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Opinione su "Lisbona"

pubblicata 03/09/2012 | dario_cima
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Su di me :
Mi piace leggere e viaggiare. Appunti di viaggio e foto su viadario.altervista.org
Ottimo
Vantaggi Città unica e meno pericolosa di quanto si dica.
Svantaggi Nessuno se evitate l'automobile.
Eccellente
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"Tre giorni a Lisbona."


Guide turistiche di Lisbona sono disponibili ovunque, comunque in fondo all’opinione trovate il dettaglio del mio soggiorno. Apro invece con le cose che più mi sono piaciute in ordine di preferenza. Da notare che la vita è più economica rispetto all’Italia, ma gli ingressi ad ogni edificio interessante si pagano praticamente sempre. Se prendete un albergo in centro in centro (consiglio l’Hotel Mundial), l’unica reale esigenza de mezzi pubblici è lo spostamento a Belém e l’immancabile sferragliata sui caratteristici tram (Lisbona è molto più piccola di quanto si possa pensare).
  1. IMPERDIBILE: Castelo de São Jorge , sorge sul colle più alto del centro storico, biglietto d’ingresso 10,00 €; spettacolare la vista sia dalla piazza d’armi che dagli spalti delle mura. In una delle dieci torri (Torre de Ulisses) si tiene ogni mezz’ora una dimostrazione del “periscopio” (ideato da Leonardo da Vinci ?), che permette grazie ad un complesso sistema di specchi di avere una visione a 360 gradi della città. Questo spettacolare ed all’apparenza ingenuo marchingegno in condizioni di bel tempo è imperdibile.
  2. SUGGESTIVA: Igresia do Carmo , chiesa gotica senza tetto, sede di un piccolo e curioso museo. Si trova all’arrivo superiore dell’elevador de Santa Justa a metà strada tra il belvedere del Bairro Alto (miradouro Jardim António Nobre 300 m a Nord) ed il cuore del Chiado (dove c’è il Café Brasileira, 250 m a Sud). Ingresso a pagamento € 4,00.
  3. UNICO: Complesso religioso Mosteiro dos Jeronimos e Igreja Sta. Maria Belém (Monastero dei frati geronimiti e chiesta di S.Maria di Betlemme); il prototipo dello stile “manuelino”(struttura tardo gotica con fusione di elementi rinascimentali ed ornamenti marinari, floreali ed esotici), consigliato la mattina (entro le 11) o nel tardo pomeriggio (attenti all’orario di chiusura) per le migliiori condizioni di luce. L’opzione ingresso da 10,00 € permette la visita anche della famosissima torre di Belém.
  4. CIVILTA’: Organizzazione aeroporto e trasporti urbani Atterraggio (spettacolare sorvolando il grandissimo fiume Tago), l’economico “AeroBus” (con 3,50 € si arriva in città e si hanno 24 ore di trasporti urbani gratuiti – la migliore capitale europea!!!). Gran numero di linee di bus, tram (tra cui il mitico 28 E) e metropolitane superiore a quello di Roma che è 15 (QUINDICI) volte più grande (inoltre ci sono funicolari ed ascensori).
  5. CARATTERISTICA: Praça Rossio (Praça Dom Pedro IV). Piazza ampia caratterizzata dalla pavimentazione a cubetti bianchi e neri (calçada), circondata da eleganti costruzioni (in particolare il teatro Dona Maria II e la bella stazione di Rossio) e da cui si dipartono la bella Rua Augusta (verso il fiume) e la scenografica Avenida de Libertade (verso l'interno).
