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Manhunter - frammenti di un omicidio (Dvd)

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Opinione Diamante

Nella mente dell'assassino

4  19.11.2002

Vantaggi:
Molti,avvincente e ben girato

Svantaggi:
Pochi,qualche estetismo di troppo nel montaggio

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Tensione:

Trama

Attori

continua


concordio

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Uno spietato serial killer che sceglie come vittime delle famiglie, un ex-agente dell’FBI dal prodigioso intuito che torna in servizio per catturarlo dopo un periodo di riposo forzato al termine di un’indagine traumatica, l’inizio di un lungo ed estenuante duello a distanza fra i due, fatto di intuizioni improvvise e sfibranti processi mentali di immedesimazione, la singolare consulenza di uno psichiatra criminale che conosce molto bene entrambi, un film splendido e inquietante che ha introdotto un nuovo modo di intendere la dialettica poliziotto-criminale…..

Una casa isolata. Notte fonda. In cielo c’è la luna piena. Un uomo, avvicinatosi con passo furtivo, si introduce di nascosto nell’appartamento dopo aver forzato la porta e si dirige con passo sicuro verso la camera da letto dove due coniugi dormono tranquilli. L’uomo illumina con una torcia il viso della donna, contemplandolo per alcuni minuti prima che questa inizi a svegliarsi. Qualche giorno dopo su una spiaggia, di fronte all’oceano sono seduti su un ramo due uomini che stanno parlando: si tratta di Will Graham(William Petersen) agente dell’FBI a riposo dopo un’indagine molto pericolosa che l’ha provato particolarmente dal punto di vista emotivo e del suo ex superiore Jack Crawford(Dennis Farina) venuto appositamente da lui per sottoporgli un nuovo caso per la cui soluzione ha bisogno delle sue capacità di immedesimazione completa nella mente del criminale di turno, in modo da prevenirne le mosse. Graham è titubante, memore della sua precedente, terribile esperienza e Crawford, sulla base della loro amicizia non lo forza dicendogli che è libero di accettare o no. In realtà l’ex-agente ha paura soprattutto delle sue reazioni e dubita, nel caso prendesse in mano il caso di riuscire a conservare un distacco emozionale dagli eventi, come teme anche sua moglie Molly(Kim Griest) , che lo esorta a pensare alla sua famiglia, a lei e a loro figlio Kevin. Tuttavia il senso del dovere di Graham non riesce a restare indifferente di fronte alla crudezza del caso: un serial killer che, nelle notti di luna piena, si introduce negli appartamenti delle famiglie e trucida tutti, infierendo poi sui cadaveri a morsi, il suo elemento distintivo che gli ha valso il truce soprannome di “Dente-di-fata”. L’ex-agente decide infine di tornare in pista, deciso a risolvere il caso, senza tuttavia farsi coinvolgere emotivamente. Non ha molto tempo, la settimana successiva sarà di nuovo il plenilunio. Le sue indagini partono dall’appartamento dell’ultima famiglia vittima del maniaco. Lo spettacolo è impressionante: sangue dappertutto, sulle pareti, sul pavimento, ovunque. Graham compie la sua perizia con calma ed efficienza, registrando le sue impressioni su piccolo registratore, dopo si reca nell’ufficio di Crawford per aggiornarlo sui suoi progressi. Fuori dalla stazione di polizia i due si imbattono in Freddie Lounds
, giornalista scandalistico che ha seguito per conto del suo giornale la precedente indagine di Graham, facendo di lui, tramite i suoi sensazionalistici articoli un personaggio, il “manhunter” dell’FBI , l’uomo che cattura i criminali immergendosi nella loro psiche contorta e che inizia subito a rivolgere una serie di domande poco discrete all’agente finché questi, esasperato dalla sua voglia di scoop a tutti i costi non lo scaraventa in malo modo sul cofano di un’auto in sosta. Graham poi, vista la situazione di stallo in cui versa l’indagine, confida a Crawford la sua intenzione di rivolgersi per una consulenza su “Dente-di-fata” al dottor Hannibal Lektor(Brian Cox), abilissimo psichiatra poi divenuto assassino seriale e per questo ora rinchiuso in un carcere di massima sicurezza. Crawford esita, fin troppo consapevole della nefasta influenza che Lektor ha su Graham dopo il loro scontro di tre anni prima che è costato allo psichiatra assassino la galera e all’agente quasi la follia tuttavia di fronte alla determinazione di Graham cede e , il giorno dopo, l’agente FBI è di fronte al suo ex-avversario in una