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Opinione

per Line 6 Pod Pro 32
5 Stelle Pod Pro - 32 ampli nel proprio Rack Opinione diamante
7 su 7 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Connessioni numerose, uscite digitali, elaborazione a 24-bit, formato Rack, facilità di programmazione tramite PC o Mac, Ideale per la registrazione della chitarra

Svantaggi piena utilizzo solo con le pedaliere di Line6, programmazione degli effetti interni poco user friendly, Manuale in Inglese

L'autore

alexgus Dal 21 mag 2000

Sono MOLTO assente... continua

52 Utenti Aggiungimi al tuo circolo di fiducia

Il Pod Pro è un "simulatore di amplificatore" per chitarra (ne esiste comunque anche una versione per basso) e rappresenta la versione "maggiorata" del più popolare, economico e fagioloso Pod (fagioloso? Chi l'ha già visto sa che somiglia molto ad uno dei famigerati "Beenz"… ;p).
Per chi non le conoscesse, queste unità possiedono un software progettato per simulare il suono di amplificatori a valvola e relativi speaker: fino a non molto tempo fa questo tipo di simulatori era inserito soltanto in unità multieffetto, ma con questa nuova razza di modellatori di ampli, l'enfasi è posta sulla più-accurata-possibile simulazione di ampli / speaker. Sono in genere presenti intuitivi controlli in stile ampli e solo una minima gamma di effetti scelti tra quelli più comunemente utilizzati.
Il Pod Pro rappresenta una versione "evoluta" del fratello minore: risulta innanzitutto evidente ad una prima occhiata il suo formato rack 2 posti, in contrapposizione con la progettazione "da tavolo" del POD, che rende più semplice un suo utilizzo live o in studio nel proprio rack.

Iniziando dal pannello anteriore, i controlli del POD Pro risulteranno immediatamente familiari ad utenti di altri prodotti Line6, in particolare l'originale POD: i principali controlli in stile amplificatore si trovano allineati alla base, mentre più sopra sono esposti i LED e una gamma di pulsanti che permettono la selezione e il salvataggio delle patch, la selezione del canale MIDI in ricezione e varie impostazioni generali della macchina. Ai lati due grandi interruttori rotanti permettono la scelta tra 32 differenti modelli di amplificatore e la selezione tra le 16 combinazioni di effetti disponibili o tra i 15 speaker cabinet emulati. Fin qui poche differenze rispetto al fratello minore: l'aggiunta più notevole sul pannello anteriore, che peraltro lascia intuire qualcuna delle possibilità aggiuntive del Pod Pro, è una coppia di commutatori mini-toggle che permettono rispettivamente di selezionare la modalità di sincronia digitale e di selezionare la modalità di ingresso (linea o chitarra). Ancora sul pannello anteriore è possibile trovare l'ingresso per la chitarra e l'uscita delle cuffie entrambi in formato jack da 1/4 di pollice.

Le vere novità, tuttavia, si trovano e sono immediatamente visibili sul pannello posteriore dove le connessioni risultano ben più numerose e più professionali rispetto al "fratellino": affiancate alle 2 uscite L/R Jack presenti già sul Pod originale si trovano innanzitutto 2 connettori XLR bilanciati aventi funzione simile e dei connettori per le più comuni uscite di tipo digitale, ovvero S/PDIF e AES/EBU. In modalità "studio", selezionabile attraverso un apposito switch, a tutte queste uscite è applicato un particolare algoritmo denominato "A.I.R." (Acoustically Integrated Recording) che simula il posizionamento di un microfono davanti allo speaker. In modalità "Live" AIR viene scavalcato e le 2 uscite Jack vengono ottimizzate per un ampli selezionabile tra varie tipologie, mentre le uscite XLR prevedono vengono processate da un apposito algoritmo di Speaker emulation per ottimizzare l'eventuale ingresso in un mixer. Ma non si finisce qui!!!! Sempre sul pannello posteriore sono presenti anche: una coppia di connettori Jack stereo con la rispettiva funzione di mandata e ritorno stereo per l'utilizzo di unità effetti esterne; un'uscita jack non processata pensata per la registrazione del suono senza che questo sia elaborato dall'unità o per il collegamento di un accordatore; un ingresso di linea pensato per il reamping di tracce preregistrate (anche nella maniera indicata poco fa) o per il collegamento di sistemi wireless per chitarra che possono avere per l'appunto un uscita con livello di linea.