  6. SPETTACOLARE: Miradouro Portas do Sol sopra il caratteristico quartiere dell’Alfama in cui è bellissimo vagabondare.

25Luglio 2012
Alle 15:30 siamo arrivati in albergo (Hotel Mundial vedi recensione dettagliata) che si trova nella parte di pianura del centro (quartiere Baixa) e siamo subito usciti, affrontando un gran caldo, per fare il primo dei percorsi previsti (Baixa, Bairro Alto, Chiado - durata 2 ore) passando per il più vicino dei belvedere della città. Il clima è caldo, ma percorrere i 300 metri per traversare le piazze Figueira e Rossio ed un breve tratto di Rua Augusta non è una gran fatica visto che siamo nella parte pianeggiante della città. Senza grosse difficoltà abbiamo trovato l’Elevador de Santa Justa, un ascensore storico in stile neogotico con struttura che ricorda quella della tour Eiffel (non è mai stato provato che i progettisti abbiano avuto contatti col famoso ingegnere francese); fu inaugurato nel 1901 quando era mosso a vapore. L’elevador è più una costosa curiosità da turisti (5 € per salire o scendere, a meno di non possedere il “prezioso” biglietto dell’AeroBus ) che non una vera esigenza (ci sono alternative nei tram e nella funicolare o a piedi, la vista si ha solamente all’arrivo in cima, pagando un ulteriore euro e mezzo, e l’altezza , 30 metri, è paragonabile a quella di un palazzo di nove piani). La biglietteria superiore si trova su Largo do Carmo (che verso il fiume Tago si apre verso il quartiere del Chiado e verso nord dà accesso al quartiere Bairro Alto). La piazza è caratterizzata dalla mole gotica della Igresia do Carmo, chiesa che nel 1755, anno del disastroso terremoto che ha condizionato la vita dell’intero Portogallo, era la più grande della città; ora la caratteristica è quella di non avere il tetto ed i sottili archi sembrano in equilibrio precario sulle snelle colonne. La parte absidale conserva invece il tetto ed è stata adibita a piccolo museo eterogeneo che ospita anche due mummie peruviane ed un sarcofago egizio. Dirigendoci verso il Bairro Alto abbiamo percorso la Rua de São Pedro de Alcântara per raggiungere l’omonimo belvedere (miradouro detto anche del Jardim António Nobre). Appena passato il capolinea dell’Elevador da Glória (un caratteristico tram-funicolare) si accede ad una delle zone più elevate di Lisbona da dove si gode un panorama notevole, “interpretabile” anche grazie ad una mappa in azulejos al centro della balconata.
La vista spazia verso sud sul grandissimo fiume Tago (Tejo) e verso est sul centro storico rimodernato della Baixa e sulla parte antica meglio conservata dell’elevato quartiere dell’Alfama (dominato dal Castelo de São Jorge). Riscendendo abbiamo poi raggiunto il Chiado, quartiere caratterizzato fin dal XVI secolo dalle frequentazioni degli intellettuali portoghesi (si pensa che il nome derivi proprio dal soprannome O Chiado del poeta António Ribeiro la cui statua irridente si trova proprio su Largo do Chiado) su tutti il poeta e scrittore Fernando Pessoa che agli inizi del XX secolo rese famoso il Café Brasileira. Oggi una statua seduta ad uno dei tavolini è il soggetto di moltissime foto e per sedere al tavolino con Pessoa si fa la fila. Il Chiado è anche il luogo che ricorda la rivolta dei garofani che tra il 1974 ed il 1975 proiettò il Portogallo fuori dalla dittatura creando le premesse di uno stato moderno e decretando la fine delle guerre coloniali riconoscendo l’indipendenza delle ultime possedimenti imperiali (Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Timor, Capo Verde, Macao). Prima di proseguire ci si può soffermare nella chiesa degli italiani (Chiesa di Loreto), sull’attigua Praça Luís de Camões (con statua dedicata al poeta-navigatore del XVI secolo autore de “I Lusiadi”, il poema epico del Portogallo assimilabile all’Eneide dei romani) e sulla Rua Garret (che inizia proprio al Café Brasileira) con la sua bella calçada (pavimentazione tipica portoghese in cubi di pietra bianca e nera alternati) ed i molti negozi di grandi firme e librerie. Scendendo verso il fiume Tago si possono vedere un paio di teatri e qualche chiesa, niente comunque di interessante fino al quartiere São Nicolau (che di fatto fa parte della Baixa) con la Praça do Municipio (con bella pavimentazione ed una colonna che ricorda il palo dove venivano legati gli schiavi detto “Pelourinho”) e la Praça do Comércio. Questa grandissima piazza (170 m per 170 m) è decisamente spettacolare, è aperta su uno dei tre lati sul fiume Tago (qui largo 5 KM), mentre gli altri tre lati sono chiusi da edifici monumentali; nonostante il livello altimetrico sia basso offre una bella vista verso il castello. L’attuale piazza (che prima si chiamava Terreiro do Paço ) è stata completamente ricostruita dopo il devastante terremoto del 1 Novembre 1755, l’effetto del successivo tsunami lungo il fiume fu tremendo e nella zona niente potè essere salvato, ma proprio da qui l’allora Primo Ministro Marchese de Pombal, in nome dello spirito illuminato dell'epoca, iniziò la progettazione di quella che è detta Baixa Pombalina con grandi viali, piazze ed edifici monumentali.
