La ragazza che non voleva crescere. La mia battaglia contro l'anoressia (Isabelle Caro)

Immagini della community

La ragazza che non voleva crescere. La mia battaglia contro l'anoressia (Isabelle Caro)

"Sul cartellone c'è la foto di una donna. O, almeno, di una creatura di sesso femminile, a giudicare dalle due piccole sacche di pelle rugosa che pend...

> Vedi le caratteristiche

80% positiva

2 opinioni degli utenti

Opinione su "La ragazza che non voleva crescere. La mia battaglia contro l'anoressia (Isabelle Caro)"

pubblicata 14/07/2011 | Lunabee
Iscritto da : 08/01/2008
Opinioni : 85
Fiducie ricevute : 16
Su di me :
Sono, finalmente, una giornalista con molti hobbies come la lettura, la scrittura, il cinema, la danza, lo yoga. Amo gli animali, sono vegetariana ed ho una coniglietta!
Buono
Vantaggi Una storia toccante
Svantaggi per me nessuno!
molto utile

"Una vita spezzata"

Isabelle Caro, modella anoressica, è diventata famosa in Italia a causa di alcune fotografie scattate, nel 2007, da Toscani in relazione ad una campagna pubblicitaria del marchio Nolita contro l'anoressia stessa.

Isabelle, purtroppo deceduta alla fine dello scorso anno per le complicazioni di una malattia, ha lasciato al pubblico queste sue “memorie” che fanno davvero capire i motivi per cui una ragazza dovrebbe ridursi a pesare 25 chili.

IL LIBRO

Ho letto il libro “La ragazza che non voleva crescere” in un giorno solo. Premetto di essermi sempre interessata al tema dell'anoressia in quanto, io stessa, sono stata vittima di disturbi alimentari nel passato. Nella mia ricerca della guarigione ho voluto, quindi, capire, attraverso molti libri, i motivi che avevano spinto ragazze come me a non mangiare più.

Isabelle aveva molte buone ragioni: sua madre, che si è uccisa a seguito della morte della figlia, era davvero ossessiva. Ossessionata dalla crescita di sua figlia, voleva che questa rimanesse sempre piccola, così le comprava vestiti di quattro, cinque taglie in meno, scarpe piccolissime e le vietata di uscire di casa, se non completamente imbardata, poiché aveva sentito in tv che “L'aria aperta favorisce la crescita dei bambini”.
Quando Isabelle capisce che solo rimanendo piccola potrà ottenere il consenso della madre inizia a smettere di mangiare. Da qui inizia il suo calvario, all'età di soli 13 anni. Isabelle piomba nella spirale dell'anoressia, finendo più volte in ospedale. Tuttavia, lotta strenuamente per conquistare la sua autonomia rispetto alla madre, vera carnefice di tutta questa storia.

Ma la stessa madre, a detta di Isabelle, era malata: non mangiava e cadeva spesso in depressione. Isabelle, inoltre, scopre di non essere figlia di suo padre, elemento che contribuisce ancora di più allo smarrimento di una bambina di certo cresciuta in uno strano ambiente, fatto di povertà, di reclusione (non viene neppure mandata a scuola) e di paure.

L'unica distrazione che Isabelle avrà, all'inizio della sua vita da piccola malata, è il violino: suonando nei dehor dei bar riuscirà a pagarsi spesso le amate lezioni di teatro e a viaggiare. Frequentò la scuola di teatro e riuscì anche ad interpretare, così come indicato dai suoi insegnanti, parti intense ed emozionanti, forse proprio perché espressioni di quella sofferenza interiore che la ragazza ha sempre dovuto sopportare.

IL GIUDIZIO SULLA STORIA

La vita di Isabelle non è stata di certo facile. I suoi problemi l'hanno portata dentro e fuori dalle cliniche e dagli ospedali e, infine, l'hanno uccisa. Tuttavia, leggendo la sua storia, si capisce come l'essere umano sia sempre in grado di ricercare la felicità. Lei, magra da morire, reclusa, aveva trovato la passione per il teatro ed era molto apprezzata dai suoi insegnanti.
Sarebbe bello poterla vedere ora calcare i palchi del mondo, magari con un peso quasi normale, ed esprimere tutti quei turbamenti che tanto l'hanno fatta soffrire in vita.

Questo libro, quindi, non è solo un grido d'aiuto ma anche un monito rivolto ai lettori e, soprattutto, alle giovani lettrici: per quanto nera possa sembrare la vita in “compagnia” di un disturbo alimentare, forse ci si può salvare e tornare a sorridere.
Isabelle non ce l'ha fatta, ma è nostro compito cercare di mantenere vivo il suo ricordo perché la sua morte non sia stata vana.

Valutazione della community

Questa opinione è stata letta 443 volte e valutata
63% :
> Capire la valutazione di quest’Opinione
molto utile

La tua valutazione su questa opinione

Commenti su questa Opinione

  • Kissy pubblicata 06/10/2014
    Veramente una storia toccante...
  • matt6966 pubblicata 16/10/2011
    molto utile !!
  • Tukamviri pubblicata 11/10/2011
    ottime info, davvero!
  • Sei d’accordo con quest’Opinione? Hai qualche domanda? Effettua il log-in con il tuo account Ciao per poter lasciare un commento all’autore Connettersi

Prodotti simili più popolari

Informazioni sul prodotto : La ragazza che non voleva crescere. La mia battaglia contro l'anoressia (Isabelle Caro)

Descrizione del fabbricante del prodotto

"Sul cartellone c'è la foto di una donna. O, almeno, di una creatura di sesso femminile, a giudicare dalle due piccole sacche di pelle rugosa che pendono al posto dei seni. Sì, perché di fronte all'obiettivo c'è una creatura completamente nuda. Seduta su uno sfondo grigio sfumato, una gamba allungata e l'altra leggermente piegata in modo che solo il pube sfugga allo sguardo. Le ossa, in compenso, si vedono bene. Mi fa vergognare questa foto. Perché è la mia foto." Inizia così il racconto della vita di Isabelle, la cui gigantografia si è impressa nella mente di tutti, ha scosso la coscienza di molti. Dai cartelloni pubblicitari a ritroso fino all'infanzia nella regione di Parigi, all'ombra di una madre sofferente e di due padri, quello naturale e quello putativo, entrambi assenti. Isabelle è una bambina reclusa, tenuta lontana dai giochi in giardino, costretta a indossare vestiti troppo piccoli, scarpe troppo strette. La madre non vuole perderla, vederla crescere e andare nel mondo. Per amore, per paura, per follia. Inizia così la discesa di Isabelle nell'inferno dell'anoressia. Giornate scandite dalla bilancia, dal calcolo ossessivo delle calorie fino ai primi ricoveri in ospedale "dello scheletro che cammina". Anni ritmati dall'oppressione della madre, dall'indifferenza dei medici, dall'inadeguatezza delle strutture, dall'ignoranza di tutti gli altri. Ma anche dagli sforzi sovrumani per uscire dal tunnel che porta sulla soglia della morte.

Caratteristiche Tecniche

EAN: 9788860522047

Tipologia del prodotto: Libro in brossura

Autore: Isabelle Caro

Traduttore: X. Rodríguez

Numero totale di pagine: 237

Alice Classification: Problemi e Servizi Sociali

Editore: Cairo Publishing

Data di pubblicazione: 2009

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 18/12/2009