La pecora nera (Ascanio Celestini)

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La pecora nera (Ascanio Celestini)

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..e si può morire per la paura del buio..

5  09.02.2006

Vantaggi:
comprendere un mondo che ci sforziamo di dimenticare

Svantaggi:
riuscirci .  .

Consiglio il prodotto: Sì 

naisu

Su di me: "Balla coi tuoi sogni, tienli sempre in movimento (a ghé dla mòsa, a ghé dla mòsa) Soffiali l...

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"Io sono morto quest'anno. Tutti volevano morire quest'anno.
Chi ha vissuto fino ad oggi, ha visto tutto quello che si poteva vedere. Ha visto i cani nello spazio, gli uomini sulla luna e i robot a rotelle su marte. Ha visto esplodere New York, Londra e Madrid e non più soltanto Kabul e Baghdad. Ha visto l'ovetto Kinder che trasforma tutti i giorni in una Pasqua infinita. Ha visto il latte in polvere, il vino in tetrapak e le fragole con l'aceto. Tutti volevano morire quest'anno perché dal prossimo non si vedrà più niente di nuovo. Tutto il mondo si ripeterà come la replica di una trasmissione andata già in onda. Il futuro sarà un riassunto delle puntate precedenti. Da domani anche lo sterminio sarà uno spettacolo noioso."

Così inizia questa meravigliosa e insieme amara avventura con Ascanio Celestini in teatro, all'Ambra Jovinelli di Roma.
Un set scarno, una sedia di legno, un manichino e un pannello alle sue spalle. Di tanto in tanto una voce fuori campo che pronuncia una realtà così tremendamente vera da togliere il respiro, come quando si vede per la prima volta qualcosa che non avevamo notato prima ma era lì da sempre.
Lui racconta, racconta senza sosta storie incredibili, scendendo sapientemente in antri nascosti ricolmi di tristezza e commovente disperazione fino poi a risalire su piani di puro delirio comico e coinvolgente. Ci sono stati dei momenti in cui ho temuto seriamente di soffocare per le risate che dallo stomaco cercavano impazzite di uscire dalle mie labbra senza farmi più respirare.

Un'esperienza senza paragoni.

Ascanio Celestini parla di un mondo ai più sconosciuto, quello dei malati di mente. E lo fa con una sensibilità tale da farci immergere nel loro mondo senza accorgercene. Viaggiamo, grazie alle sue parole, attraverso un dedalo di patologie diverse, di vite vissute in mondi paralleli a quello che noi pensiamo essere l'unico ed il solo esistente. Egli richiama alla memoria flashback intarsiati di sentimenti che si fatica ad accettare, di situazioni irreali, di gag clamorose e di pura realtà. La realtà che non si vede, che non si osserva, che non si ricorda. Egli pronuncia i pensieri delle centinaia di persone che ha incontrato durante la sua ricerca. Racconta:

"Raccolgo memorie di chi ha conosciuto il manicomio, un po' come facevano i geografi del passato. Questi antichi scienziati chiedevano ai marinai di raccontargli com'era fatta un'isola, chiedevano a un commerciante di spezie e di tappeti com'era una strada verso l'Oriente o attraverso l'Africa. Dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli. Così io ascolto le storie di chi ha viaggiato attraverso il manicomio non per costruire una storia oggettiva, ma per restituire la freschezza del racconto e l'imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell'immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano un viaggio."

Eh si. Perché questo non si può definire un mero spettacolo di intrattenimento. Celestini è un uomo che con un progetto più che profondo, cerca di raccontare la memoria dell'Istituzione manicomiale, Egli ha percorso l'Italia in lungo e in largo per raccogliere testimonianze da coloro che l'esperienza del manicomio l'hanno vissuta davvero, sia da paziente, sia soprattutto da infermiere. Continuo è il riferimento alla Riforma della Psichiatria negli anni Settanta, conclusasi poi con la Legge 180 del 1978, la più che nota "Legge Basaglia".

La sua genialità sta nel fatto di riuscire a portarci in un luogo senza farci spostare dalla poltrona del teatro. Ci si trova ad immergere il viso ad occhi aperti in un'acqua densa di parole e di emozioni. Riesce a condurci in sogni e follie senza che questo sembri insensato o fuori luogo, come riuscire a far dire al papa appena morto che il paradiso non esiste e che non abbiamo nulla da aspettarci dopo la morte.
Il resto voglio lasciarlo a voi, perché spero davvero riusciate a scoprire quanta genialità di scopre in un paio d'ore passate ad ascoltare un uomo.


"Io sono morto quest'anno."

www.ascaniocelestini.it
www.teatrostabile.umbria.it


Per tutti gli interessati: la tournée de "La pecora Nera" visiterà l'Italia fino all'11 maggio 2006 e toccherà moltissime tappe come Bologna, Como, Genova e altre ancora.


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Commenti su questa Opinione
arashi

arashi

22.04.2007 19:44

Purtroppo mai visto a teatro.. ma prima o poi ci riusciro'...

fluflu

fluflu

05.04.2007 15:39

l'ho visto anche io a teatro. penso sia il suo pezzo migliore

velia75

velia75

30.11.2006 12:27

Brava. Non perdo nessuno spettacolo suo. Ascanio e' eccezionale. Ha cominciato quando eravamo al liceo....

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