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Opinione

per La regola del sospetto
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3 Stelle Alla fine della storia è solo un lavoro Opinioni con immagini
33 su 33 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Pacino,alcuni spunti di azione

Svantaggi sceneggiatura vacillante,mancato approfondimento psicologico dei personaggi,prevedibile a tratti

Dettagli

Genere thriller
Età minima vietato min. 14 anni
Regia buona
Attori convincenti
Sceneggiatura mediocre
Colonna Sonora perfetta
Qualità Video (DVD): OTTIMA
continua

L'autore

marcunz Dal 6 dic 2008

............ Chi fa del male soffre in questo mondo e nell'altro. Chi fa del bene gioisce in... continua

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SOGGETTO

James Clayton (Colin Farrell),è un ragazzo assai brillante nel campo in cui lavora.James infatti è un vero prodigio nel campo dell’informatica.
Le sue capacità non passano inosservate:viene infatti notato da Walter Burke (Al Pacino),agente veterano della CIA.Gli approcci di Walter nei suoi confronti sono inizialmente di studio.Una sera Walter abborda James in un locale pubblico e gli parla della CIA,non direttamente ma evidenziando su un giornale la parola,compresa tra le lettere del giornale “The SpeCIAlist”.

Walter inoltre abilmente riesce a fare leva sulla sua personalità,citando il padre(che aveva lavorato nella CIA e sulla cui morte ci sono dei sospetti che non sono mai stati risolti e chiariti.James infatti stava indagando proprio su questo).
James sulle prime è titubante,tuttavia in seguito decide di accettare questa missione,delicata e soprattutto particolare(grazie anche alla "provocazione" di Walter che ha citato suo padre).

I primi mesi di addestramento si svolgono in un luogo isolato(chiamato in gergo”La fattoria”).Qui James,insieme agli altri reclutati da Wualter,ha modo di imparare tutte le tecniche del mestiere,sia fisiche(arti di combattimento) che psicologiche.James viene sottoposto a test di personalità per valutarne la sua idoneità.Anche se tutto sembra filare liscio,James viene messo in guardia da Walter,sui comportamenti che deve tenere.Una delle principali regole infatti è quella di non fidarsi mai di nessuno e che niente di quello che lo circonda è così come sembra,ma potrebbe essere sempre qualcos’altro.Ecco che così i suoi colleghi potrebbero diventare potenziali nemici,anche se all'apparenza non è così.Ma questo non coinbolge solamente i suoi colleghi di lavoro: lo stesso Walter,dimostra di essere più distaccato nei suoi confronti,una volta nella fattoria,mentre nella fase di reclutamento aveva dimostrato sentimenti amichevoli nei suoi confronti.Wlater si giustifica dicendo che fa parte del gioco il suo comportamento ed una volta lì dentro tutto è diverso da come sembra.Per James questo è un duro colpo,ma anche un'insegnamento da tenere in considerazione per il suo futuro lavoro.

Dopo l’addestramento ed un primo apparente intoppo,la sua prima missione ufficiale consiste nel pedinare ed indagare su una sua collega,l’affascinante Layla(Bridget Moynahan)..ma i fatti si complicano..

CONSIDERAZIONI PERSONALI


“La regola del sospetto” come già accenna il titolo,è un film in cui il dubbio è l’elemento chiave di tutto il film.
Pacino veste i panni di un(sempre credibile)agente della CIA,meglio definito come reclutatore.La sua personalità è piuttosto controversa e discutibile:basta questo a apprezzare il film.
Il monologo iniziale di cinque minuti,in cui Pacino si presenta alle matricole appena reclutate e presenta l’organizzazione bastano già a definirlo come un veterano della recitazione.Ovviamente non c’era bisogno di questo per sapere che Pacino è uno dei piu grandi attori viventi in circolazione,ma ce lo ricorda con questa perla di recitazione.La sua bravura,durante il film,consiste nel non mostrare mai da che parte stia realmente,così che lo spettatore non riesce mai ad individuare appieno la natura della sua personalità,e soprattutto dove essa tenda.La manovra di disorientamento è rafforzata all’inizio da un’episodio(che non rivelo),che capita al protagonista e che serve ad incanalare il pensiero dello spettatore nel cosidetto canale del dubbio e dell’ambiguità.

La sostanza delle cose infatti è che ogni episodio del film riesce ad essere una cosa ed il suo esatto contrario,gettando così lo spettatore in un continuo e doveroso turbinio di domande e di interrogativi,a cui non ci sono però almeno apparentemente delle risposte( o se ci sono sono quelle sbagliate).
Colin Farrell,giovane ed aitante,non può che adattarsi ad una situazione in costante mutamento.Un genere quindi,quello della spy-story che nel cinema americano ha un suo illustre precedente(I tre giorni del condor). Devo ammettere però che ci sono alcuni punti in cui la pellicola manca di un’incisione vera e propria e pecca di ingenuità.Colin Farrell è credibile,ma ovviamente non del calibro di Pacino.La sua parte comunque è credibile ed è sufficentemente ingenuo da poter reggere tutta la parte che gli è stata affidata.L’affascinante co-protagonista, Bridget Moynahan,serve a dare un tocco di movimento al film(nella fase della cosidetta missione soprattutto) che altrimenti risulterebbe monotono e di certo troppo statico.In questo punto infatti si nota un certo barcollamento della trama.

