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Opinione

per L'amico ritrovato (Fred Uhlman)
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5 Stelle LA FORZA DELL'UMILTA' Opinioni con immagini
12 su 12 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
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Reperibilità edicola
Layout: mediocre
Qualità Materiale mediocre
Prezzo 5,50 euro

L'autore

Soffio81

Opinione più recente dell'autore

Scrivere di questo libro è un pò come raccontare di me.
Lo "scoprii" per caso, appena adolescente, e subito mi colpì il titolo, o meglio, quell' aggettivo, "ritrovato".
Mi chiesi perchè l'autore lo avesse scelto.
Lessi alcune pagine, ma poi il librò andò perso.
Da allora, qualche volta mi è tornato in mente, ma, vuoi per un caso, vuoi per un altro, non riuscii a trovarlo ( nelle grandi librerie, ahimè, non posso accostarmi).
Finchè, poco tempo fa, eccolo: piccolo, sottile, immerso tra altri libri in una edicola alla stazione centrale di Napoli.
Mi illumino: quasi mi commuovo alla sua vista, come se anch'io avessi ritrovato quel frammento di adolescenza sospesa.
Lo comprai e lo portai a casa.
Finalmente l'ho letto.
E posso dire la mia.

L'amico ritrovato non può innanzitutto considerarsi un romanzo, e nemmeno ne ha la pretesa.
L'autore stesso, Fred Uhlman, si dichiarò consapevole che il suo scritto non sarebbe stato annoverato tra le grandi opere, e forse nemmeno ne aveva intenzione.
Spiego subito il perchè.
Dicendo non può definirsi romanzo, mi riferisco in primo luogo alla struttura narrativa del libro ; non c'è un tessuto tramativo che si scioglie, non c'è la "complessità" e l'intensità linguistica e contenutistica tipica del romanzo d'autore.
Questo, però, nulla toglie allo spessore del libro: l'intenzione di Uhlman, infatti, non era quella che forse si aspettava e ci si aspetta ancora quando si sa che qui si scrive del rapporto tra due adolescenti, uno ebreo e l'altro svevo, nella Germania del periodo fascista.
Ci si aspetta il racconto del dramma, lo sfondo storico, l'insinuarsi quasi chirurgico nella descrizione di un'epoca di differenze, incarnata dai due ragazzi.
E invece no: qui protagonista non è la Storia, nè la descrizione dettagliata delle scissioni e delle lacerazioni alle quali pure i due ragazzi dovettero assistere.

L'amico ritrovato è il racconto autobiografico di un'amicizia persa e ritrovata a dispetto del Tempo e degli Eventi, un'amicizia descritta col candore e la schiettezza propria di un adolescente, quasi che l'autore si fosse lasciato, in questo, trasportare dalla sua penna, senza nessuna pretesa.
E proprio la mancanza di ogni pretesa ha reso l'opera un capolavoro.

Qualcuno lo definisce racconto: io ritengo questo vocabolo troppo restrittivo.
Per me questo scritto si colloca in uno spazio a sè stante: non si può e non si riesce a classificarlo, giacchè, nel momento in cui lo si fa, sfugge sempre qualcosa.
Dirlo romanzo significherebbe screditarne la natura essenziale;dirlo racconto comporterebbe uno svilimento del suo valore e della sua umile grandiosità.
Io lo dico un grande esempio, e spiego il perchè.

