Home > Cultura e Spettacolo > Cinema > Tutti i film > L > L'allenatore nel pallone > Opinione

Opinione

per L'allenatore nel pallone
Leggi l'opinione successiva "Un capolavoro"
4 Stelle Un film leggendario x gli amanti del pallone Opinione diamante Opinioni con immagini
63 su 63 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Lino Banfi

Svantaggi pieno di difetti

Dettagli

Genere comico
Età minima per tutti
Regia bruttina
Attori geniali
Sceneggiatura ottima
Colonna Sonora perfetta
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

Marco444

Opinione più recente dell'autore

Il film Allenatore nel Pallone, fu fatto nel 1984, la regia è di Sergio Martino, i dialoghi del film furono scritti da PierFrancesco Pingitore, e le musiche dei fratelli De Angelis.

Ma il protagonista principe è lui, il grande Lino Banfi, alias Oronzo Canà, che collabora alla sceneggiatura del film; altri protagonisti sono Giuliana Calandra [la moglie], Camillo Milli [il presidente Borlotti], Licinia Lentini [la moglie del presidente], Speroni [Stefano Davanzati], Aristoteles [Urs Althaus].

/dimenticanza/
nel film sono protagonisti la coppia Gigi [Gigigno] e Andrea [Andrea Bergonzoni].

Durante il film, nel ruolo di se stessi, ci sono presenti alcuni calciatori, giornalisti e dirigenti dell’epoca, tra cui Oscar Damiani (procuratore si fa vedere ogni tanto sul programma Controcampo), Aldo Biscardi, Carlo Ancelotti, Ciccio Graziani, Picchio De Sisti, Junior, Josè Altafini, Nando Martellini, Fabrizio Maffei e Bisteccone Galeazzi.

Prima di questo film, il cinema italiano, aveva sfornato alcuni film sul calcio, di quelli che ricordo con piacere sono: “Gambe d’Oro” (1958) con Totò presidente della squadra, “Borgorosso Football Club” (1970) con Alberto Sordi presidente, “il tifoso, l’arbitro e il calciatore” (1982), dove famosa è la scena di Pippo Franco che durante il derby di roma faceva contento il padre e il suocero, e infine “Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento” (1983) con Alvaro Vitali e Mario Carotenuto.
Questo che vi sto elencando è il più conosciuto dai giovani, e rimasto nella storia, per i suoi contenuti e per un grande Lino Banfi.

Le frasi aventi " " sono riferimenti al film

Oronzò Cana, allenatore di seconda o terza fascia, sempre disoccupato, con una carriera calcistica di riserva nelle giovanili della roma, ammiratore di Liedholm e della sua zona (la tattica ndr) alla ricerca di una squadra, mentre si vede il processo di Biscardi (sempre lui!!!), scopre che diventa l’allenatore della squadra neo-promossa in serie A, la Longobarda. Dopo uno svenimento con il mitico “Madonna Benedetta dell’incoroneta”, Canà va al raduno dove il presidente gli promette acquisti di rinforzo, ma scopre che Speroni, la bandiera della squadra, l’unico che Canà vorrebbe cedere, è l’amante della moglie del presidente. Arrivati al calciomercato a Milano (oggi il calciomercato si fa ancora lì, ma le trattative non avvengono più la, ormai i procuratori vanno in altri luoghi), Canà è illuso dai finti colpi che gli dice il presidente, tra cui, Rumenigghe, Platini, e il famoso “Maradonna” (Madonna + Maratona). Visto che invece il presidente ha venduto i migliori due giocatori della squadra, Falchetti e Mengoni, alla Juventus, Oronzo si è “inchazzeto” ma conosce uno strano procuratore, Andrea Bergonzoni, che dice di avere un amico “che ha le mani in pasta dappertutto” in Brasile, per poter scoprire qualcuno di talento che è rimasto nella nazione carioca. Così il mister ed Andrea vanno a Rio de Janerio, dove Andrea più ai calciatori pensa ai glutei delle donne come dice in una raffinata raffinata poesia “la donzelletta vien dalla campagna e la chiappa si bagna”, e Canà che gli dice “ma non è che fai il commerciante di culi?”; Così, tramite un bambino “figlio di brasilera e figlio di emigrante, ma Canà convinto che fosse figlio di buttena”, trovano Gigigno, amico di Andrea, che gli promette i migliori giocatori brasiliani rimasti in brasile, tra cui Junior, Seder anzi Eder (non proprio lui ma la cugina) e Socrates, magnifico giocator dottor…. Però i due erano dei imbroglioni e solo la sfortuna che hanno, salva Canà, tranne da Socrates, non il giocatore ma un dottore che non solo insulta Canà, ma lo opera all’appendicite. Cana “inchazzeto” più che mai, perché è l’unico italiano che va in Brasile ad operarsi di appendicite e non ha trovato nessun giocatore. I due falsi procuratori, per non essere denunciati, gli trovano un giocatore di buon talento, in un campetto vicino al Maracanà (Non la moglie ndr, con equivoci allo stadio) e si chiama Aristoteles, “se non è Socrates è Aristoteles”.

