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Il tempo sognato che bisognava … sognare !
Vantaggi Ottime le prime otto canzoni del disco
Svantaggi ... peccato per le ultime due e la confezione del CD: scomodissima
Dettagli
| Qualità dei testi | 5 |
|---|---|
| Qualità della musica | ottima |
| Voce artista | buona |
Sarà la musica che gira intorno
quella che non ha futuro
Sarà la musica che gira intorno
saremo noi che abbiamo nella testa
un maledetto muro.
( La musica che gira intorno – Ivano Fossati )
L’inizio è fulminante, la sua “ La bottega di filosofia” possiede ritmo funky con un logico primeggiare di basso arrembante ( ma non assillante ) e ben congegnata spruzzata di armonica, con questa canzone ci mette in guardia da chi fin troppo facilmente si atteggia a saggio, non rendendosi conto di essere solo titolare “ d’una bottega di filosofia”, continua poi paragonando sé stesso ad un visionario che vagheggia di “una macchina che riavvolge il tempo”.
“Pane e coraggio” è una riflessione sul complicato tema dell’immigrazione ( ed a me ha ricordato la altrettanto splendida “ Natale di seconda mano “ di Francesco De Gregori dal CD “ Amore nel pomeriggio”), e anche qui l’invocazione a chi, per un motivo o per l’altro ( qui è il commissario che li ferma alla frontiera, nella canzone di De Gregori è il capitano della nave della speranza ) detiene il potere di vita o di morte su di loro, “ci vuole coraggio a trascinare le nostre suole da una terra che ci odia ad un'altra che non ci vuole”. “Lampo” è invece una sfrenata ballata reggae, sul concetto di viaggio, magari da effettuare sulla medesima locomotiva che campeggia imponente sulla copertina del disco, è voglia di lasciarsi tutto alle spalle, “come notte passa giorno sull'acciaio lucido”. Anche se temiamo di non potercelo permettere, “C’è tempo” per amare, per smarrirsi dietro a sogni e per sperare ancora, e se anche il tempo fugge, niente paura, presto ci riprende, facciamo sempre in modo di ricordare del “ tempo sognato che bisognava sognare”,altrimenti corriamo un serio rischio, quello di trasformarci nel protagonista della canzone successiva , il quale è certamente “ Contemporaneo”, al corrente con tutte le nuove tecnologie, il quale è consapevole di non riuscire a capire tutto ( già , in fondo a cosa serve ? ), lui pensa: “Meno ideale più ragione “ ovvero “come dire meno sentimento”, per riuscire ad essere in sintonia col resto del mondo, per poi accorgersi che i suoi rimangono semplicemente dei “raggiungibili sogni”. “ Il bacio sulla bocca”, è probabilmente la canzone che preferisco del disco, mi piace pensare che “verremo perdonati te lo dico io da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro” , con uno splendido tappeto d’ organo a far da sottofondo a parole che rammentano sentimenti particolarmente delicati, dobbiamo solo imparare da inciampare “ piuttosto che tacere” e domandare “piuttosto che aspettare”. “La bellezza stravagante” è una divagazione su quello che il senso estetico d’ ognuno di noi possiede , diverso per ciascuno, ma non per questo meno degno di rispetto, senza essere, allo stesso tempo ossessionati dal tempo d’ invecchiare perché “le nostalgie di ieri sono pioggia sull'asfalto”. Il riconoscibile reggae di “ Io sono un uomo libero”, scritta per Adriano Celentano, che ne rimase talmente folgorato, che il primo verso di questa canzone ( “ esco di rado e parlo ancora meno”) ha voluto fosse il titolo all’intero lavoro, è enormemente arricchito dalla intensa interpretazione di Ivano Fossati, il quale riappropriandosene, e cantandola a suo modo , a mio parere, la rende indimenticabile ( “sogno ancora credendo di pensare
sogno ancora coi gomiti affacciato alla finestra”) . Le uniche note negative del disco, sono, secondo me, proprio le ultime due canzoni: mentre “Ombre e luce” , in qualche modo, regala qualche momento emozionante (“Voltati per un bacio anche distratto a bassa voce sono tutti sogni solo sogni” ) e qualche bel verso, descrivendo una domenica al cinema, “ Cartolina” è veramente troppo intimista e, sinceramente, musicalmente troppo scarna per rimanere nella memoria.
Roma, 14 luglio 2004 – BTR –
«In passato, quando scrivevo per me e non per gli altri, ero terrorizzato dallo scrivere cose banali. Diventavo un complicatore. Per questo disco, invece, sono riuscito ad essere un semplice autore di canzoni. Come se, quei testi, li avessi scritti per un interprete. Solo che l'interprete ero io» ( Ivano Fossati – a proposito di questo disco )Dedicata a Robgiach ( fan sfegatato del suo concittadino ) che molto meglio di me ( privandomi del piacere della … primogenitura dell’ opinione – grrrr – ) durante la mia prima ciao-vita , ne … scrisse a suo tempo, se potete, appena potete, fate come me, rileggetela, che ne vale la pena.
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epy 29/08/2004 18:31
Dinha 19/08/2004 08:29
lonza 25/07/2004 16:23
sabbiaevento 22/07/2004 18:28
torno...
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Hai avuto anche un'altra ciao-vita...? sei un uomo pieno di risorse...;-)