La caccia al tesoro (Andrea Camilleri)

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La caccia al tesoro (Andrea Camilleri)

Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra ...

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17 opinioni degli utenti

Opinione su "La caccia al tesoro (Andrea Camilleri)"

pubblicata 26/07/2010 | antonellina73
Iscritto da : 12/01/2009
Opinioni : 186
Fiducie ricevute : 37
Su di me :
più conosco gli uomini, più amo gli animali...
Ottimo
Vantaggi dopo un anno di attesa, finalmente
Svantaggi come sempre non leggere la prefazione di nigro
molto utile
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Qualità Materiale

"strana calma a vigata"

Un torpore mai visto prima attanaglia la caserma di Vigàta.
Se non fosse per Catarella, che puntualmente sbatte con una rumorata la porta del commissario più famoso d’Italia, Montalbano passerebbe le silenti giornate leggendo un romanzo di Simenon ed un vecchio numero della “domenica del Corriere”.
Ma dietro quella strana tranquillità, dopo aver risolto alla Bruce Willis, come nelle “pillicole miricane”, un caso di due anziani che si barricano dentro casa sparando dalle finestre all’impazzata, un vero pazzo decide di coinvolgere il commissario in una caccia al tesoro in cui la posta in gioco è a dir poco terrificante.
Accolto come sempre dai vigatiani assidui come un evento (dal nome immaginario di Vigàta, il paese protagonista delle storie, i fan di Montalbano si sono nominati così), il nuovo romanzo di Camilleri che ha per protagonista Salvo Montalbano è davvero eccellente.
I personaggi ormai sono di famiglia, per cui ci si stupisce poco per le infedeltà di Augello, per la stravaganza libertina di Ingrid, per gli artifizi verbali di Catarella e per la sindrome dell’anagrafe di Fazio.
Un po’ di malinconia per gli anni che passano e per quegli altri “Salvo” che compaiono a dar fastidio alla coscienza del nostro Montalbano, come a ricordargli che inesorabilmente, anche lui è destinato ad invecchiare…la sua sensibilità verso casi che un tempo l’avrebbero lasciato impassibile è il classico campanello d’allarme.
Ma a differenza degli ultimi romanzi, in cui il tono era maggiormente crepuscolare, qui si ride di gusto molto più spesso, nonostante il finale sia in assoluto il più macabro e violento mai partorito dalla penna dello scrittore.
Ancora una volta però, c’è da tirare le orecchie alla casa editrice ed a Salvatore Silvano Nigro.
Chi è costui?
Perché la Sellerio decide nuovamente di fargli scrivere la prefazione, svelando a tutti gran parte del mistero celato nel libro?
Semplicemente perché il professor Nigro della Sellerio è il consulente italianista, anch’egli scrittore, certamente di fama mediocre.
Approfitta dunque dell’opportunità, per essere letto da un maggiore numero di persone.
È davvero un peccato che nessuno si renda conto di quanto possa essere fastidioso scoprire in prima battuta ciò che si vorrebbe invece leggere pagina dopo pagina ed arrivare al finale col fiato in gola.
La Sellerio potrebbe almeno iniziare la prefazione con un “attenzione, SPOILER”, così come si fa negli Stati Uniti quando nelle recensioni dei film in uscita c’è la possibilità di rovinarsi il gusto della visione.
Il consiglio è quindi quello di acquistare il libro e non leggere assolutamente i risvolti di copertina, fidarsi ciecamente di Camilleri che non delude mai, soprattutto quando il protagonista è il commissario Montalbano.


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  • debpao pubblicata 20/01/2011
    Interessante!
  • lucaamb pubblicata 29/07/2010
    mi attira, grazie...
  • Nanook pubblicata 27/07/2010
    Ottimo commento, grazie
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Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica del Corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c'era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall'uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". Un'altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza.

Caratteristiche Tecniche

Alice Classification: Letteratura Italiana: Testi

EAN: 9788838924781

Tipologia del prodotto: Libro, Libro in brossura

Autore: Andrea Camilleri

Numero totale di pagine: 290, 271

Editore: Sellerio Editore Palermo

Data di pubblicazione: 2010

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 18/03/2010