cella del carcere: Lektor è un uomo dall’aspetto e dallo sguardo inquietante, non mostra nessun segno di sorpresa nel trovarsi di fronte l’uomo che lo ha catturato e sembra intuire il motivo che l’ha portato da lui. Dopo un colloquio più simile a una partita a scacchi tra due giocatori molto abili(“Sei stato tu a prendermi no, Will? Vuol dire che sei più in gamba di me…vero?” “Non importa adesso” “Importa a me, Will”) Graham lascia allo psichiatra la documentazione sul caso ricevendo in cambio la promessa da parte di Lektor che la vedrà e gli darà un parere. Poi l’agente FBI esce di corsa fuori all’aperto: il suo passo è affrettato, il suo respiro affannoso, l’indagine sta già coinvolgendolo oltre il lecito. Successivamente Graham si reca nell’appartamento di un’altra famiglia vittima del maniaco e da un’accurata ispezione riesce a dedurre che l’assassino studia nei minimi dettagli la vita delle sue future vittime prima di colpire con una meticolosità degna di una mente ossessionata. Intanto il dottor Lektor, in carcere, con un trucco riesce a farsi dare il numero di casa di Graham e tramite un codice pubblicato in un ‘inserzione sui giornali lo comunica a “Dente-di-fata”(i due, che si stimano reciprocamente, sono da tempo in contatto in questo modo) mettendo così in pericolo la vita di Molly e Kevin. Scoperto per caso il metodo di comunicazione fra i due, Crawford dispone immediatamente il trasferimento della famiglia Graham in una località segreta dove un sempre più sconvolto agente non riesce a tranquillizzare la sua famiglia, promettendo comunque che il caso sarà presto risolto. Infatti Graham ha deciso di far cadere il serial killer in trappola, utilizzando proprio il viscido giornalista Freddie Lounds: lo convoca e gli rilascia un’intervista in cui si lascia andare a facili e banali considerazioni sul maniaco, contando di toccarlo nell’orgoglio e farlo uscire allo scoperto. Ma la trappola che l’FBI ha preparato non funziona mentre il killer, contemporaneamente sequestra Lounds e, legatolo, lo costringe a firmare una sconfessione di ciò che ha appena scritto nell’articolo per poi cospargerlo di benzina e farlo scivolare giù dalla strada di un garage, sempre legato alla sedia in fiamme. Intanto Graham ha un’intuizione: guardando e riguardando i filmati di vita familiare delle famiglie uccise capisce che anche il killer se li è studiati a lungo prima di colpire quindi, chiamata la ditta che li ha realizzati riesce a risalire allo studio che li ha prodotti e facendo un controllo incrociato sui dipendenti risale infine alla vera identità di “Dente-di-fata”: si tratta di Francis Dollarhyde(Tom Noonan) un uomo solitario e ossessionato che, dopo essersi infatuato di Reba(Joan Allen), una ragazza cieca sua collega, dopo un breve istante di passione fra loro due adesso l’ha sequestrata per torturarla ed ucciderla. Intanto Graham, rintracciato l’indirizzo di Dollarhyde vi si sta dirigendo a tutta velocità……

Solitudine, ossessione, voglia di essere amato che si sublima nel desiderio di osservare, costruirsi un’immagine perfetta della propria vita ideale e poi entrare a farne parte, come in un quadro vivente. La solitudine di “Dente-di-fata” è fatta anche e sopratutto di voyeurismo, amplificato ed esaltato dal suo lavoro allo studio, dove la visione ripetuta dei filmati di vita familiare gli fornisce al tempo stesso lo sfogo per le sue fantasie e il modo per realizzarle e sconfiggere così quel senso di vuoto, lo stesso di cui si è sentito preda l’agente Graham, quando dopo aver guardato nell’abisso della mente del Dottor Lektor ha scoperto con orrore che anche l’abisso ha guardato dentro di lui, che quindi non è molto diverso dal suo avversario come lo stesso Dottor Lektor gli ricorda brutalmente. L’ex agente FBI cerca di stare lontano da sé stesso coltivando con amore il suo nucleo familiare, con la stessa ostinazione con cui il serial killer osserva le sue vittime. Il confronto fra questi due esseri uguali e diversi inizia come un lungo duello a distanza, con il primo che cerca di scoprire, attraverso l’analisi serrata del modus operandi del secondo le sue motivazioni, le ossessioni che lo spingono a uccidere un’intera famiglia dopo averne spiato la quotidianità con meticolosa attenzione, diventa una sfida tra due menti speculari, una emotiva ma razionale e l’altra precisa fino al maniacale, per poi risolversi in un confronto diretto violento e brutale, che non sarà senza riflessi per la vita del tormentato Graham.

