ho visto il film e non mi aspettavo gran chè, e infatti... Sapevo dello stravolgimento delle storie "classiche" (finalmente una Ginevra "attiva"), però il film mi ha deluso lo stesso, sembra che non vada da nessuna parte, ad un certo punto mi sono messa a guardare l'orologio sperando che finisse presto, la cosa peggiore per un film! Le scene di battaglia però valevano la pena, anche se Satana al confronto dei sassoni è nessuno (un po' esasperati, o sbaglio?)!
balzo 13/06/2005 21:07
Doria74 14/04/2005 17:52
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Antoine Fuqua Keira Knightley;Ray Winstone;Stellan Skarsgard;Clive Owen;Ioan Gruffudd;Stephen Dillane. |
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