Analisi semiologica della Vergine delle rocce

5  23.07.2007

Vantaggi:
splendido quadro, veramente affascinante e suggestivo, ricco di significati nascosti

Svantaggi:
analizzarlo è una cosa estremamente complessa e lunga

Consiglio il prodotto: Sì 

boccino

Su di me: Tornato dalle ferie, non temete mi rimetterò in pari con la lettura delle opinioni.

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Cenni sull'artista
Leonardo Da Vinci nacque nel 1452 a Vinci, vicino Firenze. Fu uno dei più insigni rappresentanti del Rinascimento Italiano e uno degli intellettuali più versatili di tutti i tempi. Fu infatti pittore, scultore, architetto, studioso di ingegneria e meccanica, matematico, anatomista nonché scrittore. Discepolo del Verrocchio in pittura, fu in tutti gli altri campi autodidatta.
Prestò servizio presso Ludovico il Moro dal 1482; e, dopo la caduta del Duca, peregrinò in varie città tra cui Mantova, Venezia, Firenze ( 1500 ) e divenne anche ingegnere militare di Cesare Borgia ( 1501 - 1503 ).
Tornato a Firenze dal 1503 - 1506, ripartì alla volta di Milano nel 1506 dove progettò lavori di fortificazione del Naviglio presso S. Cristoforo.
Lavorò poi a Roma presso Giuliano de' Medici e, dal 1517, in Francia alla corte di Francesco I dove morì nel 1519.
Come pittore creò una tecnica 'sfumata', con delicati contrasti di luce e di ombra che fanno sparire i contorni e creano un'illusione di atmosfera e di vita nella scena rappresentata.
Tra le sue opere di pittura, spesso non completamente portate a termine, vanno ricordate: la Gioconda, la Vergine delle rocce, S. Anna, la Vergine e il bambino ( tutti al Louvre di Parigi), l'Ultima Cena ( posto a Milano nel refettorio di S.Maria delle Grazie), l'Annunciazione e l'Adorazione dei Magi ( collocati entrambi a Firenze agli Uffizi).
Diresse bonifiche idrauliche, costruì opere fortificate, progettò la sistemazione dell'Adda e della Martesana. Come scienziato Leonardo compì fondamentali ricerche di meccanica fra cui gli studi sulle leve; di anatomia, come la dimostrazione della funzione dei muscoli, dei meccanismi dell'occhio e del cuore con il suo funzionamento simile a quello di una pompa idraulica, inoltre dimostrò che il polso era sincronizzato con il battito cardiaco; fece anche studi nei campi dell'ottica, della chimica, della geologia e dell'astronomia. Precursore di molte conquiste della tecnica moderna, spesso ai limiti del divinatorio, progettò macchine per volare, strumenti nautici, macchine belliche.
Lasciò innumerevoli scritti, anche se frammentari, dominati dall'entusiasmo di chi, nei misteri della natura ricerca la traccia del divino, e tracciati, per il suo mancinismo, con scrittura da destra a sinistra. Alcuni fra queste opere sono: il Trattato della pittura pubblicato nel 1631, il Trattato del moto e delle misure delle acque pubblicato nel 1828 e l'edizione diplomatica del Codice Atlantico che apparve nel 1894 - 1904.


Cenni sull'opera
La Vergine delle rocce che mi appresto ad analizzare semioticamente, è la seconda versione prodotta da Leonardo conservata alla National Gallery di Londra mentre la prima versione, realizzata tra il 1483 e il 1486, viene conservata al Louvre di Parigi.
La creazione di due versioni è dovuta al fatto che quella del Louvre, commissionata dalla confraternita milanese dei Francescani, fu ritenuta da quest'ultimi non attinente a quanto stabilito dal contratto: ci furono animate discussioni a proposito del pagamento; gli artisti che avevano partecipato alla creazione dell'opera, minacciarono di vendere il quadro ad un amatore d'arte, che a quanto pare, era disposto a offrire loro una somma più alta di quella che la confraternita religiosa era disposta a sborsare. E' molto probabile che in seguito a questa disputa fu realizzata la seconda versione della Vergine delle rocce, oggi a Londra, che nel XVI secolo decorava effettivamente la cappella della confraternita di San Francesco Grande a Milano.


