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1 Stella L'inquietante caso di Fondi. Storia di mafia e dintorni! Opinioni con immagini
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Vantaggi La caparbietà del suo prefetto, e dei suoi cittadini

Svantaggi Lo Stato Italiano che non ha saputo fronteggiare una brutta storia di mafia.

L'autore

mafaccialei Dal 28 feb 2007

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Se siete delle persone che si informano come me in internet sulle notizie quotidiane, avrete sicuramente anche voi, fatto caso che, soprattutto in questi ultimi mesi, spesso e volentieri, i siti dei quotidiani online parlano della “situazione di Fondi”. Diciamo che le notizie in proposito, nei mesi estivi, erano diventate pressoché quasi quotidiane. Una più inquietante dell’altra. L’informazione globale parlava di una situazione del tutto fuori controllo, incolpando di tutto ciò il governo attuale, che, a detta della maggioranza dei commentatori, non è stato in grado di fronteggiare la mafia della zona. Questi sono motivi del contendere che spesso sono girati sui siti online:
  • un intero Comune in mano alla mafia.
  • Un sindaco costretto alle dimissioni.
  • Richiesta da parte di un Prefetto del commissariamento del Comune stesso.
Caspita!!

Anche se rimanevo colpita, da questa ridda di notizie e di smentite, non essendo a conoscenza completa del problema, non avendolo seguito dall’inizio, non riuscivo a capire totalmente di che cosa stessero parlando. Tanto che, ad un certo punto, mi sono limitata a leggere solo i trafiletti e ad ignorare le notizie complete, che lette così, senza una conoscenza approfondita della situazione, mi dicevano ben poco!

Ci voleva tempo, per capire. Soprattutto per arrivare al nocciolo, era necessario partire da “Adamo ed Eva”, almeno nel mio caso, che fino a poco tempo fa, non sapevo nemmeno dove fosse ubicata questa cittadina.

Così una sera, di fronte ad un nuovo corposo volume di notizie fornite da tutti i siti internet, ho deciso che fosse ora di fare una ricerca completa sulla città e sul “bubbone” divenuto da tempo argomento scottante e ampiamente discusso da tutti!

Accantonata l’idea di piazzarmi, come mio solito, con un libro in mano in poltrona, come facevo da mesi per passare la serata, mi sono detta che era tempo di porre rimedio alla mia ignoranza, sulla questione della città di Fondi.

Con santa pazienza, sono andata in Google e, grazie al loro motore di ricerca che offre pagine e pagine di approfondimenti di tutti i generi su questa cittadina, e alle notizie che mi arrivano giornalmente dal sito di Italia dei Valori, sono riuscita ad arrivare al bandolo della matassa.

Pazientemente mi sono salvata tra i preferiti del browser, circa una quarantina di link che parlavano di questa città. Pian piano ne è venuto fuori un “puzzle” che, all’inizio aveva una serie di tasselli mancanti, quelli se vogliamo più importanti, ma che alla fine, trovato il bando della matassa, mi hanno permesso di ricostruire - in modo abbastanza soddisfacente - tutta la vicenda. Partendo dagli albori.

In questa storia c’è tanto di buono. Con i suoi cittadini, per esempio, che con caparbietà hanno fatto in modo che almeno tutti i giornali parlassero di loro e del luogo in cui vivono. E purtroppo a far da contraltare, c’è un vissuto fatto anche di arroganza, di supremazia e sopraffazione, di clientelismo politico, di corruzione mafiosa, giunta, ahimé, ai massimi livelli!

Ho deciso di raccontarvela, portandovi a conoscenza tutte le informazioni che compongono il “puzzle” che sono riuscita a mettere assieme.

Come ogni storia che si rispetti, per prima cosa, forse è opportuno incominciare da qualche cenno di geografia e storia, e via-via raccontare anche il resto, in quanto proprio dalla posizione geografica di questo luogo e la sua storia antica, si è arrivati alle motivazioni del “bubbone” attuale.

Mi auguro di non annoiarvi troppo con questo racconto.

Fondi: alcuni cenni geografici.

Fondi è una cittadina antichissima della provincia di Latina, che si trova a metà strada fra Roma e Napoli, in perfetta posizione strategica tra queste due importantissime città italiane. E’ stata costruita sull’antica via Appia, attraversata da nord a sud dai romani che la percorrevano in lungo e in largo, come punto nevralgico per il loro sviluppo economico, e, fin dagli albori ne ha subito approfittato ponendosi subito al centro di un rigoglioso commercio e diventando potenzialmente strategica in diverse attività imprenditoriali di scambi commerciali e di produzione agricola.

E’ adagiata in una zona pianeggiante che ha lo stesso nome (la piana di Fondi). Circondata dai Monti Aurunci e Ausoni, si affaccia sul lato meridionale del Tirreno. Lungo la costa, in un’area suggestiva che è stata definita monumento naturale, si apre il lago costiero omonimo, dalla caratteristica forma a mezzaluna e collegato al mare tramite due canali, il Sant’Anastasia e il Canneto: l’alternanza delle maree fa sì che in alcuni momenti il Tirreno invada il bacino del lago, determinando un continuo ricambio tra acque dolci e salate.

Innegabile che queste caratteristiche così suggestive della zona, ne facciano, fin dall’antichità, anche un luogo di turismo particolarmente rinomato, dovuto soprattutto ai particolari reperti archeologici che si possono trovare, nel Parco Naturale dei Monti Aurunci con i vecchi tracciati della Via Appia Antica, i suoi fortini, l’orto botanico e i sentieri che portano ad itinerari molto suggestivi in mezzo alla natura e alla ricerca di borghi molto particolari, quali ad esempio “il Paese della Longevità”.

