Aggiorno l'opinione sottostante con una grande notizia: "L'ammiraglio alla deriva" è tornato nelle edicole! Lo potrete trovare in vendita fino ai primi giorni di Luglio, pubblicato dalla collana Giallo Mondadori con il numero 1166! Un'occasione imperdibile per gli amanti del giallo classico!
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Una Opinione di christie su L'ammiraglio alla deriva (Agatha Christie, Gilbert Keith Chesterton, Dorothy L. Sayers) 31.07.2005
La valutazione di questo autore:
Contenuti
piacevoli
Reperibilità
edicola
Layout:
mediocre
Qualità Materiale
mediocre
Vantaggi:
intricato rompicapo scritto da dodici giallisti
Svantaggi:
a volte è troppo complicato !
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Sì
Opinione completa
Aggiorno l'opinione sottostante con una grande notizia: "L'ammiraglio alla deriva" è tornato nelle edicole! Lo potrete trovare in vendita fino ai primi giorni di Luglio, pubblicato dalla collana Giallo Mondadori con il numero 1166! Un'occasione imperdibile per gli amanti del giallo classico!
Nella mia ultima opinione "christiana", su "Dieci piccoli indiani", scritta ormai parecchi mesi fa (gulp!), vi avevo lasciati dicendo che il prossimo libro della Christie di cui avrei parlato era una vera chicca. Finalmente, eccomi qui a parlarne!
Inizio subito precisando che non si tratta di un libro scritto dalla Christie, ma un libro scritto dalla Christie e da altre undici persone. Sì, avete letto bene. "L'ammiraglio alla deriva" ha ben dodici autori. A rendere il tutto più complicato, il libro, ovviamente, è un giallo: immaginate cosa voglia dire per dodici persone scrivere un giallo! Ma andiamo con ordine.
Gli autori de "L'ammiraglio alla deriva" sono dodici giallisti, tutti membri del Detection Club. Il Club è un'associazione privata, di cui fanno parte i migliori giallisti inglesi, nata con il duplice scopo di far incontrare dei patiti professionisti del giallo e tenere alto il livello dei gialli in Inghilterra. I membri del Detection Club, infatti, al momento della cooptazione, s'impegnano a seguire determinate regole, nella stesura delle proprie opere, tra cui quelle di evitare il sensazionalismo, di far sì che l'investigatore arrivi alla soluzione del caso solo grazie alla logica e all'intuito, senza coincidenze o botte di fortuna, di mantenere l'assoluto segreto sulle idee e le trame degli altri membri del Club. Per quel che ne so, il Detection Club esiste ancora. Nel 1931, i dodici membri del club decidono di scrivere insieme un giallo: un divertimento intellettuale davvero intrigante per tutti loro. Stendono le regole da utilizzare nella stesura dell'opera. Ognuno di loro scriverà un capitolo del libro, tenendo conto di tutto ciò che è stato scritto dagli autori precedenti: dialoghi, descrizioni, indizi. Nessuno dei dodici autori saprà qual è la soluzione che hanno in mente gli altri. Ognuno di loro si baserà sui capitoli già scritti per elaborare una propria teoria e scriverà la propria soluzione del giallo in dei fogli a parte, che chiuderà poi in una busta. Le buste saranno aperte solo a conclusione del libro, quando l'autore del dodicesimo e ultimo capitolo avrà sbrogliato la matassa.
Il libro inizia con la mappa del paesino teatro del delitto e con l'elenco dei personaggi: un classico del giallo inglese di quei tempi. Alle prime luci dell'alba, Neddy Ware, un marinaio in pensione, mentre si reca sul fiume che taglia in due il piccolo paese di Whynmouth, vede una barca alla deriva. Una volta riuscito a fermare la barca, l'uomo si accorge che, al suo interno, c'è il cadavere dell'ammiraglio Penistone. L'ammiraglio, a riposo ormai da qualche anno, vive da poco più di un mese in una villa nella campagna attorno a Whynmouth, insieme alla nipote Elma e a tre domestici. L'ispettore di polizia Rudge, incaricato dell'indagine, si trova di fronte ad un bel rompicapo, che si complica sempre più. Chi mai avrà avuto interesse ad uccidere un uomo come l'ammiraglio? Perché la nipote Elma è corsa a sposarsi con il misterioso signor Holland poche ore dopo essere stata informata della morte dello zio? Perché il cadavere è stato ritrovato nella barca del vicario del paese, la cui canonica si trova dall'altra parte del fiume rispetto all'abitazione dell'ammiraglio? Tra indizi che spuntano come funghi, testimoni sfuggenti e maree particolari, le indagini saranno complicate per l'ispettore Rudge, che non mancherà, però, di scoprire il colpevole. Tanto per dare un'idea, ad un certo punto Rudge, come fa spesso Poirot, compila una lista di quesiti riguardanti le indagini, quesiti che necessitano una risposta per risolvere il caso. Beh, questi quesiti sono ben trentanove!