prima versione, Louvre seconda versione, National Gallery

La seconda versione differisce dalla prima per alcuni particolari concernenti i personaggi dell'opera, ma non solo. Partendo dall'osservazione dei personaggi vediamo che il Bambino Gesù e il Battista nella prima versione non sono facilmente distinguibili l'uno dall'altro, anche se i gesti sono comuni a tutte e due le versioni: il genio vinciano nella seconda versione per maggiore chiarezza, mette a Giovanni Battista il bastone col quale viene spesso rappresentato e viene sormontata la sua testa con un'aureola. Anche il capo del Salvatore viene cinto da un'aureola.
La Vergine Maria in questa seconda versione viene cinta da un'aureola e risulta assai più piccola rispetto alla prima opera, dove la Madonna e il suo mantello raggiungono una dimensione quasi monumentale.
Per quanto riguarda l'angelo, qui le differenze si fanno più vistose: nella prima opera indica con la mano destra il piccolo Giovanni in preghiera, il suo viso accenna un lieve sorriso e con gli occhi guarda in direzione dello spettatore; inoltre viene rappresentato con una testa di fanciulla leggiadra alla quale fa da contrappunto un addome sproporzionato: guardandolo con attenzione e seguendo le linee delle pieghe del vestito, esso sembra configurarsi come la testa di un sei rovesciato; a cosa volesse alludere Leonardo con questo, non è dato saperlo.
Concludendo, i personaggi sono correlati l'un l'altro con una complessa trama di sguardi e gesti, nella quale rientra anche lo spettatore, almeno nella versione del Louvre, grazie allo sguardo dell'angelo.
Passando all'ambiente circostante si nota che Leonardo nella sua prima versione ha creato uno scenario tetro e le montagne che si vedono dalla volta a sinistra sono molto più scure rispetto alla seconda versione la quale risulta più chiara nei suoi particolari; solo l'ampio spazio di cielo nella parte superiore, insieme alla luce dello sfondo, lo scintillio dell'acqua e la vegetazione sparsa addolciscono l'atmosfera tetra e inospitale dei luoghi.


L'opera

Livello figurativo
In questo dipinto il suolo roccioso vicino al primo piano sembra interrompersi bruscamente. Leonardo
Fotografie per La Vergine delle Rocce - Leonardo da Vinci
  • La Vergine delle Rocce - Leonardo da Vinci Fotografia 4745206 tb
  • La Vergine delle Rocce - Leonardo da Vinci Fotografia 4745207 tb
  • La Vergine delle Rocce - Leonardo da Vinci Fotografia 4745208 tb
  • La Vergine delle Rocce - Leonardo da Vinci Fotografia 4745209 tb
La Vergine delle Rocce - Leonardo da Vinci Fotografia 4745206 tb
madonna delle rocce
evidenzia così l'isolamento del luogo, ulteriormente accentuato nel piano intermedio e sullo sfondo da selvagge formazioni di rocce frastagliate che in più punti lasciano intravedere un paesaggio di montagne immerse nella luce e nella bruma, intervallate da una distesa di acqua.
La luce dello sfondo, lo scintillio dell'acqua e la vegetazione addolciscono l'atmosfera inospitale dei luoghi. Lo stesso vale per la luce di primo piano, proveniente da sinistra.
Alcuni elementi si prestano a un'interpretazione di simbologia religiosa: l'acqua, così come le perle e il cristallo che trattengono il mantello di Maria, può essere intesa come un segno della sua purezza. Questo creerebbe anche un riferimento all'Immacolata Concezione, alla quale era dedicata la cappella nella quale si trovava la Vergine delle Rocce. Forse anche le formazioni rocciose si possono interpretare secondo simboli mariani, in quanto si riferirebbero a modelli simili di testi di preghiere. La Madre di Dio sarebbe rappresentata dalla roccia che non può essere spaccata dalla mano dell'uomo, e le rocce inospitali, erose dalle forze naturali, sarebbero una metafora di Maria, un'allusione alla sua inattesa fecondità. Inoltre, la spaccatura nella roccia è considerata come il rifugio del piccolo Giovanni Battista e del Bambino Gesù.
Osservando attentamente si nota che le rocce tutt'intorno formano una cintura protettiva nei confronti dei personaggi, Leonardo con ciò, ha voluto alludere al ventre materno dove il bimbo rimane al sicuro protetto dalla placenta e dal corpo della madre, e alla Immacolata Concezione a cui era dedicata la chiesa che ospitava la pala.
Le quattro figure della Vergine delle rocce non hanno gesti definiti, moti precisi: l'angelo sostiene Gesù che è seduto tranquillamente, il Battista si protende, la Vergine ha un atto e un sorriso pieni di comprensione e di malinconia quasi sapesse, o prevedesse, l'inevitabile pena che aspetta suo figlio e lei.

