Los abrazos rotos (Gli abbracci spezzati)
08.01.2010
Vantaggi:
Almodovar, divertente a tratti
Svantaggi:
Lento, triste e malinconico
Consiglio il prodotto:
Sì
 mauiruggi
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Opinioni:296
In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 18 utenti Ciao
Ieri sera, nonostante la neve che scendeva su Torino, ho avuto l'occasione di andare al cinema a vedere il nuovo film di Pedro Amodovar, "Gli abbracci spezzati" (Los abrazos rotos). Il film ha partecipato in concorso al Festival di Cannes 2009, in Italia è uscito il 2 ottobre dello stesso anno. Devo innanzitutto avvisare che, nonostante la mia passione per il cinema e la quantità di film che ho visto in 29 anni di vita, "Gli abbracci spezzati" è stato il primo film di Almodovar che ho avuto il piacere di vedere. Erano anni che sentivo parlare di film quali "Tutto su mia madre", "Parla con lei", "Donne sull'orlo di una crisi di nervi",...e, soprattutto, dei numerosi premi che questo regista (e di conseguenza i suoi film) ha ricevuto nel corso della sua carriera cinematografica. Mi scuso pertanto in anticipo se questa opinione non avrà al suo interno paragoni con i precedenti film del regista.
Ma veniamo al film... DATI Titolo originale: Los abrazos rotos Lingua originale: spagnolo Paese: Spagna Anno: 2009 Durata: 127 min Genere: drammatico Regia: Pedro Almodóvar Sceneggiatura: Pedro Almodóvar Produttore: Esther García Produttore esecutivo: Agustín Almodóvar Casa di produzione: El Deseo S.A. Distribuzione (Italia): Warner Bros.
INTERPRETI E PERSONAGGI Penélope Cruz: Magdalena "Lena" Rivero Lluís Homar: Mateo Blanco / Harry Caine Blanca Portillo: Judit García José Luis Gómez: Ernesto Martel Rubén Ochandiano: figlio di Ernesto Martel / Ray-X Tamar Novas: Diego Ángela Molina: Madre di Lena Chus Lampreave: Portinaia Kiti Manver: Madame Mylene Lola Dueñas: Lettrice di labbra Mariola Fuentes: Edurne Carmen Machi: Chon Rossy de Palma: Julieta Alejo Sauras: Álex
TRAMA Mateo Blanco è stato un affermato regista cinematografico che, dopo aver perso la vista in seguito ad un incidente stradale, scrive sceneggiature firmanodosi con lo pseudonimo Harry Caine. In questa sua occupazione viene aiutato dalla sua fidata produttrice Judit e dal figlio di lei Diego, il quale partecipa anche alla stesura di sceneggiature. Un giorno Harry Caine riceve la visita di un giovane regista, che si fa chiamare Ray-X, che gli propone di realizzare un film per distruggere la memoria del padre, un uomo molto potente mancato da poco, e con il quale ha avuto un rapporto molto complicato. Harry però rifiuta, riconoscendolo (nonostante la cecità), come il figlio di Ernesto Martel. A quel punto molti ricordi tornano a galla e la curiosità di Diego spinge Harry a raccontargli la sua storia d'amore con l'attrice Lena, iniziata nel 1994, e che cosa lo abbia spinto ad abbandonare il nome di Mateo Blanco. OPINIONE Mateo Blanco è oramai solo un ricordo e da 14 anni è stato soppiantato da Harry Caine. Amante delle donne, quando incontra Lena, attrice del film "Chicas y maletas" (Ragazze e valigie) che stava girando, scopre che costei è l'amore assoluto della sua vita. I problemi nascono però dal fatto che Lena, la quale ha un passato da escort, è legata al ricco e potente Ernesto Martel il quale ha un'ossessione viscerale per la donna. Da questo intreccio, con questioni irrisolte tipo la cecità di Harry Caine e il giovane regista che gli chiede aiuto per scrivere la sceneggiatura di un film, nasce una storia di amore, ossessione, fughe, che coinvolgono i due protagonisti (Harry Caine e Lena). Intorno a loro ruotano tutti gli altri personaggi: dalla sua fedele direttrice di produzione Judit, che conosce tutti i fatti legati a Mateo Blanco/Harry Caine, al figlio di lei, Diego che gli fa da segretario, a Ernesto Martel e la sua ossessione per Lena.
Indiscusso maestro nel raccontare, in questo film Pedro Almodóvar ritorna a girare con la sua musa Penélope Cruz (già con lui in "Volver" e "Tutto su mia madre") e sviluppa un’idea arrivata durante un periodo di forti emicranie seguito da una fotosensibilità che ancora lo attanaglia e lo terrorizza. Almodóvar segue pertanto il percorso di un non vedente che si affida solamente ai ricordi per ricostruire il puzzle del suo passato dominato dalla figura di Lena e dall'amore completo che lui provava per la donna. Non potendo far paragoni con altri film del regista devo segnalare la malinconia di questo "Gli abbracci spezzati" e di un susseguirsi di scene piene di colori che si contrappongono a divertenti siparietti (su tutti le scene del film nel film, "Chicas y maletas"). Quello che esce da questo film, mia opinione, è la tristezza del protagonista...amante del cinema, delle donne, della visione del mondo e costretto, suo malgrado, alla cecità più assoluta. Inoltre non manca un vero e proprio "giallo" che coinvolge i protagonisti e i due Martel (padre e figlio).
CURIOSITA' Il film intitolato "Chicas y maletas" (Ragazze e valigie) che i protagonisti stanno girando è una sorta di parodia di "Donne sull'orlo di una crisi di nervi" del 1988. Per Pedro Almodóvar si tratta quindi di un'auto-citazione. Ad ispirare il titolo del film è "Viaggio in Italia" di Roberto Rossellini; per l'esattezza si riferisce alla sequenza del ritrovamento negli scavi archeologici di Pompei dei due cadaveri abbracciati colti dalla lava, vista da Lena e Mateo in un momento d'intimità. Il film è stato girato tra Madrid e le isole Canarie (Lanzarote in particolare).
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08.01.2010 13:13
Vorrei vederlo quanto prima perchè almodovar mi piace tantissimo!
08.01.2010 12:14
è un film che vedrò sicuramente...
08.01.2010 12:10
Adoro Almodovar, trovo che abbia un modo tutto suo di vedere il mondo, e al di là delle forzature credo che lo rispecchi benissimo nei suoi film. Questo mi manca, ho visto solo qualche scena, ma sicuramente lo vedrò, perchè ci sono sempre tante piccole citazioni, tante piccole ferite nascoste nei suoi film, e negli sguardi che descrive.