L'arco di fronte al fiume è lo spettacolare accesso a Rua Augusta, grande via pedonale lunga circa 600 metri che collega il fiume a Praça Rossio: è caratterizzata da una bella calçada, dalla frequentazione di artisti di strada e dalla presenza di bar e ristoranti (un po’ cari almeno rispetto alla parallela Rua de Correeiros che ricorda il quartiere latino a Parigi). Il tempo di ripassare in albergo ed alle 18:00 siamo usciti nuovamente per provare il brivido del 28E, il mitico tram rosso (detto ormai “dei turisti”) che si inerpica sui tornanti del quartiere Alfama e traversa tutto il centro storico sferragliando su strette stradine. Linea simile percorre anche il 12, caratterizzato dal colore giallo. La comodità delle tessere bus (proposte in molte versioni piuttosto complicate da interpretare) è quella di poter salire e scendere a qualunque fermata senza dover fare ogni volta il biglietto; se siete in possesso del biglietto AeroBus sfruttatelo al massimo nelle 24 ore, è il metodo più semplice ed economico. I tram storici composti da una sola piccola carrozza e sono stati molto curati, le rotaie a scartamento ridotto sono stese per tutto il centro, nelle strade più strette il binario è unico ed anche nelle curve più larghe i binari si incrociano (rendendo comunque impossibile la doppia circolazione) perché altrimenti non ci sarebbe sufficiente angolo di curvatura per le piccole carrozze. I cavi elettrici sospesi, che in Italia soprattutto a causa di un presunto “antiestetismo” hanno provocato lo smantellamento del patrimonio dei mezzi elettrici, qui fanno parte del colore locale e spesso si confondono con i cavi per stendere i panni.
Partendo da Praça Martim Moniz in meno di un’ora di tram si arriva nei luoghi che abbiamo deciso di visitare con calma a piedi nei prossimi giorni: Igreja de Graça, Mosteiro de São Vincente de Fora, Miradouro de Santa Luzia, Catedral de Lisboa (più semplicemente detta “Sé”) per poi proseguire verso il Chiado. Ovviamente in funzione dell’ora e di quante fermate si decidono di fare il viaggio può essere molto più lungo, se approfittate della mattina (entro le 11:00) e del pomeriggio (dopo le 18:00) c’è meno gente e le soste alle fermate sono ragionevolmente brevi. Alle 18:30, dopo una ventina di minuti di sballottamenti, e a circa metà percorso, siamo scesi alla fermata di Portas do Sol dove c’è il belvedere verso l’alba e verso il punto più largo del Tago dove si vede quasi galleggiare il ponte Vasco da Gama che con 17 Km è il più lungo d’Europa. Con una breve passeggiata abbiamo raggiunto anche il più vecchio Miradouro de Santa Luzia, sicuramente meno spettacolare di Portas do Sol, per poi completare il giro con il tram. Ripassati in albergo ci siamo cambiati ed abbiamo cenato in ul locale di Rua Augusta (senza lode né infamia puntando comunque alle caratteristiche sardine ed al famoso baccalà) concludendo con l’ascesa notturna con l’Elevador de Santa Justa da cui si ammira il panorama notturno, soprattutto verso la sottostante Praça Rossio illuminata a giorno. La sera in estate si alza un vento fresco e le temperature si abbassano anche di quindici gradi rispetto al giorno, quindi è bene portare qualcosa di più pesante perché sopra al belvedere alla sommità dell’ascensore può fare freddo.

