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Vantaggi Un capolavoro assoluto nella storia del cinema
Svantaggi nessuno
Dettagli
| Trama | |
|---|---|
| Attori | |
| PREZZO | 10,90 |
| Qualità Video (DVD): | BUONA |
| Qualità Audio (DVD): | BUONA |
| Lingue disponibili (DVD): | 4 |
| NUMERO SOTTOTITOLI | 2-5 |
continua
Negli ultimi tempi, sfruttando alcune sere libere di fine estate, ho avuto modo di vedere alcuni film realizzati da registi considerati autentici "Maestri" nella loro difficile e affascinante arte, come Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni, Bernardo Bertolucci e altri ancora. Fra alti e bassi, fra pellicole più fruibili ed altre di ben difficile digeribilità, ho rafforzato la mia convinzione che nessuno nella storia del cinema sia mai arrivato ai livelli del genio di Sir Alfred Hitchcock.
In quest'opinione, tratterò di "La Donna Che Visse Due Volte" ("Vertigo", il brillante titolo originale), uno dei suoi film più conosciuti e apprezzati, sia dalla critica sia dal pubblico (anche se c'è da dire che, all'epoca della sua uscita in sala, nel 1958, riuscì a malapena a coprire le spese di produzione: evidentemente, era troppo all'avanguardia...). Ne ho già parlato qualche mese fa, più sinteticamente, in un'opinione riguardante un cofanetto di dvd dedicati a Hitchcock, ma qui vorrei approfondirne l'analisi dei contenuti.
Premetto che, a mio parere, è senza dubbio una delle più grandi pellicole della storia del cinema, che non credo mi stancherò mai di vedere e rivedere.
EROS E THANATOS
Che dire di un capolavoro di tale livello? Si tratta di un film emozionante, "personale", ricchissimo di dettagli (che si continuano a scoprire anche nelle visioni successive alla prima), oltre che, ovviamente, all'avanguardia per invenzioni tecniche, come sempre per Hitch. Dura poco più di due ore, ma non stanca mai, pur non essendo rapido e brillante come la maggior parte dei film realizzati dal maestro britannico. Il ritmo, anzi, è molto più contemplativo del solito, riflessivo, volto più a sondare le emozioni, specialmente del protagonista James Stewart, ma anche quelle della meravigliosa e sensuale Kim Novak. Non è solo un raffinatissimo thriller psicologico, è molto di più: un'analisi degli stati d'animo umani, nelle ossessioni, nei desideri, finanche nelle perversioni (il sentimento che pulsa inarrestabile nelle vene di "Scottie" tende quasi a sfociare in una forma di necrofilia). Eros e Thanatos, Amore e Morte, si intrecciano fra loro in modo inesorabile e intrigante.
Hitchcock raccontò, nel suo celebre libro-intervista con Francois Truffaut (il riferimento potrà essere compreso appieno solo da coloro che hanno visto interamente il film): "Tutti gli sforzi di James Stewart per ricreare la donna cinematograficamente sono mostrati come se cercasse di spogliarla invece che di vestirla. E la scena che sentivo di più era quando la donna torna dopo essersi fatta tingere i capelli di biondo. James Stewart non è completamente soddisfatto perché non ha raccolto i suoi capelli in uno chignon. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che è quasi nuda davanti a lui, ma si rifiuta di togliere le mutandine. Allora Stewart si mostra supplichevole e lei dice: 'D'accordo… va bene' e ritorna nel bagno mentre James Stewart attende. Attende che Judy ritorni nuda questa volta, pronta per l'amore".
Impossibile, dunque, non immedesimarsi nelle sensazioni e nei disagi di "Scottie", che Jimmy Stewart rende in un modo sensazionale. Alla sua altezza, però (malgrado, forse, il parere contario di Hitchcock, che non l'amava troppo), è la protagonista femminile, Kim Novak, davvero in uno stato di grazia. Da notare che Kim visse sul set, in un certo senso, le sensazioni di Madeleine/Judy, perché fu scelta all'ultimo momento per sostituire Vera Miles, che rinunciò al film in quanto incinta, e dovette indossare abiti non pensati per lei, recitare una parte originariamente non sua.
CONCLUSIONI
"La Donna Che Visse Due Volte" figura con merito nella top ten di quasi tutte le classifiche all-time dei migliori film di qualsiasi genere, e pressoché all'unanimità al primo posto fra i thriller. Il motivo va ricercato in un'atmosfera unica e coinvolgente che lo permea dall'inizio alla fine. Una pellicola atipica nella ricchissima produzione di Hitchcock, con il regista all'apice della carriera, se consideriamo che, nei due anni successivi, realizzò altri due capolavori assoluti come "Intrigo Internazionale" e "Psycho", film completamente diversi fra loro nonché da "Vertigo",ma ugualmente straordinari, a testimonianza dell'eclettica genialità di Hitch. Un artista irripetibile.
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thebest4ever23 23/01/2010 14:53
l'ho visto, proprio un capolavoro
konan23 26/12/2009 03:47
Ottima opinione!!!
Superdionea 09/12/2009 16:59
Un film sterpitoso!
Gia86 11/02/2009 20:13
Eccellente critica... per un film che io adoro.
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complimenti hai descritto un film che è davvero difficile da descrivere.. la bravura del maestro è quella di mettere sensualità e psicosi in tempi in cui c'era una forte censura... grande jmmy stewart attore eclettico e vecchio leone di una hollywood incomparabile a quella di oggi