Il romanzo "L'isola del tesoro" (1883) venne inizialmente pubblicato a puntate su un giornale per ragazzi e solo successivamente fu stampato in volume. Al suo debutto l'opera fu... continua
L' ISOLA DEL TESORO DVD
Ambientato nel Settecento, narra le avventure di Jim Hawkins, un ragazzino alle prese con ... continua
un gruppo di uomini che con lui si imbarcano sulla Hispaniola, alla ricerca del tesoro nascosto da un famoso pirata, il capitano Flint. Nonostante i pericoli corsi e le peripezie vissute, alla fine Jim riuscirà a salvarsi, insieme ad alcuni dei suoi compagni, con i quali spartirà il tesoro. Ma la tragedia di cui è stato involontario protagonista lo perseguiterà a lungo.Dal famoso romanzo di Stevenson un'avventura entusiasmante: un ragazzo orfano, una ciurma di pirati, e un simpatico pappagallo, tutti alla ricerca di un tesoro sepolto su un'isola misteriosa.
un gruppo di uomini che con lui si imbarcano sulla Hispaniola, alla ricerca del tesoro nascosto da un famoso pirata, il capitano Flint. Nonostante i pericoli corsi e le peripezie vissute, alla fine Jim riuscirà a salvarsi, insieme ad alcuni dei suoi compagni, con i quali spartirà il tesoro. Ma la tragedia di cui è stato involontario protagonista lo perseguiterà a lungo.Dal famoso romanzo di Stevenson un'avventura entusiasmante: un ragazzo orfano, una ciurma di pirati, e un simpatico pappagallo, tutti alla ricerca di un tesoro sepolto su un'isola misteriosa.
Una Opinione di gategate su L'isola del tesoro (Robert L. Stevenson) 21 Agosto 2005
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Contenuti
interessanti
Reperibilità
edicola
Layout:
mediocre
Vantaggi:
Un classico dell'avventura
Svantaggi:
I personaggi decedono troppo facilmente
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Quando ho deciso di rileggere "L'Isola del tesoro" il primo pensiero è stato: " Lo avrò a casa? O l'avevo preso in prestito in biblioteca?" Come capirete, è passato qualche anno dall'ultimo "incontro". Mi sono quindi messo alla ricerca del libro perduto (!), e sono stato abbastanza fortunato: trovato! E' in buone condizioni (non ha l'età di Senza Famiglia… :-D) e (sorpresa) lì accanto c'è anche una bella riduzione a fumetti (raccolta in volume dopo la pubblicazione sulle pagine de "Il Giornalino"). Al settimo cielo (o quasi), mi rituffo nella lettura!
●● LE MONETE PIACCIONO A TUTTI! ○○ Qualcuno non conosce la trama? Non ci credo! Comunque diamo qualche accenno, giusto per rinfrescare la memoria. La tranquillità della piccola locanda "Ammiraglio Benbow" viene turbata dall'arrivo di un vecchio pirata, il capitano Bill, custode della mappa del tesoro del terribile capitano Flint. Jim, un ragazzo affascinato e insieme spaventato dal capitano Bill, è il figlio dei proprietari della locanda e si trova ben presto a bordo del vascello Hispaniola, alla ricerca della ricchezza favolosa: con lui il dottor Livesey e il castellano (già ricco!) Trelawney, ma anche una ciurma ben assortita, capeggiata da John Silver, ufficialmente cuoco, ma in realtà personaggio legato a Flint. L'arrivo all'isola è tranquillo, ma lì succede il finimondo: ammutinamento, lotte, un originale abitante dell'isola, furti di barche… Un colpo di scena dietro l'altro! E il tesoro? Anche quello non se ne sta tranquillo! :-D
●● I CERCATORI D'ORO - JIM ○○ I personaggi che popolano il romanzo sono davvero tanti! Protagonista assoluto è naturalmente Jim Hawkins. Si trova catapultato da un'esistenza abbastanza solitaria alla locanda in un mondo pieno d'avventure. E' un giovane al quale non difettano certo coraggio, spirito d'iniziativa e anche una notevole dose di "fortuna"! Mentre la madre prende dal baule di Bill i soldi dovuti per vitto e alloggio, Jim si interessa ad un involto di tela cerata, che contiene proprio la mappa del tesoro. Beh, questo segna l'inizio dei guai, perché altri pirati sono sulle tracce delle preziose istruzioni e non vanno tanto per il sottile. Jim però sa appoggiarsi alle persone giuste e non gli riesce quindi difficile partire per l'isola. Jim appare caratterialmente molto più grande della sua età (che comunque non è rivelata), un po' incosciente senza dubbio, con il rischio di pagare in prima persona l'eccessiva imprudenza. Non parte mai pensando alle conseguenze delle sue azioni, si getta a capofitto nell'impresa e valuta al momento la mossa giusta da fare, confidando nella buona sorte che in genere non lo abbandona. Forse è poco plausibile che un ragazzo abituato alla vita di "locanda" sia tanto smaliziato e coraggioso, ma vogliamo o no l'avventura? E allora è ok!