Come se tutto ciò non fosse abbastanza, la cittadina, che dista poche decine di chilometri dal mare, è anche una località costiera con il suo paesello Marina di Fondi, dove, al riparo di calette e di piccole insenature naturali con spiaggia, i turisti possono godere di queste meraviglie, in un clima tipico mediterraneo, con temperature miti ideali per i mesi estivi e per passeggiate primaverili e autunnali.


Insomma, dal punto di vista paesaggistico non manca proprio niente a questa ridente cittadina laziale! Nemmeno un castello maestoso (il Castello Baronate del XIV secolo), fatto costruire da Onorato Caetani sulle preesistenti mura romane che, in seguito, divenne sede della corte di Giulia Gonzaga, frequentata da artisti e letterati del Cinquecento. Vero simbolo della città, oggi il maniero ospita il Museo Civico.

http://www.ilturista.info/guide.php?cat1​=4&cat2=8&cat3=7&cat4=21&lan=ita
http://www.flickr.com/photos/troise/sets​/72157609645486894/detail/
http://www.flickr.com/photos/troise/sets​/72157609645486894/detail/?page=2
http://www.informavacanze.it/offerte/Fon​di_latina.php#
http://www.settemuse.it/viaggi_italia_la​zio/latina_fondi.htm

Alcuni cenni delle sue origini antiche.

Se già la parte geografica di Fondi, ha una rilevanza molto particolare, il profilo storico rende questa cittadina ancora più accattivante ed intrigante.

Pare che i primi reperti storici facciano risalire la sua nascita, addirittura al Neolitico. Anche se, le prime abitazioni, furono erette nel decimo/undicesimo secolo a.C. Come dicevo innanzi, la zona era al centro di un’intensa rete commerciale e rilevante per le sue attività agricole. Già vi erano presenti, all’epoca, alcune tecniche molto particolari per l’uso in agricoltura. Per quell’epoca si può dire che fosse un luogo all’avanguardia, in alcune attività del settore agricolo.
Ecco le notizie che ho trovato su internet.

“La città subì influenze elleniche (legate alla colonizzazione delle coste meridionali italiane da parte della civiltà greca), nonché etrusche. Dopo la caduta dell’Impero Romano fu flagellata da diverse invasioni barbariche e assoggettata (VIII sec.) ai bizantini. Fu contea normanna con la famiglia dell’Aquila e passò nel 1327 ai Caetani, che le assicurarono potenza e prosperità. Nel 1378 vi si tenne il Conclave scismatico col quale fu eletto l’antipapa Clemente VII, contrapposto al pontefice Urbano VI. Alla fine del XV sec. la contea fu assegnata a Prospero Colonna, il cui figlio Vespasiano si unì in seconde nozze nel 1527 con l’adolescente figlia di Ludovico Gonzaga: Giulia. La figura della giovanissima contessa venuta da Mantova, dotata di intelligenza acuta e di straordinaria bellezza, rimasta prematuramente vedova e senza figli propri, è legata ad un periodo di grande splendore culturale per la città di Fondi, la cui corte fu meta dei più illustri personaggi del Rinascimento.

Nel Medioevo fu distrutta per mano dei Longobardi, e contesa alla Chiesa da Federico II e Manfredi, passò nelle mani d'importanti famiglie: La costruzione del castello venne iniziata nel 1319 insieme con la ristrutturazione della cinta muraria (della quale se ne possono ancora scorgere alcune parti)
da Roffredo III Caetani che voleva farne il centro della sua signoria, contestualmente ad esso fu eretto il Palazzo Baronale, utilizzato come elegante abitazione,collegato al castello con un passaggio. La famiglia Caetani ebbe un ruolo rilevante nella città, fu infatti sotto la protezione di Onorato Caetani che nel 1534 venne eletto a Fondi l'antipapa (scisma d'occidente) Clemente VII , la città acquistò così l'appellativo di ''città di Satana'' in quanto fu nelle sale del castello che il 20 settembre si riunì il conclave di cardinali che portò a tale elezione. Nel 1504 il ducato passò ai Colonna e poi ai Gonzaga.”

http://www.icastelli.it/regioni/lazio/la​tina/fondi.htm
http://www.eventiesagre.it/citta_Fondi/_​Fondi.html

La cultura. Le manifestazioni che si svolgono annualmente e le iniziative positive dei suoi studenti.

A luglio si è svolta l’annuale kermesse di 8 giorni, che promuove Fondi a Capitale della Cultura nel Sudpontino.La Settimana Culturale Fondana, si caratterizza ogni anno, con l’imbarazzo della scelta riguardo nelle possibilità culturali nel suo panorama di offerte diversificate. Nella splendida cornice del Castello la personale sono presenti infatti mostre di pittura di artisti locali; la presentazione del Progetto del Centro Commerciale Naturale di Fondi. Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra il Comune di Fondi e l’Associazione “Appio Claudio” e vede il coinvolgimento della Camera di Commercio e Conf-commercio di Latina.
Fondi ha istituito un bando regionale con il quale ha proposto lo shopping nel centro storico, e quindi una struttura di grande valore, accogliente, con boutique, negozi, ristoranti ed esercizi di forte individualità, capaci di accogliere visitatori esigenti, dedicando loro un programma di accoglienza ed eventi legati alle tradizioni ed al folklore locale.