Maria viene rappresentata da Leonardo, con un aspetto molto giovane ed è seduta o inginocchiata, ciò non si capisce bene, al centro del quadro. La Vergine posa la mano su Giovanni Battista e lo copre con il suo mantello: il giovane è sotto la protezione della Madonna. Il concetto della protezione è concretizzato dal mantello di Maria posato sulle spalle del Battista, oltre che dall'aspetto del luogo come poc'anzi accennato; in effetti, la roccia era considerata in senso figurato come un luogo di rifugio. E' forse questo il motivo per cui Leonardo ha curato in modo particolare la rappresentazione dello sfondo roccioso e degli abiti. L'altra mano della Vergine invece, si libra dolcemente sopra la testa di suo figlio Gesù con un gesto protettivo. Il mantello di Maria raggiunge una dimensione quasi monumentale e, fa da contrappunto al mantello dell'Angelo.
La figura della Madonna è imponente rispetto alle altre presenti nel quadro forse per dare un senso di grandezza; il suo viso, sormontato da un'aureola, è completamente illuminato da una luce proveniente da sinistra. L'illuminazione fa sembrare il suo volto particolarmente chiaro per marcare la sua purezza. Gli occhi, velati dalle palpebre, guardano con tenerezza ciò che stanno facendo Gesù Bambino e Giovanni Battista. I colori utilizzati per la veste della Madonna, giallo e blu, risaltano sui colori scuri e terrei utilizzati da Leonardo all'interno del dipinto.

Il piccolo Giovanni è alla destra della Vergine, nudo, di carnagione chiara e con i riccioli biondi,
risulta simile ai modelli utilizzati per rappresentare gli angioletti. La sua posizione dinamica, lo porta a protendersi in direzione di Gesù con le mani giunte ed il ginocchio destro poggiato a terra come usa fare quando ci si fa il segno della croce e ci si inginocchia di fronte a Dio. Il suo viso, completamente investito dalla luce, trasmette un senso di serenità e gioia. L'artista, in questa seconda versione rappresenta il piccolo Battista con il bastone e l'aureola che sono i simboli con cui viene abitualmente identificato.

Dalla parte opposta il Bambino Gesù è seduto con le gambe intrecciate, la mano sinistra poggiata a terra e la mano destra intenta a dare la benedizione al Battista; guardando con attenzione quest'ultima, si vede che l'autore vinciano ha voluto rappresentare il gesto della benedizione come viene fatto ad oriente. Il sguardo di Cristo, molto serio, trasmette all'osservatore un misto di autorevolezza e dignità regale, ciononostante la giovanissima età del bambino che avrà sì e no 1 anno di vita: il Salvatore è già conscio del compito che suo Padre gli ha dato per la salvezza di tutti gli uomini.

L'angelo, che si crede sia Uriele protettore di Giovanni Battista, e posto dietro il Figlio di Dio è una ragazza molto giovane, angelica, con un bel viso da cui trapelano ancora le guance rotonde dell'infanzia; i suoi lineamenti sono leggiadri, i suoi occhi, velati dalle palpebre e rivolti in direzione del Battista, hanno un'espressione tranquilla e serena. I capelli di un colore biondo scuro sono lasciati cadere ai lati del viso in tanti riccioli. La mano sinistra che sostiene il Bambin Gesù è lasciata volutamente incompleta da Leonardo. Il suo vestito è molto semplice e riprende diverse tonalità di rosso e marrone, così da rendere l'effetto di un tutt'uno con l'ambiente circostante; lo stesso vale per le ali che sembrano mimetizzarsi con le rocce poste dietro di lei.
Per quanto riguarda l'ambiente rappresentato Leonardo, ha utilizzato alcuni tipi di fiori quali l'iris che allude alla pace, l'edera alla fedeltà e l'anemone rosso che, invece, allude alla tristezza e alla morte, e li ha sparsi all'interno del dipinto. Le rocce che appaiono nude e frastagliate formano una cintura protettiva per i personaggi; l'unico punto di uscita è una volta sul lato sinistro del quadro da cui si vedono in lontananza altre montagne rocciose e addirittura dei ghiacciai bagnati da un lago o da un fiume e immerse in un cielo chiaro come quando albeggia. Nella parte superiore il cielo appare ancora scuro, ciò a riprova dell'alba che fra poco verrà.


