Vertigo
20.03.2002
Vantaggi:
E' un film imperdibile
Svantaggi:
Nessuno
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
Tensione:
Trama
Attori
continua
 T-Ryla
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Iscritto da:01.01.1970
Opinioni:56
In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 29 utenti Ciao
Scottie Ferguson ( James Stewart ) e' un ex poliziotto in congedo; ha rassegnato le dimissioni dopo un incidente accaduto durante un inseguimento: un poliziotto e' morto e Scottie non e' riuscito a salvarlo a causa della sua acrofobia. Un suo vecchio compagno dell'universita', Gavin Elster, si rifa' vivo per chiedergli come favore personale di sorvegliare la moglie Madeleine ( Kim Novak ), che ultimamente pare strana e assente. Scottie forse un po' annoiato dalla forzata inattivita', dopo qualche protesta accetta la proposta di sorvegliare Madeleine. La vede per la prima a volta a cena con il marito in un ristorante elegante. Sin da subito la signora Elster sembra circondata da un'aura di mistero e l'ex poliziotto la trova tremendamente affascinante. Comincia a pedinarla e la segue attraverso un percorso poco chiaro: un cimitero, un museo dove lei si ferma davanti ad un quadro per svariati minuti, una vecchia casa, ora pensione, dove lei entra e apparentemente non esce. Tutti questi luoghi sono legati misteriosamente a Carlotta Valdes, una suicida amante di un uomo facoltoso. La trama del film imbocca una decisa svolta quando Madeleine tenta il suicidio buttandosi nella baia a For Point. Scottie si tuffa, la ripesca e la porta a casa sua; qui lei si risveglia nel suo letto con una vestaglia sconosciuta indosso, si reca nel salotto dove trova Scottie; questi le pone delle domande, lei sembra smarrita e scappa. In un qualche modo Madeleine sembra essere rimasta colpita dall'incontro con Scottie, cosi' torna a casa sua per lasciargli un biglietto come ringraziamento per il salvataggio, ma il suo pedinatore, che e' alle sue costole, la blocca sulla porta. Escono per un giro insieme in auto; agli occhi di Scottie Madeleine e' sempre piu' misteriosa e irreale, si accorge di amarla e le dichiara disperatamente il suo amore. Lei fugge dicendogli che e' troppo tardi, sale le scale del campanile di un convento e si butta giu' dalla torre. Scottie e' impietrito dall'orrore e nulla puo' fare per raggiungerla in tempo, a causa della sua acrofobia. Viene aperta un'indagine sulla sua morte, l'ex-poliziotto pur scagionato ne esce distrutto e viene ricoverato in una casa di cura per malati mentali. E' l'ombra di se stesso, schiacciato dal senso di colpa e dal ricordo di una donna che amava e che non c'e' piu'. Riesce in qualche modo a riprendersi e a questo punto del film accade un evento imprevisto: Scottie incontra casualmente una donna dal volto estremamente somigliante alla compianta Madeleine, Judy. Egli tenta di parlarle e riesce a conoscerla, nonostante i modi scostanti di lei: caratterialmente e' l'opposto di Madeleine. Scottie e' ancora ossessionato dalla donna che ha perso e tenta di trasformare Judy in Madeleine cambiando i suoi abiti, tingendole i capelli. Lei accetta di malavoglia e lo spettatore capisce che Judy e Madeleine sono la stessa persona. Qualche sospetto forse ce l'ha anche Scottie e in effetti succede che... Alfred Hitchcock firma la regia di questo capolavoro del 1958, il cui titolo originale e' "Vertigo". Inizialmente snobbato dal pubblico e dalla critica, ma giustamente rivalutato negli anni a venire, e' tratto dal libro "D'ENTRE LES MORTS" di Boileau-Narcejac. Hitchcock non segue perfettamente la trama del libro, poiche' svela quasi subito che Judy e Madeleine sono la stessa persona, mentre nel romanzo cio' si scopre nell'ultima pagina. E' stata una precisa scelta del regista, nonostante i pareri contrari durante la lavorazione del film; egli ha preferito privilegiare la suspence piuttosto che la sorpresa finale. In questa seconda parte del film infatti lo spettatore si chiede come reagira' il protagonista sapendo di avere ritrovato la Madeleine che credeva morta. La storia e' ambientata a San Francisco e molti luoghi sono stati scelti appositamente per aumentare il senso di irrealta' del film: la sala praticamente deserta del museo dove c'e' il ritratto di Carlotta, il cimitero, la baia dove lei tenta il suicidio e i boschi di Muir, dove Scottie le dichiara il suo amore e dove lei, osservando il tronco tagliato a meta' di una sequoia dice, come in trance, "Qui sono nata e qui sono morta", indicando le nervature dell'albero. E' un film che indubbiamente mette i brividi. In una intervista fatta a Hitchcock su questa sua opera, egli dice espressamente di aver usato dei filtri di nebbia per le riprese di Madeleine; questi filtri accrescevano l'aura di mistero e di irrealta' e le conferivano toni verdognoli. Il regista ha detto di aver scelto appositamente una certa pensione per Judy, perche' aveva l'insegna al neon verde e ricreava lo stesso effetto. Indimenticabile e' la scena in cui Judy esce dalla sua stanza completamente trasformata e identica a Madeleine, con la luce verde del neon che immediatamente ricrea le atmosfere della prima parte della storia. James Stewart e' bravissimo nel dare un'espressione trasognata e quasi in lacrime. Inoltre Hitchcock ammette di aver pensato per anni a un'immagine come quella del pianerottolo di scale che si allunga; aveva cominciato a pensarci durante i lavori di "Rebecca"; voleva ricreare esattamente la sensazione di avere il mondo che si allontana dalla prospettiva dello spettatore. Una nota curiosa riguarda il casting: dall'inizio alla fine il film ( abiti compresi ) era stato pensato per Vera Miles nel ruolo della protagonista, ma l'attrice rimase incinta e percio' la parte venne affidata a Kim Novak. Personalmente non rimpiango questa scelta.Consiglio a tutti gli amanti del grande Alfred la visione di questo film, completamente permeato da un'atmosfera irreale e morbosa.
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30.07.2002 13:59
Questo è uno dei miei preferiti del grande maestro. Riesce a mettermi i brividi ogni santa volta che lo vedo (e non sono poche..), hai ragione è imperdibile. Bye.P.
07.07.2002 02:33
Ricambio la tua fiducia e i complimenti per la tua critica...Hitch vive per sempre, fammi sapere se hai scritto altre opinioni sul maestro del brivido...ciauz!
20.04.2002 21:07
Capolavoro. La scena del sogno è esplicitamente citata da François Truffaut in "Fhareneit 451". Ciao.