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Opinione

per La notte dei morti viventi (Dvd)
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Raccomandato: Si

Vantaggi film di culto, più di classe rispetto ai film horror di oggi

Svantaggi ad uno spettatore moderno non fa lo stesso effetto che una volta

Dettagli

Qualità Video (DVD): BUONA
Qualità Audio (DVD): BUONA
Lingue disponibili (DVD): 2

L'autore

fleurdumal Dal 17 apr 2006

Come si nota, sono stata una Lushdipendente per molto tempo. Ho cambiato rotta, vediamo se riesco... continua

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ATTENZIONE: ci sono delle anticipazioni sulla trama del film!

Premessa necessaria: io non amo i film horror, specie quelli più recenti, perché sono facilmente impressionabile. Però questo film… beh, faccio prima a raccontarvi la mia esperienza, così capirete!

"La Notte dei Morti Viventi" inaugura la serie dei film sugli zombie diretta dal regista americano George Romero, proseguita con Dawn of The Dead (1978), Day of the Dead (1985) e il recentissimo Land of the Dead (2005).

TRAMA
La storia inizia in un cimitero: Barbara e Johnny, due fratelli, si stanno recando a visitare la tomba del padre, quando sono attaccati dal primo zombie. Johnny soccombe, mentre Barbara, dopo una fuga disperata, riesce a scappare e trova rifugio in una casa. Lì scopre che i proprietari sono stati uccisi, e incontra Ben, un uomo di colore che come lei ha trovato rifugio là. I due si barricano all'interno per respingere gli assalti dei numerosi zombie che li assediano. In realtà è Ben a tenere in mano le redini della situazione, poiché Barbara è completamente sotto shock. Più tardi dalla cantina escono altre persone che si erano nascoste in precedenza: la famiglia Cooper, madre, padre e una bambina, e una giovane coppia di fidanzati. Tutte queste persone dovranno lottare per sopravvivere, e proprio qui sta la chiave del film: come fare, come organizzarsi per passare la notte e restare vivi? Ne succederanno di tutti i colori… anche se il film è in bianco e nero!

DI PRIMO ACCHITTO
Il film fa un po' sorridere visto con gli occhi di uno spettatore dei giorni nostri. Ci sono delle scelte che ora considereremmo ingenue, e manca quel gusto tutto moderno per la tensione costante e per lo splatter puro. E' un film a a basso costo, che sacrifica parte del suo potenziale effetto orrorifico alla mancanza di colore.
Il film è ben costruito e riesce a tenere viva l'attenzione dello spettatore, ma non eccede mai, non ci sono gratuità. Nonostante ciò fa davvero impressione, suggerisco di non guardarlo a ridosso dei pasti…

MA FACCIAMO UN PO' DI ANALISI…
Il film si fa portatore di una forte critica sociale, e secondo me molto pessimista, quasi misantropica.

Gli zombie pur essendo dotati di forza fisica notevole, si muovono molto lentamente rispetto ai vivi: non è una scelta casuale, Romero stesso ha dichiarato che gli zombi non dovrebbero mai correre. Questo insieme di punti deboli dovrebbe renderli facilmente annientabili, ma il gruppetto di umani dimostra tutta la sua inettitudine perdendo tempo a discutere su chi comanda e cosa si debba fare, invece di coalizzarsi per eliminare attivamente gli zombie con i mezzi che hanno a disposizione. I morti viventi all'epoca erano una novità dal punto di vista iconografico, nel cinema, e sono diversi dai mostri della tradizione per due motivi: sono morti innanzitutto, e il loro esistere non ha una causa specifica, in quanto il loro arrivo è dovuto ad un evento del tutto casuale e imprevedibile (l'esplosione della sonda). Sono diversi anche dagli zombie com'erano stati intesi fino a prima. Lo zombie, secondo la cultura voodoo, è un morto risuscitato da uno stregone che lo comanda e controlla la sua volontà, mentre in questo caso i morti viventi non hanno un senso o una volontà propria. L'unica loro motivazione è quella di cibarsi di carne umana, ed è una motivazione del tutto fine a sé stessa.