In contemporanea, sono andati in scena concerti-recital con la partecipazione di soprani, direttori d’orchestra e attori. Infine, i visitatori hanno potuto assistere all’esibizione di band locali e all’allestimento di tutte le altre mostre permanenti settimanali: quella di artigianato artistico, la mostra fotografiche nei vicoli del centro storico, l’esposizione di stampe antiche
Anche dal punto di vista culinario, i visitatori hanno potuto assaggiare vari piatti dall’antipasto al dolce grazie agli stand eno-gastronomici allestiti nel percorso naturale del centro storico.

http://www.prolocofondi.it/archivio/2009​/07%20LUGLIO%202009/SettimanaCulturaleFo​ndana2009.html


Fondi incontra il Mondo. Musica e cultura dei popoli del Mediterraneo : Fondi (LT) – Lazio

Nel mese di luglio a Fondi si è svolta un’importante manifestazione culturale che si chiama “Fondi incontra il Mondo” giunta alla sesta edizione. Vi riporto alcuni spezzoni del trafiletto che ne parla: “Organizzata dall’Associazione “Radici mediterranee” con il patrocinio della Regione Lazio, e l’assessorato al turismo del comune di Fondi, della Provincia di Latina, Parco Monti Aurunci, Riviera d’Ulisse, fa parte degli eventi dell’estate fondana ma ha sviluppato sin dall’inizio un proprio indirizzo artistico, fatto di suoni e culture multietniche.
Durante l’incontro sono state allestite alcune mostre multi temi di foto e pittura. La Tar Music di Roma, già presente nelle passate edizioni curerà l’esposizione di strumenti musicali orientali con stage di percussioni. La musica resta, comunque la colonna portante di tutto l’evento.
L’atmosfera multietnica sarà ricreata anche dai profumi del cibo africano del centro culturale Baobab di Roma e dai colori dell’artigianato.
Amnesty International, Emergency, Tetezanda Onlus, Erythros, Murales presenti sul nostro territorio contribuiranno come sempre per la riuscita dell’evento.
Radici mediterranee deve il nome a quella parte del mondo che è il Mediterraneo da sempre crocevia di scambio tra i popoli.
La finalità della manifestazione è favorire proprio lo scambio culturale tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, il resto dell’Africa e il mondo. Poiché proprio lo scambio favorisce il rispetto, la curiosità, la pace e l’arricchimento reciproco dei popoli stessi.”

http://www.comunitalia.eu/musica/lazio/l​atina/comune_fondi/fondi_incontra_il_mon​do_musica_e_cultura_dei_popoli_del_medit​erraneo.htm

Lodevole iniziativa sociale degli studenti

Sul sito internet dell’associazione per la ricerca sulla fibrosi cistica, vi è un trafiletto in cui si racconta di come gli studenti delle medie ed elementari di Fondi, si siano aggiudicati il primo e il terzo premio per una presentazione che hanno fatto per promuovere delle attività di solidarietà nei confronti della Fondazione stessa, la quale ha reclutato i ragazzi stessi come “nuovi talenti per la comunicazione”. Tutto ciò è valso anche come encomio di merito alla organizzatrice di tale evento, la dottoressa Angela Carnevale. Questa storia ci racconta l’interesse sociale meritorio di questi ragazzi che pur abitando in una città che sui principali media, viene additata per episodi davvero inquietanti, ci fanno capire che il tessuto dei suoi cittadini, nonostante tutto è rimasto sano nell’animo!

http://www.fibrosicisticaricerca.it/Fond​azione/Eventi-sociali/2009/Eventi-2009/I​nventa-uno-spot-e-sostieni-la-Ricerca--F​C-Concorso-per-gli-alunni-delle-scuole-e​lementari-e-medie--di--Fondi-LT

http://www.fibrosicisticaricerca.it/News​/Eventi-sociali/Gli-studenti-di-Fondi-La​tina-in-gara-per-nuove-idee-per-la-comun​icazione-della-Fondazione

Le attività produttive della zona.

Le attività principali della zona, sono tutte collegate fra loro e hanno le loro peculiarità nello sviluppo del mercato ortofrutticolo, la produzione agro alimentare di prodotti tipici locali della zona, di cui vini locali, ortofrutta, formaggi tipici, ed insaccati, che si possono considerare le eccellenze produttive del comprensorio di Fondi.
Una delle principali peculiarità dell’agricoltura a Fondi è rappresentata da una tipologia intensiva delle colture, in grado di svilupparsi su una proprietà molto frammentata, e l’amministrazione comunale è impegnata a realizzare una programmazione ed una pianificazione urbanistica, mirate a favorire uno sviluppo equilibrato delle attività economiche e produttive, salvaguardando le potenzialità naturalistiche, del patrimonio storico, ambientale, archeologico.

“Manifestazione importantissima della zona è la fiera agro-zootecnica del commercio, turismo e
artigianato della città di Fondi, che ogni anno si svolge a fine giugno, che negli anni ha ottenuto un notevole successo.

L’iniziativa, come previsto, ha replicato il successo degli anni precedenti. L’area del Campo Boario, presso il nuovo mattatoio comunale, ha ospitato l’importante manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione La Conca d’oro. Tra le cui finalità sono annoverate la ricerca e la promozione dei prodotti tipici della piana di Fondi, cittadina importantissima per il mercato agro alimentare, tra i maggiori in Europa.

