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Quell' amico che non ti aspetti
Vantaggi Altamente coinvolgente dalle prime battute fino alla fine del libro
Svantaggi Non sono presenti contenuti puramente letterali
Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | altri canali |
| Layout: | mediocre |
| Qualità Materiale | mediocre |
| Prezzo |
Solitamente quando scrivo un’ opinione, non mi prolungo mai nella descrizione della trama, per rispetto nei confronti di chi, già è tediato da una mia opinione,e si vede anche spiattellata di fronte la storia del romanzo. In questo libro sarò ancora maggiormente sintetico, a causa delle sue dimensioni ridotte, ma non lasciatevi forviare da questo aspetto.Già Catullo(e dico CATULLO, mica gente che scrive per trarne profitto come Ken Follet o per intenti meramente propagandistici, attraverso libri nauseabondi buoni al massimo per accendere il caminetto come Bruno Vespa, ragazzi, se c’ è qualcosa di lirico nella letteratura odierna, lo si deve al signore sopra citato!) sosteneva che ad un grande libro corrisponde un grande male. La polemica letteraria intrapresa dal poeta neotero trova un’ ottima realizzazione proprio in questo breve romanzo(o lunga novella?).
Ulhman ci porta nella Germania pre-nazzista, dove ha luogo un’ amicizia tra due ragazzi provenienti da caste estremamente differenti: uno è il figlio di un’ aiutante Hitleriano, l’ altro un semplice ragazzo ebreo.Ottima la scelta della narrazione in prima persona, che ci catapulta violentemente nel racconto, e porta il lettore in prima persona, a fare una passeggiata tra le vomitevoli ipocrisie e gli scellerati provvedimenti di quel regime.Il libro è un’ ottimo manifesto al diritto di essere liberi sia fisicamente che mentalmente. Liberi, se non dai nostri pregiudizi, per lo meno, da quelli razzisti.
[Vorrei aprire un piccolo incipit a proposito,diceva un grande scrittore”La stragrande maggioranza delle persone credono di pensare, mentre stanno semplicemente mettendo in ordine i loro pregiudizi” non pensiamo quindi di essere esenti dai preconcetti, che sono parte del nostro stile di vita, ci siamo cresciuti, a volte ci sono trasmessi dalla nostra cultura, ma cerchiamo di eliminarne i più grossolani.]
L’ autore inoltre, ha il buon senso di non criticare mai direttamente il regime, ma ci mette crudamente davanti alla realtà di quei tempi, vista da un angolazione, che a lui fa comodo per mettere in cattiva luce il nazzismo(del resto da qualsiasi angolazione si tratta il problema, non si può trarre un giudizio positivo da un’ organizzazione che calpesta con stivali lordi e pesanti la dignità umana ed il valore della vita), cercando di darne una visione completa. Scegliere il partito politico giusto o sbagliato non è questione di intelligenza. La vittoria alle elezioni è determinata dalla gente, e di conseguenza dai suoi pregiudizi, dalla sua cultura, dai suoi costumi e dal periodo storico che si attraversa.Non bisogna quindi sorprenderci di alcuni errori commessi nell’ elezione di persone sbagliate(Mussolini vi ricorda qualcosa?) nel corso della storia. La visione politica di questo libro è ricca di buon senso ed in gran parte condivisbile, e dopo averla assimilata vi chiederete perché sono esistiti ed ancora esistono gli estremismi,tanto da far venire voglia di andare alla finestra e urlare:”BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!BASTA!!!!!!!!!!!!!BASTA!!!!!!!!!!!”
Ulhman tratta anche dell’ amicizia. Il rapporto che si crea tra i due ragazzi è ambivalente e totalizzante, anche se è contornato da piccole bugie.Buona anche questa scelta dello scrittore, che non si mette a parlarci di amicizia ideale, e di come dovrebbe essere questo rapporto. Il libro descrive la vita vera, e anche lo stretto legame dei due ragazzi è imperfetto, ricco di omissioni, di verità dimezzate, ma proprio per questo, più forte di qualsiasi altro. I due giovani, non sono degli eroi ideali, ai quali dovremmo tendere, questi sono eroi per la loro umanità, e per il coraggio di sostenere l’ affermazione di questa.
CHE BELO IL FINALE!!!Dopo “Il ritratto di Dorian Gray” l’ epilogo più intenso e sconvolgente che abbia mai trovato su carta stampata.
Questo è un libro che va letto senza porsi troppe domande, ma cercando di far scomparire piano piano le parole, fino a ritrovarsi nei panni del ragazzo ebreo e vivere intensamente attraverso le sue azioni.Una lettura che vi prenderà allo stomaco, e ve lo strizzerà come si fa per i panni del bucato ancora bagnati, ma sempre con una dolcezza inconsueta per un libro di contenuti talmente aspri.
L’ ultimo consiglio: non leggete il libro, ma vivetelo!
VOTO: 8½ (di stima, per uno che nella vita faceva il pittore)
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Groudy.Blue 06/03/2005 23:44
Memorie 05/03/2005 23:43
COPACABANA 05/03/2005 20:01
bel libro che consiglio a chi non l'ha letto ancora
subba 05/03/2005 19:31
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L'amico ritrovato (Universale economica) (Fred Uhlman) Pagine: 96, Edizione: 52, Brossura, Feltrinelli |
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io ho pianto leggendolo