Mafia: The City of Lost Heaven (PC)

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Mafia: The City of Lost Heaven (PC)

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Opinione Diamante

Effetti speciali all'apice della perfezione

5 19 Nov 2002

Vantaggi:
Realizzazione tecnica, ambientazione storica, atmosfera irripetibile

Svantaggi:
Dettagli grafici marginali, esosità nei requisiti

Consiglio il prodotto: Sì 

francoesploratore

Su di me:

Iscritto da:19.05.2001

Opinioni:164

Fiducie ricevute:150

In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 42 utenti Ciao

Come si può definire il “bello” in relazione ad un prodotto dell’Arte del videogioco? In modo molto difficile. Eravamo agli albori dei personal computer, e ai tempi si giocava a Civilization, a Monkey Island e a SimCity. Oggi di questi giochi tutto potremmo dire fuorché siano belli. Eppure divertivano, come nessun’altro successore esteticamente più apprezzabile sarebbe poi riuscito a fare. Non so perché: sarà stata la stupefazione per quella nuova meravigliosa invenzione, sarà il mondo dei videogiochi oggidì sicuramente troppo inflazionato e violentato, o sarà stata l’estrema semplicità e la mancanza di ogni presunzione, o ancora la mancanza di altri mezzi per sorprendere (né colonne sonore straordinarie, né grafiche da urlo, né trama cinematografica).

Di giochi in grado di sposare sia la vocazione del divertimento, sia quella della qualità tecnica, arrivando all’eccellenza sotto ogni aspetto, ve ne sono però ben pochi. Ho fatto un rapido calcolo tra i titoli degni di questa nomea dal 16 bit in poi, e ne ho contati appena quattro: Operation Flashpoint, Half Life, Tomb Raider 1 e Grand Prix 2, oltre a quelli già citati, cioè mediamente uno ogni 1,5 anni. Qualcun altro potrebbe citare titoli diversi, ma difficilmente in numero superiore. Ora, Operation Flashpoint è uscito da ormai 17 mesi, e statisticamente dovremo essere quindi vicini all’uscita di una nuova pietra miliare del videogioco... a cosa vi può far pensare tutto questo preambolo?

Mafia – The City of Lost Heaven è, in termini assoluti, il gioco migliore che abbia mai visto (il soggetto è “io”, ma mi permetto di aggiungere “il mercato videoludico”). Poi, relativamente ad altri capolavori già menzionati, il confronto è arduo, perché Mafia ha dalla sua una considerevole evoluzione tecnologica.

Il gioco è riuscito a far parlare di sé già ben prima dell’uscita. Alcuni dei nostri savi e benpensanti politici, appartenenti più o meno ad ogni schieramento politico, semplicemente attratti dal nome decisamente provocante, hanno alzato il solito polverone per l’ennesimo diporto “diseducativo”, che porta i nostri giovani “a uccidere i genitori” e così via. Ora, a parte il fatto che queste barbare frettolose messe alla gogna costituiscono poco più di un alibi per una società ormai in uno stato di decadenza morale sempre più profondo, credo che dei cosiffatti esseri dimostrino una volta di più tutto il vuoto spinto presente nelle rispettive scatole craniche: innanzitutto perché il gioco probabilmente non lo hanno mai visto, anzi sicuramente, perché quelle dichiarazioni sono precedenti all’uscita, in secondo luogo perché annunciando delle così brillanti proposte di censura urbi et orbi, altro non si fa che pubblicità per prodotti “potenzialmente” nocivi.

Ma tralasciamo ciò che non compete a questa categoria. L’installazione del gioco è piuttosto lunga, data la quantità colossale di dati da trasferire dai ben tre CD-ROM presenti nella confezione. Mafia occupa, infatti, la bellezza di 1,4 GB, e non vi è possibilità di personalizzare l’installazione. Nel frattempo, però, potremo fare la prima conoscenza dei biechi figuri che animeranno in seguito la trama, le cui facce scorreranno sullo schermo durante il processo di set-up.

Avviando per la prima volta il gioco, si rimane subito positivamente impressionati dalla gradevolezza grafica dei menu di scelta, e dell’eccellente qualità musicale, ovviamente tutte le musiche arieggiano ai veri brani d’epoca in cui il gioco è ambientato. La struttura di fondo non è nuova: Mafia è infatti parente della trilogia di GTA (tra l’altro il secondo capitolo è stato realizzato dalla stessa software house) e dei due Driver, anche se ovviamente nessuno di questi titoli è in grado di reggere il confronto. Insomma, costituisce un eccellente connubio tra simulazione di guida e sparatutto in terza persona, con forte componente d’azione.