Patrocinatori dell’iniziativa sono state la presidenza del Consiglio regionale del Lazio e l’assessorato al turismo e alle attività produttive del Comune di Fondi.
La fiera agro-zootecnica - sottolinea l’assessore alle attività produttive Marco Carnevale - si pone nell’ambito degli indirizzi di questa amministrazione comunale, consapevole dell’enorme importanza che il settore riveste per l’economia di Fondi e del comprensorio.
Tale ambito ha rivestito ancora una volta un’occasione basilare per riproporre l’esigenza di un piano d’azione orientato a favorire l’accrescimento della competitività del sistema economico e produttivo della filiera agro-zootecnica nell’ambito della provincia di Latina . Alla quarta edizione della fiera sono stati presenti oltre un centinaio di espositori, provenienti anche da diverse regioni del nord e del sud d’Italia, nei settori dell’agro-zootecnia, del commercio, del turismo e dell’artigianato.
Da sottolineare la presenza dell’Unione coltivatori italiani, organizzazione da sempre radicata nella zona, rappresentando un affidabile punto di riferimento. Oltre ai numerosi operatori del settore e dell’indotto che hanno esposto i propri prodotti, la fiera ha rappresentato un momento importante per una puntuale riflessione da parte delle istituzioni pubbliche e delle organizzazioni di categorie sulle vicende e sui problemi legali al comparto. Occorre un efficace progetto industriale per favorire lo sviluppo e la valorizzazione della produzione zootecnica nelle sue diverse specialità, con l’attribuzione di marchi di identificazione riconosciuti ad una filiera di produzione controllata nelle sue diverse fasi, fino alla distribuzione finale - ha ribadito l’assessore Carnevale. I visitatori della fiera hanno apprezzato soprattutto gli stand dell’artigianato locale e dei prodotti eno gastronomici tipici del comprensorio fondano.”

Tratto da http://www.agricolturamoderna.it/index2.​php?option=com_content&do_pdf=1&id=101

Le prime infiltrazioni mafiose. Piatto ricco mi ci ficco!

E adesso cominciamo con la trattazione delle “dolenti note” che riguardano la storia di questa cittadina laziale.

Antonio Persia, cittadino di Fondi, fornisce nel suo blog su splinder la sua versione dei fatti. Una storia dalle antiche origini, dovute al suo passato, alla sua posizione geografica e alle mire di vari conquistatori che nei secoli, e fino ai giorni nostri, hanno voluto dettare la loro supremazia sulla cittadina e la popolazione di Fondi.
“La leggenda vuole, sia stata fondata da Ercole nel IV secolo a.C. molto tempo prima che Roma pronunciasse i suoi primi vagiti.
Dalle Mura ciclopiche al Castello Baronale, dalle chiese romaniche ricche di opere d'arte, tutta la città parla di storia, religione, antiche vestigia e notevoli ricchezze naturali.
Feudo di proprietà via via di svariate famiglie nobili, italiane e straniere, Fondi non è stata mai libera dal giogo dei Signorotti e degli affaristi di ogni risma e colore.
Sconquassata dalla spagnola agli inizi del secolo scorso e irreggimentata dal Fascismo, Fondi ha sempre mantenuto fede all'organizzazione medievale dove ognuno doveva stare al suo posto, nessuna eccezione.
Pochissime famiglie tentarono di scardinare questa feudalità fuori dalla Storia.
Il sindaco Errico Monforte, che aveva cambiato il volto urbano pavimentando il centro storico con lastroni di pietra per eliminare lo scempio del fango nei frequenti periodi di pioggia, che aveva sfamato a spese proprie la popolazione decimata dalla spagnola, aprendo i suoi granai di famiglia, fu deposto dai fascisti nel 1922, cancellando quella stagione straordinaria e tragica.
I fascisti di Fondi non erano altro che un gruppo di capetti locali, tronfi e sbruffoni, sfruttatori di professione prezzolati dal Regime, semplicemente per mantenere immutati i rapporti di forza nella Piana, sottoponendo la popolazione a soprusi e ruberie, rendendo gli abitanti sempre più sottomessi ed addomesticati.
Finita la II guerra mondiale, Fondi era un cumulo di macerie indistinte, dove gli unici punti di riferimento erano la chiesa locale e quel poco di forza d'animo rimasta.
Durante lo sfollamento chi si diede maggiormente da fare per ricostruire il paese furono intellettuali ed artisti come Domenico Purificato, il regista Giuseppe De Santis, le prime forze consociative come la nascente DC ed il Partito Comunista, che, con motivazioni diametralmente opposte, riaggregarono gradualmente l'apparato sociale, intorno alle ricchezze agricole del luogo.
L'arancia succosa della Piana e gli ortaggi, costituirono l'unica fonte di ricchezza dalla quale trarre tutti i benefici possibili.
Ma tra Fondi e Napoli ci sono appena 100 km. In questa manciata di chilometri c'è Caserta, l'antica Terra di Lavoro.
E negli anni '50 mafia e camorra avevano già intuito la potenzialità della Piana di Fondi.
Cominciò così una colonizzazione criminale che gradualmente cambiò, ancora una volta ed in peggio, la mentalità già soggiogata ed imbelle dei fondani.
Tutte le transazioni, tutti i commerci e tutti i trasporti di ortaggi e frutta furono gestiti sostanzialmente da camorristi e mafiosi, napoletani e siciliani trasferiti stabilmente a Fondi.
Se da un lato l'organizzazione feudale aveva mantenuto quasi intatti i principali valori della convivenza civile, la colonizzazione mafiosa e criminale scardinò definitivamente ogni remora, arrivando a stravolgere le convinzioni, i valori e le speranze di un popolo fondamentalmente dedito al lavoro più umile ma dalle mani pulite.”

http://antoniopersia.splinder.com/tag/fo​ndi+latina

La storia recente dovuta al degrado e alla sopraffazione mafiosa

E’ sempre Antonio Persia che ci racconta i risvolti fino ai giorni nostri di questi intricati rapporti mafiosi che ammorbano il sistema e il tessuto della città.