26 Luglio
Mattinata destinata alla visita al quartiere di Santa Maria de Belém (Betlemme), o semplicemente Belém, caratterizzato dalle architetture in stile manuelino del Mosterio dos JerÏŒnimos e della vicina torre di Belém. Siamo usciti alle 9:15 ed abbiamo preso un moderno tram da Praça Figueira; in circa mezz’ora eravamo a Belém dopo essere passati sotto al Ponte 25 de Abril che scavalca il fiume Tago nel punto più stretto prima dello sbocco nell’Atlantico. Il ponte sospeso, lungo quasi 2 Km con sei corsie stradali ed una ferrovia che corre sotto al piano stradale, è simile al Golden Gate di San Francisco (costruito dalla stessa società) e unisce Lisbona ad Almada dagli anni ’60 (prima della rivoluzione del 25 Aprile 1974 il ponte si chiamava Salazar, dal nome del dittatore che lo aveva commissionato). Si percorre tutto il lungofiume senza avere particolari viste se non l’incombente ponte, il continuo flusso ferroviario sulle rotaie parallele alla strada ed il breve scorcio del museo dei tram poco prima della verdeggiante e scenografica Praça do Império, aperta sul fiume e limitata dal Mosteiro dos JerÏŒnimos . Con il sole radente del mattino o della sera il biancore del monastero assume tinte morbide ed i volumi delle elaborate decorazioni si esaltano, sembra di essere di fronte ad un immenso castello di sabbia. Il termine “manuelino” (riferito al re Manuel I che commissionò la maggior parte dei lavori) fu coniato nel XIX secolo per sintetizzare lo stile composito che caratterizzò un trentennio di edificazioni pubbliche in Portogallo intorno al 1500; la struttura tardo gotica di base viene fusa con elementi rinascimentali ed arricchita da ornamenti in stile marinaro, floreale ed esotico. Il monumento più rappresentativo è proprio il complesso religioso della chiesa (Igreja Sta. Maria Belém ) e del monastero dell’ordine di San Geronimo, fatto edificare in onore del navigatore Vasco da Gama al suo ritorno dal primo viaggio in mare per le Indie; quella che appare come una lunga facciata (quasi 300 metri) ricca di pinnacoli e fregi parallela al fiume, è in realtà l’insieme del fianco sud della chiesa e dell’edificio monastico che ora ospita il museo di archeologia. L’accesso alla chiesa è libero, mentre l’ingresso al monastero è a pagamento (noi abbiamo scelto l’opzione che per 10,00 € permette la visita anche della torre di Belém). Entrando nel monastero si presenta subito il semplice giardino del chiostro costituito da un colonnato a due piani. Le colonne sono profondamente incise da decorazioni e raccordate da elementi traforati che alleggeriscono l’aspetto di potenza delle sporgenti nervature che sorreggono le coperture. Nel 1985 furono traslate nel chiostro le spoglie di Fernando Pessoa, una sobria stele permette di individuare la tomba del grande poeta e scrittore morto nel 1935. Altro elemento notevole del piano terra è la grande sala del refettorio contornata di azulejos, mentre salendo al primo piano si può accedere all’ampia balconata ed al buio coro della chiesa; da qui si apprezza la larghezza della navata centrale della stessa altezza di quelle laterali. La visita della chiesa è sicuramente meno spettacolare, il rigore dello stile gotico è accentuato anche dalla semplicità e dalle limitate dimensioni delle vetrate, solamente in alcune cappelle laterali si trovano finiture dorate o colorate baroccheggianti. Ai lati opposti del portale d’accesso si trovano le venerate tombe di Vasco da Gama e di Luís de Camões .