Da qui in poi il film inizia ad esplodere le sue battute più famose, il ritiro con la tattica che offre Canà. Il 5-5-5, e la B-Zona (cinque che vanno avanti cinque che vanno indietro, nessuno capisce un chezzo). Inizia il campionato, con la telecronaca di Nando Martellini, contro la Roma all’olimpico, dopo un gol a freddo di Aristoteles, la Roma segna 5 gol, “per colpa di quel gol a freddo, loro poi sono diventeti caldi e incazzeti”. Così iniziano le sconfitte e le contestazioni dei tifosi, con i famosi capi ultras gemelli, a casa sua “ieri ci ha fatto prendere quattro pappine sia gentile, plaf (pomodori nel naso di Canà)”.
Cosi il ritiro e la saudate di Aristoteles, dove Canà pur di farlo contento, gli canta una canzone brasileira. Gli acquisti che il presidente gli da per il mercato di riparazione sono “giocatori svincolati che nemmeno la c2 vuole”, tra cui spicca il talentuoso Crisantemo “già ti ho comprato i primi di novembre e per cortesia cerca di non gufare continuamente, se no ti faccio rimanere nell’oclulo, no nella panchina per tutta la vita ah (e toccata di “ferro)””. Così l’attaccante brasiliano si sveglia e la longobarda recupera punti in classifica, e con intervista al processo di Biscardi, Canà parla della partita successiva contro il milan, e risponde alle domande con risposte del tipo “se Zico ha giocato con i guanti, Aristoteles giocherà con il cappotto”. Però l’infortuno di Aristoteles, procurato da un’entrata kamikaze di Speroni (invidia??) mette di nuovo in difficoltà la squadra, che perde 7-0 con il milan e inizia una nuova serie negativa. Però dopo un tentativo di fuga di Aristoteles, incontrano di nuovo Gigigno e Andrea, ritornati in italia, e Canà ospita il giocatore, sempre triste ma contento per aver conosciuto la figlia di Canà, sfortunata in amore. Gigigno e Andrea vengono anch’essi invitati da Canà e mangiano come i pazzi (porci) grazie alla cucina della suocera del mister, ex attrice di opera lirica.
Ritornando al campionato, la squadra perde sempre, Canà non sa cosa fare, in primis viene viene espulso durante la partita contro la Juventus, dopo che l’arbitro ha visto pienamente le corna di Canà al suo indirizzo; prima era stato mandato a quel paese da Platini.
Poi prova con dei riti magici per non far segnare Zico contro la sua squadra, ma Zico gli fa quattro gol; poi cerca di comprarsi la partita contro la Fiorentina, parlando con Picchio De Sisti la quale era convinto che si trattava di dare metà ingaggio in beneficenza e non un pareggio con la squadra. A fine gara, Canà, “incazzeto perché non aveva pareggiato la partita” capisce tutto e conclude dicendo “io picchio De Sisti e gli spezzo pure la noce a capo collo”.
Mancano due gare, la Longobarda sembra vicina alla retrocessione, il mister non sa cosa fare, ma finalmente Aristoteles, convinto dalla figlia di Canà, gioca come ai vecchi tempi, dopo che Canà l’ha messo in panchina e gli fa vincere la partita contro la lazio. Canà capisce che è possibile salvarsi, urlando dalla finestra di casa sua ai tifosi “vincere e vinceremo”, ma l’indomani il presidente gli dà una brutta notizia……….. che Canà non riesce a digerire….

