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| Valutazione | 4 Opinioni |
La doppia ora e i luoghi della mente
Vantaggi Coinvolgente, spiazzante
Svantaggi .
Dettagli
| Trama | |
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| Attori | |
| PREZZO | |
| Qualità Video (DVD): | |
| Qualità Audio (DVD): | |
| Lingue disponibili (DVD): | |
| NUMERO SOTTOTITOLI | 1 |
continua
Una Torino, tanto cupa quanto rarefatta, è la cornice per la storia, alquanto controversa, fra Sonia e Guido, protagonisti del film dell’esordiente Giuseppe Capotondi, La doppia ora .
Sonia (Kseniya Rappoport, La sconosciuta ), italo-slovena, cameriera in un albergo, ha la bellezza misteriosa di chi nasconde un passato di ombre. Guido (Filippo Timi, Vincere ) è un ex poliziotto, ora guardiano in una villa. La sua estrema riservatezza è un muro che interpone tra il mondo e un dolore mai risolto, quello per la morte della moglie.
I due si conoscono, senza alcun ragionevole dubbio sulla casualità dell’incontro, in un locale in cui si organizzano gli speed date , cioè gli appuntamenti al buio in cui uomini e donne single si incrociano per pochi minuti nella speranza di trovare l’amore per la vita o, tutt’al più, per una notte. Guido e Sonia, pur nella tristezza della situazione, di cui ridono assieme, percepiscono immediatamente di essere due anime affini e decidono di frequentarsi.
Il destino (già, ma voi che mi state leggendo ci credete al destino?) sembra giocare contro di loro perché, durante una visita alla villa di cui Guido è guardiano, si imbattono in un gruppo di malviventi che approfitta di un’ingenua distrazione - l’allarme disattivato - per rubare i tanti oggetti di valore presenti in casa. Vi è una colluttazione tra Guido e uno dei ladri che, armato, lascia partire un colpo di pistola.
Da qui inizia una serie di eventi inspiegabili, che vedono protagonista Sonia, ferita durante la rapina, ma viva, instradata in una sorta di trip visionario, in cui la voce e la presenza tangibile, sovrannaturale, di Guido, tragicamente ucciso dai malviventi, la tormentano. È solo il rimpianto per un uomo di cui è innamorata, e che è morto per salvarla da un’aggressione, oppure si tratta di sensi di colpa? Guido è davvero morto? Sonia nasconde qualche segreto?
Mi fermo qui con l’esposizione della trama perché non voglio rovinare quel gioco di realtà e visione che è la chiave del film.
Ho letto alcune recensioni piuttosto negative su La doppia ora , accusato di eccessiva piattezza e di mancanza di profondità nell’analisi dei personaggi.
Io mi sento invece di spezzare una lancia a favore di un’opera prima che non merita di essere bistrattata, se non altro per la capacità del regista – di cui s’è parlato in modo superficiale e saccente, penalizzandolo poiché ha diretto “soltanto” spot pubblicitari e videoclip - di confezionare un prodotto alquanto internazionale, non ingabbiato negli schemi autoreferenziali e, pertanto, non esportabili, di un certo cinema italiano. La dimostrazione è l’esplicito interesse manifestato dall’industria cinematografica a stelle e strisce per la produzione di un remake de La doppia ora .
Inoltre, il film, tra l’altro ben sceneggiato, presenta un intreccio spiazzante e ricco di elementi fuorvianti, che coinvolge lo spettatore come nella composizione di un puzzle ad alta difficoltà, in cui anche i protagonisti emergono pezzo per pezzo nel dipanarsi della vicenda.
Si tratta di un noir in cui la mente gioca un ruolo fondamentale, mischia abilmente le carte, pesca all’interno della sfera delle emozioni, compie associazioni ardite tra situazioni e personaggi, si nutre degli input che la realtà le offre. E rovescia le percezioni: la gradevole In between days dei Cure , che Sonia ascolta e apprezza in auto con Guido, diventa una vera e propria ossessione. Così come le doppie ore, che si verificano quando ore e minuti segnano la stessa cifra (ad esempio, le 23:23), associate prima alla realizzazione di un desiderio, si trasformano in cattivo presagio.
Accanto al lato noir , La doppia ora descrive in modo decisamente non convenzionale l’evolversi del rapporto senza futuro, maturato nel contesto sbagliato, tra Sonia, che vacilla tra il suo passato e la possibilità di cambiare, e Guido, in bilico tra il dolore e la voglia di lasciarsi andare.
Spazio alle citazioni: echi di Lynch nelle atmosfere perturbanti del bosco in cui Sonia rischia di morire sepolta viva, manifestazioni apparentemente paranormali sullo stile di The others . Non mi azzarderei, come hanno fatto alcuni, a paragonare La doppia ora con l’hitchcockiano Vertigo : si tratta di tutt’altra storia.
Buone le performance dei due protagonisti: bella e oscura la Rappoport e come sempre bravo, anche se penalizzato da uno spazio limitato, Timi.
Finale non a sorpresa. Consigliato comunque.
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alexxxs77 27/12/2010 22:46
buona segnalazione
paropiri 24/11/2010 08:53
Un altro film che non ho visto .........da vedere specialmente perchè è un film ITALIANO di spessore..........^__^............CIAO
SaccoEVanzetti 22/11/2010 20:25
l'ho visto e l'ho apprezzato, non fosse altro che per la sua originalità
19marco71 20/11/2010 14:20
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Complimenti, bel report.