Mafia è ambientato a Lost Heaven, città fittizia che riprende elementi caratteristici di una tipica metropoli statunitense, durante gli Anni ’30.

Già dalle prime battute traspare la grande vocazione cinematografica del prodotto: giocando a Mafia si respira infatti la stessa atmosfera di un film di Coppola o Scorsese, o del Padrino di Puzo, o ancora gli Intoccabili di De Palma. Gli sviluppatori non nascondono la discendenza di Mafia da questi capolavori letterari o cinematografici, anzi fanno notare come siano stati i loro modelli ispiratori principali per lo sviluppo del videogioco. La trama, per quanto nulla di geniale e particolarmente innovativo, costituirà uno degli aspetti fondamentali del gioco: a prova di ciò quasi tre ore di filmati d’intermezzo.

L’intreccio è innescato da un flash-forward: siamo nel 1938, a Lost Heaven, USA, e il nostro alter-ego virtuale, Tommy Angelo, nome chiaramente folkoristico come, d’altronde, tutti gli altri, comincia a raccontare ad un ispettore di polizia quella fortuita serie di contingenze che lo hanno portato a scalare le vette della malavita organizzata locale. Ripercorreremo quindi tutta la nostra carriera criminale, cominciando da quella notte in cui, miseri tassisti, caricammo a bordo due picciotti di una delle gang cittadine impegnati in una sparatoria con una gang rivale. Comincia così la prima missione. Seminati gli inseguitori, verremo adeguatamente retribuiti da Don Salieri, che ovviamente è il boss: da quel momento saremo imprescindibilmente legati alla sua associazione criminosa e, non ostante i rimorsi iniziali, impareremo presto a sparare caramel... ahem, il gergo mafioso ha contagiato anche il sottoscritto.

Il gameplay vero e proprio conosce due distinte fasi: la prima al volante, la seconda a piedi, invero questa è predominante. Per controllare i movimenti del personaggio appiedato e l’utilizzo di armi e oggetti, esattamente come in un gioco d’azione in terza persona, dovremo utilizzare il mouse, mentre la fedele tastiera o, meglio ancora, un joystick (eccellente il supporto Force Feedback), ci assisterà nelle fasi di guida.

Saremo impegnati in ogni tipo di missioni, sempre varie e divertenti: inseguimenti, sparatorie, attentati dinamitardi, riscossioni del pizzo, e tutto il resto dal campionario di un vero mafioso italoamericano. La curva di difficoltà è calibrata ottimamente, e le missioni diverranno via via più complesse ed interessanti, ma sempre con gradualità. In tutto sono venti, in effetti non tantissime, anche se molto lunghe e composte di vari sottolivelli. Mafia non ci vedrà impegnati unicamente nei soliti banali scontri armati, come si potrebbe immaginare: in una missione, ad esempio, dovremo sostituire un pilota dileguatosi ad una gara di corse automobilistiche locale, gareggiando sui tipici bolidi dell’epoca, pallottole difficilissime da controllare e con freni irrisori. Anche la tattica e la strategia saranno importanti: in un’altra missione, una tra le più avvincenti, dovremo trovare il modo (ovviamente non lo svelo) di infiltrarci disarmati, e senza invito, sul battello a vapore affittato dal sindaco della città per festeggiare il suo compleanno, per poi trovare un’arma e ucciderlo durante il discorso di ringraziamento tra decine di invitati, e sparire via mare nella concitazione generale. In una terza missione, per ricuperare delle casse che c’interessano nell’imbarcadero cargo della città, dovremo insinuarci tra gli scaricatori di porto (alcuni girano anche qui su Ciao) e lavorare un bel po’ a spostare merci di qua e di la, per poi approfittare di un momento di calma e fuggire con il carico. E questo solo per fornire qualche idea, avremo a che fare con le situazioni tra le più varie ed coinvolgenti, sempre divertenti e mai tedianti. Quello che potrebbe frustrare è la mancanza della possibilità di salvare la partita in ogni momento: più di una volta potrebbe infatti capitare di ripetere fino alla nausea alcuni passaggi particolarmente complessi sin dall’inizio. E finita una missione, potremo recarci da Luca Bertone, il carrozziere “ufficiale” del Don Salieri, che ci insegnerà a depredare le ultime novità del mercato automobilistico.

