vertigini e mistero
26.08.2004
Vantaggi:
ottimo film
Svantaggi:
nessuno
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
Tensione:
Trama
Attori
continua
 bethrosanera
Su di me:
....la vita mia sarà di chi vorrà saperne di più.....
Iscritto da:12.07.2001
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Titolo Film LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE (italiano) Titolo originale VERTIGO Regia ALFRED HITCHCOCK Anno 1958 Durata 129' Origine GRAN BRETAGNA Colore Tratto da ROMANZO DI PIERRE BOILEAU E THOMAS NARCEJAC D'ENTRE LES MORTS Soggetto PIERRE BOILEAU, THOMAS NARCEJAC Sceneggiatura ALEC COPPEL, SAMUEL TAYLOR Attori JAMES STEWART (JOHN "SCOTTIE" FERGUSON), KIM NOVAK (MADELEINE ELSTER/JUDY), BARBARA BEL GEDDES (MIDGE), TOM HELMORE (GAVIN ELSTER) Fotografia ROBERT BURKS Musiche BERNARD HERRMANN Produzione ALFRED HITCHCOCK PER LA PARAMOUNT Distribuzione PARAMOUNT Distribuzione italiana CIC VIDEO, DE AGOSTINI Secondo i metodi usati da Hitchcock per coinvolgere lo spettatore sin dalla prima scena, le prima inquadrature devono essere violente come in questo caso. Infatti, il film inizia con n una scena in cui due poliziotti inseguono sui tetti di alcuni palazzi un delinquente. Uno dei due poliziotti però scivola e muore cadendo sotto gli occhi del suo collega. Il protagonista (Scottie), l’ispettore di polizia sopravvissuto all’inseguimento viene sospeso dopo l’accaduto, poiché inizia a soffrire di vertigini. Successivamente un suo ex collega universitario e amico, Galvin Elster, successivamente gli chiederà di sorvegliare la moglie (Madaleine) che a suo parere a in mente di suicidarsi poichè in Madeleine rivive lo spirito di una sua bisnonna che si suicidò in tragiche circostanze. Scottie la pedina per alcuni giorni fino a quando un giorno ella si getta nel mare e egli la salva dall’annegamento. Ovviamente l’ispettore non rivela alla donna il suo incarico. Madaleine sembra avvolta da un aura di mistero e Scottie vuole cercare di capire cosa ella nasconda, con l’aiuto di una sua amica (nonché vecchia fiamma). Scottie è talmente catturato dalla figura misteriosa di Madaleine che se ne innamora. Un giorno Madelaine fugge sopra un campanile e Scottie per colpa delle sue vertigini, non le potrà impedire di gettarsi giù. Scottie si sentirà responsabile della morte della donna che diventerà per lui un’ossessione. La morte di Madaleine segna la fine della prima parte del film. La seconda ha inizio quando Scottie incontra casualmente Judy, una donna che somiglia in maniera straordinaria a Madaleine. L’uomo ne è talmente impressionato che decide di seguirla e di rivederla nuovamente. La donna vista l’insistenza di Scottie decide di rivederlo. A questo punto possiamo riprendere le considerazione che fa Hitchcock a proposito delle sue scelte registiche. Nel romanzo da cui è tratto il film, il protagonista incontra Judy e la obbliga ad assomigliare a Madaleine ed è soltanto alla fine che lo spettatore viene a scoprire, insieme a Scottie, che si trattava della stessa donna. Hitchcock spiega che nel film ha voluto procede in modo differente perché voleva svelare sin da subito la verità, ma soltanto allo spettatore, cosciente dell’effetto di suspence (e non di sorpresa finale come nel caso del libro) che avrebbe avuto sullo spettatore stesso. Quando Scottie inizia a frequentare Judy lo fa in relazione alla grande somiglianza con l’amata ma in seguito si rassegna al fatto che Judy non è Madaleine ma questa deve rivivere in lei in tutto e per tutto. Judy accetta di assomigliare a Madaleine inizialmente contro la sua volontà, in seguito con la consapevolezza che quest’uomo a poco a