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L'amico ritrovato (Fred Uhlman)

Opinione

per L'amico ritrovato (Fred Uhlman)
5 Stelle Giustiziato
29 su 29 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi l'amaro lieto fine

Svantaggi nessuno

Dettagli

Contenuti
Reperibilità
Layout:
Qualità Materiale buona
Prezzo Varie offerte e varie edizioni

L'autore

Alienna Dal 1 gen 2002

Sono in ritardissimo con le letture... ci sto provando però! Portate pazienza continua

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Ci sono piccoli libri che lasciano grandi segni.
Credo che ognuno di noi abbia un libro importante, un libro che l’ha colpito e che si porta dentro, un libro che ha letto e messo da parte ma che non ha dimenticato. Quando mi è capitato di leggere qui su Ciao opinioni su questo libro sono andata a ripescarlo e l’ho riletto, divorandolo in due giorni e rivivendo tutti i sentimenti che allora mi aveva sollecitato.

L’amico ritrovato è un classico della letteratura per ragazzi, almeno così viene definito. Porta la firma di Fred Uhlman: nato a Stoccarda nel 1901, divenne avvocato a New York dove si era rifugiato dopo essere fuggito dalla Germania nazista da ragazzo perché ebreo, stessa sorte che tocca al protagonista di questo suo libro. Pur avendo notevole successo come avvocato, la letteratura è sempre stata più che un hobby per questo scrittore che ci ha regalato oltre a questo romanzo anche un autobiografia (che purtroppo non ho letto). Fred Uhlman è morto a Londra nel 1985.

Trama
Stoccarda
Hans Schwarz è il figlio sedicenne di un medico ebreo, buona famiglia, rispettata e conosciuta all’interno della comunità, una buona educazione al Karl Alexander Gymnasium di Stoccarda, uno dei più famosi ed antichi licei della zona. Ma Hans è un ragazzo solo: è timido, questo è vero, ma non è questa sua caratteristica a rendergli difficile il contatto umano. Hans è alla ricerca di un amico perfetto, ha un’idea talmente alta dell’amicizia e della persona da considerare amico da non riuscire a trovare nulla di attraente nei compagni di classe.
Ma dopo tanto cercare, dopo tutto il periodo passato in solitudine, Hans ha finalmente trovato il ragazzo che può impersonare quell’ideale. Si tratta di Konradin von Hohenfels, ultimo discendente dell’omonima storica dinastia. Giovane schivo, si è tenuto alla larga dalle offerte di amicizia degli altri nobili presenti nella classe, non ha dato importanza all’attenzione che il “Caviale della classe” (i ragazzi che per cultura ed egocentrismo si ritengono unici e destinati a cose importanti) gli ha rivolto, continua a starsene in disparte, apparentemente intoccabile ed inavvicinabile e tutti gli sforzi fatti da Hans per mettersi in mostra e rendersi interessante sembrano inutili… almeno fino al giorno in cui la comune passione per le monete abbatte quel muro.

I due ragazzi divengono inseparabili, condividono letture, interessi, giornate insieme, eppure qualcosa comincia ad incrinarsi. Mentre Hans ha presentato l’amico ai genitori che l’hanno accolto in casa loro, Konradin l’ha sempre invitato in assenza dei genitori, si insinua il sospetto di non essere all’altezza, di non essere abbastanza per meritare di essere presentato alla ricca famiglia. Ma non si tratta di una questione di ricchezza o povertà...
Il movimento di Hitler comincia a fare seguaci anche tra le classi nobiliari, lo stesso Konradin l’ha incontrato ed è rimasto affascinato dal carisma di quell’uomo fisicamente insignificante ma con una grande forza comunicativa.
Il rapporto di amicizia tra i due, che si era già raffreddato per questioni di razza, si interrompe quando Hans parte per gli Stati Uniti dove sarà ospite di parenti fino a quando le acque si saranno calmate e i tedeschi avranno ripreso a ragionare e a distinguere il mondo in brave o cattive persone e non in ariani ed ebrei.