“Gli scandali che coinvolsero quasi tutte le amministrazioni locali dagli anni '60 in poi, portarono il Comune di Fondi a più di un commissariamento, tra arresti, processi, insabbiamenti e a non pochi suicidi tra assessori ed amministratori.
Dopo la grande crisi del 1970, che vide imponenti manifestazioni politiche organizzate dal PCI e dalle organizzazioni sindacali, con blocchi del nodo ferroviario Roma - Napoli, la succosa arancia della Piana fu cancellata a favore delle qualità "senza semi" provenienti dalla Sicilia, dalla Spagna e da Israele.
Per un lunghissimo periodo si cercò di risollevare l'economia locale attraverso la coltivazione intensiva di ortaggi all'interno di serre malsane, utilizzando fertilizzanti chimici altamente tossici, che fecero ammalare e portarono alla morte migliaia di contadini ignari e vittime di informazioni dolose e criminali.
Di questo piccolo genocidio molte famiglie di contadini evitano di parlarne, per una forma di dignità e rispetto verso i propri morti, ma portano segni indelebili nei loro cuori che ancora sanguinano copiosamente.
Ancora una volta il popolo di Fondi dovrà riciclare tutto. Molti terreni vengono venduti, molte attività chiudono definitivamente i battenti per lasciare il posto ad un immenso centro commerciale a cielo aperto.
Siamo a metà degli anni '80 e tutti si scoprono imprenditori e commercianti. Ma, badate bene, non più in ambito agricolo ed ortofrutticolo. Bensì, nella merceologia più disparata, al punto da far pensare che, se i fondani scambiassero tra loro le merci, si potrebbe annullare il danaro e passare definitivamente al baratto.
Si insinua pian piano un cancro ulteriore nel DNA dei fondani: il berlusconismo. Già all'inizio degli anni '90, Fondi è il primo comune italiano che può vantare il maggior numero di preferenze per Silvio Berlusconi. E' un record nazionale che porterà Forza Italia a guardare meglio nella realtà fondana, che la porterà ad occupare stabilmente la Giunta Comunale.
E qui entra in ballo il MOF (Mercato Ortofrutticolo Fondano).

E' questa la croce e delizia di Fondi.
Proprio perché rappresenta un ghiottissimo sbocco per attività di riciclaggio di danaro sporco (niente di nuovo sotto il sole), attraverso cui, tutte le amministrazioni locali, comunali, provinciali e regionali hanno sempre lucrato e prosperato, da qui si dipartono reti infinite di malaffare, lavoro nero, traffici di varia natura, tutt'altro che legali, dall'edilizia, al commercio, alla droga e quant'altro.
Fondi è un crocevia, ormai neanche più sotterraneo, di tutto questo. E le affermazioni del Premier Mafioso d'Italia confermano definitivamente che a Fondi Berlusconi non detiene solo il primato delle preferenze, ma anche l'allaccio stretto con il potere mafioso non proprio occulto, sì da rappresentare, neanche tanto in piccolo, la realtà di questa disgraziata Repubblica.”


Una presenza che ha motivazioni che partono da lontano e scelte demenziali alla sua origine

Alcune possibili motivazioni sulla presenza inquietante di personaggi di spicco dell’andrangheta e della mafia, ci viene dal racconto trovato su http://www.melitoonline.it/2009/07/06/fo​ndi-latina-a-volte-tornano-ecco-doverano​-finiti-i-rampolli-del-mammasantissima-d​on-mico-tripodo/
Lo ha scritto Domenico Salvatore a luglio di quest’anno e il suo racconto parte da un antefatto che risale ai primi anni sessanta, quando:
“…si registra un’invasione criminale come non accadeva in Italia dalla fine degli anni Sessanta; quando i capi-bastone ed i vice-capi venivano mandati al soggiorno obbligato in comuni fuori dalla Calabria. I boss, arrivano, acquistano di tutto, corrompono, ricattano, infettano, riciclano, costruiscono, e perfino governano. Hanno tutti le mani in pasta a Terracina, Sperlonga, Sabaudia a Minturno, a Gaeta, a Formia: Cosa Nostra, la Camorra, la ‘Ndrangheta e talora la Sacra Corona Unita. Nell’occhio del ciclone Vincenzo Garruzzo, già arrestato dalla DDA di Roma nel febbraio del 2008, a cui la Divisione Anticrimine della Questura sequestrò nel dicembre del 2008 un impero economico da venti milioni di euro. Si cerca di capire se siano riconducibili ai fratelli Tripodo. E Salvatore Garruzzo, cugini e consuoceri imparentati con i Bellocco e i Pesce di Rosarno e un giro di denaro a strozzo che l’ha fatto diventare un piccolo ras locale.
Già negli anni novanta si parlava di Salvatore Garruzzo come un nullatenente,che non aveva nemmeno presentato la dichiarazione dei redditi per gli anni 1993 e 1994 . Ma il tribunale di Latina gli aveva sequestrato beni per 9 miliardi del vecchio conio: terreni, ville, case, latifondi e Bot per 450 milioni. Salvatore Garruzzo, originario di Rosarno (Reggio Calabria) viveva da diversi anni a Fondi dove faceva il mediatore al mercato ortofrutticolo; il più importante d’Italia dopo quello di Milano. Una sorta di banca parallela che applicava tassi usurari sino a sfiorare il 120%. Le vittime sottoscrivevano ipoteche sui beni di loro proprietà. Se non potevano pagare… Un sequestro dei beni immobili che riguardava, decine di appartamenti, 7 negozi e 13 terreni agricoli a Fondi; 2 esercizi commerciali e un fabbricato a Rosarno, in Calabria, paese di origine di Garruzzo. Il sequestro era stato disposto dal Tribunale di Latina presieduto dal giudice Cinzia Parasporo, su proposta dell’Ufficio misure di prevenzione della Questura. In più c’è un episodio che fa traboccare il vaso,quando al rogo va un’automobile. Quella dell’ex assessore Izzo che va subito dai Carabinieri e dal Prefetto e “canta”
Questa storia di ordinaria ‘ndrangheta, parte da molto lontano. Ma s’incrocia con quella di tante ‘ndrine. Un classico della mafia calabrese. Stiamo parlando dei figli di “Don Mico” Tripodo. Del padrino riconosciuto della ‘ndrangheta calabrese degli anni cinquanta e sessanta. Famosi furono i summit di Montalto ( 26 ottobre 1969, presieduto da “Don Peppe” Giuseppe Zappia boss di San Martino di Taurianova) e del Ponte di Calanna, presieduta da Don Mico Tripodo, scoperto dai Carabinieri. Era un tentativo di formare la Commissione sul modello siculo-palermitano. Ndrangheta che si poteva chiamare anche Piccotteria, Famiglia Montalbano e perfino Onorata Società. E’ una storia che parte dagli anni cinquanta. Quando fioccavano le prime leggi anti-mafia. Pericolosità sociale, condanna per associazione mafiosa, diffida, libertà vigilata, sorveglianza speciale, soggiorno obbligato l’articolo 12 legge 1423/56, al soggiorno obbligato nel Comune di… Il soggiorno obbligato è un provvedimento giudiziario consistente nell’obbligo di abitare in una località ristretta, stabilita dalle autorità, per un certo periodo di tempo (anche alcuni anni).”
Potete trovare l’intera storia ben documentata sul sito linkato qui sotto. Vi invito a leggerla, è una storia illuminante di come si siano evoluti certi rapporti malavitosi all’interno di clan e in diretta collusione con gli apparati istituzionali della zona, tanto da rendere del tutto compromessa ogni relazione sociale dei cittadini non commisti con questi criminali.
http://www.melitoonline.it/2009/07/06/fo​ndi-latina-a-volte-tornano-ecco-doverano​-finiti-i-rampolli-del-mammasantissima-d​on-mico-tripodo/