"L'ammiraglio alla deriva" è un ottimo esempio di quel periodo d'oro del giallo inglese che va tra gli anni Venti e i Quaranta del Novecento. L'ambientazione nella campagna inglese, gli indizi ben dosati, la figura dell'investigatore che punta più sulla logica che sugli inseguimenti, la mappa del paesino e l'elenco dei personaggi sono tutti elementi caratteristici di quel periodo. Se non bastasse, "L'ammiraglio alla deriva" è anche un esercizio mentale e di scrittura non da poco. Ognuno degli autori ha dovuto basare il suo lavoro su quello dei precedenti, cercando di dare un senso logico a tutti gli indizi che i suoi predecessori avevano disseminato qua e là. Di conseguenza, ognuno di loro ha scritto il proprio capitolo, mettendo dialoghi, indizi e descrizioni, avendo in mente un dato colpevole, scelto in base agli indizi, dialoghi e descrizioni precedenti. Soltanto a conclusione dell'opera, i dodici hanno scoperto che ognuno di loro aveva in mente, come colpevole, un personaggio diverso dagli altri. Come si deduce dalle soluzioni date da ciascuno di loro e stampate a fine libro, anche quando due autori avevano in mente lo stesso colpevole, i motivi che avevano spinto il dato personaggio all'omicidio erano diversi. Inoltre, è successo spesso che un dato indizio fosse letto da due o più autori in maniera completamente diversa. Addirittura, in una delle possibili soluzioni, un autore ammette candidamente di aver brancolato nel buio, senza avere nessun'idea del colpevole!! Insomma, "L'ammiraglio alla deriva" è un divertimento intellettuale non solo per chi lo ha scritto ma anche per chi lo legge!
A questo punto, no mi resta che elencare i nomi dei dodici autori: il Canonico Victor Whitechurch, G.D.H. e M. Cole, Henry Wade, Agatha Christie, John Rhode, Milward Kennedy, Dorothy L. Sayers, Ronald A. Knox, Freeman Wills Crofts, Edgar Jepson, Clemence Dane, Anthony Berkeley. Esclusa la notissima Agatha Christie, tutti gli altri sono ormai pochi conosciuti, soprattutto in Italia. Sono reperibili in libreria alcuni loro libri, soprattutto grazie alla collana "I bassotti" della casa editrice Polillo, una collana che pubblica solo gialli classici…una vera manna dal cielo per appassionati come me!
Dopo aver magnificato questo libro, passiamo alle dolenti note. "L'ammiraglio alla deriva" non si trova in libreria. I modi per procurarselo sono tre. Provare in qualche biblioteca pubblica. Sinceramente, non ci ho neanche provato perché ero interessata a possedere il libro e non soltanto a leggerlo. Non so quante siano le probabilità di trovarlo in biblioteca visto che il libro è stato pubblicato solo una volta in Italia, nel 1983, da "Il giallo Mondadori", che è una collana che esce solo nelle edicole. Un altro modo di procurarsi una copia del libro è quello tramite la casa editrice Mala vasi. La Malavasi è specializzata nella vendita di VHS e DVD di film televisivi basati su alcuni libri della Christie (le avventure di Hercule Poirot, Miss Marple, Tommy e Tuppence e altro ancora) e sulle indagini di Sherlock Holmes. I film sono una produzione inglese. A chi si abbona all'intera collana di DVD o VHS riguardanti i film basati sui libri della Christie, la Malavasi spedisce in omaggio una copia de "L'ammiraglio alla deriva", di cui detiene i diritti editoriali in Italia. Sinceramente, non credo valga la pena abbonarsi anche perché i film di cui si parla, per quanto gradevoli e ben fatti, non sono in ogni modo al livello dei libri e molti di essi sono stati trasmessi da Rete 4, anche se un po' a caso, e altri saranno trasmessi prossimamente da Rai Uno, in prima serata. Resta, dunque, l'ultima possibilità, che è quella che ho preferito io: cercare il libro, nella sua edizione del 1983, tra i siti Internet e i negozi che vendono libri usati. Con un bel po' di fortuna, l'ho trovato su Internet, pagandolo cinque euro, più altri cinque di spese postali e varie.
C'è almeno un altro libro scritto da Agatha Christie e dal Detection Club e anch'esso introvabile in Italia, se non cercando con molta fortuna nelle rivendite online e offline di libri usati, dal titolo "Le sei mani". La caccia continua!