... si va dalla sua carriera da giornalista alla la passione per il teatro, ai primi romanzi e i tanti testi per l’infanzia fino alla “Storia di un burattino” poi diventata “Le avventure di Pinocchio“, uscite prima a puntate sul settimanale «Giornale per i bambini» e poi in volume, ..........romanzo ... Leggi l'opinione
Pessimismo cosmico, quello che traspare dalle parole di Luigi Comencini, conscio che reperire sceneggiature convincenti ed importanti non è sicuramente facile. Certo è
nude. Pessimismo cosmico, quello che traspare dalle parole di Luigi Comencini, conscio che reperire sceneggiature convincenti ed importanti non è sicuramente facile. Certo è che l'operazione gli è riuscita egregiamente con la rappresentazione, prima televisiva e poi ridotta per il cinema, delle avventure di Pinocchio. Al racconto di Carlo Collodi, già di per sé espressione di un forte moralismo che definiremmo religioso, questa versione aggiunge una luce laica, che sicuramente non si dimostrava immune dagli influssi culturali del periodo in cui era stato prodotto (siamo nei primi anni settanta). Il mondo in cui vede la luce prodigiosamente Pinocchio è un'Italia provinciale poverissima, un paesino della profonda Toscana, in una gelida notte di inverno. Freddo e povertà condizionano i pensieri, i comportamenti, i sogni di gente umile, ma decisa a preservarsiun frammento di dignità: persone come Geppetto (uno straordinario Nino Manfredi) e il collega falegname Mastro Ciliegia (Ugo D'Alessio), per esempio, che si trovano di fronte ad un singolare evento: il pezzo di noce massiccio che sta di fronte a loro emette suoni, anzi parole, insomma vive. Geppetto se lo porta a casa e ne farà un burattino con cui alleviare i tormenti della propria solitudine. Sarà la Fata dai Capelli Turchini (il punto debole del film, con una Gina Lollobrigida in una parte materna non sua, fredda, poco credibile e per di più doppiata) a trasformarlo in bimbo in carne ed ossa, ma ad una condizione: che il piccolo si dimostri giudizioso, generoso, che vada a scuola e che diventi il bastone della vecchiaia di Geppetto. La differenza con la versione disneyana, molto più semplice, è che Pinocchio (Andrea Balestri) che attraversa un terreno di continue tentazioni e pentimenti, fino alla maturazione finale alterna il suo stato di burattino con quello di essere umano, a seconda della sua condotta morale. I serpenti tentatori di Pinocchio sono sempre loro: il Gatto e la Volpe (Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, che seppero stupire critica e pubblico), servitori dell'avido burattinaio Mangiafuoco (Lionel Stander). Ci sembra inutile entrare nei particolari di una storia celeberrima. Quel che conta è segnalare la sobrietà di una regia che sa rispettare i meccanismi del racconto originale, allo stesso tempo ricoprendoli di una luce verghiana, quindi più attenta al realismo che alla componente fiabesca e fantastica. Il DVD del Pinocchio di Comencini approda sugli scaffali dei negozi grazie all'Audiovisivi San Paolo. L'operazione si merita più di un plauso: ad un prezzo veramente competitivo (in pratica, quello di una videocassetta!) viene offerto un DVD ricco di extra. Al film, infatti, si accompagnano un trailer cinematografico, la filmografia del regista e del cast, informazioni sul libro, curiosità tecniche sul burattino del film, un'intervista (in testo) a Luigi Comencini e un'interessante intervista (in video) al cardinale Giacomo Biffi, Arcivescovo di Bologna, autore tra l'altro anni fa di un libro molto originale su un'interpretazione cristiana della vicenda del burattino. L'audio e i sottotitoli, poi, sono disponibili in italiano e inglese.
