Vorrei parlare di uno degli autori italiani che ho amato di più.
Ma da buoni esterofili quali sono gli italiani, anche su questa community ci sono più autori sranieri che italiani, e di questo autore nelle categorie esiste solo il titolo del libro che viene considerato, non so se a torto o a ragione, il più rappresentativo.
La ragazza di Bube è sicuramente un libro che ho amato molto, ma Carlo Cassola per me è anche tanto altro, e tra i suoi libri ne ho amati altri che personalmente trovo ancora più rappresentativi dell'autore.
A rendere famoso questo libro, pubblicato nel 1960, ha sicuramente contribuito anche la trasposizione cinematografica, interpretata da Claudia Cardinale.
Con questo romanzo Cassola vinse il Premio Strega.
Giusto per "dovere di cronaca" faccio un breve accenno alla trama del romanzo che "ospita" questo mio tributo all'autore.
--- La ragazza di Bube ---
Bube è il nome da partigiano di un ragazzo che alla fine della guerra va a cercare la famiglia di un compagno ucciso. Ne conosce la sorella, Mara, una giovane ragazza che si innamora di lui e che gli rimarrà vicina, pur sapendo che si è macchiato di un omicidio.
Mara diventa così la vera protagonista del romanzo, una figura all'inizio giovane e immatura, ma poi in grado di combattere
per la vita e per l'uomo che ama.
Alla fine Mara si descrive e si riassume in una frase che pronuncia lei stessa: "E' cattiva la gente che non ha provato dolore, perchè quando si prova dolore, non si può più voler male a nessuno"
Quando lessi questo libro entrai in "trance", ricordo ancora il pomeriggio in cui mi sedetti in poltrona e tornai ad alzare gli occhi solo dopo averlo finito.
Mia madre comprese e non disse nulla a quella figlia "che si consumava gli occhi su un libro". Nemmeno quando accese la luce perchè stava scendendo la sera.
Ma in fondo la passione per la lettura ci accomuna, lei l'ha solo accantonata per allevare i figli.
Giusto per poter tornare a goderne appieno verso "l'età della pensione", ovvero quando i figli sono cresciuti a sufficienza per essere un po' autonomi.
--- Carlo Cassola ---
Carlo Cassola è nato a Roma nel 1917, da padre lombardo e madre toscana.
Trasferitosi in terra toscana all'inizio della seconda guerra mondiale, partecipò attivamente alla resistenza. Questa esperienza contribuì sicuramente ad ispirarlo per "La ragazza di Bube", ma influenzò anche altri suoi romanzi e racconti.
Nella terra toscana, che fece sua, sono radicati invece altri romanzi, tra i quali spicca, sempre a mio modesto parere "Tempi memorabili", pubblicato nel 1966.
Altro romanzo che ho apprezzato e che si ricollega alle stesse ambientazioni è "Ferrovia Locale" pubblicato nel 1968.
Di precedente pubblicazione, ma sempre nello stesso contesto, "Il taglio del bosco", un racconto che dà il titolo alla raccolta di racconti. Il primo volume che ho letto di questo autore, per me quello di "esordio".
Della zona in cui visse, tra Marina di Cecina e Grosseto, Cassola estrapolò una nuova terra, non riconducibile ad un'area geografica, ma un mondo a parte fatto di luoghi crudi ed aridi, di sensazioni tattili ed emotive, fino ad entrare in simbiosi con le difficoltà di vivere dell'uomo.
Questi romanzi li ho letti poco più che adolescente, dieci o quindici anni dopo la loro pubblicazione.
Tempi molto diversi da quelli attuali, ma ne conservo un ottimo ricordo, sento ancora vive le sensazioni che riuscivano a trasmettere.
Il suo modo di scrivere mi faceva calare veramente nei luoghi descritti, a fianco dei personaggi, nella loro quotidianità, nel susseguirsi degli eventi. Sentivo il calore impietoso delle estati aride, la luce accecante, i profumi ed i rumori che la natura crea in queste circostanze.
Negli anni successivi pubblicò romanzi calati in altre realtà e ambientazioni, ma sempre vicine all'uomo comune e alla difficoltà del vivere.
Tra questi ho apprezzato particolarmente "Monte Mario", pubblicato nel 1973, con cui fu finalista al Premio Campiello.
In questo romanzo si parla di un rapporto di coppia, difficile e tormentato a causa della diversa visione dell'amore e delle paure ad esso legate. Un po' un'introduzione all'"Uomo in grigio", figura tanto controversa e reclamizzata in quegli anni, al punto da diventare una bandiera da contestare.
L'unico romanzo che non apprezzai fu "Il paradiso degli animali" pubblicato nel 1979, ma mi sono ripromessa di rileggerlo, sicuramente a distanza di anni avrà su di me un effetto diverso. Nel bene o nel male, ma Cassola ha la capacità di scavare sotto la superficie e di mostrare "altro", per questo sono convinta che la mia valutazione attuale sarebbe comunque diversa.
La bibliografia di Cassola è ben più ampia, non ho nemmeno letto tutto quanto ha pubblicato. Io ho solo riportato i titoli a me più cari o per me più significativi.
Dopo una grave malattia, morì a Montecarlo di Lucca nel 1987.
Nonostante gli impedimenti fisici causati dalla malattia, si impegnò a lungo in campagne antimilitariste ed ecologiste, senza mai aggregarsi a nessun gruppo politico.
Già questo me lo rende più caro e simpatico, un po' come un nonno che attraverso le sue parole mi ha fatto conoscere storie e luoghi a me lontani.
06.05.2008 22:58
Io non leggo molto... ho provato a leggerne le prime righe ed ho finito per terminare il libro. Il suo linguaggio semplice e scorrevole non è da molti, mi stupisco che non sia cosi valutato come dovrebbe essere.
18.04.2007 08:52
Un autore che ho apprezzato molto. Molti lo ritengono un autore "troppo semplice", adatto alle letture dei ragazzini ma io non mi trovo d'accordo.
02.02.2006 13:55
Questa opinione è scritta col cuore