poco la sta smascherando, poiché mentre lo spettatore è al corrente che Judy e Madaleine sono la stessa persona, ma Scottie ne è allo scuro e via via scopre l’inganno. L’enigma verrà da lui risolto nell’ultima mezzora del film. Hitchcock Riprende il volto di Judy e lo sovraimpressiona alle immagini relative agli eventi accaduti i mesi precedenti all’incidente di Madaleine. Amore e dubbio si intrecciano sempre di più Scottie inizia una ricerca su Madaleine visitando tutti i luoghi da lei frequentati ed in ogni luogo la rivede. E proprio questa ossessione fa si che egli obblighi e spinga Judy a rassomigliare.Scottie è convinto che nel momento in cui la trasformazione di Judy sarà completa ella confesserà il vero intrigo. Diciamo che per Scottie è una sorta di riabilitazione al ruolo i investigatore. Il dettaglio del medaglione che Madaleine aveva in dosso nel giorno in cui morì, è il campanello d’allarme, l’ultimo elemento che conferma la sua teoria. E la sua teoria si rivela anche nella frase pronunciata dallo stesso Scottie mentre sale per la seconda volta le scale del campanile “ Faccio questo perché è la mia seconda opportunità”. L’opportunità di essere investigatore, un’opportunità per riacquistare il rispetto di se e togliersi dalla coscienza il peso dell’accaduto poiché egli si ritiene responsabile di una ulteriore morte oltre a quella del collega. L’incontro con Judi gli ha permesso di condurre un’indagine minuziosa e allo stesso tempo di rivivere un amore, probabilmente il primo. La brutalità del processo investigativo è chiara nel dialogo finale sulla torre del campanile. Scottie usa la forza per ottenere una confessione, non per vendicarsi appunto, ma per avere la sua seconda opportunità. Essendo l'amante di Galvin Elster,Judy, si è prestata a mettere in atto il piano che ha ideato il suo amante per disfarsi della moglie. Judy ha interpretato il ruolo della allucinata (Madaleine) fino al momento in cui si sarebbe gettata dal campanile, ma in realtà il corpo che "Scottie" ha visto precipitare era quello della vera Madeleine, la moglie di Galvin Elster precedentemente uccisa dallo stesso marito. Nel finale un vero colpo di genio, (ovviamente lascio a voi il giudizio e la scoperta di come Scottie supererà la sua acrofobia e di come avrà conclusione la storia).STILE Nel film si ha la dimostrazione che non sempre la logica scientifica va sempre a braccetto con il cinema. Per Hitchcock è importante raccontare una storia, senza dare troppo peso alla verosimiglianza. Così, non è importante se l’acrofobia di James Steward è realistica o meno, come non ha importanza ai fini della storia la digressione dello psichiatra che spiega il male di Antony Perkins nel finale di Psycho. RITMO La storia si svolge con molta lentezza a differenza degli altri film del regista, dove la trama si costruisce su passaggi rapidi e improvvisi. Abbiamo qui una sorta di ritmo contemplativo che tuttavia si intreccia bene con la trama. COLONNA SONORA I suoni misteriosi e spettrali della colonna sonora di Bernard Hermann sono studiati per essere parte integrante all’atmosfera di mistero e dubbio che caratterizza il film.AMBIENTAZIONI: Il film è ambientato a San Francisco e nelle zone circostanti. Le location sono state scelte accuratamente dal regista e perfettamente concordanti con l’atmosferadi mistero che richiama questa storia, poiché emanano sensazioni di estraneamento ed irrealtà. E’ il caso della sala quasi vuota del museo, nel palazzo della Legione d’Onore, o dei boschi di Muir, dove vivono i “redwoods”, parenti delle sequoie, alberi antichissimi che filtrano i raggi solari e creano così degli scenari