La caccia al tesoro (Andrea Camilleri)

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La caccia al tesoro (Andrea Camilleri)

Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra ...

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Opinione su "La caccia al tesoro (Andrea Camilleri)"

pubblicata 06/09/2010 | amdrea77
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Opinioni : 6
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Accettabile
Vantaggi Divertente a tratti
Svantaggi Un normale thriller di gusto americano, di cui non si sentiva il bisogno
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Qualità Materiale

"Montalbano (Camilleri) è rimbambito?"

Forse no. Magari ci sono qualificate eccezioni. Eppure, la cosa peggiore che possa
capitare a un lettore di gialli, è la sensazione di essere molto più intelligente e
sveglio del detective protagonista del romanzo che sta leggendo.

Ora, questa Caccia al tesoro, ennesima storia con il commissario Montalbano
come protagonista, si legge con l’amaro in bocca e, specialmente chi ha sognato,
si è commosso, emozionato con le precedenti avventure scritte da Camilleri, non
può che rimanere deluso dall’improvviso rimbambimento del nostro “sbirro”. E’
imbarazzante leggere la sequenza di errori grossolani commessi dal nostro nel
corso di questa indagine; è imbarazzante avere il sentore di sapere chi è
l’assassino appena il personaggio compare sulla scena, poi, ogni volta che
ricompare, e averne infine la conferma nel momento in cui l’intrigo, se tale può
definirsi, viene svelato, e non vi dico chi è per una questione di rispetto verso chi
volesse avventurarsi in questa lettura. E’ imbarazzante il timore che accompagna il
lettore di essere precipitato in una inutile spirale d’orrore e, purtroppo, il timore si
rivelerà reale.
Purtroppo, La caccia al tesoro, riesce nello spiacevole intento di lasciare allo
scoperto i difetti della scrittura di Camilleri che erano stati ben nascosti negli altri
romanzi della serie, sotto una solida struttura narrativa e sorretti da una grande
esperienza e intelligenza: un continuo occhieggiare al lettore, o meglio, a un certo
target di lettori, un buttare tutto il burletta per allungare il brodo, e tutti i debiti che
Camilleri ha con i grandi scrittori che l’hanno preceduto, e ai quali spesso si rifà
senza pudore.
E infine, sembra un maldestro tentativo di ottenere consensi fra i lettori abituati ai
thrilleracci americani, pieni di sangue e violenza, e l’impressione che la storia sia
stata messa in piedi in fretta per onorare un contratto editoriale o per rimpinguare
le casse di scrittore ed editore, cosa che non crediamo necessaria, se pure
gradita a entrambi.
Eppure, le premesse per un’ennesima convincente storia del nostro amato
commissario c’erano tutte, ma si perdono del tutto dopo qualche decina di pagine.

Due anziani fondamentalisti cattolici si ritirano nella loro casa e incominciano a
sparare sui passanti, lanciando messaggi apocalittici. Irrompe nella casa il prode
commissario Salvo Montalbano che, a dispetto dell’età, si sente tanto giovane e
arzillo da scalare cornicioni, pistola fra i denti, e sventa il pericolo, il tutto sotto le
immancabili telecamere di qualche televisione. Nell’ispezione della casa che ne
segue, il nostro rinviene una bambola gonfiabile rattoppata in modo orrendo, e da
qui partirà una storia contorta e piena di sangue, anche se non di suspense.
Per concludere, viene il dubbio che il romanzo non sia stato scritto da Camilleri,
oppure che sia stato lasciato in mano a un editor impazzito o, cosa che io ritengo
più probabile, che Camilleri stesso si sia lasciato prendere dalla fretta, magari
preso dai troppi impegni o perché – e qui viene da pensare a quando, qualche
anno fa, tentò di liberarsi del personaggio Montalbano – perché stanco di scrivere
le storie del commissario che gli ha dato fama e ricchezza. In questo caso, giova
ricordare gli illustri precedenti, come Sir Arthur Conan Doyle che fa precipitare da
un burrone il suo Sherlock Holmes, oppure la grande Agatha Christie che voleva
liberarsi di Poirot. In questo caso, è legittimo chiedersi se sia meglio far morire i
propri personaggi di morte violenta o di inedia.


Il commissario Montalbano nasce dalla penna di Andrea Camilleri nel 1994 con il
romanzo La forma dell’acqua, per proseguire poi, con Il cane di terracotta e Il ladro
di merendine nel 1996, nel 1997, La voce del violino, nel 1998, Un mese con
Montalbano (racconti), nel 1999, Gli arancini di Montalbano (racconti), nel 2000, La
gita a Tindari, nel 2001, L'odore della notte, nel 2002, La paura di Montalbano
(racconti), nel 2003, Il giro di boa, nel 2004 La pazienza del ragno, e La prima
indagine di Montalbano (racconti), nel 2005, La luna di carta, nel 2006, La vampa
d'agosto, Le ali della sfinge, nel 2007, La pista di sabbia, nel 2008, Il campo del
vasaio, e L’età del dubbio, nel 2009, La danza del gabbiano, e infine, nel 2010,
questo romanzo, La caccia al tesoro.
Diviene subito un caso letterario, e la sua fama viene suggellata dall’ottima
trasposizione televisiva nelle capaci mani di Alberto Sironi, per la RAI. Camilleri, in
un’intervista, si potrà vantare di aver ricevuto un grandissimo complimento da uno
stimato lettore, “lei è come un virus”, nel senso di non potersene liberare.
L’autore, Andrea Camilleri, nasce a Porto Empedocle, Agrigento, nel 1925. Inizia a
scrivere nel secondo dopoguerra, e qualche anno più tardi approda in RAI dove si
mette in luce come coautore e sceneggiatore. Nel suo curriculum, fra gli altri, Il
tenente Sheridan, Il commissario Maigret e Le avventure di Laura Storm . Nel 1978
scrive Il corso delle cose, che passa inosservato. Ci riprova nel 1992, con Un filo di
fumo, uno dei suoi romanzi migliori, in cui meglio riesce a cantare e a far
conoscere la Sicilia e il mondo meridionale agli italiani e, nel mio caso, anche ai
meridionali :).
Nel 1994, come già detto, nasce il caso editoriale de Il commissario Montalbano,
con l’esordio La forma dell’acqua. Seguono i pregevoli Il birraio di Preston, La
concessione del telefono, La mossa del cavallo, e una lunga serie di Montalbano
di successo crescente. La scomparsa di Patò, del 2000, è un riuscito se non
originale tentativo di scrivere un romanzo attraverso lettere e ritagli di giornali.

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  • sand87 pubblicata 08/11/2010
    ok
  • storm75 pubblicata 17/10/2010
    Beh, se è come dici, ci si sente davvero traditi da un autore, che brutto...
  • doppiax_x pubblicata 16/10/2010
    mi piace parecchio camilleri...
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Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica del Corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c'era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall'uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". Un'altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza.

Caratteristiche Tecniche

Alice Classification: Letteratura Italiana: Testi

EAN: 9788838924781

Tipologia del prodotto: Libro, Libro in brossura

Autore: Andrea Camilleri

Numero totale di pagine: 290, 271

Editore: Sellerio Editore Palermo

Data di pubblicazione: 2010

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 18/03/2010