Opinione su

Mansfield Park (Jane Austen)

Valutazione complessiva (5): Valutazione complessiva Mansfield Park (Jane Austen)

 

Tutte le opinioni su Mansfield Park (Jane Austen)

 Scrivi la tua opinione


 


L'imitazione di un amore

3  17.09.2009

Vantaggi:
e' davvero attuale nonostante sia stato scritto più di un secolo fa .  .  .

Svantaggi:
la protagonista non mi è piaciuta per nulla

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Contenuti

continua


Sybille_80

Su di me: 1000 giorni non possono servire a dimostrare che avete ragione ma soltanto 1 giorno può dimostrare c...

Iscritto da:18.10.2008

Opinioni:169

Fiducie ricevute:41

Condividi questa opinione su Google+
In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 26 utenti Ciao

Oggi vi voglio parlare di un libro che nonostante sia stato pubblicato più di un secolo e mezzo fa, purtroppo si potrebbe rivelare ancora attuale per molte culture odierne. Il libro di cui scriverò oggi è ‘Mansfield Park’ pubblicato nel lontano 1814 da Jane Austen. Sicuramente questo romanzo è stato e continuerà ad essere uno dei più discussi di quest’autrice perché tratta temi più complessi rispetto a quelli solitamente toccati dalla Austen.

Avendo letto precedentemente altri romanzi della Austen, devo evidenziare che con gli altri libri le differenze sono enormi ed immediatamente riscontrabili anche dalla lettura più disattenta.

La nostra protagonista si chiama Fanny Price ed è la figlia di una donna che per amore ha rinunciato ad altri matrimoni molto più vantaggiosi scegliendo di sposare un uomo non ricco.

Fanny ha numerosi fratelli e vive poveramente con la propria famiglia, fino a quando inaspettatamente viene ‘adottata’ dagli zii benestanti, che decidono di accoglierla come una figlia. Unica base per l’adozione è che la differenza di educazione tra i figli naturali e la piccola Fanny sia evidente a tutti, la giovane, in questo modo, risulterà sempre e comunque soltanto una figlia del benvolere degli zii.

Così inizia per Fanny una nuova vita, completamente insperata e totalmente nuova. La ragazza è accolta in casa da una zia perennemente annoiata e stanca, da uno zio rigido nei suoi ragionamenti e fermamente convinto dei suoi metodi educativi orientati alle buone maniere formali.

Fanny è davvero umile, silenziosa e sempre pronta a farsi benvolere dagli zii e dai cugini. La giovane agisce e parla nell’esatto modo in cui deve farlo e mantiene il suo comportamento ‘esemplare’ per tutta la durata del romanzo.
Enorme la differenza fra Fanny e le cugine, mentre la protagonista è orientata ad un moralismo spaventoso le due cugine tendenzialmente sembrano libere. In realtà nessuna di loro è realmente libera.

Fanny è un manichino nelle mani degli altri, essendo spesso e volentieri costretta a dire e fare quello che gli altri (parenti ed amici) si aspettano da lei, gli unici complimenti che le sono rivolti riguardano la sua correttezza e la sua bontà.

Allo stesso modo sono condannate le due cugine, nonostante la loro educazione sia fondamentalmente diversa, Maria e Julia sono costrette a dimenticare il loro carattere, soffocandolo in favore del padre, che è autoritario e non vede nemmeno quando sono infelici.

Hanno la meglio gli uomini di famiglia, Tom ed Edmund, che nonostante evidenti segni di vanità ed egoismo sembrano lasciati molto più liberi rispetto alle povere figlie.

Fanny Price è una protagonista che a differenza delle altre eroine austeniane non è riuscita a farmi provare una grande simpatia nei suoi confronti. Il libro è scritto in modo molto particolare, sono infatti due i binari narrativi utilizzati, abbiamo una voce narrante ma nello stesso tempo possiamo leggere dei pensieri della protagonista.