straordinari grazie ad una miscela di luce, polvere e nebbia. Tutti i luoghi appaiono come lo specchio dei sentimenti e delle sensazioni dei personaggi che si incontrano nella trama. TEMI RICORRENTI: La sequenza di Saul Bass, il realizzatore dei titoli di testa, dove una spirale cambia continuamente forma è rappresentazione di un segno ricorrente, che si ripete nella pettinatura di Kim Novak, o nella scala che conduce alla torre. L’inconscio, in cui imperversa la fabia di Scottie (acrofobia) e che determina non solo lo stato interiore ma anche la psiche dell’investigatore. L’inconscio come malattia, non solo vista nella fobia di Scottie, ma anche nell’inettitudine e nell’instabilità mentale. La duplicità della vita, nel caso di Judy come teatro, come doppia vita vissuta nel caso dell’amico di Scottie. Il rapporto con l’altro nelle diverse accezioni, il rapporto di coppia tra scottie e Judy, il tradimento, la voglia di prolungare la vita di chi è venuto a mancare, l’ossessione per chi non c’è più o non può appartenerci e moltri altri ancora sono i temi del film che più ricorrono. La concezione della vita come passaggio necessario attraverso le tenebre, tenebre intese anche come lato oscuro della psiche umanaPER SAPERNE DI PIU’: Quando nel 1958, Hitchcock completò Vertigo, ogni immagine, ogni nota, ogni sfumatura del film era curata fino ad ottenere il massimo della perfezione. Nella creazione di questo film il maestro del brivido non lasciò spazio a nessuna concessione, né compromesso. Paradossalmente, nel 1958, il pubblico e buona parte della critica non rimasero particolarmente colpiti dal film, che suscitò commenti tiepidi ed ebbe scarso successo al botteghino. Questo fatto è sorprendente soprattutto se si pensa che il film era interpretato da due stelle holiwoodiane di prima grandezza, James Steward (che con Alfred Hitchcock aveva girato la finestra sul cortile) e Kim Novak . E’ opinione generale che Vertigo fosse un film troppo all’avanguardia per il suo tempo. Solo più tardi, durante gli anni ’60, i cinofili e soprattutto i Cahiers du cinema, cominciarono ad apprezzare e a riscoprire la bellezza di quest’opera complessa e inquietante. Quando venne trasmesso per la prima volta in televisione ebbe un grande successo che si prolungò durante tutto il decennio successivo, quando Brian De palma, discepolo e ammiratore di Hitchcock, presentò Complesso di colpa, romantico mistery-thriller con la colonna sonora di Bernard Herrman, quasi come tributo a Hitchcock, visto che il film sembra quasi un remake del film Vertigo. Quando nuovamente uscì in televisione nel 1984 Vertigo era ormai ritenuto da tutti gli appassionati di cinema uno dei capolavori di Alfred Hitchcock. Da un’intervista fatta da Truffaut nel 1962 al regista, emerge che Vertigo sia tratto da un romanzo di Pierre Boileau e Tomas Narcejac dal titolo “d’entre les morts” (tra i morti) scritto appositamente per lui e di cui la Paramount appena fu pubblicato ne acquistò i diritti di produzione e distribuzioneCHICCE Come al solito A.H. compare in una scena mentre passeggia (A.H. inserisce sempre una sua immagine o compare personalmente nei suoi film).
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25.02.2008 20:31
tu sì che ti intendi di film...opi debordante di info. ;-)
15.09.2005 10:08
Sei proprio un'appassionata del "Vecchio" Cinema e comunque sempre d'Autore... Mi ripeto: ma Complimenti!!!!!!!!!!!!! Che cosa studi, cioè che Facoltà Universitaria frequenti.. che forse l'ho letto da qualche parte, ma non ricordo più...??? Ciao. Anna.
03.05.2005 15:43
ottima la tua scheda; spassose gli errori di ortografia (cinofili, chicce...) ;-)