Essenzialmente, l'autore ci riporta all'epoca della sua prima adolescenza, e al suo incontro con quello che sarebbe diventato il suo amico inseparabile, tutto ciò attraverso le figure del protagonista, un ragazzino tedesco di origine ebraica, figlio di un noto medico della città dove i due vivono e frequentano la stessa scuola , Hans, e del compagno di avventure, più che altro fatte di pensieri e sogni, un ragazzino di origine sveva, Konradin, appartenente all'aristocrazia, e discendente degli Hohenfels, famiglia nota a Stoccarda per aver avuto nome e gloria nella storia germanica.
I due, nonostante le formali differenze, condividono, in poche "pagine", sentimenti e dolori intensi, che Uhlman accenna soltanto, ma riesce a colorare in modo tale da renderli significanti.
E ci mostra così il percorso di formazione e maturazione intellettuale ed emotiva di due ragazzi che, apparentemente estranei al mondo nella solidità della loro amicizia, ben presto si accorgono di dovere fare i conti con la "realtà" , quella esterna a loro, quella che tutti chiamano storia, dalla quotidianità delle formalità a quella che studiamo sui libri.
E sarà questa storia, nella Germania degli anni trenta, a separarli.
Niente drammi, niente episodi complessi: anche qui Uhlman accenna soltanto al razzismo, al distacco tra i due, che si accorgono di dover tenere conto delle formalità, fin quando, all'intensificarsi degli eventi, Hans non si separa, apparentemente per sempre, da quell'amico e da quella Germania che tanto amava, e di cui riporta più i particolari paesaggistici che storici ( questo a rafforzare quanto detto, e cioè che trattasi di un racconto intimistico e non storico), e vola in America, dove resta per trent'anni.

Dunque, la Storia sembra averla vinta.
E questo lo si legge anche dall'amara lettera di addio di Konradin, dove addirittura accenna ad una ammirazione per Hitler.


E invece no: dopo trent'anni, Hans riceve una comunicazione scritta che lo invita, in quanto tedesco, a servire la Patria e sostenere le spese per i caduti in guerra.
Apparentemente disgustato, Hans non può alla fine fare a meno di scorrere alla lettera H...Hohenfels.
E, man mano che scopre il destino di molti dei suoi compagni, beffati dallla Storia, che si credevano vincitori ma sono stati ridicolizzati dalla stessa, i suoi occhi si fermano al nome di Konradin, e , con la grandezza che solo pochi autori come Uhlman hanno, in una sola, piccola, apparentemente insignificante frase, l'autore ci fa capire che l'amicizia, quella vera, sopravvive al Tempo e alla Storia.
"Hohenfels, Konradin. Impiccato per aver partecipato a un complotto contro Hitler."


Dunque due amici, travolti dal vortice doloroso degli eventi, che hanno saputo, attraverso una maturazione emotiva intensa, ri- trovarsi nelle scelte di vita che assumono, e che restituiscono al loro legame quella dignità e quello splendore che sembrava avesse perso.
Tutto attraverso pche righe.

Allora, perchè esempio?
Perchè in questo piccolo opuscolo è racchiuso un mondo, quello interiore, che nessuna struttura narrativa può mai racchiudere, e di cui solo il termine "esempio" ne scandisce e sottolinea la perenne lezione di vita che ne scaturisce ogni qual volta si ritorna ad esso anche solo con la mente.

Questo è quel che penso....senza pretese.

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L'AUTORE
Fred Uhlman
di Soffio81 Soffio81
L'AUTORE

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Pagina 1 di 3 | 1 - 5 di 13 commenti
  • gategate 22/07/2008 17:53
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Un libro che rifugge le definizioni, come se non volesse essere incasellato, limitato da una parola. Anche quella che hai individuato tu "esempio", dopo tutto lascia ancora aperte tante possibilità, restringe solamente il campo. Un libro che senti tuo e si legge nella presentazione che ne hai dato, con il cuore.

  • Trinitymay 22/07/2008 16:28
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Anche se proprio non lo leggerei, non è davvero il mio genere, non ci spenderei nemmeno 1 €. la tua è un' ottima OPINIONE perchè anche se NON sono d'accordo sulla tua opinione del libro, questa OPINIONE è scritta benissimo, scorrevole e chiara :)

  • sniper 22/07/2008 16:20
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Meet 22/07/2008 09:46
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    eccomi di ritorno!

  • Meet 22/07/2008 07:55
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Eccellente recensione per un libro che non ho mai letto ma che, appena avrò un pò di tempo, leggerò. Grazie e ripasso in giornata.

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