Dal punto di vista dei suoni, come nel Pod 2.0 i timbri disponibili sono raddoppiati potendo scegliere tra 32 diversi tipi di ampli e 15 tipi di cabinet mescolabili a piacimento (gli effetti sono in questo senso garantiti!). L'elaborazione del suono inoltre viene effettuata dal Pod Pro a 24-bit, cosa che farà sicuramente piacere ai chitarristi più esigenti.

E' disponibile una modalità manuale in cui i controlli presenti sulla facciata anteriore rispondono direttamente, un po' come se si trattasse di un comune ampli per chitarra, permettendo di creare un suono ex-novo. L'attrezzo giunge comunque a casa nostra con 36 differenti presets adatti un po' a tutti gli stili: si parte da suoni cattivissimi (alla Metallica, per intenderci) arrivando a più calde timbriche blues con tutte le gamme intermedie che chiunque può immaginare. Tutti i timbri sono modificabili a piacimento o sovrascrivibili con le proprie impostazioni prodotte mediante la modalità "manuale". Il passaggio tra una patch e l'altra è inoltre praticamente indolore essendo praticamente quasi o del tutto assente il "buco" sonoro che si presentava sulle versioni più economiche: ora solo quei parametri che cambiano tra le patch sono caricati ex-novo, riducendo drasticamente i tempi di caricamento.

Gli effetti interni prevedono 16 combinazioni possibili, ma in pratica comprendono un echo, un riverbero ed un Wah-wah praticamente sempre disponibili e un altro effetto a scelta tra compressore, chorus, flanger, tremolo e rotary speaker, insomma niente di trascendentale, ma comunque quanto basta per i più comuni utilizzi dell'attrezzo. In particolare segnalo che ogni ampli è accoppiato con un particolare riverbero in funzione di quanto era presente nell'originale.

La gestione MIDI del Pod è quanto di più interessante un utente di PC possa trovare: tutti i parametri sono direttamente controllabili attraverso controllers MIDI, il che rende estremamente semplice la programmazione anche solo di alcuni parametri in tempo reale utilizzando un sequencer (es. durata dell'echo) senza necessariamente imbarcarsi in complicate programmazioni di SysEx. A ciò aggiungiamo che direttamente con lo strumento viene fornito un CD-Rom contenente l'Editor Sound Diver di Emagic in versione personalizzata proprio per i prodotti di Line6 che permette in maniera molto agevole di modificare anche i parametri più ingestibili dell'attrezzo e di gestire in maniera efficiente le numerosissime librerie di suoni (prevalentemente prodotte da fans del Pod) disponibili su Internet. Sempre da Internet e più precisamente dal sito di Line6 è possibile scaricare una versione più aggiornata dello stesso software.

Dopo tutto questo parlar di caratteristiche tecniche è ora di parlare di come funziona l'attrezzo "on the road"! Ho provato il Pod collegato al mio Mixer casalingo (un Montarbo 520) a sua volta connesso con 2 casse Cabotron da 480Watt (chiramente non "a palla"!!! :p), cosa che rispecchia abbastanza bene il mio utilizzo live (no ampli, direttamente nel mixer). Con la mia fida chitarra Manne Taos mi sono fatto un giro rapido tra i presets e mi sono immediatamente reso conto che MAI avevo avuto una simile sensazione di presenza della chitarra suonando in diretta: soprattutto con alcuni timbri l'impressione di suonare con un ampli è decisamente maggiore rispetto a qualsiasi cosa abbia avuto tra le mani in precedenza. Al di là di questo i suoni sono comunque di qualità decisamente alta, anche se qualche suono / simulazione pare meno interessante rispetto ad altre: non saprei tuttavia se imputare questo fatto ad una colpa di Line6 o ad una loro eccessiva "fedeltà emulativa". La possibilità di accoppiare a proprio piacimento differenti cabinet con differenti amplificatori rende il tutto molto stimolante e porta a sperimentare sonorità decisamente interessanti. Line6 ha posto molta enfasi sul fatto che il "girare le manopole" sia il più fedele possibile a quello dell'ampli emulato e la cosa effettivamente funziona, accrescendo la sensazione di suonare con un attrezzo analogico e non con una "simulazione". Come spiegano loro stessi nel simpaticissimo, anche se purtroppo anglofobo, manuale, modificando, che ne so, gli alti in un timbro, vengono, come nell'ampli emulato, modificate anche le risposte dei medi e dei bassi e magari della distorsione stessa… insomma si sono fatti veramente un mazzo così! Scordatevi di considerare le vostre manopoline come un semplice equalizzatore… Da segnalare che comunque qualche funzione "minore" degli ampli, per esempio la presenza, è accessibile solo mediante combinazioni di pulsanti / manopole.