Non voglio raccontare il finale a chi non ha visto questo film (per quei pochi) e adesso analizzo, secondo il mio punto di vista il film

Il film non è un granché, ma l’interpretazione di Lino Banfi, ha reso il film un cult. Sembra che lui ha la faccia di allenatore di seconda fascia, e i suoi metodi sono tremendamente comici ed indimenticabili, quando si gratta perché c’è Crisantemo in panchina, quando esulta dopo un gol, quando si specchia con la foto del suo idolo, i dialoghi con il giornalista Cerrutti che gli rompe le scatole (“a come se a le i gli dicessi Bis-stronzo”) Semplicemente geniale!!!
In questo periodo per preparare questa opinione, sono andato in molti siti che parlavano di questo film, è in molti, lo ritenevano un cult, proprio per l’interpretazione di Lino Banfi, che sembra una delle migliori nella sua carriera cinematografica (parlo di film comici), insieme al film “Vieni avanti Cretino”, che ancora non ho visto.
Rimarranno impresse ancora oggi se ne parla, la sua B-Zona, il 5-5-5, e moltissimi si ricordano a memoria la trama e alcuni dialoghi del film, tra cui le battute famose che ho elencato nella trama e chi ha visto il film ricorderà.
Il film parla anche di altri aspetti, che con l’interpretazione di Banfi e la comicità del film vengono messe in secondo piano, come le spese di una squadra in serie A, che oggi, rispetto a 20 anni fa, sono triplicate, e si rischia il fallimento.

Per chi ama il calcio, è non ha visto il film, è sicuramente da vedere, chi invece è un amante del cinema, al massimo può mettersi le mani nei capelli (chi è pelato se li mette in testa).
Il film è immenso di difetti di montaggio, da campi con la curva e cartelloni pubblicitari a campetti con i bordi con le siepi, o a difetti di doppiaggio, nel sito più famoso che rivela gli errori dei film, sono rilevati ben 19 errori, uno ogni sei minuti del film. Si nota in questo frangente che il film non era a basso costo, ma a bassissimo costo (anche se alcuni esterni sono stati girati in Brasile).
Anche per questi errori il film viene ricordato dai suoi innumerevoli ammiratori.
Però, grazie anche ai innumerevoli passaggi televisivi, il film è diventato un cult, e ogni estate di ogni anno, il film ha avuto sempre un passaggio televisivo, nelle reti mediaset.

La pagella agli attori è solo per Lino Banfi
La sceneggiatura è ottima per i dialoghi e le battute che dice Lino Banfi
La colonna sonora è simpatica per il ritmo brasileiro, anche se a molti può risultare antipatica

Se l'opinione dovesse risultarvi inutile o brutta, mandate le vostre critiche sul box messaggi.

Marco444

Immagini

per L'allenatore nel pallone
Locandina
di Marco444 Marco444

Valuta questa opinione

Quanto ti è stata utile questa opinione? Consigli sulle valutazioni

Questa è la prima opinione dell'utente

Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

  • Aiuta questo utente offrendogli consigli

  • Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.

Attiva i pulsanti per le valutazioni negative

Aggiungi il tuo commento

 Invia un commento  Invia un commento

Per poter inserire un commento è necessario attivare Javascript

Commenti

Avete domande riguardo L'allenatore nel pallone? Domanda
Pagina 1 di 13 | 1 - 5 di 65 commenti
  • mickey74 09/08/2007 11:23
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • MrBrownstone 28/06/2007 11:25
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Lo conosco a memoria!

  • marcojesolo 18/07/2006 10:08
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    UN GRANDE LINO BANFI,

  • tonymart 21/06/2006 12:56
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    è un film che a distanza di 20 anni è ancora attuale con il problema del calcio truccato, del razzismo nel calcio e dove si parla della nostalgia della propria terra...

  • yukka 13/06/2006 13:25
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Gran bel film, l'ho visto proprio ieri sera.

Pagina 1 di 13 | 1 - 5 di 65 commenti

Altre opinioni

per L'allenatore nel pallone

Offerte simili

per L'allenatore nel pallone