Lost Heaven è ricreata in modo impressionante: ben 12 kilometri quadrati di strade, vicoli, palazzi, ponti, sottopassaggi, autostrade completamente esplorabili a piacimento. La città avrà tutti i tipici quartieri che si potrebbero trovare in una città statunitense: Chinatown, Little Italy, dove avremo la nostra base, la Downtown, una Central Island sulla falsariga di Manhattan, il quartiere collinare di Oak Hill, con le sue sontuose ville, il Distretto Industriale; una rete di trasporto pubblico, con la ferrovia sopraelevata e i caratteristici cablecars (cioè i tram a cremagliera) di San Francisco. La musica di sottofondo cambierà a seconda del quartiere e, a riprova che, in Mafia, nulla è lasciato al caso, a Chinatown, ad esempio, potremo passeggiare tra tizi dai tipici tratti somatici asiatici, così come Little Italy è infestata di insegne di ristoranti italiani.

La grafica è eccellente per le automobili, straordinariamente ricreate in ogni dettaglio, e per gli interni degli edifici, incredibilmente realistica per i volti dei personaggi, poco più che discreta invece per gli ambienti esterni, dove il giocatore ha ancora l’idea di camminare sopra un binario obbligato, e con una vaga impressione di rigiocare ai vecchi coin-op stile Daytona. Anche la fisica è sbalorditiva: il controllo delle automobili è infatti determinato da ben 100 diversi parametri, mai è stato raggiunto un numero così alto. Ogni automobile, in tutto sono ben sessanta, ha le sue caratteristiche e prestazioni diverse, e la differenza tra guidare un bolide come la Celeste Marque e il camion portuale si sentirà eccome. Ovviamente, svolgendosi la storia nell’arco di otto anni, dal 1930 al 1938 (con epilogo negli Anni ’60), le automobili che circoleranno varieranno sensibilmente e risentiranno dello sviluppo tecnologico nella forma e nelle prestazioni. I mezzi rappresentati sono tutti fittizi per chiari motivi di diritti d’autore, anche se si può leggere tra le righe il nome del corrispettivo reale: le Bolt ad esempio sono le Ford (le Bolt Ace rappresentano le famose Ford Model “T”), le Lassiter sono le Cadillac, le Cesar Mostro le Alfa Romeo, la Carrozzella è la ricostruzione di una Bugatti da competizione, la Celeste Marque 500 è la famosa Mercedes 500K e così via.

Perfetta l’ambientazione storica: ogni edificio, pur non rappresentando alcun palazzo reale, è stato ricostruito partendo da immagini, progetti e fotografie dell’epoca. L’abbigliamento, il mobilio, le pettinature dei personaggi (per quanto virtuali ho il coraggio di chiamarli così): tutto risponde al periodo di ambientazione. Le automobili sono molto “pesanti” nel controllo, difficili da controllare, lente (molte raggiungono a malapena i 120 km/h), fragilissime (ogni tamponamento, ogni più piccolo impatto sarà realisticamente accusato dall’automobile).

Come si può ben immaginare, Mafia è alquanto esigente in fatto di richieste hardware (sic!). I requisiti minimi recitano: CPU Pentium III 500 Mhz, RAM 128 Mb, scheda grafica 24 Mb VRAM. Questa configurazione mi sembra assolutamente ridicola: io, con un processore a frequenza doppia rispetto a quella minima e con il doppio di memoria RAM accuso ancora qualche decadimento del frame-rate, soprattutto in fase di guida.

Insomma, Mafia è un gioco che come pochi riesce a proiettare direttamente il giocatore nell’azione e nella perfetta ricostruzione scenica (sì, lo ripeto, sarò sfacciato ma per me questo capolavoro merita il linguaggio cinematografico). Questi sono gli "effetti speciali" di Mafia. Entrare nel vivo della storia, respirare un'atmosfera irripetibile, come nessun altro videogioco è riuscito a fare: la grande dote della reincarnazione di esseri umani in poligoni virtuali. I quattro anni impiegati per lo sviluppo di questa opera d'Arte sono quindi stati spesi bene. E tutto questo ad un prezzo notevolmente più basso della media: 37 euro.

http://mafia.cidiverte.it
http://www.mafia-game.com
 

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Commenti su questa Opinione
arashi

arashi

26.09.2007 07:42

Ottimissima opinione.

Vellutino81

Vellutino81

03.07.2007 22:05

Un'opinione e descrizione davvero d'autore! Bravo!

Inti

Inti

24.03.2007 18:36

opinione da manuale. Ciao

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