Macbeth (Roman Polanski)

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La vita è una favola, raccontata da un idiota...

5  05.08.2005

Vantaggi:
ottima trasposizione del capolavoro scespiriano

Svantaggi:
da evitare se proprio Shakespeare vi fa schifo, e preferite il genere F . lli Vanzina .  .  .

Consiglio il prodotto: Sì 

emilyb

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Una giornata livida e nebbiosa, cielo e mare colore del piombo, una spiaggia deserta, le voci stridule dei gabbiani.
Entrano in scena tre streghe. Scavano una buca nella sabbia, vi seppelliscono una mano mozzata, pronunciano dei sortilegi.

"Quando ci rivedremo, noi tre, fra tuoni, lampi, e scrosci di pioggia?"
"Quando il tumulto sarà finito e la battaglia vinta e perduta "
"Quale il posto ?"
"Nella brughiera!"
"Per incontrarvi…MACBETH!"

Scozia, anno 1000

Di ritorno da una campagna vittoriosa contro il re di Norvegia, Macbeth e Banquo, valorosi generali di Duncan, re di Scozia, incontrano tre streghe, le quali profetizzano a Macbeth che diventerà signore di Cawdor , poi re di Scozia; e a Banquo, che da lui nasceranno dei re, anche se egli non lo sarà.

"Può il demonio dire la verità ?"

La prima parte della profezia si avvera: il Signore di Cawdor, accusato di tradimento, viene giustiziato e il suo titolo, per ordine del re, passa a Macbeth.
Profondamente turbato, egli si confida con la moglie, che lo esorta a mettere da parte ogni scrupolo e a far sì che anche il resto della profezia si avveri.

"Prendi l'aspetto del fiore innocente, ma sii la serpe che sta sotto…"

Mentre re Duncan è ospite nel suo castello, Macbeth lo uccide, e fa ricadere la colpa su due servi, che vengono da lui immediatamente giustiziati, perché non possano discolparsi.

"Qui dove siamo, i sorrisi nascondono i pugnali: più è prossimo il sangue, più è pronto a macchiarsi del nostro…"

I figli di Duncan, Malcom e Donalbain, temendo di fare la fine del padre, fuggono, il primo in Inghilterra, il secondo in Irlanda.

"Mi sembrò di udire una voce gridare: non dormire più, Macbeth ammazza il sonno… E continuava a gridare : non dormirai più, Glamis ha ucciso il sonno e perciò Cawdor non dormirà più, Macbeth non dormirà più "

Benché perseguitato dal rimorso, Macbeth diventa re, succedendo a Duncan. La profezia si è dunque avverata.
Per impedire che si avveri anche per Banquo, egli assolda due sicari, con l'ordine di uccidere l'amico e suo figlio Feance, che riesce tuttavia a mettersi in salvo.
Perseguitato dallo spettro di Banquo, apparsogli durante un festa, tormentato durante il sonno da allucinazioni che lo scuotono e gli impediscono di riposare,
Macbeth decide di consultare nuovamente le streghe, le quali gli dicono:
- di guardarsi da Macduff, barone di Fife.
- che nessun uomo partorito da donna gli farà del male.
- che egli non sarà vinto fino a quando la foresta di Birnam non si muoverà contro di lui fino a Dunsinane.


Macbeth fa uccidere la moglie e i figli di Macduff, il quale si è unito a Malcom per mettere assieme un esercito e muovere contro il tiranno.

"Come, non verranno mai pulite, queste mani ?…C'è ancora l'odore del sangue; tutti i profumi d'Arabia non basteranno a profumare questa piccola mano ! "

Lady Macbeth, persa la ragione, ossessionata dal sangue che crede imbrattarle le mani, e non venire mai via, si uccide.

Nascondendosi dietro i rami strappati alla foresta di Birnam, l'esercito di Malcom e Macduff, muove contro il castello di Macbeth.
Morto il sovrano, ucciso da Macduff, che era stato estratto coi ferri dal ventre di sua madre morta, Malcom diviene il nuovo re di Scozia.

Questa, a grandi linee, la trama.