Se si salva in extremis però questa parte,secondo me resta comunque insufficente l’elemento emotivo dei protagonisti,così come l’approfondimento psicologico.I sentimenti di James nei confronti del padre non emergono a sufficenza,così come i suoi sentimenti nei confronti della ragazza.I due personaggi(soprattutto Farrell)sono piuttosto superficiali sotto questo punto di vista e non ci resta che apprezzarne le gesta dinamiche,meno di quelle psicologiche.Di certo questo è una pecca,perchè nei thriller spy,l'elemento psicologico è molto importante a mio avviso,allo stesso livello dell'elemento dinamico.
Così l’azione resta a dominare la pellicola,ma ahimè è presente purtroppo a strappi e senza uno studio appropriato delle situazioni e si mischia con una sceneggiatura che alla fine è più che sufficente,anche se un pò poco chiara e a tratti debole e prevedibile(soprattutto per gente che ha visto parecchi film).In ogni caso il ritmo c’e’ ed è decente da giustificarne comunqeu una visione.

Il regista Donaldson,non è nuovo a pellicole in cui l’intrigo era il soggetto principale(vedi il film”senza via di scampo”in cui era presente un’ottimo Kevin Costner).La’ però ci trovavamo in una situazione in cui l’intrigo si svolgeva prevalentemente nella casa bianca ed aveva come sfondo il regime militare più o meno corrotto(inoltre là il risultato era un film ottimo sotto tutti i punti di vista,mentre,qui abbiamo un risultato positivo ma inferiore di certo al suo predecessore)

Qui Donaldson usa la CIA come mezzo di discussione.L’ambiguità di fondo è abbastanza evidente e si mischia con manovre di dispersione e spiazzamento,del senso del film che alla fine raggiungono(anche se non al massimo livello) lo scopo prefissato.Diviso idealmente in tre parti,(il reclutamento,l’addestramento e la missione),la qualità si può definire buona per quel che riguarda principalmente le prime due parti.

CONCLUSIONI

La regola del sospetto è un film che risulterà godibile per la maggior parte delle persone,anche se come ho già detto non eccelso nel suo genere.La pellicola infatti funziona per quasi tutta la sua durata,(tre quarti diciamo),fino alla fine in cui si nota un certo sfilacciamento e cedimento che ne deprezzano inevitabilmente la sua qualità.Donaldons insomma,un pò per paura,un pò per inesperienza,un pò per motivi a me oscuri, alla fine non è riuscito a manipolare la struttura del film,in modo tale da renderne la sua qualità superiore alla media.In ogni caso il suo cast buono(per la presenza di Pacino ed anche di Farrell,seppur con le limitazioni di cui sopra)lo rendono sicuramente un film sufficentemente degno di nota,anche se chiaramente non sopra le righe come altri film che appartengono al medesimo genere.Bello di certo come thriller spionistico,ma non un capolavoro

IL REGISTA:CENNI BIOGRAFICI


Roger Donaldson,nato nello stato di Victoria,in Australia, nel 1965 si trasferisce in Nuova Zelanda.Qui inizia a lavorare principalmente nella fotografia.
Il suo lavoro successivo consiste nella realizzazione di alcuni lavori televisivi e documentari.

Il suo debutto ufficiale è nel 1977,con il film "Unica regola vincere".
Donaldson raggiunge il successo e la notorietà internazionale nel 1984, grazie al film " Il Bounty" con la presenza di due attori di tutto rispetto( Mel Gibson e Anthony Hopkins).

Un’altro grande successo è ottenuto con il film di genere thiller "Senza via di scampo "con Kevin Costner e Gene Hackman, e la commedia "Cocktail" con Tom Cruise.

Nel 2000 dirige un film con la presenza ancora di Kevin Costner (Thirteen Days), anche quello un buon successo,mentre è dell’anno 2003" La regola del sospetto".

L’ultimo film è del 2008 ( The Bank Job) con Jason Statham.

CURIOSITA’


Le foto di paertura del film, che mostrano James Clayton con il padre sono tratte dalla realtà:infatti ritraggono Colin Farrell con il padre Eamon.

Nel pub, in cui James cerca di rimorchiare una ragazza egli dice questa frase: "sono appena uscito di galera".Tale frase non era prevista dal copione,ma pare che Farrell l’avesse usata nella realtà per far colpo su una donna.E’ stato poi deciso di tenerla e di usarla nel film.

SCHEDA DEL FILM


Titolo originale: The recruit

Paese: USA

Anno: 2003

Durata: 114'

Genere: thriller

Regia: Roger Donaldson

Soggetto: Sceneggiatura: Roger Towne, Kurt Wimmer, Mitch Glazer

ATTORI-INTERPRETI PRINCIPALI


Al Pacino: Walter Burke

Colin Farrell: James Douglas Clayton

Bridget Moynahan: Layla Moore

Gabriel Macht: Zack

Kenneth Mitchell: Alan

Mike Realba: Ronnie Gibson

Fotografia: Stuart Dryburgh

Montaggio: David Rosenbloom

Musiche: Klaus Badelt

Scenografia: Andrew McAlpine


...


Immagini

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La regola del sospetto
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Avete domande riguardo La regola del sospetto? Domanda
Pagina 1 di 7 | 1 - 5 di 33 commenti
  • oreste81 06/10/2009 12:47
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Larella74 05/08/2009 13:51
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • miagolio77 21/07/2009 14:17
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    a me è piaciuto parecchio, ma sono di parte, adoro colin farrell e anche al pacino, mi sarebbe piaciuto a prescindere!!!!!

  • Rosyma 21/07/2009 09:00
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Bella recensione

  • DesertFlower 21/07/2009 01:05
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ottima recensione. Devo ripassare.

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