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storia di un finto assenzio
Vantaggi lo trovi ovunque
Svantaggi non è assenzio
Dettagli
| Prezzo | 25-40euro |
|---|---|
| Proprieta` digestive | molto scarse |
| Sapore | sgradevole |
| Rapporto qualita`/prezzo | scarso |
oggi vorrei parlarvi di un prodotto che sempre più spesso troviamo dietro i banconi dei bar e dei locali più alla moda: il la fee absinthe parisian.
non mi sembra interessante star qui a spiegare cosa sia l'assenzio e tutto quello che riguarda i discorsi generali: ne ho parlato in modo abbondante sotto la definizione "assenzio" in generale. ora vorrei esclusivamente darvi il mio personale (seppur, senza false modestie, obiettivo) parere.qualche anno fa, quando i liquori etichettati come "assenzio" stavano tornando in commercio un po' in tutta Europa (noi in Italia arriviamo sempre dopo) ci trovavamo a dover scegliere tra i prodotti di Praga e della repubblica ceca o i prodotti spagnoli. In realtà, quei pochi fortunati che avevano avuto l'occasione di bere assenzio versato da antiche bottiglie o assenzio spagnolo prodotto prima del 1990 erano rimasti disorientati dalle nuove proposte: quelli che arrivavano dall'europa dell'est e dalla repubblica ceca sembravano piuttosto delle vodke e non avevano assolutamente niente del sapore dell'assenzio, quelli che arrivavano dalla spagna (prodotto dopo il 1990) sembravano dei pastis o poco più...
I produttori avevano colto l'occasione di produrre qualsiasi cosa volessero per etichettarla come assenzio e venderla sfruttando tutta la pubblicità che miti e leggende potevano far loro senza alcun costo...poco importava se effettivamente quello che proponevano fosse veramente assenzio o altro...chi l'avrebbe potuto riconoscere? chi aveva bevuto vero assenzio?
E non c'è che dire...a quei tempi era davvero interessante rispetto alla media... ma ancora ben lontano dall'essere definito assenzio... ma sull'onda del successo i produttori e i distributori iniziarono una grandissima propaganda affermando verità del tutto discutibili (leggete "spargendo bugie a destra e a manca").
Loro grandissima fortuna è stata quella di appoggiarsi al momento di "decidere" la ricetta per produrre il La Fee al notissimo nome di Marie Claude Delahaye, nota esperta francese della storia dell'assenzio nonché direttrice del museo dell'assenzio. Il solo fatto che la signora Delahaye avesse aiutato a ritrovare alcune caratteristiche che nei prodotti di nuova generazione erano andate perse ha fatto sì che i produttori "abusassero" di questa situazione dichiarando il La Fee "l'unico assenzio autentico" (cosa già di per sé piuttosto discutibile a priori dal momento che anche nell'800 c'erano centinaia di assenzi...).Nel frattempo alcune piccole distillerie storiche rispolverarono i loro antichi ricettari e iniziarono ad immettere sul mercato i loro antichi assenzi fatti esattamente come in passato o con piccole modifiche quasi del tutto irrilevanti.
Questa cosa fu come un pungo nello stomaco per i produttori del La Fee e rincararono la dose sostenendo che il loro assenzio, come quelli di un tempo, era distillato (cosa che ancora si può leggere nel loro sito).questo è solo un prologo che ritengo necessario esporvi prima di parlare in dettaglio del La Fee: esistono centinaia di surrogati d'assenzio in circolazione ma solo il La Fee ha la presunzione ridicola di passarsi per autentico quando non lo è. e poiché oggi come oggi esistono diversi autentici assenzio (di gran lunga più buoni) allo stesso prezzo hanno rincarato la dose di bugie (che purtroppo ben pochi sanno cogliere).