Nei film horror, almeno quelli dei primi tempi, si cercava di ricollegare il mostro alla situazione sociale del momento e questo aiuta a comprendere molte scelte effettuate da Romero. Negli anni Quaranta, per esempio, andavano forte gli zombie presi a prestito dalla cultura voodoo, che incarnavano la paura del Nazismo, del comando esercitato su persone totalmente succubi; negli anni Cinquanta arrivano i body snatchers (ultracorpi), alieni che prendono possesso degli umani e li controllano. Questi sembrano ispirarsi al comunismo, molto temuto nell'epoca maccartista, e ai lavaggi del cervello. Nel '68, anno di uscita del film, ci sono le contestazioni giovanili e diversi movimenti pacifisti, quindi si assiste ad una ribellione diffusa, che va contro l'american way of life. I morti viventi di Romero sono proprio legati alla controcultura del '68: questi mostri servono ad esorcizzare le minacce verso gli Stati Uniti e i loro valori fondanti. Sembrano alludere alla contestazione, agli hippies, alla violenza delle rivolte, e in questo molti hanno visto un intento reazionario e conservatore, sempre smentito da Romero.

Nel genere horror si inseriscono quindi molti piani di lettura di natura politico sociale. Molti vedono nell'assedio una metafora del Terzo Mondo che assedia i ricchi, facendo leva sui loro sensi di colpa e la loro falsa coscienza. Inoltre le ronde di cacciatori che alla fine uccidono i mostri richiamano molto le spedizioni punitive del Ku Klux Klan, e non per niente il film è ambientato nel Sud dell'America, dove c'era più razzismo. Le persone assediate nella casa simboleggiano la società americana: la tipica famiglia borghese, un uomo di colore (è una presa di posizione notevole averlo inserito come personaggio principale), due fidanzati in fuga d'amore. I mostri sono una rappresentazione del lato negativo dell'identità nazionale americana. Il film quindi distrugge molti valori socio-culturali ed è profondamente critico nell'intaccare i valori dell'America buona. Il cibarsi di carne umana ne è l'esempio più lampante: simboleggia la disfatta del genere umano. Questo simboleggia anche la caduta della famiglia come valore e punto di riferimento: sia la famiglia Cooper che i due fratelli Barbara e Johnny si annienteranno nel crescendo drammatico. Non solo, ma addirittura c'è chi vede nelle prime scene fra Johnny e Barbara, apparentemente introduttive, un accenno all'incesto, ed effettivamente vedendoli parlare e beccarsi, io credevo che fossero fidanzati, e non fratello e sorella.

Inoltre, nel genere horror, tipicamente si associa il caos ai mostri, ma in questo film i personaggi umani sono altrettanto, se non più, caotici e pericolosi di loro. Il messaggio che passa è molto chiaro: nemmeno di fronte ad una minaccia così terribile gli uomini sono capaci di mettere da parte egoismo e volontà di comandare, non riescono a coalizzarsi e a fare gioco di squadra. I film che raccontano un assedio di solito presentano la vittoria dei valori positivi e mostrano la coesione del gruppo davanti al pericolo comune, anche fra persone diverse e con interessi personali diversi. Qui si sovverte tutto: i personaggi si arroccano sulle loro posizioni senza fare squadra, specie la famiglia Cooper. Ben stesso s'impunta, non vuole condividere spazi e provviste.