●● I CERCATORI D'ORO - SILVER ○○ Questo è IL personaggio, senza di lui la storia non avrebbe senso. Jim è sempre al centro dell'attenzione, ma si avverte sempre la presenza del pirata. John Silver, detto Long Jhon, un cinquantenne in perfetta forma che avanza sorretto da una stampella: dice di aver perso una gamba combattendo per la patria e ha un pappagallo chiamato capitano Flint… fate 2 + 2… :-D Il suo aspetto non è quello di un pirata e possiede un'arma in più: è istruito e anche molto furbo. Aggiungete che è spregiudicato e senza scrupoli e avrete un quadro completo. Ma allora perché ha tanto carisma e risulta il personaggio migliore e che si ricorda di più? Deve essere il fascino del bello e dannato… I marinai si fidano di lui e anche quando le cose non vanno bene, riesce a manipolarli a suo piacimento. Jim è quasi ipnotizzato da questo pirata, dalle mille risorse ed estremamente pericoloso. Ha una gamba sola? Non fidatevi, la sua agilità è formidabile e la gruccia può essere usata per attaccare… La ciurma gli volta le spalle? Riesce a tenerli buoni con un'abile dialettica, mentre fa il doppio gioco, per salvare se stesso e Jim. Qualunque cosa accada sa sempre cavarsi dagli impicci. E' certo che la giustizia non riuscirà mai a mettere le mani su di lui, una raffinata canaglia.
●● I CERCATORI D'ORO - GLI ALTRI ○○ Con due personalità di questo tipo, è inevitabile che tutti gli altri restino in ombra… e sono davvero tanti! Beh, in "penombra", cioè meno invisibili, sono senz'altro il dottor Livesey e il castellano Trelawney. Il dottore compare fin dalle prime pagine, distinto, con la sua parrucca bianca e la pipa e riveste anche la carica di magistrato del paese. Si ha l'impressione che si mantenga un gradino al di sopra degli altri, ben felice di non appartenere alla plebe. Messo alle strette, si dimostra comunque anche un uomo d'azione. Trelawney è il proprietario di un castello e procura anche il veliero Hispaniola , quindi è già ricco. Quel che cerca è senz'altro un po' di avventura ed è dichiaratamente snob: consiglia al dottore di lasciare la sua "miserabile clientela" per imbarcasi alla volta dell'isola. E' in conflitto con il capitano della nave, Smollet, probabilmente perché vorrebbe avocare a sé il comando… Un tipetto! Almeno è un abile tiratore! La ciurma è una congrega di persone della più varia tipologia, farabutti fino al midollo o all'opposto marinai fedeli al comandante, che ci rimetteranno le penne per questo… E Ben Gunn? Mitico! Dopo tre anni passati sull'isola, si è un po' inselvatichito, senza dubbio, ma la forzata solitudine gli ha fatto recuperare la fede religiosa. L'isola è ormai il suo regno, anche se il suo desiderio più grande è tornare alla civiltà, dove temo non saprà resistere al vizio del gioco e delle scommesse…
●● ROBERT LOUIS STEVENSON ○○ La vita dello scrittore scozzese (classe 1850) fu piuttosto breve (44 anni), ma densa di avvenimenti. Già da piccolo, purtroppo, soffrì di tisi e le pause forzate per la malattia lo fecero divenire un accanito lettore, prima, e un abile scrittore di ciò che riuscì a immaginare con la sua fantasia, poi. La sua famiglia, di condizioni agiate, gli permise numerosi viaggi (ma ci furono anche periodi di rapporti furono piuttosto conflittuali), anche per cercare climi migliori di quelli inglesi e questo fornì materiale per i suoi scritti. Memorabile fu una crociera di circa due anni in Micronesia, che terminò con la decisione di stabilirsi definitivamente a Samoa nel 1890. Scrisse naturalmente