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Offerte per La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili (G. Antonio Stella, Sergio Rizzo) |
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"Io - disse Einaudi - prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c'è nessuno che vuole dividerne una con me?". Il maggiordomo si fece rosso e anche Flaiano restò un attimo interdetto. Finché alzò la mano: "Io…". "Qui finiscono i miei ricordi sul presidente Einaudi" annoterà poi lo scrittore. "Qualche anno dopo saliva alla presidenza un altro e il resto è noto.
Cominciava per l'Italia la repubblica delle pere indivise".
Ogni pagina un'immersione nel grottesco (e talvolta nel malavitoso): comunità montane a livello del mare, il Quirinale che spende il quadruplo di Buckingham Palace, le lasagnette al ragù bianco e scamorza dello chef del Senato che costa la metà di una pastasciutta della mensa degli spazzini, un partito che dice di voler rappresentare gli italiani nel mondo e che poi si scopre essere nato da una bottega di cuoio ed ombrelli, un fisco che premia coloro che regalano soldi a una forza politica piuttosto che ai bambini lebbrosi, la liquidazione degli immobili D.C. che giunge fino ad una misteriosa finanziaria con sede nelle campagne istriane di Babici in un pollaio intestato a un croato che scaricava cassette al porto di Trieste, l'assessore comunista che assume la moglie, il crac di Taranto e della sindachessa azzurra Rosana Di Bello e via via sprecando e rubacchiando.
E' vero che la parte del leone, almeno quanto a citazioni e racconti delle loro marachelle (conflitti d'interesse, sprechi, regalie, leggi ad personam), la fanno l'ex premier Silvio Berlusconi, colpito ed affondato anche con la storia, ormai dimenticata, del decreto 1994 sui cinema, e poi Lunardi e soprattutto l'incredibile Totò Cuffaro, l'autentica star del libro; per quanto sia, dopo cinque anni di governo di centro-destra, non era possibile che un libro di stretta attualità non infierisse sui paladini della libertà (di farsi gli affari loro).
Ma è altrettanto vero che lo sputtanamento è rigorosamente trasversale e non risparmia nessuno; nemmeno il "San Giorgio" - Di Pietro è rimasto incolume dalle attenzioni del duo Rizzo-Stella; men che mai l'attuale premier Prodi, D'Alema, Bertinotti, Pecorario Scanio, quei leghisti che pare abbiano finito per apprezzare gli usi e costumi di "Roma ladrona" etc etc.
Gli unici nomi di rilievo che sembrano non ricevere particolari mazzate sono Illy e soprattutto Soru, con i suoi poco riusciti tentativi di frenare la bulimia della casta politica a lui vicino.
Dicevo delle accuse rivolte al libro di fomentare "l'antipolitica".
E' vero che "La casta" è una denuncia che assume risvolti grotteschi, ma parlare di "antipolitica" è improprio, non fosse altro che Rizzo e Stella sono due autori che difficilmente si possono attaccare dal lato di una loro presunta faziosità e populismo: tra l'altro non hanno partecipato a girotondi e non si sono mai accompagnati a figuri discutibili ed estremisti.
Il fatto che repliche stizzite provengano da destra, da sinistra, dal centro, da sotto e da sopra, la dice lunga.
Ma soprattutto "La casta" è un libro dove non una volta è citata la parola "gente".
Anzi, se andiamo a leggere l'ultimo capitolo, quello che racconta le regalie da parte di sindaci e politici locali, vediamo come la società civile, o almeno certa società (in)civile, si sia dimostrata complice della casta di magnaccioni.
Per finire in bellezza voglio donarvi un bonus, ovvero una lunga citazione contenuta a pagina 181.
E' la risposta di Salvatore Taormina, capo di gabinetto della presidenza della Sicilia, a fronte dalla richiesta del Difensore Civico Lino Buscemi che voleva sapere quanto venissero pagati gli oltre 200 esperti esterni assunti da una regione che ha già qualcosa come 16.000 (!) dipendenti.
Riporto per intero, consigliando grande attenzione a punteggiatura e sintassi: "In merito a quanto richiesto con la nota in riferimento, di cui all'oggetto, indirizzata anche ai destinatari della presente, si richiede alla S.V. di far conoscere allo scrivente ufficio il contenuto delle indicazioni operative sulla scorta delle quali l'ufficio richiedente ha ritenuto di avviare il processo ricognitivo di cui in oggetto. Ciò nella considerazione che le attivazioni inerenti la fattispecie in parola - in ragione della loro delicatezza e complessità correlabile, anche, alla disomogeneità funzionale degli atti che avviano i rapporti privatistici di interesse per la norma in oggetto - di certo, necessitano di opportuni approfondimenti tesi a focalizzare sia il reale ambito di riferimento operativo, sia il soggetto, per opportunità sistematica, competente alla trattazione, sia le modalità procedurali da attivare conseguentemente. In tal senso, le indicazioni operative di cui in premessa, laddove rese, risulteranno stimolo di riflessione prezioso per le determinazioni presidenziali che si riterranno opportune".
Traduzione?
Non sono del tutto sicuro ma il succo del discorso credo sia questo: la legge sulla trasparenza amministrativa, legge dello Stato italiano, in Sicilia non vale e soprattutto sintassi e grammatica in certi casi svolgono la stessa funzione delle leggine ad personam.
Complice il corrosivo sarcasmo di Rizzo e di Stella, "La casta", potrà risultare addirittura un libro divertente, almeno per coloro che non vivono la politica col paraocchi e con eccessi di partigianeria.
In fondo l'Italia è un paese strano, dove si invertono i ruoli ed alcuni comici sono diventati indiscussi maitre-a-pensier, mentre alcuni (o tanti) politici fanno ridere, un po' come Totò.
Cuffaro.
Sergio Rizzo è nato ad Ivrea nel 1956. Responsabile della redazione romana del "Corriere della Sera", ha lavorato a "Milano Finanza", al "Mondo" e al "Giornale". Ha scritto con Franco Bechis "Il nome della roso. La storia della casa editrice Mondatori" pubblicato dalla NewtonCompton" nel 1992.
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - La casta - Rizzoli, 2007 - € 18,00
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Alberto1985 25/09/2009 12:36
Eccellente opinione davvero
viaschino 02/03/2009 18:27
Grazie per la tua puntuale analisi, mi sarà molto utile.
di123 16/04/2008 12:20
opinione completa
Alysa 28/02/2008 15:10
Io non ho avuto ancora il coraggio di leggerle...in mezzo a queste persone ci vivo tutti i giorni lavorativi...e visto che devo sorridere preferisco non sapere, per ora!!! :-)
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La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili (Saggi italiani) (G. Antonio Stella) Pagine: 284, Rilegato, Rizzoli |
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La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili (Stella G. Antonio; Rizzo Sergio) 284 p., rilegato Partiti politici |
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La casta (Rizzo Sergio,Stella Gian Antonio) . |
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La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili - Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili, il libro di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella edito da Rizzoli |
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Ne avevo già sentito parlare... ottima recensione!