Opinione su "Luigi Pirandello"

pubblicata 13/09/2007 | critico1984
Iscritto da : 12/09/2007
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l'opera
lo stile

"pensiero e stile di pirandello"

Il pensiero pirandelliano si fonda sul rapporto dialettico vita e forma.
Da tale rapporto deriva il relativismo psicologico che si può svolgere in due sensi: quello orizzontale che riguarda il rapporto dell'individuo con gli altri, e in senso verticale che riguarda il rapporto dell'individuo con se stesso.
Per Pirandello gli uomini non sono liberi, ma sono nelle mani di un burattinaio invisibile e capriccioso (il caso). La società (oppure noi stessi) ci fissa in una forma (maschera) obbligandoci a muoverci secondo schemi ben definiti che accettiamo per pigrizia o per convenienza senza avere il coraggio di rifiutarli. Ma sotto l'apparenza della forma, il nostro spirito freme, perché vorrebbe esternare sentimenti ed impulsi che spesso sono in contrasto con la maschera che noi (o gli altri) ci siamo imposti.
Secondo Pirandello quando l'uomo scopre il contrasto tra la maschera e il volto può reagire in tre modi diversi. C'è la reazione passiva, la reazione ironica e la reazione drammatica.
La reazione passiva è quella dei più deboli che si rassegnano alla forma che li imprigiona, incapaci di ribellarsi o delusi dopo l'esperienza di una nuova maschera( Mattia Pascal nell'ultima parte del romanzo). C'è la reazione ironica di chi non si rassegna alla maschera, e visto che non se ne può liberare sta al gioco delle parti, ma con un atteggiamento ironico, aggressivo e anche umoristico come il protagonista de "La patente".
C'è infine la reazione drammatica, di chi si chiude in una solitudine disperata che lo porta all'alienamento della personalità, al suicidio o alla pazzia. È il caso di Vitangelo Moscarda nel romanzo "Uno, nessuno e centomila".
I personaggi pirandelliani sono impossibilitati a comunicare persino con se stessi e da ciò scaturiscono le reazioni prima descritte. Soltanto la pietà per l'uomo che soffre è il sentimento che salva lo scrittore da un pessimismo radicale.

Nello studio del Pirandello autore è importante analizzare la concezione dell'umorismo e della comicità.
Egli afferma che la comicità è l'avvertimento del contrario, mentre l'umorismo è il sentimento del contrario.
Lo scrittore stesso ci fornisce l'esempio di una vecchia signora che si tinge i capelli, si trucca goffamente e si veste come una giovane donna. La prima reazione nel vederla così conciata è quella di ridere, perché la vecchia si presenta come il contrario di quello che dovrebbe essere una persona della sua età. È appunto questo il momento comico, cioè l'avvertimento del contrario.
Dopo il riso istintivo interviene la ragione che, attraverso la riflessione, fa rendere conto all'osservatore del perché di un tale comportamento. Si comprende che quel modo di truccarsi è una sorta di auto-inganno: l'anziana signora ha paura della vecchiaia e crede di poterla allontanare.
All'avvertimento del contrario subentra il sentimento del contrario che è appunto l'umorismo.

lo stile
Lo stile e la scrittura di Pirandello sono di tipo ottocentesco: linguaggio burocratico e piccolo borghese, andamento regolare della frase, tendenza al ragionamento filosofico e alle elucubrazioni celebrali.
La materia narrata, sottoposta alla violenza dell'umorismo, appare costantemente deformata nel suo dato naturale.

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Commenti su questa Opinione

  • graur pubblicata 13/09/2007
    amo molto pirandello
  • bettygio pubblicata 13/09/2007
    complimenti
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Su Ciao da: 30/07/2002