molto dei suoi viaggi e anche una lunga serie di lettere. L'isola del tesoro venne pubblicata nel 1883 ed ebbe subito grande fama, dopo essere passata in sordina a puntate sul settimanale Young Folks. Si dice che tutto sia nato dallo schizzo di una mappa, creato insieme al "figlio acquisito" (figliastro suona malissimo…) Lloyd. In un periodo di tempo da lupi, tra le montagne scozzesi, Stevenson redasse un capitolo al giorno, leggendolo poi alla famiglia, riunita davanti al caminetto: gli fu così possibile avere anche opinioni e idee per gli sviluppi successivi. I capitoli successivi nacquero in Svizzera, dove l'autore si recò per riprendersi dai rigori del clima inglese. Molti gli adattamenti di questo romanzo per il cinema e la televisione. Non posso poi non ricordare, tra le opere di Stevenson, almeno i celeberrimi "Lo strano caso del dottor Jekill e Mister Hyde" e "La freccia nera".
●● CONSIDERAZIONI/IMPRESSIONI FINALI ○○ Il romanzo è narrato in prima persona da Jim (tranne un capitolo nelle mani del dottore, per trattare di eventi che si svolgono in assenza del ragazzo). Il fatto che il racconto sia nelle mani di un ragazzo (in ciò l'autore è molto abile) porta a dare maggior risalto a tutto ciò che stupisce il giovane: al di fuori del limitato mondo della locanda, si trovano dei paesaggi straordinari (ed anche animali mai visti!) che entrano negli occhi, lasciando un'immagine indelebile, prontamente raccolta dallo scritto. In quest'ottica rientrano anche le descrizioni dei personaggi: quasi nulla sappiamo dell'aspetto dei genitori di Jim ( e di Jim stesso), mentre sono descritti con cura aspetto e abitudini dei pirati che il ragazzo incontra. Naturale che il quotidiano non lo impressioni tanto quanto gente così fuori dal comune.
I pirati, proprio loro: non ne esce certo un bel ritratto, tranne che del raffinato Silver. L'ombra dell'oramai defunto capitano Flint, colui che raccolse il tesoro, aleggia ancora incutendo paura e soggezione. La gente del villaggio, solo a sentirne il nome, rifiuta qualsiasi aiuto alla famiglia di Jim, che dovrà quindi mettersi nelle mani del meno suggestionabile dottor Livesey. Flint seppellì il tesoro, sbarazzandosi tranquillamente dei compagni che l'avevano accompagnato sull'isola. La sua mancanza di scrupoli lo fece diventare il terrore dei mari e gli permise di accumulare il favoloso tesoro, che chissà perché nascose, senza poterne gustare i frutti. Questo non ho mai capito dei pirati: perché non spendono?? Forse accumulano i soldi per quando non saranno più in grado di "esercitare la professione", ma guarda caso in pochi arrivano alla pensione… Gran parte dei pirati è comunque una masnada di persone ignoranti, legate ad un capo, senza il quale sono allo sbando e finiscono per litigare, fino a quando sopravvive solo il più forte. E i motivi della lotta sono i più futili… Bah! La loro occupazione preferita, in mancanza di azione, è ubriacarsi di rum e cantare la loro classica canzone " quindici uominiiii…". Non dimentichiamo poi che sono anche un po' superstiziosi e hanno dei loro segnali (il terribile segno nero, condanna a morte con breve preavviso…). Emblematica è la loro incursione nella cabina del capitano: pavimento sporco (vabbeh), ma anche impronte di mani sudice sulle pareti, bottiglie vuote ovunque e pagine strappate ai libri del dottore per accendersi la pipa… Ecco la considerazione che hanno della cultura! Ma l'ignoranza non paga, il messaggio di Stevenson è chiaro: solo l'istruito Silver riesce a cavarsela.