se la prima versione del La Fee (magari qlc di voi che ha una certa conoscenza del prodotto può ricordarsene: la prima versione aveva una bottiglia con il collo smussato mentre quella di oggi ha un collo diverso) era più che passabile per essere un surrogato oggi i produttori hanno deciso (per abbattere il prezzo) di abbassare al minimo i costi di produzione e produrre due varianti di La Fee: il parisian e il bohemian.il La Fee parisian si presenta a due gradazioni: 45° e 68° (forse la 45° ha un nome diverso... ma la sostanza è la stessa del 68°).
ha un colore verde brillante molto bello ma esageratamente innaturale: non è color assenzio (intendendo d'ora in poi con il termine "assenzio" solo gli autentici assenzi e non i surrogati), più color Midori (presente??)aprendo la bottiglia il profumo che ci arriva direttamente alle narici è quello di alcool e di anice stellato, una botta di anice terribile...
assaggiato puro è quasi imbevibile: l'alcool non è dei migliori (probabilmente di grano, ma non di grandissima qualità...o per lo meno non trattato in modo da non farsi troppo sentire...) e l'anice stanca, impasta e anestetizza le papille gustative...lo allungo con acqua naturale ghiacciata e zolletta di zucchero come vuole la tradizione (mi raccomando, mai incendiare l'assenzio né la zolletta! è un rituale moderno che vi altera i sapori della fata... è un'invenzione di Praga degli anni '90 del XX secolo...ma prima del 1990 qlc si sarebbe sognato di far l'assenzio flambée. prova ne è che i pastis, che sono i direttissimi surrogati dell'assenzio, li preprariamo versando acqua ghiacciata e che i film con l'assenzio protagonista di qualche scena girati PRIMA che la moda del flambée si divulgasse mostrano l'altro rituale; e poi ovviamente anche tutti i poster, foto, documenti storici... tutto ci dimostra che il flambée non è più vecchio di 10-15 anni e per giunta, vi prego, credetemi (provare per credere...) rovina il sapore.)
ok, il La Fee parisian, aggiunta l'acqua intorbidisce molto bene, sinonimo di una grandissima presenza di anice stellato (che nei veri assenzio NON c'è o solo in piccolissime quantità. i veri assenzi usano l'anice verde ed è molto diverso come sapore).il sapore è estremamente dolce (forse senza zucchero è migliore), una botta d'anice e alcool e nient'altro... mi sforzo di sentire altre sfumature aromatiche... niente, l'anice sovrasta tutto. dov'è finita la multidimensionalità aromatica dell'assenzio? dov'è finito l'aspetto erbaceo, quel sapore complesso che non impasta la bocca? non lo so...
continuo a ripetere: dovrebbero proibire di utilizzare il nome absinthe senza ritegno. se uno distilla fagioli e etichetta quel distillato come whisky non credo proprio che possa essere messo in commercio. perché con l'assenzio è così? quanti di voi hanno bevuto assenzio? probabilmente molti... ma quanti di voi hanno VERAMENTE bevuto assenzio? molto pochi...e questo perché purtroppo il ritorno della fata verde è avvenuto grazie agli avvoltoi del mercato. non giudicate "mi piace l'assenzio" "non mi piace l'assenzio" se non l'avete ancora bevuto. assenzi come il La Fee non lo sono.
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MAsterGUd 31/08/2009 11:10
Perfetto!, il problema è che è dura far capire che non è vero assenzio...
johnwooxp 12/09/2008 12:32
Grazie per le tue recensioni, stavo per spendere ben 45 euro per questo surrogato! L'unico problema che questo marchio si trova ovunque, insieme allo spagnolo seneaux. Cmq sono riuscito a trovare il Lemercier, che ne hai parlaro abbastanza bene, inoltre quest'ultimo quì a RM si trova anche in piccole confezioni da 200ml (ottime per la prima volta) da 18 euro ai 25 in base al negozio.
babafufu 12/12/2007 10:27
Grazie per le informazioni. Ciao.
corot57 11/04/2007 12:51
è a mio avviso imbevibile. sa di finto, di artificiale e di alcool. complimenti, ora capisco perché avevo questa sensazione.
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Ottimo. Se pensi che l'XS francaise costa 90 euro!