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Semplicemente l'horror
Vantaggi cult
Svantaggi imitazioni
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Non sono un patito dell'horror e in genere evito questo tipo di film. Ma "La notte dei morti viventi" è uno di quei film che, pur non essendo definibili capolavori, segnano in modo preciso un capitolo, un'epoca, un genere della storia del cinema mondiale. E dunque è giocoforza vederlo. Sacrificio (per coloro che tale lo ritengono) che viene ampiamente ripagato.
Di George A. Romero, il regista, ho già scritto nella sezione a lui dedicata raccontandone la vita e le opere. "La notte dei morti viventi" è la sua opera prima e risale al 1968.
Questo film è importante perchè segna uno spartiacque, una linea di demarcazione precisa nell'evoluzione del genere horror. Una pietra miliare che fa a ben ragione parlare di un horror "prima" di Romero e di uno "dopo" Romero. Perchè con questo film è cambiato il modo stesso di intendere e rappresentare l'horror nel cinema. Un film che è diventato fonte di ispirazione per centinaia di altri titoli, a cui molti registi hanno fatto riferimento. Un film che si è tentato, nel bene e nel male, di imitare ma che resta unico.
Girato con un piccolo budget di 114 mila dollari, con attori pressochè sconosciuti e quasi tutti non professionisti, in cui tutti facevano un po' di tutto o quasi (come si può notare nella scheda in calce).
Della trama non mette di conto dire molto (e del resto c'è sempre chi non ha ancora visto un film e non gradirebbe vedersi spiattellare il racconto prima). Si può dire solo che per misteriose ragioni, in un paese degli Usa i morti recenti escono dalle tombe, zombie spaventosi e per di più antropofagi. I protagonisti della storia ne sono vittime in vario modo. L'epilogo è tragico, molto.
Ciò che il film rappresenta è il pessimismo puro, un'allegoria tragica e inquietante sulla fine del sogno americano. I protagonisti attaccati dagli zombie reagiscono ma non unendosi di fronte alla minaccia bensì esasperando il loro individualismo fino ad estreme conseguenze.
Su "La notte dei morti viventi" si può discutere a lungo in merito alle possibili chiavi di lettura, alle interpretazioni di possibili messaggi di critica sociale. E non sarebbero affatto discussioni peregrine. Ma non è solo per queste ragioni che l'opera di Romero assurge ad importanza fondamentale nel genere horror. Va anche fatto rilevare come, oltre alle innovazioni tecniche nelle riprese, alla pregevole fotografia in bianco e nero, Romero giochi con la suspence non solo attraverso le immagini ma anche nelle situazioni apparentemente tranquille. C'è una scena non breve in cui due personaggi parlano e non succede nulla. Eppure quel dialogo è talmente carico di tensione, riesce a creare un'atmosfera così angosciante da riuscire ad accrescere la paura nello spettatore.
Il film "La otte dei morti viventi" è l'opera più famosa e fortunata di Ropmero, nonostante gli scarsi mezzi che non consentivano, se non sul piano dell'abilità tecnica personale, di andare al di là dell'artigianato (in alcuni casi si nota l'ombra dell'operatore o la mascherina dfella macchina da presa).
Ma una copia di questo film è esposta al MOMA (Museum of Modern Art) di New York.
Ne esiste una edizione colorizzata (autolesionismo americano) e un remake, con la sceneggiatura dello stesso Romero fu girato nel 1990 per la regia di Tom Savini. Per non parlare dei sequel (due) fatti da Romero e della centinaia di film che da questo hanno tratto ispirazione e anche di più.
Nel 1998 venne rieditata una nuova edizione alla quale furono aggiunte delle scene di nuovo girato per circa 15 minuti.
Venerdì prossimo, con L'Espresso, sarà in edicola un DvD contenete sia l'edizione originale del 1968 che quella del 1998 con le nuove scene (due film). La versione originale (1968) è doppiata come consuetudine mentre quella del trentennale è rimasterizzata, in inglese e con sottotitoli italiani.
Buona visione!
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Scheda
regia: George A. Romero (per le scene dell'ediz. 1998 : John A. Russo)
sceneggiatura: Iohn A. Russo e George A. RomeroPersonaggi e interpreti:
Ben Duane Jonesnon inserisco foto, avendolo già fatto nell'opinione su Romero. E come quella, anche questa è dedicata a davide.priolo
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La notte dei morti viventi è forse l'ipotetico film horror per eccellenza, quello che tutti i veri estimatori del genere sceglierebbero ad occhi chiusi per rappresentare al meglio questo genere cinematografico! Complimenti per la bella recenzione. Ci@uz