Ella e Isabelle: tra presente e passato.
14.05.2005
Vantaggi:
Un' autrice che merita di essere letta, conoscere un pò di storia del sedicesimo secolo .
Svantaggi:
lettura propriamente femminile ed un pò troppo femminista .
Consiglio il prodotto:
Sì
 morpheus78
Su di me:
"... Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta...
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"...poi i raggi inondarono le chiome della fanciulla, che anche dopo il tramonto conservarono lo scintillio del rame. Così da quel giorno la chiamarono "la Rossa", lo stesso nome che la gente aveva dato alla Vergine Maria..." Ci troviamo in Francia, nella seconda metà del '500, nel pieno sviluppo della riforma protestante. Mounsier Marcel il predicatore calvinista, ha appena finito di parlare davanti ad una folla che è pronta a seguire i suoi insegnamenti, a purificare la Chiesa dai peccati, liberandola dagli idoli.Prima che la dottrina calvinista si diffondesse nelle campagne circostanti la Francia, come la Cèvennes (luogo dove inizia la nostra storia) ci volle del tempo; tuttavia, molti si convertirono ad essa ed in segreto, molti predicarono il nuovo credo fino a quando non riuscirono a cacciare definitivamente i sacerdoti cattolici che occupavano le chiese circostanti. Intorno al 1560 le chiese cattoliche della Cèvenne caddero completamente nelle mani degli "ugonotti". E proprio in questo contensto che si inserisce la figura di Isabelle e della fine della sua innocenza e l'inizio del suo destino di donna. Passiamo poi ai giorni nostri: Ella Turner, americana, ostetrica, è costretta a spostarsi in Francia per motivi di lavoro del marito. Il suo adattamento al nuovo ambiente, però, rispetto al marito, risulta sin dall'inizio essere molto più traumatico, trovandosi di fronte all'indifferenza della gente, ed il solito nazionalismo francese, che porta tutti gli abitanti del paese in cui decidono di vivere, a considerare la giovane coppia appena arrivata, non come parte dello stesso paese, ma come "turisti americani". A questo punto a Ella, non rimarrà che approfondire le origini della propria famiglia, per dimostrare di essere anche lei francese e finalmente sentirsi parte di quel paese.Da questo punto, le storie delle due protagoniste si intrecciano l'una con l'altra: Ella, inizierà a fare ogni notte un sogno in cui c'è un azzurro accecante, l'azzurro della Vergine, e ben presto scoprirà molti più segreti di quanto non creda, di quella che è la storia di Isabelle; Isabelle è una ragazza costretta a sposarsi ed a vivere a casa di colui che l'ha messa incinta, e a combattere contro i pregiudizi di un'intera famiglia che presto la porteranno a scontrarsi con una realtà ben più dura e difficile da accettare. Chevallier,con questo romanzo, che è anche il primo che ha scritto, riesce a descrivere con semplicità una storia che via via diventa sempre più appassionante e dimostra di essere già in grado di essere un'autrice degna di nota, tanto quanto poi è diventata famosa con "La ragazza con l'orecchino di perla".Solo una nota dolente mi sento di fare: in generale, anche questo libro mette in risalto e rende protagonista una donna, la sua vita, le sue emozioni, che, nel passaggio che c'è tra la storia di Isabelle e quella di Ella, si confrontano e si mettono in risalto le esperienze e le paure, della donna del passato come quella dei giorni nostri. Ma , in questo libro ci vedo anche un pò troppo femminismo, che a mio giudizio, per quanto concerne soprattutto la storia di Ella, va ben al di là (perdonate il paragone con il film Thelma & Luise) di esprimere la libertà persa di una donna costretta a vivere una esistenza dura, magari con un marito che la tratta male o non la considera, o magari la tradisce, quel bisogno di sentirsi viva e parte di questo mondo. Quello che voglio dire, è che se si legge la storia, ad un certo punto Ella,nella ricerca delle proprie origini, commetterà (lo considero così) un vero e proprio errore e cioè quello di tradire il marito con il bibliotecario che l'aiuterà a trovare le risposte che cerca delle sue origini e del passato di Isabelle che la tormentano. Senza però svelarvi troppe cose del libro (che comunque merita di essere letto), Chevallier, alla fine del libro, ci fa apparire questa scelta come...liberatoria per la protagonista che finalmente sembra aver ritrovato se stessa. Eppure (e non parlo certo perchè sono un uomo) il marito non ha fatto niente di male: ha cercato di stargli accanto, lasciandogli ampio spazio nella scelta del paese dove andare a vivere, quando si sono spostati in Francia, di approfondire la propria storia della famiglia, ha provato anche a proporgli di ricominciare da capo quando viene a scoprire il tradimento, e addirittura di trasferirsi in Germania e lasciare la Francia, che lei tanto poco sopportava. Ma Chevallier, mette in bocca alla protagonista delle parole che , sembrano quasi prendere in giro la figura maschile, per poi concludere in questa nuovo vita, che finalmente la rende realmente appagata.Per il resto il libro merita di essere letto anche per il periodo in cui vive Isabelle, che, Chevallier, riesce a descrivere, in maniera tanto semplice e chiara, il periodo, le usanze, le tradizioni della gente di quel tempo, tanto da interessarti a quella che è parte della storia del sedicesimo secolo. Vorrei dirvi altro a riguardo, ma per chi è interessato/a a leggerlo...preferisco lasciare altri commenti in seguito, dando modo di giudicarlo anche a voi.Punteggio finale "sei e mezzo" (mi dispiace ma sono un uomo ;) )
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 elena84
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18.12.2007 14:28
grazie delle info! bella opi! ciao
30.08.2005 10:32
Complimenti!
31.05.2005 13:47
ho trovato molto interessanti le tue considerazioni sul femminismo, e le condivido pur essendo una femminuccia. emancipazione non significa mancanza di rispetto!! sentirsi se stesse non significa tradire il nostro uomo!! bah! ottima descrizione di un romanzo che non ho ancora avuto il piacere di leggere.