nome di Pinocchio. Il burattino, promettendo di comportarsi bene, viene trasformato in un bambino in carne e ossa dalla fatina buona. Ma il suo spirito vivace e ribel
nude. Pessimismo cosmico, quello che traspare dalle parole di Luigi Comencini, conscio che reperire sceneggiature convincenti ed importanti non è sicuramente facile. Certo è che l'operazione gli è riuscita egregiamente con la rappresentazione, prima televisiva e poi ridotta per il cinema, delle avventure di Pinocchio. Al racconto di Carlo Collodi, già di per sé espressione di un forte moralismo che definiremmo religioso, questa versione aggiunge una luce laica, che sicuramente non si dimostrava immune dagli influssi culturali del periodo in cui era stato prodotto (siamo nei primi anni settanta). Il mondo in cui vede la luce prodigiosamente Pinocchio è un'Italia provinciale poverissima, un paesino della profonda Toscana, in una gelida notte di inverno. Freddo e povertà condizionano i pensieri, i comportamenti, i sogni di gente umile, ma decisa a preservarsiun frammento di dignità: persone come Geppetto (uno straordinario Nino Manfredi) e il collega falegname Mastro Ciliegia (Ugo D'Alessio), per esempio, che si trovano di fronte ad un singolare evento: il pezzo di noce massiccio che sta di fronte a loro emette suoni, anzi parole, insomma vive. Geppetto se lo porta a casa e ne farà un burattino con cui alleviare i tormenti della propria solitudine. Sarà la Fata dai Capelli Turchini (il punto debole del film, con una Gina Lollobrigida in una parte materna non sua, fredda, poco credibile e per di più doppiata) a trasformarlo in bimbo in carne ed ossa, ma ad una condizione: che il piccolo si dimostri giudizioso, generoso, che vada a scuola e che diventi il bastone della vecchiaia di Geppetto. La differenza con la versione disneyana, molto più semplice, è che Pinocchio (Andrea Balestri) che attraversa un terreno di continue tentazioni e pentimenti, fino alla maturazione finale alterna il suo stato di burattino con quello di essere umano, a seconda della sua condotta morale. I serpenti tentatori di Pinocchio sono sempre loro: il Gatto e la Volpe (Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, che seppero stupire critica e pubblico), servitori dell'avido burattinaio Mangiafuoco (Lionel Stander). Ci sembra inutile entrare nei particolari di una storia celeberrima. Quel che conta è segnalare la sobrietà di una regia che sa rispettare i meccanismi del racconto originale, allo stesso tempo ricoprendoli di una luce verghiana, quindi più attenta al realismo che alla componente fiabesca e fantastica. Il DVD del Pinocchio di Comencini approda sugli scaffali dei negozi grazie all'Audiovisivi San Paolo. L'operazione si merita più di un plauso: ad un prezzo veramente competitivo (in pratica, quello di una videocassetta!) viene offerto un DVD ricco di extra. Al film, infatti, si accompagnano un trailer cinematografico, la filmografia del regista e del cast, informazioni sul libro, curiosità tecniche sul burattino del film, un'intervista (in testo) a Luigi Comencini e un'interessante intervista (in video) al cardinale Giacomo Biffi, Arcivescovo di Bologna, autore tra l'altro anni fa di un libro molto originale su un'interpretazione cristiana della vicenda del burattino. L'audio e i sottotitoli, poi, sono disponibili in italiano e inglese.
Una Opinione di amarantola su Le avventure di Pinocchio (Vinicio Berti) 20 Novembre 2002
La valutazione di questo autore:
Contenuti
piacevoli
Reperibilità
Layout:
mediocre
Vantaggi:
Costo ridotto; contiene una prefazione ben curata e interessanti suggerimenti per l'interpretazione dell'autore
Svantaggi:
nessuno . . .
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Opinione completa
Ancora Pinocchio??!! beh, sinceramente di Pinocchio non si è mai smesso di parlare da quando questa favola per bambini (e non solo) è stata pubblicata..... Tutti noi siamo rimasti concquistati da questo personaggio e magari qualcuno di noi vi si è anche immedesimato, perchè nasconderlo??!! .. altri si saranno immedesimati nel Grillo Parlante, oppure in Geppetto o nella Fata Turchina (il mio primo vestito di carnevale!!)... o in Lucignolo, o nel Gatto e la Volpe etc..... sono tutti personaggi che, una volta conosciuti, una volta che sono entrati nella nostra testa, non ci hanno più lasciato.....
Ad ogni modo, in questa opinione vorrei proporvi un libricino che magari piacerà molto a quei bambini che ancora non hanno letto questa famosa storia: molti se la sono solo fatta raccontare per addormentarsi la sera, ma una volta che imparano a leggere vogliono essere loro i “protagonsiti” del racconto attraverso la lettura..... e perchè scoraggiarli??!!
In libreria in questi giorni trovate un grazioso volumetto che contiene tutte le avventure di Pinocchio, proprio come Collodi l’ha concepito: è un “tascabile“ della collana “Grandi libri“ della Garzanti. Io l’ho acquistato per aver una scusa per trascorrere delle belle serate con la mia nipotina e, soprattutto in occasione dell’avvicinarsi dell’atmosfera natalizia questo bisogno è sempre più forte: immaginatevi io e lei sedute su un caldo tappeto davanti ad un caminetto scoppiettante mentre leggiamo la storia di Pinocchio....
Il libro di cui vi sto parlando ripropone una precedente edizione della Garzanti, già uscita più di venti anni fa e costa solo 6 euro ma non contiene semplicemente le avventure di Pinocchio, anzi io personalmente ho trovato molto interessante la prefazione curata da Vincenzo Cerami (sceneggiatore con Roberto Benigni del film) che approfondisce alcuni argomenti che fino ad oggi, pur conoscendo bene la storia, io non avevo mai toccato.
Si toccano temi poco adatti ad un bambino ma molto interessanti per chi magari ha il compito di leggere la favola... in particolare si accenna al conflitto introdotto da Collodi tra «possibilità» (i desideri, le trasgressioni del burattino) e «necessità» (le norme degli uomini: o le si accetta o si soccombe, come capita al povero Lucignolo); .... oppure al fatto che Collodi, pur condividendo il comportamento istintivo di Pinocchio, non può dimenticare il significato pedagogico della vicenda: preparare i bambini a diventare uomini; oppure si accenna al finale che Collodi aveva originariamente previsto prima di correggerlo ... quanti lo conoscono???? Pinocchio veniva impiccato alla Quercia Grande...... - per fortuna è stato sostituito.....