Tornando alla visuale delle vicende tramite gli occhi di Jim, è molto curioso che la morte del padre sia liquidata con così poche parole, la sofferenza non traspare. D'accordo, il ragazzo viene preso dal turbinio degli eventi: ma non ci sarà forse una componente autobiografica? Stevenson ebbe un rapporto conflittuale con il genitore (studiò giurisprudenza contro il suo volere) e l'avere inserito ne "L'isola del tesoro" un padre che non serve a nulla nel racconto e viene liquidato in quattro e quattr'otto fa pensare…
Il romanzo è un'avventura, non pensiamo di trovare espresse le idee più nascoste dei personaggi: conosciamo solo i dubbi, le speranze, le angosce, le gioie di Jim, il narratore. Sono le azioni a parlare, spesso in contraddizione con le parole pronunciate: e non manchiamo di notare sguardi ed espressioni dei volti, abilmente riprese e descritte. Ma avremo il tempo di soffermarci sui particolari, presi dal ciò che accade e ansiosi di arrivare anche noi al tesoro? Ne dubito… :-D
La vicenda ha una precisa collocazione temporale. La lettera che Trelawney scrive per confermare la preparazione dell'Hispaniola è datata 1 marzo 1761. Quindi Stevenson ambienta il romanzo più di cento anni prima della sua epoca, per dargli forse un sapore antico, quasi mitico. I luoghi sono invece più sfumati: di certo la locanda è in Inghilterra, si salpa dal porto di Bristol, dove si arriva in diligenza ed è citata anche Londra. E l'isola? Dove si trova ? A saperlo sarei già partito… :-D Beh, abbiamo una descrizione dettagliata delle dimensioni e della forma, ha due porti ed una collinetta. Sono indicazioni sufficienti? Non è molto lontana dall'America Latina… Se l'avete riconosciuta, fatemi un fischio… Grazieeeee! :-D
La vita, per i pirati, non ha un grande valore, quella altrui, s'intende! Chi li ostacola o può diventare un pericolo viene liquidato in un baleno. Non sono riuscito a tenere il conto esatto di quanti ci "lasciano", ma credo non sia un numero inferiore a 16. Considerando che la mia edizione ha 119 pagine e ce n'è anche qualcuna bianca tra i capitoli, avrete una media piuttosto alta… Piacerà ai ragazzi d'oggi? E' la stessa domanda che si fece Stevenson, sentite…
"Se storie di marinai e fortunali e avventura…(omissis), possono ancora piacere ai giovani d'oggi, più smaliziati, come un tempo piacquero a me, così sia e avanti senza esitare! Se invece i giovani non hanno più passione per gli antichi eroi e per le avventure di terra e di mare, ebbene pazienza: a me sia concesso di spartire la tomba con tutti i miei pirati e le loro gesta!"
Un filosofo, non credete! Ma le storie di pirati ci piacciono ancora, no? … e una bottiglia di rum!
R.L.Stevenson è tra i rappresentanti più vivi e lucidi di quel realismo Di ispirazione morale e fantastica che ha caratterizzato la letteratura inglese della seconda metà dell’Ottocento ( il cosiddetto “Victorian Age”). Dalla tradizione romantica gli deriva il gusto per l’esotico e l’avventura, il quale, però, egli controlla e descrive con uno stile limpido e scorrevolissimo, sempre aderente ad una realtà delle cose ... ...descrivere come reale ciò che non lo è mai stato lo rende veramente interessante ( punto di vista personale!). “ L’Isola del Tesoro” (1883) è un romanzo d’avventura tra i mari; protagonista ne è un ragazzo, Jim Hawkins, che compie un lungo e ostico viaggio sul battello “Hispaniola” insieme a una ciurma di bizzarri compagni marinai, per recarsi nella famosa isola ove lo attenderanno straordinarie vicende. Tutto ...
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14.09.2002
Un'avventura in mare Valutazione del ProdottoL'isola del tesoro (Robert L. Stevenson)scritta da
DolceLettrice
Vantaggi: Storia affascinante Svantaggi: a volte noioso
...Hide, mi sono buttata su L'isola del tesoro, però ho preferito il primo.
E' un bel libro, e il nome di Stevenson è già un ottimo indizio.