Un'altra novità dei morti viventi è che non esprimono una minaccia esterna chiara e precisa: il confine fra chi teme e chi è temuto, prima sempre ben definito, vacilla. Hanno un'analogia con un famoso libro di Richard Metteson, "Io sono leggenda": narra la storia di un uomo assediato in una casa da dei vampiri. La vicenda di Romero è più moderna e innovativa, i vampiri di Metteson sono molto tradizionali (tutto aglio e crocifissi).
I mostri quindi non sono più l'unica minaccia, perché anche i protagonisti sono negativi: meschini, inconcludenti, stupidi, egoisti. I mostri sono sostanzialmente passivi e prevedibili; il nucleo diegetico è l'interno della casa, l'aggressione dei mostri sembra solo essere funzionale a scatenare i conflitti della convivenza forzata. L'elemento dinamizzante del film è la conflittualità fra gli uomini, ed infatti la maggior parte dei protagonisti muore per colpa di un altro uomo, direttamente o meno.

L'ottica dell'horror che vuole la casa (luogo chiuso) come luogo del male, e l'esterno come luogo della fuga e della salvezza, è sovvertita. Il pessimismo è quindi totale, perché nessun luogo è sicuro, tutto è pericoloso. Il baricentro della follia è la casa, e i mostri, da minaccia, diventano uno strumento di segregazione che permette di concentrarsi sulla dinamica interna alla casa.
La casa stessa è un luogo diverso da quello normalmente presentato dai film horror: è una casa tradizionale americana, depositaria di valori positivi. Il male quindi riguarda il quotidiano e la sua simbologia. La casa poi, si dimostra infestata dall'irrazionalità dell'uomo: non c'è salvezza, diventa un gioco al massacro fra gli assediati.

I personaggi, poi, sono tali che lo spettatore non si può identificare in loro. Non c'è nemmeno un vero protagonista. Ben e il ragazzo sembrano essere i più affidabili, ma poi le loro azioni dimostrano il contrario. Cooper è un antieroe, mentre Ben sembra più altruista e quindi lo spettatore è portato a prendere le sue parti. Alla fine però si scopre che ha torto, perché in cantina si era più sicuri, infatti lui è sopravvissuto alla notte restandovi barricato. Persegue il suo obiettivo con mezzi sbagliati, sembra più sveglio di quello che è; Cooper ci sta antipatico, ma si rivela più saggio.

STILISTICAMENTE
Nel film manca la fluidità, la discontinuità è ricercata intenzionalmente. Molti canoni dell'horror sono negati: non ci sono piani sequenza (utilizzati per svelare l'elemento terrificante), né carrellate, né uso dello zoom (in voga all'epoca), né dissolvenze incrociate o tendine. Ci sono invece riprese con la macchina a spalla, un montaggio veloce, nervoso e discontinuo. Inoltre il film è in bianco e nero, ormai sorpassato, e questo è strano visto che nell'horror il colore è funzionale (si pensi al colore del sangue e dei cadaveri sventrati). La ragione più probabile è il budget di produzione molto basso. Il bianco e nero è servito anche a mascherare altri espedienti dovuti a questo ostacolo, come l'utilizzo di frattaglie animali come interiora umane, e di sciroppo di cioccolato come sangue.
Inoltre l'autore fa poco uso di suspense e sorpresa, ingredienti chiave del film horror.

CONCLUSIONI
Ho apprezzato molto di questo film il fatto che oltre ad essere d'intrattenimento, fa delle riflessioni interessanti. E' molto ma molto meglio dei film horror di oggi, che nella maggior parte dei casi sono patacche basate sulla suspense che uccide e lo splatter... senza un perchè...

A questo punto spero di avervi convinto a vedere il film!

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Avete domande riguardo La notte dei morti viventi (Dvd)? Domanda
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  • mauro_meo 20/02/2007 17:37
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • enten-eller 01/09/2006 04:09
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • vanes83 22/07/2006 06:55
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Eccellente.

  • noodles88 25/06/2006 15:30
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Avevo sentito che dietro al film c'erano una fitta rete di messaggi e di teorie, ma solo grazie a te le ho finalmente capite...ti ringrazio mucho ed eccellente opi

  • MMAARRCCOO 04/06/2006 10:46

    Da diamante.

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