L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa? (Philip G. Zimbardo)

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L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa? (Philip G. Zimbardo)

Cosa fa sì che i buoni diventino cattivi? Philip Zimbardo, noto come l'ideatore dell'Esperimento carcerario di Stanford, racconta qui la storia di que...

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2 opinioni degli utenti

Opinione su "L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa? (Philip G. Zimbardo)"

pubblicata 28/11/2016 | fravolpe1988
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Sono laureata in psicologia clinica e dello sviluppo. Amo libri,film ( animazione e thriller psicologici) , sport, e confrontarmi con le persone; ringrazio chiunque voglia dedicare un pò del suo tempo alle mie opinioni! sono anche BETA READER
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"Le pecore possono diventare lupi?"

Buongiorno a tutti! Nel mio percorso universitario a Psicologia ho avuto modo di leggere numerosi libri atti a comprendere meglio il fenomeno della crudeltà umana, specie in esami come Criminologia e Psicologia dei Gruppi.
Inuile dire che le cronache sono strapiene di eventi eclatanti che testimoniano come l'uomo si accanisca sui suoi simili .

Detto ciò, l'autore di cui vi parlo oggi è Zimbardo , conosciuto per l''esperimento della prigione di Stanford, condotto nel 1971. Si tratta di un esperimento psicologico volto a indagare il comportamento umano di individui sono definiti soltanto dal gruppo di appartenenza. L'esperimento prevedeva l'assegnazione, ai volontari che accettarono di parteciparvi, dei ruoli di guardie e prigionieri all'interno di un carcere simulato.
Ad un gruppo di studenti furono attribuiti a caso i ruoli di "guardia" e "detenuto" in un ambiente carcerario finto. Dopo una settimana lo studio fu interrotto perché quei normalissimi studenti si erano trasformati in guardie brutali e in detenuti emotivamente distrutti.
Zimbardo descrive come certe dinamiche di gruppo possano trasformare in mostri uomini e donne perbene e ci permette di comprendere meglio fenomeni di estrema crudeltà.

PROCEDURA: prevedeva l’assegnazione casuale di 24 studenti metà al ruolo di guardia e metà al ruolo di carcerato. In seguito, tutti i ragazzi furono inseriti in una prigione artificiale collocata nell’Università di Stanford, seguendo in modo preciso le procedure adottate nelle prigioni del Texas sia la per quanto riguarda la costruzione dello stabile che le pratiche di arresto. Le guardie non ricevettero alcuno specifico addestramento e furono istruite a fare tutto ciò che ritenevano fosse utile a far osservare le regole, mentre i detenuti furono informati delle condizioni che li aspettavano in termini di umiliazione e violazione della privacy.

RISULTATI: furono drammatici e nonostante la durata prevista fosse di due settimane, portarono all’interruzione prematura dopo soli 6 giorni a causa del forte impatto psicologico che la situazione ebbe sugli studenti: in pochissimi giorni le guardie divennero sadiche e maltrattanti e i prigionieri mostrarono evidenti segnali di stress e depressione.
Secondo l'opinione di Philip Zimbardo, la prigione finta, nell'esperienza psicologica vissuta dai soggetti di entrambi i gruppi, era diventata una prigione vera. L'importanza e l'attualità degli studi di Zimbardo e di altri ricercatori, sarebbe dimostrata dalle vicende riguardanti le torture cui furono sottoposti i prigionieri iracheni nella Prigione di Abu Ghraib, ad opera di militari statunitensi, durante l'occupazione militare dell'Iraq.

COSA NE PENSO IO: Credo sia un libro molto interessante, non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per chi , come me, spesso si interroghi sul come nasca il male e sul perchè della crudeltà umana. E' un testo decisamente attuale, dati gli episodi di cronaca, che mostrano come l'uomo si accanisca sui suoi simili , in particolare su soggetti più deboli. Di recente c è stata la giornata della violenza sulle donne...Ecco , credo che questo libro possa essere un valido testo che vi aiuterà a comprendere come spesso TEMIAMO IL MALE; MA NE SIAMO AL TEMPO STESSO AFFASCINATI.
Cosa spinge le persone buone a diventare cattive? Una delle tesi di questo libro è che la maggior parte di noi conosce se stesso soltanto in base alle proprie limitate esperienze in situazioni abituali che implicano regole, leggi ecc ecc.Ma che cosa accade quando siamo esposti a contesti totalmente nuovi e insoliti, dove le nostre abitudini si rivelano insufficienti? La nostra natura può essere modificata, tanto verso il lato buono quanto verso quello cattivo.Le persone possono, in qualunque momento, possedere in misura più o meno grande una particolare qualità . Le circostanze di vita, interventi esterni, esperienze possono modificare la nostra natura e la nostra indole.
NEssuno è assolutamente buono o assolutamente cattivo !!



vi lascio qui il link con ulteriori delucidazioni, ma anche con due video che vi mostreranno l'esperimento

http://gabriellagiudici.it/philip-zimbardo-lorigine-del-male-e-leffetto-lucifero/

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  • zeballos9 pubblicata 05/12/2016
    copia
  • cucciolona76 pubblicata 28/11/2016
    Eccellente
  • CinziaGirl1 pubblicata 28/11/2016
    grazie mille
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Cosa fa sì che i buoni diventino cattivi? Philip Zimbardo, noto come l'ideatore dell'Esperimento carcerario di Stanford, racconta qui la storia di questo studio. A un gruppo di studenti furono attribuiti a caso i ruoli di "guardia" e "detenuto" in un ambiente carcerario simulato. Dopo una settimana lo studio fu interrotto perché quei normalissimi studenti si erano trasformati in guardie brutali e in detenuti emotivamente distrutti. Zimbardo descrive come certe dinamiche di gruppo possano trasformare in mostri uomini e donne perbene e ci permette di comprendere meglio fenomeni di estrema crudeltà, dalla disonestà delle multinazionali a come soldati americani prima degni di stima siano giunti a perpetrare torture su detenuti iracheni ad Abu Ghraib.

Caratteristiche Tecniche

EAN: 9788860301574

Tipologia del prodotto: Libro

Autore: Philip G. Zimbardo

Numero totale di pagine: 769

Alice Classification: Psicologia

Editore: Cortina Raffaello

Data di pubblicazione: 2008

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 17/12/2009