Uscendo dal complesso religioso che richiede come minimo un’ora di vista (e che intorno alle 11:00 iniziava ad essere molto affollato), ci si ritrova nella grande Praça do Império e si possono traversare i curati giardini fino a raggiungere il lungofiume ed il grande Padrão dos Descobrimentos (monumento alle scoperte) realizzato nel 1960 in pietra bianca a rappresentare una caravella affollata dai principali personaggi della storia portoghese. Circondato da una calçada che ricorda le onde del mare, questo monumento si protende verso le acque del fiume e sovrasta una pavimentazione marmorea che riproduce una rosa dei venti di 50 metri di diametro che circonda un planisfero. Camminando per mezzo chilometro verso la foce del Tago si raggiunge un altro simbolo di Lisbona, la Torre di Belém; questa piccola fortezza biancheggiante fu costruita nel 1515 in stile manuelino a difesa della città, si compone di un bastione proteso nell’acqua e della torre alta circa 30 metri che poggia sulla riva del fiume. Caratteristiche sono le torrette di guardia sporgenti dagli angoli, interessante la batteria di cannoni del piano inferiore e poi, salendo sull’unica stretta e buia scala elicoidale, si traversano camminamenti e sale fino alla terrazza più alta con bel panorama. L’inefficacia difensiva di questa piazzaforte fu dimostrata già nel 1580 con la conquista spagnola, da allora la torre fu usata soprattutto come carcere. Dopo la visita siamo tornati verso il monastero alla facile ricerca della famosa pasticceria “Pastéis de Belém” che dal 1837 produce dei dolcetti molto apprezzati (simili alle sfogliatelle napoletane) per il cui acquisto si fa la fila, noi praticamente ci abbiamo pranzato. Ripreso il tram siamo tornati a riposare in albergo prima di una passeggiata nella zona dell’Alfama tra la cattedrale, il Chapitô ed il museo del fado. La cattedrale (Igreja de Santa Maria Maior, più semplicemente detta “Sé”, abbreviazione di Sede Episcopale) fu costruita nel 1150 dopo la cacciata dei mori sfruttando la struttura di una moschea, edificata a sua volta su fondamenta di edifici romani. Posta in zona un poco rialzata tra il fiume e d il ripido colle dell’Alfama ha da sempre rappresentato un luogo strategico sia per le adunanze di popolo che per la prima difesa della città, infatti tratti di mura e merlature ricordano una fortezza . Il transito dei tram davanti alla cattedrale è una delle icone di Lisbona. Dopo tre terremoti la chiesa si presenta in stile composito: dell’originale romanico si conserva la bella facciata con le due torri merlate ed il rosone, il resto dell’edificio è gotico e spoglio tranne la rinascimentale cappella maggiore. Il chiostro (accesso a pagamento) ha invece ha l’aspetto di elegante fortezza medievale, la parte del giardino è stata completamente scavata per rendere visibili le sovrastrutture che nei secoli si sono succedute (dai fenici ai romani, dai visigoti agli arabi). Addentrandosi nella parte bassa dell’Alfama si scoprono viuzze, scalinate e piazzette incantevoli fino all’elegante Largo do Chafariz de Dentro dove si trova anche il museo del Fado. Tornando verso Piazza del Commercio si incontra la Casa dos Bicos (bico significa becco, picco) caratterizzata dalla facciata con pronunciata bugnatura a forma di punta di diamante. L’edificio costruito nel 1523 è stato elegantemente ristrutturato ed ora ospita la fondazione Saramago (il premio nobel per la letteratura scomparso nel 2010), il contrasto con i fatiscenti edifici è così ancora più evidente . Inerpicandoci su stradine e scalinate abbiamo raggiunto il famoso Chapitô, centro sociale (dove si insegnano arti e mestieri), bar e ristorantino “alternativo” con bella vista. A metà strada tra il Chapitô e la chiesa di San Lorenzo , si trova un piccolo slargo affascinante di Costa do Castelo con al centro una fontanella e l’arrivo di una stretta e lunga scalinata che scende fino a Rua da Madalena da cui rapidamente siamo tornati in albergo (giro del pomeriggio durato poco più di 2 ore). Serata un po’ meno fredda di ieri, siamo andati a cena in uno dei ristorantini di Rua de Correeiros.