La prefazione insomma apre la strada a molti approfondimenti legati alla storia di Pinocchio e oltre a quelli di cui vi ho parlato.... fanno capire quali erano le emozioni dell’autore e le sue idee: è come se nel conflitto tra natura e società, egli parteggiasse per la prima.
Il testo del romanzo, oltre che di questa interessante prefazione di Cerami e da una breve guida bibliografica, è accompagnato anche da un approfondimento sulla vita di Collodi con un interessante profilo storico-critico della sua opera: la sua esistenza dell‘autore è fatta di tanti “chiaroscuri“ ..... si va dalla sua carriera da giornalista alla la passione per il teatro, ai primi romanzi e i tanti testi per l’infanzia fino alla “Storia di un burattino” poi diventata “Le avventure di Pinocchio“, uscite prima a puntate sul settimanale «Giornale per i bambini» e poi in volume, ..........romanzo che sarà ovviamente il libro italiano più tradotto nel mondo.
Tra le tante edizioni che hanno per oggetto le avventure di Pinocchio, segnalo questo tascabile anche per le sue illustrazioni veramente molto belle (in una nota si legge che erano state preparate per un’edizione del 1951) e che sicuramente piaceranno ai piccoli lettori come agli adulti.
Vorrei concludere questa opinione riportando uno stralcio della conclusione del romanzo: “Com’ero buffo quand’ero burattino! e come ora son contento di essere diventato un ragazzino perbene!”, frase che il trasformato Pinocchio pronuncia davanti al vecchio pupazzo inanimato appoggiato in un angolo. Questa frase mi è rimasta particolarmente impressa in quanto nelle note del libro viene interpretata come una inconscia bugia detta dal protagonista a se stesso, e tutta l’amarezza e la nostalgia per una felicità naturale che non può più tornare................
...pie... Pepin, dopo recuperde le forse el torna pensar al so' buratin e le birichinade che 'sto quà savarà combinar; ma anca a quei bravi buratini come Polentina..., soratuto a quel bel sesto che savarà combinar ....
La falegnameria de Pepin gera 'sai picia: sistemada in un pianotera, che ciapava luse de un sotoscala.
Pena rivà drento Pepin tira fora la cassela dei ordegni, ciòlendo fora la sgorbia per sgorbiar el toco de legno, prima de meterse ... ...pensado:"Ma come lo ciamerò de nome"? Dito e fato:"vogio ciamarlo -Pinuci- ;
sto nome ghe portarà fortuna". Perchè go conosudo 'na familia intiera de Pini. Pino el pare, Pinucia la mare, Pinuci i fioi.
El marangon Pepin co 'l ga termina' la lavorazion col fero a sguarniar e a far de sgrossar: el se meti a scolpir el so' buratin. Vi è piaciuto il pinocchio in dialetto veneto???
Se l'idea piace a qualche editore... ...
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molto utile
28.06.2006
Cronostoria del testo. Valutazione del ProdottoLe avventure di Pinocchio (Vinicio Berti)scritta da
DonToro
Vantaggi: Il primo testo per bambini. Svantaggi: Essere diventati grandi e credere di non poterlo più leggere.
...ne stampò un'infinità di copie. Le edizioni si susseguivano a ritmo vertiginoso, mai visto in precedenza, ed erano centinaia di migliaia di copie che se ne andavano una dietro l'altra. L'editore Bemporad , tale era divenuto l'originario Paggi, potè trionfalmente annunciare il 2° milione nel 1926, allorchè Cuore era solo al 1° milione. Nel 1928 , due anni dopo, ne erano state smaltite altre 300.000 copie. Dopo pochi anni si raggiunse il 3° milione ... ...perso ma la fortuna di Pinocchio è andata aumentando ulteriormente nel corso dei decenni. Oggi comunque si potrebbero azzardare anche 10 milioni di copie e si potrebbe azzardare che Pinocchio rappresenta il libro italiano più venduto di ogni epoca, con uno scarto enorme rispetto al secondo. Pinocchio si pone anche ai vertici della letteratura mondiale per l'infanzia, al fianco dei mitici personaggi che accompagnano l'immaginario dei bambini, da Peter ...
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Alice Classification: Letteratura per ragazzi
Editore: Ponte alle Grazie
Data di pubblicazione: 1992
Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.
Abbiamo avuto una fortunaccia sfacciata ad essere giovani nei mitici anni 60 e nessuno dei giovanni d'oggi può immaginare di quanta voglia di vivere ci fosse allora.
La voglia di vivere si odorava nell'aria e ogni giorno era un giorno diverso, ogni... continua
Nazione: D, GB - Durata: 123' - Regia: Terry Gilliam - Cast: John Neville, Jonathan Pryce, Oliver Reed, Robin Williams, Sting, Uma Thurman, Valentina Cortese
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