Il film, del 1971, è il primo che Polanski girò dopo la strage di Bel Air, in cui sua moglie Sharon Tate fu uccisa, assieme al figlio che aveva in grembo, da Manson e dai suoi seguaci.
Si tratta di una trasposizione fedele, quasi da manuale, della tragedia scespiriana; chi si fosse aspettato (anche in virtù del fatto che produttore del film era Playboy), un'orgia di nudo e di sangue, sarà di certo rimasto deluso.
Tema centrale della tragedia è il delitto. Macbeth ottiene il trono compiendo un delitto, tanto più orrendo in quanto re Duncan è suo congiunto e suo ospite, l'ha ricoperto di onori, e si fida ciecamente di lui.
Poi, per conservare il trono, egli è costretto ad uccidere ancora: dapprima i due servi, testimoni del delitto, poi tutti coloro da cui si sente, direttamente o indirettamente, minacciato. Una spirale di sangue che cessa solo quando Macbeth stesso viene ucciso.
La violenza, la brutalità e il sangue sono sempre presenti, nel testo come nel film; ma mentre Shakespeare lascia alcuni delitti "offstage", cioè fuori scena, oppure li affida alle didascalie, Polanski non lascia nulla all'immaginazione.
Egli ci mostra il signore di Cawdor impiccato alla catena, Macbeth che pugnala re Duncan, i due servi imbrattati di sangue, l'assassinio di Banquo, la mattanza perpetrata nel castello di Macduff, e infine la testa mozzata di Macbeth, che rotola lungo le scale, zampillando sangue. Eppure, malgrado questo crudo realismo, non c'è, nel film, alcun compiacimento della violenza; la cinepresa non indugia mai sui corpi massacrati, lordi di sangue; e l'orrore appare come qualcosa di naturale, facente parte della realtà, del quotidiano.
Questa abilità, da parte di Polanski, nel dosare l'orrore, è, a mio avviso, uno dei punti di forza del film; un altro è rappresentato dalle scenografie, colme di atmosfera e di suggestione, e dalla perfetta, accuratissima, ricostruzione storica e ambientale, sia negli esterni, che negli interni.
Un realismo, una cura dei particolari, che affascina e stupisce.
Non dimentichiamo che la tragedia di Macbeth, rappresentata per la prima volta nel 1606, si riferisce ad una vicenda accaduta, in Scozia, nell'anno 1000, cioè in un'epoca in cui la nobiltà scozzese era composta di uomini dalla tempra rude, che passavano gran parte della loro vita in guerra, e abitavano in dimore abbastanza tetre e scomode, prive di sfarzo e di lusso.
Uomini avvezzi alle intemperie, al freddo, alla polvere e al fango…
Così nel film, gli abiti e i mantelli strisciano nei cortili fangosi, dove razzolano oche e galline, e dove cani e porci sguazzano nelle pozzanghere. E se re Duncan viene fatto dormire in un letto, Banquo e suo figlio dormono, nudi, nella paglia, alla stregua dei servi, mentre torce fumose illuminano stanze fredde e disadorne.
Esiste un film, girato negli anni '70, dove non ci sia almeno una scena di nudo ? Credo di no. Così Lady Macbeth si aggira, nuda, per le stanze del castello, in preda alla follia e al sonnambulismo, e questa sua nudità la fa apparire ancora più fragile e indifesa, lei che era stata, da principio, così fredda, risoluta e volitiva.
Un mutamento causato dalla solitudine, dall'abbandono da parte del suo uomo, che ormai privo di scrupoli, e ferocemente determinato ad andare sino in fondo, non ha più bisogno di lei, dei suoi consigli, dei suoi incoraggiamenti.
Dopo la morte per suicidio, ella riceverà, da parte del marito che tanto amava, e da cui era riamata, un ultimo pensiero, poco prima che anch'egli incontri la morte per mano di Macduff:

"Spegniti, spegniti, breve candela!
La vita è solo un'ombra che cammina,
un povero attorello, che si dimena,
tutto tronfio sulla scena, durante la sua ora,
e poi non se ne sa più nulla:
è un racconto narrato da un idiota,
pieno di clamore, e di furia,
che non significa nulla "

Semplicemente sublime.
Jon Finch è Macbeth e Francesca Annis è lady Macbeth.
All'epoca del film avevano, rispettivamente, 29 e 26 anni. Una scelta coraggiosa, quella di Polanski, che tuttavia si dimostra perfettamente azzeccata: entrambi giovani e piacenti, da principio suscitano quasi tenerezza,
per il forte legame che li unisce, per la mancanza di figli, che fa sì che Lady Macbeth sia, per il marito, moglie e anche un po' madre: è lei che lo rassicura, che lo rimprovera quando gli manca la volontà, che lo incoraggia quando si sente perduto.
Quando il legame fra loro si indebolisce, Lady Macbeth si sente inutile, e, sopraffatta dal rimorso e dai sensi di colpa, prima impazzisce, poi si uccide.

Assolutamente perfetto anche il resto del cast, composto interamente da attori inglesi che, come si sa, sono i migliori al mondo, e diventano mostri di bravura quando recitano Shakespeare.
Voto: 9

Anno: 1971
Regia: Roman Polanski
Genere: drammatico
Vietato: 14
Durata: 141'
Interpreti: Jon Finch (Macbeth), Francesca Annis (Lady Macbeth), Terence Bayler, Stephan Chase, Noel Davis Andrew Laurence, Richard Pearson, John Stride, Nicholas Selby, Martin Shaw.
Fotografie per Macbeth (Roman Polanski)
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Commenti su questa Opinione
vipvip1

vipvip1

24.09.2005 11:12

Opinione da cui trapela una grande cultura. Il film lo devo recuperare, ma non saràcosì difficile.

tiz-taz

tiz-taz

17.09.2005 19:33

Me lo sono perso... ma devo assolutamente rimediare.. da come ne parli mi sembra assolutamente da vedere... soprattutto se considero quanto amo le versioni cinematografiche delle opere di Shakespeare... quelle di livello almeno... come quelle dirette da Zeffirelli o da Branagh. Baciaooooo

Ciobin

Ciobin

29.08.2005 16:33

davvero complimentoni per l'opinione

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