Opinione su "La Politica estera"

pubblicata 05/09/2005 | baol70
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Non fa per me
Vantaggi La storia è imperfetta...
Svantaggi l'instabilità
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"Goodbye American Dream"

Prego accendete il televisore, se non lo avete già fatto. Stavolta non si commenta se il goal della Juventus era fuorigioco o chi condurrà il festival di Sanremo. In questi giorni (pieni di sgomento, di orrore, ancora di morte) abbiamo avuto la sensibile e tangibile impressione che il sogno americano ( o quella minima parte che ancora sopravviveva a se stessa) è finito, dimenticato, seppellito.
Il re é morto, w il re.
Gli USA sono in ginocchio, chiedono aiuto al mondo per fare fronte ad una drammatica emergenza.
Quello che é successo a New Orleans ed in generale dalla parte di Usa colpita da Katrina dimostra che la natura é inarrestabile, ha un proprio corso e la tragedia colpisce non solo poveri popoli affamati tahilandesi ma mette in crisi quello che ad oggi (e non ci sono dubbi) é il padrone politico, militare (e per almeno il 70%) anche economico) del mondo.
L'America vacilla. L'America della signora Robinson, del NBA, di Norma Jean, di Bill Gates. L'America non riesce a prevedere né tantomeno a gestire un'emergenza. L'America é fatta di città distrutte, massacrate, violentate, preda di bande di facinorosi. L'American dream, quella corrente di pensiero sterile, ossequiosa, servile per cui in america le cose funzionano e tutto ciò che di paradiso la terra può offrire é made in Usa, non può esistere più. Verrebbe da dire che oggi abbiamo di fronte l'agonia dell' "USA e getta".
Non starò ad elencare tutta una serie di lamapanti segnali del lento ed inarrestabile declino del mondo perfetto a stelle e strisce. Ma l'11 settembre (ma come, a New york è possibile che..) e poi le tragicomiche premesse e poi sviluppi della guerra in Iraq hanno messo a nudo profonde crepe. I grandi ed imbattibili imperi, la storia insegna, non vengono mai sconfitti, ma collassano su stessi, muiono per implosione.
Il re é morto, w il re
Ora abbiamo un colosso americano dai piedi d'argilla. L'era Bush, tronfia e piena di controsensi non credo che verrà giudicata bene dai posteri. Ora che un mito indistruttibile é crollato da solo, occorre stare attenti e pensare gli scenari futuri. Il mondo nei prossimi anni vivrà dei profondi cambiamenti, ci saranno scosse, colpi e contraccolpi, instabilità, non serve essere Zarathustra o il mago Merlino per affermare quanto sopra. La guida politica ( e putroppo spirituale) denuncia segni di cedimento, non pare più inattaccabile e nemmeno invincibile.
Tutta la mia solidarietà alle vittime della tragedia ed al popolo americano per intero. Nel dramma non esiste la politica.
Ma mi auguro che il prossimo sogno universale degli esseri umani sia fatto di meno coca Cola, sia condito con meno ketchup e sia più sostanzioso, più digeribile per un vecchio palloso sognatore come me.
Goodbye, American dream.


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Commenti su questa Opinione

  • killbill88 pubblicata 20/08/2008
    gli usa sono anche questo
  • Asiuletta pubblicata 24/02/2008
    ... o meglio: sulla tastiera !!!!
  • Asiuletta pubblicata 24/02/2008
    Molto, molto, molto pungente, sempre... Mi piace il fatto che tu non abbia peli sulla lingua !
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Su Ciao da: 11/09/2004