Per quanto riguarda gli effetti, questi rappresentano il maggior limite del Pod, non tanto per la qualità degli stessi, comunque più che decente, quanto effettivamente per la facilità d'uso: per accedere alla programmazione approfondita degli stessi l'unico metodo realmente efficace è quello di utilizzare l'apposito editor già citato più sopra. Non è di fatto possibile entrare in dettaglio nella programmazione attraverso il pannello anteriore del Pod: sebbene tramite combinazioni di tasti / manopole comunque qualcosa si riesca a fare siamo ben lontani dalla facilità di utilizzo che caratterizza la sezione principale dell'attrezzo. Segnalo inoltre che per sfruttare pienamente alcune caratteristiche occorre acquistare l'apposita pedaliera di Line6: non è prevista per esempio nessuna connessione diretta di un pedale di controllo continuo assegnabile al Wah-wah (o al volume), pur essendo quest'ultimo integrato e attivabile in tutti i presets. Personalmente possiedo una vecchia pedaliera Midi della Yamaha che mi consente di collegare anche un pedale di tipo switch e uno di tipo continuo assegnabili a piacimento a qualsiasi controller: questo mi permette di gestire con uno il Tap Tempo (comodo soprattutto per le impostazioni in tempo reale dell'echo) e con l'altro il Volume (possiedo già un Wah Wah della Morley…).

Complessivamente posso dire che mi ritrovo pienamente soddisfatto dell'acquisto effettuato, anche perché, come ogni buon PCista i principali problemi poco sopra citati sono da me facilmente aggirati utilizzando il semplice Sound Diver di Emagic (disponibile anche per Mac). Occorre dire che il Pod Pro ad un prezzo circa doppio del suo equivalente "fagioloso" offre una maggiore comodità d'utilizzo Live e in studio, un ben maggiore numero di connessioni disponibili e l'elaborazione del suono a 24-bit il tutto corredato da un ottimo e leggibilissimo manuale anche se purtroppo in lingua inglese.
Suona esattamente come un vero e proprio ampli valvolare? Nonostante tutta la cura messa dagli ingegneri di Line6, a mio parere no, anche se ci si avvicina moltissimo a quanto l'attrezzo promette e consiglio comunque a chiunque fosse interessato di dargli una seria ascoltata. Nonostante ciò la quantità e la qualità dei suoni lo rende un "Pre" molto versatile per un utilizzo dal vivo e quanto di più comodo si possa trovare per la registrazione di una chitarra in studio senza doversi dannare con posizionamenti di microfoni, isolamento del segnale o qualsiasi altra cosa possa venire in mente.

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Commenti

Avete domande riguardo Line 6 Pod Pro 32? Domanda
Pagina 1 di 2 | 1 - 5 di 9 commenti
  • Fenderteo 28/09/2009 21:16
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    io utilizzo il pod2. bella recensione!

  • gioia978 18/02/2007 23:35
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • nembok 13/11/2004 14:04

    Ora mi vendico!!! :oppp Scherzo, ovviamente: opinione "quadrata" e precisa, anche se lo strumento in questione non è certo per dilettanti o semiprofessionisti, vista la fascia di prezzo e la qualità, anche se mi ha stupito l'ingiustificabile carenza di effettistica del settore "modulation". Attendo una recensione della tua chitarra e del tuo ampli preferito.

  • Smark 11/11/2004 10:26
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    io ho il fagioloso 2.0... e ne sono soddisfattissimo, unica pecca è forse, come dici tu, la troppa fedeltà agli ampli "copiati" che ti porta con ognuno dei modelli che puoi lavorare ad avere gli stessi limiti, ma anche gli stessi pregi, del modello a cui si riferiscono... siccome poi a me piacciono quei suoni, la copia del Rectifier è qualcosa di spettacolare... ma anche il Soldano non è da meno.

  • settebello 25/06/2001 08:19
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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