Articolazione topologica del testo pittorico
La Vergine delle rocce di Leonardo in questa sua seconda versione proveniente dalla National Gallery di Londra e dipinta nel 1508 circa, è indubbiamente un quadro "a chiave", carico di significati ermetici: non simbolici, tuttavia, perché il simbolo manifesta, sia pure in modo traslato, mentre l'autore vinciano vuole che i significati rimangano oscuri, adombrati, e visibili siano soltanto le forme.
La caverna era un motivo che affascinava Leonardo: dal punto di vista scientifico, ma, soprattutto, come interiora della terra. Forse, i lontani ghiacciai si riferiscono al remoto passato del mondo, ad una sterminata preistoria, che finisce con la nascita di Cristo, quando natura e storia si schiudono e illuminano, e il mistero imperscrutabile del reale diventa un segreto che l'indagine umana può svelare. Le pareti e le volte della spelonca crollano e dalle fenditure irrompe la luce: l'era della vita sotterranea è finita, comincia l'era dell'esperienza.
In questo dipinto ritroviamo la "prospettiva aerea" ovvero la misura delle distanze in profondità secondo la densità e il colore dell'atmosfera interposta, così che tutte le figure e le cose ci appariranno avvolte, velate e sfumate. Questa morbidezza, ariosità, fusione impalpabile di luce e ombra è il bello di Leonardo.


Opposizioni topologiche, eidetiche e cromatiche che si colgono sul piano plastico
Parlando delle opposizioni topologiche presenti in questo quadro alcune tra queste potrebbero essere i personaggi contro le rocce poste dietro di loro; le rocce marrone scuro contro il cielo illuminato; quella intercorrente tra i fiori e le piante contro le rocce frastagliate e spoglie; e, infine, l'ultima, quella che si vede al di là dell'arco a sinistra, ossia l'opposizione tra le acque chiare e cristalline e le montagne rocciose scure.
Le opposizioni eidetiche presenti nel testo pittorico e analizzabili sul piano plastico sono di due tipologie: verticali e orizzontali, e danno al dipinto un senso di profondità. Le linee orizzontali sono quelle costituite dalle rocce che si estendono in orizzontale e sono presenti sia in primo piano, sotto i personaggi, sia dietro di essi sottoforma di rocce. Le linee verticali sono costituite dalla colonna di roccia centrale posta dietro Maria e dalle altre colonne di roccia che sono presenti all'interno del dipinto.
Adesso, dopo aver mostrato le opposizioni topologiche ed eidetiche, non rimane altro che analizzare le opposizioni cromatiche presenti in questo testo pittorico. Da questa analisi si può infatti vedere, che i personaggi, investiti dalla luce vengono ad acquistare un colore rosa chiaro, talmente chiaro da sembrare bianco; ciò, in genere, serviva nelle epoche passate a marcare la nobiltà e la purezza d'animo. Leonardo utilizza per questo dipinto colori scuri, in gran parte tendenti al marrone in modo che i personaggi possano risaltare ancora di più nella loro purezza. Altri colori utilizzati dal Maestro vinciano che risaltano in un ambiente così scuro sono la veste della Vergine tinta con azzurro e oro; l'azzurro chiaro, quasi bianco, del cielo che albeggia. Da notare il fatto che Leonardo, contrariamente agli altri personaggi, ha reso le veste dell'angelo e persino le sue ali, con un colore tendente al marrone quasi a volerlo far diventare un tutt'uno con l'ambiente roccioso circostante.