Dopo la morte dei genitori, suicidi perché incapaci di sopportare l’ingiustizia del comportamento dei loro vicini e dei loro connazionali, e la delusione per quell’amicizia tradita, Hans non ha alcun motivo di tornare in Germania eppure la sua vecchia scuola lo rintraccia e gli chiede di contribuire al monumento agli alunni caduti… nel lungo elenco di nomi che furono ragazzi e che ora sono morti ritroverà i vecchi compagni e, inaspettato, un amico che disperava di ritrovare.

Riflessioni
Quando ho visto questo titolo tra i libri per ragazzi, sono rimasta piuttosto sorpresa per la scelta, sono perfettamente consapevole che la forza ed il valore che viene dato all’amicizia in questo libro siano tipicamente adolescenziali ma non sono altrettanto sicura che possa essere compresa appieno, da quella fascia di età, la profondità dell’epilogo.
Ho letto per la prima volta questo libro tredici anni fa, non più adolescente, non ancora donna, ricordo che mi assalirono sentimenti molto contrastanti. Ero troppo grande per vivere appieno l’ideale di amicizia che viene presentato, forse troppo idealizzato persino per un adolescente, basato su affinità elettive e culturali più che sulla condivisione del gioco, ma l’epilogo mi ha colpito molto, quella forza che mancava al rapporto nel durante è esplosa alla fine, con tutte le implicazioni che quell’ultima parola porta con se, allora come oggi.
Questo scritto, che pare troppo breve per essere chiamato romanzo ma che pesa come un volume d’enciclopedia, ha una forza evocativa molto grande, l’autore non ha bisogno di spiegarci quali sono state le scelte e le azioni dei due protagonisti, li lasciamo sedicenni per ritrovarli più grandi, senza sapere cosa hanno fatto ma solo dove sono arrivati, e non ci serve altro

Se cercate un libro facile da leggere questo non sempre lo è: si tratta di un libro pubblicato per la volta nel 1971, è stato scritto da un avvocato di estrazione alto-borghese nato all’inizio del secolo scorso e con studi classici alle spalle. Nell’edizione in mio possesso, a complicare un linguaggio a volte “antico”, si è deciso di lasciare alcuni termini in tedesco, indicazioni di pietanze e termini sociali che non sono stati tradotti e per cui non è stata inserita alcuna nota a margine. Non avendo io a casa un dizionario a disposizione, ho dovuto ricostruire la narrazione “a senso”, cercando cioè di sostituire i termini fidandomi del mio intuito. Ma questo è un difetto dell’edizione e non del libro.
Leggetelo comunque, anche se non è una lettura d’evasione, anche se i romanzi sui sentimenti non vi interessano, leggetelo perchè è capace di riportarvi alla mente la forza che davate all’amicizia, perchè apre a quella speranza che ci aiuta a tenere il cuore aperto da grandi, perchè quel finale dolce amaro è l’epilogo più dolce che la vostra razionalità sarà in grado di accettare.

Caratteristiche del libro che ho letto:
Uhlman Fred
L’amico ritrovato
Titolo originale Reunion
Edizione Club degli Editori su licenza Giangiacomo Feltrinelli Editore aprile 1996

Non ricordo il prezzo del libro in mio possesso, sarebbe comunque di poca utilità visto quanto tempo è trascorso dall’acquisto. Trovate su internet numerose edizioni a vostra disposizione, anche in antologia con altri titoli.

Buona lettura.

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Commenti

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Pagina 1 di 7 | 1 - 5 di 31 commenti
  • sajmo 06/02/2010 01:41
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Avevo totalmente rimosso dalla memoria questo libro. Grazie di avermi fatto ricordare le forti sensazioni che provai quando (adolescente) lo lessi!

  • fly2010 03/02/2010 14:12

    Avevo dimenticato questo libro....credo di averlo letto alle scuole medie...grazie per avermi aiutato nel ricordo....recensione scritta splendidamente!

  • franciafabio 30/01/2010 10:03
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    molto bello, ciao ciao

  • ZioGerma 29/01/2010 14:05
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Grazie, mi ha fatto venir voglia di rileggerlo!

  • batufola 26/01/2010 21:59
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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