27 Luglio
Mattinata destinata alla visita del Castelo de São Jorge che sorge sul colle più alto del centro storico, meta imperdibile in qualsiasi viaggio a Lisbona. Abbiamo percorso la scalinata che da Praça Martim Moniz (a 20 metri dal nostro albergo) punta verso il castello, raggiunta Costa do Castelo l’abbiamo seguita per raggiungere nuovamente il Chapitô e grazie alle indicazioni abbiamo raggiunto la porta d’accesso al borgo fortificato che contorna il castello. Il biglietto d’ingresso costa 10,00 € e consente di passare la seconda cinta di mura per accedere alla cittadella composta dalla piazza d’armi (con spettacolare vista della città fino all’oceano), da alcuni giardini con pochi resti del palazzo reale, e da un moderno edificio adibito a museo e area ristoro. Al castello vero e proprio si accede grazie ad un ponte di pietra che permette il passaggio del fossato (ormai asciutto) fino alle mura che racchiudono in uno spazio rettangolare i cortili e le scale che consentono di raggiungere la camminata lungo i muri e le dieci torri; la vista è veramente mozzafiato. Molto interessante la dimostrazione che si tiene alla Torre de Ulisses del “periscopio” che (ideato secondo una leggenda da Leonardo da Vinci), permette grazie ad un complesso sistema di specchi di avere una visione a 360 gradi della città. Questo spettacolare ed all’apparenza ingenuo marchingegno merita decisamente la mezz’ora della dimostrazione, in condizioni di bel tempo lo considero imperdibile, comunque prima si arriva e meglio è (dopo le 11:00 inizia il caos). La visita non può durare meno di 2 o 3 ore. Ci siamo poi diretti a piedi verso l’imponente mole bianca del monastero di São Vicente de Fora (fuori le mura dell’antico centro),che fa parte dello skyline di Lisbona in cima ad un colle, ma che compare solo in scorcio dai vicoletti che percorrevamo dove a stento sembrano passare i vecchi tram. Solamente raggiunta la piazza si vede per intero la facciata in stile rinascimentale (la cui perfezione manierista non suscita grandi entusiasmi in noi italiani); dell’interno barocco della chiesa c’è poco da dire, la sorpresa è invece rappresentata dalla visita al monastero (a pagamento) che è una immensa esposizione di azulejos e che ospita l’austero pantheon dei Braganza (la dinastia degli ultimi 300 anni di regno). I due chiostri sono completamente circondati dalle tipiche mattonelle bianche a disegni blu che ripropongono la storia del Portogallo, al piano superiore c’è la mostra permanente dei 38 pannelli che illustrano le favole di La Fontaine sempre con composizione in azulejos. L’ascesa fino alla terrazza apre un'altra veduta panoramica a 360° su Lisbona. Il breve percorso in salita verso il complesso barocco della Igreja e del convento da Graça merita la fatica per lo splendido miradouro, ci siamo rifocillati alla fontanella sulla bella piazza mangiando delle patatine per pranzo. Finalmente tutta discesa fino all’albergo dove abbiamo fatto una breve sosta per poi andare verso la piazza che ha da sempre rappresentato il cuore di Lisbona praças do Rossio (anche se il vero nome sarebbe Praça de D. Pedro IV, il re la cui statua è al centro della piazza). Ampia e circondata da eleganti costruzioni (in particolare il teatro Dona Maria II) ha una pavimentazione bianca e nera che ricorda le onde del mare (come i lungomare di Rio de Janeiro). Su un angolo la bella facciata in stile liberty della stazione di Rossio, da qui inizia la lunga e scenografica Avenida da Liberdade,lunga un chilometro e larga 90 metri con quattro carreggiate separate da giardini; la stazione di Rossio all’interno è moderna e la lunga scala mobile rappresenta un’alternativa gratuita ai trasporti pubblici per il Bairro Alto. Sera tranquilla e tiepida con cena in un altro dei ristorantini di Rua de Correeiros.

28 Luglio
Mattinata di brutto tempo girovagando in attesa della partenza verso l’Algarve.

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Commenti su questa Opinione

  • shanumi pubblicata 06/10/2012
    ripassata come promesso per l'eccellente meritato ^^
  • soleil55 pubblicata 22/09/2012
    come si fà a nn dare un'eccellente ???? spero di andare un giorno a Lisbona
  • sonik88 pubblicata 19/09/2012
    ripassata come promesso =)
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Su Ciao da: 26/06/2000