Grammatica attanziale
Per ciò che riguarda la grammatica attanziale, possiamo notare che in questo quadro sono presenti due attanti: il piccolo Giovanni Battista come attante soggetto il quale è disgiunto dall'oggetto di valore. Giovanni in questo quadro è alla ricerca della salvezza per la sua anima che è possibile grazie alla fede in Gesù Cristo;il piccolo Battista rappresenta, estendendo in senso generale l'analisi, tutta l'umanità la quale anela da sempre alla salvezza per la propria anima. Giovanni rappresenta l'essere umano e, come tale, è legato alla materia.
Detto ciò dunque si capisce cos'è l'oggetto di valore:è il Figlio di Dio in quanto capace di rendere salva l'anima di coloro i quali si affidano alla sua volontà e credono in lui. Gesù in quanto Figlio di Dio è Spirito fattosi Carne, è lo Spirito sceso in terra per salvare le anime degli uomini.
Ad una lettura del testo visivo vediamo che Giovanni, il quale chiameremo S1, in quanto essere umano appare disgiunto dall'oggetto di valore: materia → S1 U OV .
Per raggiungere lo stato di unione all'oggetto di valore occorre che il Battista acquisisca una competenza, ovvero una serie di strumenti concettuali, ma che possono anche essere materiali, affinché l'attante soggetto riesca a superare una prova detta anche performanza: quest'ultima è costituita dal credere che quel bimbo cui Giovanni si trova di fronte è veramente il Figlio di Dio e abbia la capacità di affidarsi completamente a lui.
Una volta effettuata la prova avviene una sanzione, la quale, a mio parere, viene data da Maria in quanto Madre di Dio, e può essere o positiva o negativa; nel primo caso, se il Battista è riuscito ad avere fede e a credere in Gesù Cristo, si troverà unito all'oggetto di valore ovvero la salvezza dell'anima, in caso contrario, invece avrà la dannazione eterna: materia → S1 U OV; competenza → performanza → Maria sanzione (positiva) → spirituale → S1 Ç OV.
Rimane infine da definire il compito dell'angelo Uriele: a mio parere la sua funzione è quella di astante, ossia quella di indirizzare lo sguardo del lettore empirico in direzione di S. Giovanni Battista e di conseguenza di favorire una determinata lettura. Il ruolo di astante di Uriele viene rafforzato anche dalla Madonna la quale indirizza il suo sguardo in direzione del Battista.


Momento dell'enunciazione
Il primo momento dell'enunciazione di qualsiasi testo e anche dei testi pittorici, è sempre un debrayage e anche nella Madonna delle rocce di Leonardo da Vinci tale elemento è perfettamente riscontrabile: infatti egli proietta nell'opera un tempo, uno spazio e degli attori. Il debrayage porta ad un allontanamento dall'istanza dell'enunciazione da cui consegue un aumento dell'oggettività, affinché il discorso possa assumere i propri valori e significati indipendentemente dal momento e dalla persona che l'ha costruito.


Temporalizzazione dell'opera
Per capire la temporalizzazione della Vergine delle rocce dobbiamo porci davanti al problema tecnico della rappresentazione della temporalità. Per risolvere tale problema è necessario scomporre preliminarmente il moto in una serie di segmenti statici. La segmentazione implica pertanto anche una scansione: il continuo del movimento viene ridotto ad una scansione di dati e proprio per questo ogni stato, disgiunto dagli altri, per via della scomposizione, deve essere collegato anche agli altri in maniera logica, in modo da restituire la processualità dell'azione. Ciò avviene a causa di un certo contenuto di tensività, presente logicamente in ogni segmento e riscontrabile benissimo nell'opera di Leonardo. Le figure della Vergine Maria, del Bambino Gesù e del piccolo Giovanni Battista sono rappresentate in un movimento bloccato con cui si intende riferirsi ad una fase dove è possibile inferire l'idea del movimento. Ciò si può notare dalla posizione della Madonna inginocchiata con una mano appoggiata sulla spalla del Battista e l'altra che si libra sopra la testa di Gesù per proteggerlo; il primo è in una posizione sbilanciata in avanti, protesa in direzione del Salvatore che dal canto suo è seduto, in maniera piuttosto rilassata, con le gambe incrociate e con la mano destra intenta a dare la benedizione a S. Giovanni Battista: tale situazione tradisce il movimento.
In sostanza il segmento rappresentato nell'opera del Maestro di Vinci è un attimo di un'azione con un suo passato e con un suo futuro.
Qualunque soluzione che raffigura il tempo di un'azione, come ad esempio il movimento di Battista, assume i caratteri di una configurazione aspettuale, espressa nel caso della Vergine delle rocce, attraverso la categoria della terminabilità, l'aspetto finale, dunque, è quello fondamentale: il Figlio di Dio salverà gli uomini che hanno fede in lui.


