Ciao - per chi ha un'opinione
Opinioni più recenti
|
Domande più recenti
|
Scrivi un'opinione
|
Video più recenti
|
...Che c'azzecca?
Vantaggi Scorrevole
Svantaggi Noiosetto, praticamente senza trama
Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | edicola |
| Layout: | scarso |
| Qualità Materiale | mediocre |
| Prezzo | 15 Euro |
Adoro Grisham, ho letto tutti i suoi romanzi, compreso il prossimo “legal-thriller” che uscirà a breve anche in Italia.
Dopo alcuni tentativi al limite della decenza, il buon John Grisham ha deciso di riprovarci scrivendo un libro fuori dai suoi classici schemi. Dei tre tentativi (La casa dipinta, Fuga dal Natale e quest’ultimo) l’allenatore è, a mio avviso il più deludente sotto ogni aspetto.
La trama è inconsistente, senza capo né coda e non si riesce davvero a capire cosa voglia trasmettere al lettore. Difatto narra degli ultimi giorni del vecchio allenatore di football americano della città di Messina, Eddie Rake. Da una trentina d’anni egli è il padre-padrone della squadra, che ha portato dall’anonimato completo ai fasti di campionati vinti senza mai perdere.
I metodi di rake non sono, ovviamente, ortodossi, con sedute di allenamento senza sosta, violenze psicologiche sui giocatori e un atteggiamento di superiorità verso tutto e tutti finché non accadrà l’evento clou della vita dell’allenatore: la morte di uno dei ragazzi per cause naturali “indotte” dallo stile dell’allenatore. Da qui il licenziamento, con conseguente declino della squadra, che però non scalfirà l’aura mistica venuta a crearsi attorno a Eddie Rake.
Al capezzale del vecchio allenatore, si ritrovano tutti gli ex giocatori; in particolare alcuni che avrebbero potuto sfondare tra i professionisti. Tra di loro spicca Neely Crenshaw “l’all American” che torna a casa e rivive i momenti belli e meno belli della sua gioventù.
Tra un ricordo e l’altro degli ex giocatori e degli abitanti, troviamo una sequela infinita di schemi, cronache di partite e piccoli gossip che francamente poco o nulla aggiungono alla trama.
Il libro, scorre comunque velocemente, forse perché il lettore è portato a sperare di finire il più in fretta possibile la lettura (io, ad esempio, odio lasciare i libri a metà anche se non mi piacciono), ma la noia ha il sopravvento. Secondo una critica letta di recente “Grisham ci porta nel cuore dell'America ma anche nel cuore delle questioni semplici ed eterne che ci riguardano tutti: l'amicizia, l'amore, il compito di diventare adulti accettando i propri limiti e imparando a perdonare e ad amare”, onestamente non ho trovato nulla di tutto ciò o, quanto meno, era ben nascosto.
Questa è la prima opinione dell'utente
Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

Aiuta questo utente offrendogli consigli

Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.
Aggiungi il tuo commento
delfinabizantina 20/08/2004 14:36
unik 16/07/2004 11:40
rigolm 19/05/2004 14:11
non l'ho ancora letto.
vipvip1 18/03/2004 11:04
Sottocultura americana per europei deviati. Cito il titolo della mia ultima opinione proprio per sottolineare il fatto che per un pò di tempo abbandonerò le letture di provenienza anglosassone.....non riesco più a sopportarle. Sai bene che Grisham è uno dei mie preferiti, ma ha esaurito ciò che aveva da dire...ora si vende solo il nome...guarda la copertina del libro....è significativa. Ciao. Vincenzo.
mamma mia, l'ho riposto sul comodino, non riesco a finirlo