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La vita non sempre è un fairway!
Vantaggi due piacevolissime ore!
Svantaggi nessuno!
Dettagli
| Genere | commedia |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | ottima |
| Attori | convincenti |
| Sceneggiatura | ottima |
| Colonna Sonora | perfetta |
| Qualità Video (DVD): |
continua
Ultima domenica dell'anno, le proposte televisive durante le feste sono sempre alquanto insulse e scontate e soprattutto di sera ormai non si riesce più a vedere un buon film nemmeno pregando in ginocchio vista l'inflazione di reality, giochini, quiz vari e fiction (che parola orribile); eppure qualche genio dall'animo nobile ha pensato di rispolverare quest'autentico gioiellino per proporcelo
come passatempo in una freddo e piovoso pomeriggio di fine dicembre e benché la disapprovazione dovuta al fatto che un film del genere meriterebbe sempre e comunque la prima serata non sia stata trascurabile, la voglia di rivederlo per potervene così parlare a mente fresca ha preso comunque il sopravvento.
Un film sul golf dunque, e ciò potrebbe scoraggiare i potenziali spettatori italiani, già non molto avvezzi alla visione di film che parlano di sport; se poi lo sport in questione è praticamente semisconosciuto in Italia come il golf, si capisce come le bocche possano prendare un'ulteriore piega storta. Niente di più sbagliato invece, a parte che le regole di base sono talmente semplici (ovvero buttare una pallina in una buca usando delle mazze) che anche dal punto di vista "tecnico" non vi sono problemi; poi c'è da dire che il golf ha uno spirito molto particolare, e qui prendo in prestito le parole di uno dei protagonisti: il piccolo Hardy, secondo caddy di Junuh e, nella versione anziana interpretata dal grande Jack Lemmon, voce narrante della storia: "si cammina tanto e quindi si fatica, ci si diverte parecchio e ci si può anche dare una penalità da soli (impensabile in altri sport, n.d.B.) se si è onesti …e molti lo sono!"
L'incontro è quindi solo un pretesto per raccontare delle storie: la storia di un giovane disilluso dalla vita che si ritrova, la storia di una ragazza in difficoltà che trova il modo di risolvere i suoi problemi, la storia di due campioni che guardano sempre avanti rivelandosi essere due veri signori, la storia di un ragazzino appassionato di golf con problemi in famiglia, la storia delle diciotto buche più belle d'america (viene detto nel film, onestamente non so se i campi di Savannah siano così belli visto che non mi intendo di golf, però so che non lontano da lì, ad Augusta, si gioca quello che forse è il torneo più importante al mondo!), e infine la storia di un amore sofferto ma profondo.
Discorso a parte meritano invece gli attori.
Matt Damon nel ruolo di Junuh non ha fornito la miglior prestazione della sua carriera, forse la parte dello spiantato ubriacone che interpreta nella prima metà della pellicola non gli si addice pienamente, va meglio in quella del giocatore terrorizzato dalla possibile figuraccia e nel momento di spacconaggine prima del finale, però nella sua interpretazione del personaggio geniale e malinconico che sembra sempre pacato e un po' menefreghista risulta questa volta un po' imbalsamato (quest'ultima parola è rubata da un'altra recensione ma è troppo perfetta per non utilizzarla) contrariamente ad altri suoi film dove il freddo apparente gli riusciva benissimo (tipo Will Hunting o The Departed o The Good Sheperd).
Incantevole oltre ogni limite, sia per indubbi meriti naturali che per la perfetta compatibilità con i costumi e i trucchi dell'epoca (e quindi probabilmente anche per la sapienza dei costumisti e dei truccatori), è invece la mia coetanea Charlize Theron che, nonostante la sola visione del suo volto sia sufficiente ad elevare all'ennesima potenza qualunque pellicola, non perde occasione per dimostrare una volta di più che oltre ad essere bellissima è anche notevolmente brava. Perfetta è infatti la sua interpretazione di Adele, una donna forte e debole allo stesso tempo, che sembra pienamente padrona di sé e arrivista quanto basta per ottenere quello che vuole, ma dalla quale sotto sotto traspare la paura per le difficili condizioni in cui si viene a trovare oltre che la tristezza e la delusione che gli erano state lasciate dalla fine insensata del suo rapporto sentimentale con Junuh (che quindi non tormenta solo lui come potrebbe sembrare all'inizio).
Meritevoli di menzione sono anche le interpretazioni di Joel Gretsch nella parte di Bobby Jones e di Bruce McGill in quella di Walter Egan. Preciso calcolatore e gran signore il primo, splendido e molto espressivo nella scena in cui Bagger Vance descrive ad un attento Junuh il modo in cui il grande campione trova la giusta concentrazione per eseguire uno dei suoi colpi perfetti; guascone e geniale il secondo; da entrambi però, nonostante la fama e la gloria, traspare una grande umanità e semplicità, oltre che una vera correttezza, tipica dello spirito che anima questo sport.
Bravo anche J. Michael Moncrief nel ruolo di Hardy da bambino (da vecchio, al quale è anche affidato il ruolo di narratore, viene invece, come detto, interpretato da un sempre piacevole Jack Lemmon), ruolo scelto per esprimere l'entusiasmo e la magia che può trasmettere questo sport.
E per ultimo il vero dominatore della pellicola, un superlativo Will Smith nel ruolo di Bagger Vance. Questo è l'unico personaggio di cui non viene svelato nulla, probabilmente è un angelo custode intervenuto per insegnare a non mollare mai ai nostri protagonisti. Bagger è sincero e gentile, ironico e scanzonato quanto basta ma anche attento e saggio. Ogni volta che è in scena porta una ventata di allegria e di magia al lungometraggio. Una piacevolissima scoperta e una scommessa sicuramente vinta quella di far recitare Smith in un ruolo diverso dal solito eroe d'azione dal volto umano, permettendogli di sfruttare appieno la sua propensione per la commedia (non scordiamoci che è uscito fuori come "principe di bel air") in un personaggio dai toni sempre bassi e pacati invece che esuberante e iperattivo come gli era accaduto in passato.
P.S. il fairway e la via meno perigliosa per arrivare alla buca, quella con l'erba tagliata per intenderci, ma ovviamente non è l'unica.
P.P.S. il caddy è colui che porta le mazze al golfista, ma è anche colui che studia il percorso per poter fornire all'atleta dei consigli utili sul gioco da effettuare.P.P.P.S. sembra che la versione originale durasse molto di più delle due ore ufficiali e che siano stati effettuati parecchi tagli; io comunque non me ne sono accorto...forse le scene tagliate erano veramente superflue.
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meribosnia 02/10/2008 08:14
l'ho visto,mi è piaciuto ed ho persino letto il libro!
RobyBitta 25/06/2008 20:52
perfetta. veramente perfetta questa opinione. will smith ha sorpreso tutti per questa interpretazione, è davvero un grandissimo attore. devo dire che hai proprio colto tutti gli aspetti del film, spiegandoli magistralmente! ti meriti l'eccellente!
snelettrica 01/06/2008 15:26
Cassandra68 01/06/2008 15:24
non è il mio genere ciao!
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Me lo ricordo vagamente,ma vorrei rivederlo... Ottima opinione!Cia