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L'origine delle specie (Charles Darwin)

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Dalla scimmia all'uomo

5  20.12.2004

Vantaggi:
Comprensione del mondo

Svantaggi:
Ricordo delle origini

Consiglio il prodotto: Sì 

Kilby

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Opinioni:8

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Di Ch. Darwin si è detto quasi tutto. Il suo testo più celebre, ossia L'orgine della specie, è del 1959; e da allora in poi la critica che su di lui gravita si è sbizzarrita.
Oggi, tuttavia, dopo quasi 150 anni, i dibattiti tuttora in corso sottolineano la vitalità delle sue argomentazioni di fondo. E bisogna perciò dare a Darwin ciò che è di Darwin, tanto più che alcune delle domande che egli si pose sono sempre attuali: ci sarà un cambiamento nel futuro? Di che tipo? Da dove verrà?
La scienza odierna su questi interrogativi brancola quasi nel buio, si muove a livello di ipotesi o meglio di pure e semplici congetture. In questo quadro culturale, l'idea di evoluzione, pur con tutte le critiche che le sono state mosse contro, resta un punto di riferimento obbligato per la comprensione del mondo della vita, nei suoi vari aspetti e nelle sue varie implicazioni. Ad esempio, la preoccupazione ecologica, cioè il problema di poter interpretare alcuni fenomeni evolutivi come quello della selezione e dell'estinzione, nel quadro dello sviluppo della società contemporanea, appare sempre di più urgente.
Il paradigma darwiniano, consente perlomeno di accostarsi al vivente come ad una realtà sperimentabile, narrabile, soprattutto se si tien conto dei progressi della biologia, che costituisce ormai un universo possibile e che invita a riconsiderare tutta una serie di questioni di importanza capitale, come le trasformazioni genetiche, le mutazioni delle varie specie animali, la stessa nozione di finalità e di contingenza, di creazione. Di conseguenza, il modo in cui il oggi consideriamo il vivente è fortemente debitore agli scritti di Darwin, al discorso evoluzionistico. Quest'ultimo, però, ci offre una visione del mondo marchiata non dall'ordine e dal progresso, ma dal non senso, dalla fragilità, da un processo di ominizzazione che in noi procede "come un cristallo cambia di fase e solidifica:diventare uomo consiste nello sciogliere continuamente per legare altrove e in altro modo?".
L'umanità per questo motivo ha ormai, così si dice, abbandonato l'Eden, o meglio il giardino delle delizie, per varcare quello del desiderio; per aprirsi e oltrepassare se stessa verso un qualcosa di altro. L'uomo vuole conoscere e varcare i proprio limiti; e, facendo appello alla paletnologia, ma anche alla ingegneria genetica, egli cerca di crearsi degli antenati, una genesi e dei discendenti a propria immagine e somiglianza, secondo il suo desiderio, con la pretesa di imporre il proprio ordine, in una sorta di neo- antropocentrismo pratico, che dovrebbe essere il nuovo Libro della Genesi. E per questo si è detto e si dice che "nulla ha senso in biologia se non alla luce dell'evoluzione "(Th. Dobzhansky). Siamo stati espulsi dal paradiso terrestre, ma per essere alla ricerca dei mezzi e della via per ri-entrarci, in un cammino che è ben lungi dall'essere terminato, ma che sembra più che mai possibile, raggiungibile con i mezzi della tecnica moderna, con gli strumenti e i risultati forniti dalle scienze!!!
Questa visione offre una nuova consolazione, una nuova speranza; apre le porte ad una nuova ricerca della fede, che può essere di grande interesse oggiogiorno e può invitare ad instaurare una maggiore solidarietà umana tra i viventi, e tra i viventi e la natura, eliminando la distanza radicale che si era creata tra i due mondi.

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ICAR

ICAR

31.08.2008 03:30

Nel libro "L'origine delle specie, a pag. 542 si parla di quelle variazioni che da molto sono diventate oggetto di osservazione diretta nonché di riscontro mediante esperimenti, e sono state impiegate ingegnosamente nella selezione di piante e animali, Charles Darwin chiamò questo fenomeno "discendenza con modificazioni"

ClarissaDalloway

ClarissaDalloway

19.01.2006 19:08

Opinione splendida ma soprattutto istruttiva!

Lakla

Lakla

13.01.2005 01:19

utile peccato che mi sembra di essere a scuola....

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