La donna che visse zero volte
06.07.2002
Vantaggi:
E' semplicemente un film di Hitchcock
Svantaggi:
Plot eccezionale ma complesso
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
Tensione:
Trama
Attori
continua
 citizen
Su di me:
Cavalcherò l'onda fin dove mi condurrà, vincerò il dolore, mi aprirò...
Iscritto da:28.05.2002
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Esterno notte, tetti di una città. John Scottie Ferguson, ispettore di polizia, insegue un criminale. Questi gli sfugge, l’uomo si salva per miracolo, rimane immobile appeso al cornicione di un palazzo, vittima delle sue vertigini, provocando indirettamente la morte del collega, che cercava di venirgli incontro. Già qui veniamo a conoscenza degli assi portanti del film: - John soffre di acrofobia, un timore ossessivo del vuoto, come dice il titolo, VERTIGO. - L’inseguimento si farà metafora della sua psicosi voyeuristica. Non a caso, dopo, scopriremo che Scottie ha rinunciato alla brillante carriera di avvocato per fare il poliziotto, con tutte le possibilità intrinseche di indagine e inseguimento. Scottie va in pensione, rinuncia all’ipotesi di un posto in ufficio, per accontentare un vecchio amico, Gavin Elster, che lo incarica di controllare la moglie, Madeleine, perseguitata da crisi depressive e potenziale vittima suicida – si crede posseduta da una certa Carlotta Valdes, morta suicida anni addietro. Qui entra in gioco Hitchcock: il pedinamento è rigorosamente girato dal punto di vista dell’ex ispettore, del resto la soggettiva predomina tutto il film, amplificando il voyeurismo di Scottie, che si innamora di una donna che neanche conosce, con la quale non ha mai parlato, solo per il fatto che è vittima del suo sguardo. E lo sguardo assurge a ruolo chiave, la donna diventa l’oggetto sessuale proprio in virtù del doppio sguardo – quello del protagonista, quello dello spettatore che si identifica. Esterno giorno, banchina della baia. Madeleine tenta di farla finita, gettandosi in acqua, John la salva dall’annegamento e la porta in salvo a casa sua. Ellissi temporale.Interno notte, casa Ferguson. Soggettiva dello sguardo di John: i vestiti di Madeleine sono appesi ad asciugare, lei è nuda, coricata nel suo letto. Magnetismo sessuale amplificato. La donna riprende conoscenza, indossa la vestaglia dell’uomo. Lui le spiega com’è andata, i due familiarizzano, John finisce per innamorarsene. Dilatazione esponenziale dell’aspetto erotico. La soggettiva è sempre appannaggio del protagonista e ha il compito di scandire il ritmo del dialogo: Madeleine non è cosciente di aver tentato il suicidio, era un’altra persona quella che si è gettata in mare, era Carlotta Valdes. Il passato ritorna. La donna che vive due volte: come Madeline e come Carlotta Valdes, sua bisnonna. E’ vittima incosciente di un transfert di identità. Esterno giorno, nei pressi di una chiesa. I due si baciano. John cerca di aiutarla a rimuovere il passato. Ma i ricordi, gli incubi ritornano a tormentarla. I suoi pensieri e i suoi occhi tradiscono tensione. Vede l’immagine di una chiesa, un campanile. Vuole capire, vuole vedere, vuole scoprire cosa si cela dietro queste ossessioni. Madeleine si allontana, corre dentro la chiesa. Sale sul campanile e si lancia nel vuoto, prima che Scottie, frenato dalle sue vertigini, riesca a raggiungerla.Madeleine è morta, ma chi era Madeleine? Una donna? Due donne? Che segreto si cela sotto traccia? E’ veramente colpa di Carlotta Valdes? Ellissi temporale, mesi dopo. John ancora non riesce ad accettare l’idea di aver perso la donna che amava. Inoltre è afflitto da un esasperato senso di colpa. Vaga per la città, rivisita i luoghi e le tappe in cui aveva seguito Madeleine. Nella sua mente vive più volte. La sua idea di Madeleine si trasferisce nelle donne che incontra, ma l’aspetto fisico gli dice che non possono incarnare l’idea che lui si è fatto. Un giorno poi incontra Judy, una ragazza che ricalca in modo impressionante le sue sembianze. La segue fino all’hotel, chiede di parlare con lei; per un attimo crede di averla ritrovata. Ma dopo le prime resistenze capisce che ha sbagliato persona. Le chiede ugualmente di venire a cena con lui. Lei accetta. E’ innamorata di Scottie. E qui per la prima volta Hitchcock cambia il punto di vista; un flashback di Judy ci chiarisce l’intera vicenda: Judy e Madeleine sono la stessa persona. La donna era stata l’amante di Gavin, che per sbarazzarsi della moglie l’aveva spinta dal campanile, facendo credere a Scottie che fosse Madeleine. John si è innamorato di una persona che non è mai esistita. Di un’idea, di un’attrice che ha impersonato un ruolo. Ma John ci ricasca, vuole innamorarsi di Judy. Il voyeurismo, che permeava i suoi pedinamenti e gli permetteva di aggirare e governare con lo sguardo l’ oggetto del suo desiderio, diventa feticismo. Cerca di rivedere in Judy, Madeleine. La costringe a conformarsi in ogni dettaglio all’aspetto fisico del suo feticcio. Lei per amore asseconda i suoi desideri. La donna a poco a poco si rende conto che la sta smascherando. Solo quando la metamorfosi è definitiva, riesce ad amarla. Il collage di Madeleine è finalmente completo. Ma Judy adesso non è più una donna, non è più neanche un’idea, è il feticcio per antonomasia. L’immagine della donna si fonde con lo schermo, ogni sua postura, ogni sua azione è stilizzata. Scopofilia e feticismo. Questo è il segreto che permette al protagonista di cancellare il passato e circuirne la minaccia. Più dettagli di Madeleine aggiunge al corpo di Judy, ( dai vestiti alle scarpe, dal colore dei capelli all’acconciatura) più cresce in lei il magnetismo sessuale, più lui riesce a rimuovere il passato. Epilogo. Scottie nota sul collo di Judy un gioiello che era di Madeleine. Inizia a capire. E con la scusa di andare a cena fuori, la porta sul luogo del delitto. Riesce a vincere le sue vertigini, smaschera la donna, che giurandogli il suo amore, cade accidentalmente nel vuoto. Adesso Judy è veramente Madeleine, ma allo stesso tempo questo doppio transfert d’identità non fa che negare l’esistenza di entrambe. Sono la personificazione di un’ossessione, vivono solo in virtù delle proiezioni mentali di Scottie. La donna che visse due volte, in realtà non è mai nata.
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01.02.2003 20:36
bella opinione... è il film di Hitch che preferisco!!!
30.09.2002 23:03
ottima sceneggiatura...scommettiamo che trovi un produttore? :-)) Ciao!
30.09.2002 22:24
suggestiva opinione per un film diretto da uno dei miei registi preferiti