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Quasi perfetto
Vantaggi L' epoca in cui è ambientato, l' atmosfera perfettamente ricreata, costumi,pochi errori storici
Svantaggi Tra i pochi c'è qualche errore grave
Dettagli
| Genere | guerra |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | buona |
| Attori | convincenti |
| Sceneggiatura | buona |
| Colonna Sonora | perfetta |
| Qualità Video (DVD): | OTTIMA |
continua
E' un film realizzato secondo quanto viene fuori da alcune scoperte archeologiche, e da una fonte che accenna a un certo generale Artorius in lotta contro i Sassoni nelle terre di confine sul vallo di Adriano in Britannia (del vallo di Adriano vi è anche un secondo ramo separato che segna il confine sui territori danubiani in Romania). La scelta di ambientare il film nel V sec. d.C,in quell' epoca di luci e ombre che non è più antichità ma non è neanche del tutto Medioevo, mi è sembrata originale, anche per farci avere l' idea di un periodo storico che a scuola(almeno dalle mie parti) viene inspiegabilmente trascurato. Passiamo a qualche tratto del film: qui Artù è appunto Artorius, un personaggio molto distanziato dal re bassomedioevale di Excalibur: più che di un re si tratta infatti di un condottiero di sangue Romano e Britanno, a capo di un piccolo gruppo più che un esercito, un po' per dire così alla Brancaleone, di cavalieri Sarmati( popolazione barbara che viveva nell'attuale Russia Europea) e Lancillotto e Tristano sono appunto tra questi. Questi cavalieri, dopo avere molto combattuto, si trovano a dover affrontare la loro ultima missione: salvare Alessio( figlio di un patrizio che vive in quelle terre Britanniche e pupillo del papa) dall' attacco dei Sassoni. Presto però al gruppetto si unirà un nuovo membro: Ginevra. Anche Ginevra è ben lontana dalla donzella "alla provenzale" della tradizionale saga di Artù: si tratta infatti di una barbara del popolo celtico dei Pitti, che vive prigioniera nelle segrete della villa del padre di Alessio e viene liberata dal gruppo di Artorius.Ben presto si rivelerà un' arciera capacissima e un valido alleato nella battaglia contro i Sassoni. Tra i Sassoni incontriamo Merlino, che nel racconto bassomedioevale ci appare come l' ultimo dei druidi, mentre qui è una sorta di sciamano a capo dell' esercito sassone. Alla fine solo Artorius e Ginevra resteranno salvi, e il film si conclude con la scena del matrimonio di questi due tra i megaliti dello Stonehenge. Come ho già detto mi è piaciuta molto la collocazione storica, che rende i contenuti di una leggenda molto più razionali,(L' epica bassomedioevale infatti non è delle mie preferite proprio perchè è estremamente campata in aria e piena zeppa di allegorie che alla fine anzichè appassionare annoiano) e inoltre l' atmosfera che si respira guardando questo film rende benissimo l' idea di quegli anni: un' atmosfera torbida,fumosa, assente e presente al tempo stesso molto ben ricreata dalle scenae...I costumi sono a dir poco perfetti: i celti dal corpo dipinto, i soldati romani, ormai lontani dal culto pagano vietato da Teodosio nel 391, recano sugli scudi rotondi (di stampo bizantino che soppiantarono quelli rettangolari tipici dell' alto Impero) il simbolo cristiano della X e della P incrociate in uso dai tempi di Costantino, e combattono con gli spadoni di origine barbara, le Spathae. Il padre di alessio (unico non soldato che compare) non veste più la toga ma il manto bizantino fermato in spalla da uno spillone. Le armaure tipiche dell' epoca sono perfettamente ricreate, e anche le armi, ad eccezione delle balestre che invece furono per la prima volta usate nella guerra dei cento anni e quindi nel V sec non c' erano. Passiamo ora agli errori, pochi ma ben distinti tra gravi, medi e finezze:
1-Il Vescovo, affidando ad Artorius la missione di salvare Alessio, mostra a lui e ai cavalieri i lasciapassare: un cofanetto con delle pergamenine arroltolate. In epoca romana, come nei primi secoli del Medioevo, i lasciapassare non erano pergamenine ma tavolette di creta con su inciso il nome del proprietario.
2- Le balestre, come già ho accennato.
3- Grammatica latina: su una mappa compare il vallo di Adriano denominato come ADRIANI MURUS. Primo non è MURUS ma MURUM, neutro; secondo con MURUM i latini indicavano pareti più che muraglie fortificate; terzo,l' esatto è VALLUM HADRIANI.
4- Nel matrimonio tra Artorius e Ginevra, quest' ultima indossa un velo bianco. In epoca romana, fino credo ai primi secoli bizantini le spose indossavano dei veli rossi che coprivano completamente il volto, ed erano fermati in testa da uno spillone a forma di freccia.
5- Finezze nel racconto iniziale di Lancillotto: egli parla del Vallo di Adriano come un muro che si estende per tot KILOMETRI! I Km erano sconosciuti ai romani che invece calcolavano le misure in MIGLIA (2000m ca.) corrispondenti a mille passi, e in GIORNI DI CAMMINO. Dice poi l' anno: 452 d.C. Gli anni dopo cristo iniziarono ad essere contati solo un secolo dopo dal monaco Dionisio il piccolo: prima di lui, anche i cristiani contavano gli anni a partire dalla fondazione di roma. Parla poi dell' Impero, che allora era avido di terre e ancora terre...Al contrario! Il V sec. era un' epoca assolutamente incerta e segnata dalle incursioni barbare. Quindi i Romani si occupavano di difese più che di conquiste!
6- Anacronismo per quanto riguarda l' attività del papa: scomunica e ha l' esercito. Nel V sec. ciò non era ncora del tutto possibile: il vero strapotere del papa iniziò solo nell' XI sec. in seguito alla "lotta per le investiture".
Consiglio di vederlo, ma per vederlo bisogna comunque amare il genere e il tipo di periodo storico. Chi è appassionato dell' Artù "tradizionale" può rimanere deluso!
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GILLONEDEA 20/02/2005 11:05
monistri 19/02/2005 20:26
ottima opinione e bellissimo film
thebigzeus 14/02/2005 20:35
fello24 12/02/2005 22:11
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Antoine Fuqua Keira Knightley;Ray Winstone;Stellan Skarsgard;Clive Owen;Ioan Gruffudd;Stephen Dillane. |
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regia di Antoine Fuqua con Clive Owen; Stephen Dillane; Keira Knightley; Ioan Gruffudd; Stellan Skarsgard; Ray Winstone |
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Bel film e interessante opinione. C'e' almeno una inesattezza pero': Artorius e Ginevra non sono gli unici sopravvissuti. Si sono salvati almeno tre dei guerrieri di Artu' e compaiono al matrimonio. E una domanda/dubbio: chi ti dice che il "matrimonio" sia nella forma in uso presso i romani? I Pitti non avevano una cerimonia dello stesso genere? Comunque, a parte queste sottigliezze, devo ammettere che le tue opinioni sono sempre piene di utili informazioni.