Mafia, andrangheta e camorra – la collusioni con i politici locali

Unità, 28 settembre 2009

Da Dell’Utri a Fondi, il senso del governo per Cosa Nostra
Certo, il premier l’ha ripetuto anche ieri a Milano: «Nessuno ha fatto tanto come noi nella lotta alla mafia». Una litania, come tante, come quasi tutte. Poi i fatti. Per quello che sono I tagli alla sicurezza, per esempio. E poi una serie di punti oscuri piantati dentro Palazzo Chigi. A partire dal caso Fondi. Sul cui scioglimento per infiltrazione mafiosa ci sono tonnellate di carte chiarissime. Messe una sull’altra da un prefetto - Bruno Frattasi - che conduce questa battaglia contro il mulino a vento di un ripetuto «no, non si scioglie» imposto dal governo. In verità il ministro Maroni qualche timido tentativo per imporsi l’ha fatto. Prendendo impegni che però gli altri ministri - e il premier - gli hanno perentoriamente smontato. Intoccabile, Fondi. Con il suo sistema di voti e di potere. E di protervia. La stessa che ha multato la manifestazione antimafia di sabato: mille euro per sosta abusiva. E chi vuol capire capisca.

D’altronde l’andazzo è chiaro se c’è un sottosegretario - Nicola Cosentino - indicato da quattro pentiti come interfaccia dei Casalesi eppure tranquillo al suo posto. Ed è ancora più chiaro quando - è appena successo - la requisitoria di un PG dice tondo-tondo che Mangano era «il simbolo della tutela da parte della mafia a Berlusconi».E questo resta come un sibilo nel frastuono dell’indifferenza. Certo, accuse tutte da provare definitivamente quelle del processo a Marcello Dell’Utri: il giudizio di primo grado che ha condannato il senatore Pdl a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa non basta. E però qualcosa non torna. Se invece di cercare la verità sulle stragi, si cerca di processare le procure, che quella verità la cercano ancora. Se invece di sostenere i giudici li si indica come sobillatori. Fini nelle scorse settimane ha detto parole chiare, il suo collega Schifani non ha apprezzato affatto. Il senso per la lotta alla mafia nel Pdl è poco chiaro. Anzi, pochissimo.
http://www.unita.it/news/italia/88962/da​_dellutri_a_fondi_il_senso_del_governo_p​er_cosa_nostra
Fondi, la mafia e la vicenda Marrazzo

Dal sito dell’Unità si apprendono alcuni particolari che si riferiscono alla vicenda Marrazzo e che hanno ancora una volta, dei retroscena poco conosciuti dovuti a provvedimenti presi dall’ex Presidente della Regione Lazio sul destino del mercato ortofrutticolo di Fondi.
Questo è l’articolo di Claudia Fusani che ci racconta tutti i risvolti:

Camorra, la minaccia dei Casalesi su Marrazzo

Cercavano la droga e un boss latitante, sono inciampati nel telefono di un collega carabiniere e poi precipitati nel video sex di Marrazzo. E' un altro lato della storia. Uno di cui si parla poco, ancora confuso perchè c'è di mezzo un morto, i clan, un'inchiesta più grande che inciampa in una, sotto il profilo criminale, sicuramente più piccola. Entrambe non si sa che fine faranno. La rovina dell'ex governatore del Lazio comincia quando gli investigatori del Ros, verso la metà di settembre, seguendo una pista di narcotraffico e di criminalità organizzata ascoltano una frase: "Dobbiamo vendere il video del Presidente". Mentre gli investigatori sono sulle tracce di un pericoloso latitante seguendo i percorsi del mercato della cocaina che dalla provincia di Caserta risale verso Roma passando per il basso Lazio, s'imbattono nel telefono di uno dei quattro carabinieri poi arrestati. Da quel momento l'indagine devia, va decisamente fuori strada, finisce in un pantano di trans, ricatti e reputazioni rovinate e svela una storia di ritorsioni e vendette.