Spazializzazione dell'opera
La coerenza del dipinto di Leonardo è tanto temporale quanto spaziale. In questo suo lavoro la grammatica dello spazio viene espressa con l'unione. I quattro personaggi dell'opera sono molto vicini gli uni agli altri e sono addirittura in contatta a due a due (Madonna- Giovanni, Angelo- Gesù).
Osservando il quadro ci si accorge però, che la Vergine, Gesù, Giovanni e l'Angelo sono sì uniti fra di loro, ma al contempo sono separati dal resto del mondo quivi rappresentato, da una fitta catena di rocce aspre e frastagliate; con ciò forse Leonardo ha voluto marcare l'assoluta lontananza che questi personaggi hanno in quanto esseri puri o semi-puri, dal resto del mondo raffigurato con un desolato paesaggio di rocce. Il tema dalla spazializzazione dell'opera perciò, si scompone in due tematiche: quella dell'unione fra personaggi dotati di una non comune purezza d'animo e quella della separazione da un mondo impuro e selvaggio.


Conclusione
Scendendo al livello dell'immanenza, l'opposizione categoriale più evidente a livello semantico è quella tra spirituale e materiale, con il corrispondente quadrato semiotico:

SPIRITUALE ← → MATERIALE

↑ ↑

NON-MATERIALE ← → NON-SPIRITUALE

Queste categorie sono rispettivamente rappresentate così:
SPIRITUALE → Gesù quale Figlio di Dio, lo Spirito fattosi carne per la salvezza di tutti gli uomini.
MATERIALE → Giovanni Battista essere umano che ripone nella fede nel Signore Dio la sua speranza di salvezza dell'anima.
NON-MATERIALE → l'Angelo quale essere creato da Dio che vive nel regno dei cieli
NON-SPIRITUALE → la Vergine Maria, madre di Dio che è sì un essere umano, ma nel suo grembo, per opera dello Spirito Santo è nato Gesù Cristo nostro salvatore.


Approfondimento sulla Vergine delle rocce
In questo quadro, Leonardo, rappresenta un incontro fra Giovanni battista e il Cristo durante la loro infanzia. Ciò è molto insolito in quanto le Sacre Scritture non ne fanno menzione, ad eccezione dei vangeli apocrifi, testi non ammessi nel canone biblico, secondo i quali Maria e il Bambino Gesù avrebbero incontrato Giovanni Battista nel deserto, in occasione della loro fuga in Egitto. E' possibile che la composizione di Leonardo, con i personaggi presenti e il luogo roccioso piuttosto spoglio, si basi su questo evento. Il senso profondo di questo incontro fra il Battista e Gesù Cristo, magistralmente inscenato in un luogo poco accogliente, si riferisce alle concezioni religiose dei committenti. L'ordine per la pala della Vergine delle rocce trasmesso da una confraternita, fra le cui figure di riferimento c'erano, oltre al Cristo, San Francesco d'Assisi e San Giovanni Battista. Così, la confraternita committente poteva identificarsi con il giovane Battista che adora il Bambino; essa era benedetta con lui dal Salvatore, e anch'essa si trovava sotto la protezione della Vergine Maria. La confraternita era così doppiamente presente, da un lato davanti al quadro che serviva al raccoglimento e alla preghiera, ma anche all'interno del quadro sotto forma di un personaggio nel quale poteva identificarsi. Inoltre, Maria posa la mano su Giovanni Battista e lo copre con il suo mantello: il giovane, e con lui i membri della confraternita, sono sotto la sua protezione.

BIBLIOGRAFIA

· Appunti del corso di Semiotica delle Arti, anno accademico 2004-2005 del Prof. Massimo Leone.

· Lezioni di semi-simbolismo del prof. Omar Calabrese.

· Leggere l'opera d'arte, Corrain.

· Le ricche miniere - percorsi nella storia dell'arte, vol. 4, di Bairati e Finocchi , edizioni Loescher.

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Commenti su questa Opinione
vallar

vallar

12.03.2009 00:09

Sì, il commento critico è molto dettagliato, e portato avanti con una terminologia che effettivamente riconduce alle più recenti acquisizioni della semiologia (V. per esempio "attanti",). Tuttavia, il grande Leonardo è lontano, in quegli sfondi meravigliosi,in quelle atmosfere "solari", dove sgorgano acque limpide e pulite su azzurri orizzonti.

SueSue

SueSue

12.02.2008 11:01

C'ho messo un po' a leggerla tutta. Ma ne è valsa la pena. Sarà che l'arte è incanto.

leehook

leehook

24.07.2007 13:44

perfetta opinione! leehook è tornato! :D

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