Uno stile semplice, scorrevole, senza termini esageratamente difficoltosi.
Una cosa da segnalare sono gli ambienti, ovvero la loro descrizione, dettagliata e approfondita.
Un romanzo avventuroso, abbastanza avvincente, che però in alcuni punti l'hò trovato noioso, quando per esempio parla della vita in mare, ... ...criticare uno scrittore così, questi sono gusti strettamente personali..
Quindi non prendeteli troppo in considerazione.
Diciamo che forse me lo aspettavo diversamente, più avventuroso per quanto riguarda la ricerca del tesoro, magari sull'isola, contenente diverse avventure di tutti i generi, enigmi da risolvere, invece c'è molta vita di mare e molti combattimenti.
Per chi piace il genere è l'ideale, perchè è scritto ovviamente molto bene..
...
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Vantaggi: Avventura per tutti Svantaggi: Se non vi piace leggere
In un periodo di “magra” letteraria, in cui mi ero ridotto a leggere le etichette sulle confezioni di Quattro Salti In Padella, i miei occhietti famelici si erano infine posati su uno di quei libri definiti “classici”, riletti con piacere in epoca post-scolastica: “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. L’idea non mi entusiasmava come in letture precedenti in quanto le storie di cappa e spada non mi avevano mai interessato, non avevo mai ... ...Salgari. Dopo qualche pagina, il mio giudizio era cambiato radicalmente.
In un’Inghilterra del 1700 e rotti, alla locanda “Ammiraglio Benbow” si ferma un vecchio lupo di mare che si fa chiamare semplicemente “capitano”. Al seguito di questo losco figuro dedito al rum ed alle bestemmie, una misteriosa cassa che sembra contenere un inquietante segreto, portatore di morte e sventure. Il piccolo Jim Hawkins, figlio dei proprietari della locanda, si ...
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Vantaggi: Un classico indimenticabile. Svantaggi: /
In una lontana isola caraibica, il leggendario capitano Flint ha messo al sicuro il suo favoloso tesoro, ma quando il giovane Jim Hawkins viene per caso in possesso della mappa, annoiato dalla monotona vita nella locanda dei genitori, decide di partire alla sua ricerca.
A bordo della nave Hispaniola, Jim si getta alla caccia del famoso tesoro, sulle cui tracce però non sembra essere l'unico. E tra galeoni, duelli, arrembaggi e misteri, la caccia ... ..."L'isola del tesoro", un classico senza tempo della narrativa per ragazzi, è probabilmente il racconto d'avventua più bello e famoso di Robert Louis Stevenson, il grande scrittore di Edimburgo (vi era nato nel 1850, ma morì alle isole Samoa nel 1894), autore anche del notissimo "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde".
Un romanzo piacevolissimo da leggere, affascinante e coinvolgente, un vero e proprio "varco" per la mente dei ragazzi ...
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Tipo di illustrazioni o altri contenuti: sono presenti illustrazioni
Alice Classification: Letteratura per ragazzi
Classico della letteratura: classico
Editore: SEI
Data di pubblicazione: 1991
Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.
Ciao
Su Ciao da: 16/10/2001
Descrizione del fabbricante del prodotto
Il romanzo "L'isola del tesoro" (1883) venne inizialmente pubblicato a puntate su un giornale per ragazzi e solo successivamente fu stampato in volume. Al suo debutto l'opera fu stroncata da Henry James. Stevenson scrisse queste righe in risposta alla stroncatura: "Non è mai esistito un bambino (fatta eccezione per il signor James) che non abbia cercato oro, non sia stato pirata o capitano di soldati o bandito di montagna; che non abbia mai fatto battaglie, non sia naufragato e non sia stato fatto prigioniero, e non abbia bagnato di sangue le sue piccole mani, o che bravamente non si sia ritirato da una battaglia perduta e che infine, con manifesto orgoglio, non abbia protetto l'innocenza e la bellezza". Queste in sintesi le vicende di Jim, il protagonista.
Il gioco è tratto liberamente dal celebre romanzo di Robert Louis Stevenson. Al centro di questa avventura grafica impersonificheremo il ruolo di capitano, precisamente di Jim Hawkins, fiero leale compagno di avventure dell'indimenticabile capitan Long... continua
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