I punti certi. Da tredici anni i militari del Ros danno la caccia ad Antonio Iovine, 45 anni compiuti meno di un mese fa, vicerè dei Casalesi ancora a piede libero insieme con Michele Zagaria, l'altra primula rossa della criminalità organizzata del casertano. A settembre, poco prima che venga intercettata la frase sul «video del Presidente», un’informativa dei carabinieri di Caserta avvisa che ‘o Ninno (Iovine), potrebbe aver trovato rifugio per la sua latitanza nel tratto di territorio che va dal litorale domitio fino al golfo di Gaeta, il sud pontino, il basso Lazio, in un posto qualsiasi tra Formia, Latina, Fondi e Sperlonga dove i clan da anni, raccontano le inchieste, riciclano danaro, fanno arrivare la droga e la smistano verso nord, soprattutto verso la Capitale. Ora, originario di Sperlonga, è proprio Gianguarino Cafassi, il pusher dei trans, in stretto contatto con Marrazzo e confidente dei carabinieri della compagnia Trionfale: colui che secondo i verbali degli arrestati aveva soffiato la presenza del Governatore in via Gradoli. Uno dei protagonisti del caso ma di cui finora è stato, forse, detto molto poco. Cafassi è anche l’uomo che, hanno raccontato le croniste di Libero Brunella Bolloli e Fabiana Ferri, il 18 luglio le contatta e offre il video di Marrazzo per 500 mila euro. «Ho bisogno di questi soldi, la mia vita è in pericolo» dice loro in modo confuso. L’uomo che ha avuto tutte queste parti in commedia, è stato trovato morto il 12 settembre in una stanza d’albergo della Capitale. Arresto cardiocircolatorio, diceva il referto redatto dalla polizia. Overdose, è molto probabile. «Grossi problemi di salute, pesava 200 chili» dicono oggi gli investigatori. I quali però hanno deciso, su indicazione dei magistrati, di «fare verifiche sul fascicolo di Cafasso». Andare a vedere meglio e più a fondo di cosa è morto, come, perchè. Anche la sua abitazione sarà analizzata meglio. Cercando altro.

Passo dopo passo, le domande seguenti sono: esistevano rapporti tra i Casalesi del basso pontino e Cafasso? Era, per dirla in chiaro, colui che garantiva copertura, ad esempio, nel ricco mercato dei trans? E poi, che rapporti c’erano tra Cafasso e Marrazzo? Qualcuno bisbiglia oggi che tra i due ci fosse «un rapporto diretto». Certo è che le visite di Marrazzo in via Gradoli, così frequenti, spesso di mattina, e con così tanti soldi (5 mila ma forse anche 15 mila in mazzette da 500) farebbero ipotizzare visite più legate al bisogno di consumare droga che al sesso.

Mancano tanti pezzi importanti alla storia. Cafasso non può più parlare. Brenda e Michelle, altri due trans frequentati da Marrazzo in via Gradoli, non sono più stati trovati. I 4 carabinieri cercano di allontanare da sè il maggior numero di responsabilità: il video, per esempio, lo avrebbe girato Cafasso (il gip non ci crede e lo addebita a loro). I trans parlano, anche troppo, ma le loro parole vanno riscontrate una per una. Marrazzo dovrà dire molto perchè finora ha detto poco e in modo confuso.
Un fatto è certo, e torniamo al sud pontino controllato dai clan: il governatore tra agosto e settembre ha dato qualche dispiacere a chi gestisce gli affari in quella zona. A fine agosto, nonostante le resistenze, ha fatto nominare un nuovo direttore del Mercato ortofrutticolo, un tecnico in grado di tenere i clan lontano dagli affari del mercato. Due settimane fa, sempre a Fondi, aveva detto no ad un’altra nomina importante che vede coinvolti Mof e Imof, la società che gestisce gli immobili del mercato per cui negli anni sono stati spesi 75 miliardi della Cassa Mezzogiorno. Il no di Marrazzo è stato ignorato. Dopo pochi giorni lo hanno chiamato i carabinieri. E la sua vita politica è finita per sempre.

31 ottobre 2009
Le intimidazioni politiche al prefetto Frattasi

Sul blog di Marco Travaglio trovo in sintesi un significativo articolo, che la dice lunga sul tipo di commistioni politico-mafiose che ci sono all’interno della coalizione che governa la città.

“…Dal 1991 a oggi 185 comuni italiani sono stati sciolti per mafia. In quei comuni sindaci e assessori erano prestanome dei clan. Molti altri, è immaginabile, non sono ancora stati beccati con le mani nel sacco.

.....Non sono stati beccati con le mani nel sacco semplicemente perche' , la politica e' quel che si dimostra ossia un prodigioso paravento che tutto nasconde .


E' il caso della citta' di FONDI , la citta' del senatore PDL claudio fazzone* . Nonostante l'intervento del ministro MARONI per chiedere lo sciogligliento del consiglio comunale di FONDI , ...il prodigio politico mantiene un perfetto stato di immutabilita' .

