*Piccole Manie su piatto d'argento *
30.11.2007
Vantaggi:
Divertente e riflessivo
Svantaggi:
- - - - - - - - - - - - - - - - -
Consiglio il prodotto:
Sì
 gwiny
Su di me:
Ho perso l'ispirazione...
Iscritto da:07.07.2006
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Ancora una recensione dedicata al cinema italiano. Questa volta, però, a differenza delle due precedenti, si tratta di una pellicola non recentissima e trasmessa spesso e volentieri dalla tv: "Maledetto il giorno che ti ho incontrato" di e con Carlo Verdone. Subito la trama, poi le considerazioni. Bernardo ( Verdone ) , scrittore in crisi, sta dedicando anima e corpo alla biografia di Jimmy Handrix, ma nessuna idea sembra vincente. A fomentare il periodo di crisi, interviene anche la decisione di Adriana, compagna di Bernardo, di lasciarlo ( tramite videomessaggio registrato, tra l'altro ) per un bel francesino. Per superare il periodaccio, Bernardo decide di ricorrere alla psicoanalisi; ed è proprio fuori dallo studio del Prof. Altieri, che avviene l'incontro con Camilla ( Margherita Buy ), giovane donna su cui ogni psicoanalista potrebbe versare fiumi d'inchiostro. Anche lei, attrice di teatro, è in cura da Altieri, figura di cui non può più fare a meno... Non vado oltre: a voi scoprire cosa accade tra lei e Altieri e, soprattutto, cosa c'entra Bernardo in tutto ciò.Il film , risalente al 1992 è a mio avviso uno degli esperimenti meglio riusciti di Verdone. Pur essendo una commedia, anche questa pellicola è, come accade in tutte le opere del regista romano, una rappresentazione agrodolce delle insicurezze dell'uomo medio. Bernardo sembra apparentemente uomo maturo, sicuro, ma basta l'abbandono della compagna per gettarlo nello sconforto più totale e farlo scoprire fragile, indifeso…unica alternativa ricorrere alla psicoanalisi ( mania molto diffusa ultimamente ) per superare la crisi. Tra l'altro , in questo personaggio Verdone ha messo molto di sé, forse più di quanto ha fatto negli altri suoi film: come ha spesso ammesso, anche il regista è insicuro, fobico, e come Bernardo ricorre ai calmanti. Quanto a Camilla, anche lei è un caso da manuale: nevrotica, logorroica, ossessiva; idealizza la figura di Altieri fino a non poterne più fare a meno. In lei troviamo riunite tutte le manie di noi donnini, moltiplicate al cubo e concentrate all'ennesima potenza: ecco, se siete persone calme, paciose, rilassate e rilassanti, Camilla riuscirà a scuotere anche voi….non dico altro! Dall'incontro tra i due, oltre che ad una amicizia turbolenta ma senz'altro forte ( si odiano, si "amano", si distruggono a vicenda, si perdono e si rincontrano per ridistruggersi ) scaturirà una girandola di situazioni ricche sì di humor, ma di quell'humor tirato cui ci ha abituati Verdone. Insomma: come al solito risate a denti stretti sulle manie di noi umani che, a quanto pare, sotto la scorza dura nascondiamo animi di vetro… Emblematica la scena di Bernardo che, con fare da "omo rude" che non deve chiedere mai , registra un videomessaggio per rendere pan per focaccia all'ex compagna, inventandosi di sana pianta una storia bollente con una focosa ventenne; peccato che, non appena la telecamera si spegne, Berny scoppi a piangere, implorano tra se e se il ritorno della donna. E che dire del "farmaco Party" in Cornovaglia tra Milla e Berny quando - nonostante la bugia della guarigione - i due svuotano il sacco ( letteralmente ) delle medicine e gioiscono davanti a calmanti, tranquillanti, sedativi e quant'altro, quasi come se si trattasse di due bambini davanti ad un sacchetto caramelle? Bravissimi gli interpreti. Inizio da Carlo Verdone, ancora una volta al massimo: di lui amo il modo con cui riesce a trasmettere ironia, comicità e malinconia ( tutto insieme ) con uno sguardo. Sempre da manuale le sue espressioni a metà tra l'imbarazzato e l'esaltato.. Grande comico che, oltre a farci sempre sorridere ( e dico "sorridere", perché siamo distanti anni luce dalla comicità sfrontata e sguaiata alla Fantozzi che, personalmente, non gradisco troppo ) riesce a farci pensare. Meravigliosa Margherita Buy, attrice che a me piace molto: raffinata, semplice, senza l'aria da diva.. Di lei ricordo la difficile prova in "Le Fate ignoranti", in cui interpretava una giovane vedova che, a pochi giorni di distanza dalla morte del marito, scopriva l'omosessualità dello stesso. In "Maledetto…" dà prova della sua bravura, trasmettendo a Camilla tutte le paranoie, le paure , le fobie che albergano nel gentil sesso: favolosi i suoi scatti, le sue movenze isteriche, il suo atteggiarsi ad eterna adolescente.A completare questo che, secondo me, è uno dei film più belli di Verdone, intervengono anche le splendide location: Londra, dinamica e ricca di teatri e la Cornovaglia, malinconica e pittoresca. CONCLUSIONI: A parte la mia predilizione per carlo Verdone - ragion per cui forse sono un po' di parte - "Maledetto il giorno..." è sicuramente uno dei miei preferiti, secondo solo a "Perdiamci di Vista". Lo consiglio a chi ha piccole o grandi manie e di ciò è disposto a sorridere!SCHEDA: Titolo originale: Maledetto il giorno che t'ho incontrato Nazione: Italia Anno: 1992 Genere: Commedia Durata: 115' Regia: Carlo Verdone Cast: Carlo Verdone, Margherita Buy, Elisabetta Pozzi, Giancarlo Dettori, Alexis Meneloff, Stefania Casini Produzione: Cecchi Gori Group Tiger/Penta Film
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10.02.2008 07:20
Ottima Opinione, Ci@o...
05.12.2007 10:23
Tra tutti i film di verdone decisamente il mio preferito!!!
04.12.2007 10:11
mitico film!! ho cominciato ad apprezzare la buy in quell'anno! mi aveva già convinto con la stazione ma in questo film di verdone era perfetta!