Lo stile visivo di Michael Mann fa della pellicola un autentico cult movie, perfetto nei contrasti(il buio delle sequenze in cui agisce il killer e il poliziotto e la solarità delle scene di pace familiare, la cui serenità si contrappone alla desolazione e alla solitudine di entrambi) e vigoroso nelle scene d’azione. Il regista gioca molto bene sulle contrapposizioni definendo con pochi tocchi il mondo cupo e desolato del killer(la sua casa dove campeggia una enorme riproduzione di un quadro di William Blake accanto a alcune gigantografie del cosmo e l’onnipresente videoproiettore per i filmini) in alternativa al placido universo familiare dell’agente FBI(la casa sul mare con le sue vetrate luminose) lasciando intuire che sono due situazioni(ambientali e di vita) che possono essere messe a soqquadro da un momento all’altro, la vita ai margini di “Dente-di-fata” così come la tanto agognata serenità di Graham, dalle turbe psichiche di entrambi. Le musiche e il montaggio sono anch’esse al servizio di questo confronto a due, dalla prima sequenza notturna fino allo scontro finale.

“Manhunter- frammenti di un omicidio”, tratto dal libro di Thomas Harris “Red Dragon”, originariamente intitolato nell’edizione italiana “Il delitto della terza luna” e solo adesso ripubblicato con il titolo originale, lo stesso del remake da poco uscito nei cinema con Sir Anthony Hopkins nella parte del “suo” dottor Hannibal Lecter(qui chiamato Lektor) e girato nel 1986 da un Michael Mann all’apice della sua fama di produttore televisivo con il serial “Miami Vice” si presenta come la prima pellicola a trattare il genere dei serial killer attraverso un punto di vista insolito, giocando sulla specularità dei due ruoli principali(chi uccide e chi gli da la caccia) e suggerendo l’idea che l’ossessione dell’agente che vuole catturare il maniaco non è molto differente da quella del serial killer nei confronti delle sue vittime, al punto che la consapevolezza di questo costituisce il punto debole dell’uomo dell’FBI, come rimarca crudelmente chi osserva lo svolgersi degli eventi con occhio esperto e non privo di partecipazione ovvero il sardonico dottor Lektor, vera star della pellicola nonostante la sua limitata partecipazione(nel remake ovviamente lo spazio dato a Hopkins è maggiore). Un film teso, avvincente e inquietante. non inferiore certo al suo recente rifacimento. Da riscoprire.

Siti Internet:
www.film.it(recensione del film)
www.eracle.it(recensione del film e del libro da cui è tratto)

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clodio-milone

clodio-milone

09.07.2003 01:40

Avevi ragione, non ricordo perchè ti misi UTILE ma adesso l'ho cambiato - con motivo, dopo aver riletto. ciao

clodio-milone

clodio-milone

08.06.2003 01:16

Mann è un regista notevole, questo poi è il suo capolavoro ancora insuperato, secondo me (è interessante e simile anche STRADE VIOLENTE con Caan, l'hai visto?). Sottoscrivo il tuo commento. Ciao

tucboro

tucboro

14.04.2003 14:55

Non c'è dubbio che Manhunter sia un film nettamente superiore a Red Dragon, e che si avvicini al livello del libro da cui è tratto ( bellissimo, di gran lunga il migliore di Harris). Una sola pecca: entrambi i film sono infedeli al romanzo nel finale,ma mentre la sceneggiatura di Red Dragon lo reinventa in modo assai brillante ( con la collaborazione di Harris stesso, credo), il finale di Manhunter è pittosto piatto e banale.

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