* Il senatore del pdl claudio fazzone ( ex poliziotto ) insieme al suo compagno di cordata armando cusani ( in quota udc ) presidente della provincia di Latina , da sempre negano il fenomeno di infiltrazioni criminali nel territorio , e a supportare le loro tesi "negazioniste " ci sono anche dei mezzi di informazione locale ( tele etere e il quitidiano parallelo il nuovo territorio ).

C'e' di piu' , mentre i signori feudatari del territorio , negano anche l'evidenza
.....lanciano chiari segnali a , non rompere le uova nel paniere , e allo stesso tempo a non menar il can per l'aia !

Specialmente quando tra politica e associazioni criminali vengono a determinarsi alcuni intrecci , come si verifica per l'appunto nella provincia di Latina e in particolar modo nel comune di Fondi .

Non ha perso tempo il gran ciambellano feudatario ( c. fazzone ) il compare del vassallo capoprovincia ( a. cusani ) , a seguire l'esempio di colui che considera il maestro supremo , quello basso dai capelli finti e con la dedizione ad essere "l'utilizzatore finale" di meretrici d'alto bordo .

Pertanto sull'esempio del cavaliere impomatato e pluri-prescritto il ciambellano di Fondi ( ex poliziotto ) claudio fazzone , anziche' dimostrarsi perlomeno preoccupato della grave situazione del comune di Fondi , di cui piu' volte si e' chiesto lo scioglimento per infiltrazioni di stampo camorristico e mafioso , ha chiesto niente di meno che , una COMMISSIONE D'INCHIESTA NEI CONFRONTI DEL PREFETTO Bruno Frattasi.”

La cittadinanza si ribella

Tratto dal quotidiano “Il Tempo” ecco l’articolo di M.G. Di Blasio del 24/09/2009

FIACCOLATA A SOSTEGNO DEL PREFETTO

FONDI. Una fiaccolata «a sostegno del prefetto di Latina, Bruno Frattasi e per mantenere alta l'attenzione sulla infiltrazione mafiosa e la criminalità organizzata nelle Istituzioni». L'ha organizzata l'Italia dei Valori provinciale per domani, a Latina. «Chiaro il riferimento - spiega Enzo De Amicis, segretario provinciale dell'Idv - al problema che riguarda lo scioglimento del Comune di Fondi al vaglio del Consiglio dei Ministri già da troppo tempo». Ma la notizia della fiaccolata arriva proprio in concomitanza con la dichiarazione del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ieri pomeriggio, rispondendo al “question time” alla Camera a una interrogazione dell'on. David Favia (Italia dei Valori) sulla richiesta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi per infiltrazione mafiosa ha affermato che la decisione sull'ipotesi di scioglimento del Comune di Fondi sarà presa nel prossimo Consiglio dei ministri. La risposta al question time arriva dopo che il prefetto di Latina, circa dieci giorni fa, aveva presentato al ministero dell'Interno una nuova relazione sul «caso Fondi» accompagnata dai pareri espressi nel corso del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza. Il prefetto Frattasi è tornato ad esprimersi sulla vicenda, ad un anno circa dalla presentazione della prima relazione, senza modificare, in sostanza il contenuto, ovvero l'orientamento del prefetto verso lo scioglimento del Comune del sud pontino a causa dei condizionamenti mafiosi che la stessa amministrazione comunale avrebbe subito nel corso degli ultimi anni.
http://iltempo.ilsole24ore.com/latina/20​09/09/24/1073298-fiaccolata_sostegno_pre​fetto.shtml

L’eroico Prefetto Frattasi e il sostegno dei cittadini.

CITTADINI FONDI: UN ESEMPIO PER IL PAESE

Tratto dal sito di Italia dei Valori, l’articolo di Leoluca Orlando che in data 10 settembre così scriveva sulla manifestazione indetta dai cittadini di Fondi a sostegno del Prefetto Frattasi, e contro lo stesso sindaco della città che tentava di intimidire la popolazione nella sua esemplare iniziativa.

“Nel pomeriggio del 9 settembre Italia dei Valori ha organizzato, nella piazza centrale di Fondi, u

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Avete domande riguardo Mafia? Domanda
Pagina 1 di 5 | 1 - 5 di 21 commenti
  • ghengsta 12/11/2009 21:38
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ho fatto un pò di fatica ad arrivare fino alla fine, ma devo dire che sei stata bravissima e non solo questa volta!!!!!!!!! Non conosco il luogo di persona ma questa vicenda mi è molto familiare visto che la mafia al sud è sempre di casa...

  • pepe48 10/11/2009 14:38
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Hai scritto un vero articolo giornalistico, ricco di riferimenti a fonti consultabili da tutti: davvero bravissima! Complimenti ;-)

  • Bellatrix72 10/11/2009 12:03
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    brava...ma troppo lungaaa:-)

  • hidrangea 08/11/2009 17:27
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ripassata

  • Faibuh 08/11/2009 00:12
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    beh..orami stai diventandoun archivio vivente!:-) Lavicendadi Fondi è emblematicae ci dovrebbe far capire chei tentacoli delle varie mafie oramai si sono allungati ben oltrei i confini "naturali meridionali. Fondi non sarebbe stato il primo comune della zona ad essere stato commissariato per infiltrazione mafiosa..anni fa anche Nettuno in provincia di Roma vide il consiglio comunale sciolto! Qui la mafia c'è..in vari ambiti..economici e immobiliari soprattutto...considerando che quelle zone hanno visto e vedono ancora un grande sviluppo dell'edilizia!

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