Quello che infastidisce di Fanny sono probabilmente questi suoi pensieri. Spesso infatti la fanciulla ci fa entrare nella sua mente, ma questo non la rende migliore ai nostri occhi.

Si viene a scoprire infatti che Fanny, spesso e volentieri agisce secondo quanto dettato dall’etichetta, ma questo ‘rigore’ viene spesso adottato con una sorta di ‘malizia’ che rende il personaggio calcolatore e di conseguenza antipatico. Fanny esprime ‘giudizi’sul presunto merito delle persone che le sono accanto ed in questi pensieri spesso il suo comportamento è oggetto di autocompiacimento falsamente mascherato.

Il personaggio di Fanny con il passare delle pagine viene poi contrapposto a Mary Crafword, giovane ragazza borghese di Londra, che da subito sembra molto più sveglia di Fanny. In realtà Mary è una ragazza che vive la sua vita con leggerezza, non è mossa da inutili riflessioni sul giudizio altrui ed è molto più libera nei suoi comportamenti ed opinioni. Ovvio che ben presto la ‘sfrontata’ Mary diventerà l’avversaria in amore della ‘timorosa’ Fanny che di fatto non farà nulla per conquistare il suo amore.

Tutte le azioni, infatti, passano di mano agli altri due protagonisti del triangolo appunto Mary sicura del proprio fascino ed Edmund particolarmente propenso a farsi attirare dal fascino della ragazza. Edmund, è probabilmente il personaggio meno amabile di tutto il romanzo (n.b.scrivendo ‘meno amabile’ sono molto gentile). Infatti, mentre gli altri personaggi maschili, nonostante le evidenti pecche da benpensanti siano in qualche modo accettabili e credibili, Edmund è un personaggio troppo ‘pesante’e noioso per essere anche solo apprezzato in parte.

Non lo farebbe amare tutta l’insensatezza dell’amore che ha Fanny per lui, ed i suoi comportamenti non fanno altro che renderlo peggiore agli occhi del lettore. E’ il classico benpensante che si permette di dire la sua su ogni piccola sciocchezza del destino, e non ho nemmeno voglia di riportare come il suo comportamento renda l’educazione di Fanny ancora più rigida e forzata. Un personaggio perso soltanto nella stima di se stesso e della propria fede, che per tutto il libro non fa altro che compiacersi della propria ‘rigidità’ e del contegno della sfortunata Fanny. Sfortunata, perché con un educazione del genere chiunque sarebbe cresciuto con un autostima pari a zero.

Come avrete senza dubbio capito dalle mie parole il libro è più complesso che altri scritti della Austen, soprattutto perché il tema trattato purtroppo vede un problema che spesso e volentieri si ripete ancora nei nostri giorni.

Interessante il tono sarcastico adottato dall’autrice per raccontare l’educazione di una ragazza ai suoi tempi. Mentre sappiamo dai pensieri di Fanny che la ragazza crede di agire in modo perfetto, la voce narrante tramite una sottile ironia di fatto smentisce la correttezza delle scelte della protagonista, rendendola agli occhi del lettore falsa ed ipocrita. Di fatto, la giovane Fanny, non viene mai smentita ma, allo stesso tempo, non ci sono elementi che la rendono maggiormente simpatica agli occhi del lettore.
Questo doppio binario vede da un lato una protagonista autocompiaciuta dei proprio comportamenti e dall’altro una voce narrante che scherzosamente prende in giro le azioni ‘falsamente caute’ della propria protagonista.

Tutto il romanzo si basa sulla descrizione di come l’educazione femminile di quegli anni abbia reso moltissime ragazze infelici nel tentativo di uniformarle a dei comportamenti ‘corretti’. Rispetto ad Emma, sempre della Austen, Fanny non ha scelta e l’unica decisione che prende (in tutto il romanzo) viene osteggiata dai famigliari. In conseguenza di questo Fanny in un secondo tempo sembra quasi voler rivedere le proprie azioni, proprio per non deludere i suoi cari. Molto differente quindi dalla più coraggiosa Emma o comunque anche dalle altre eroine di cui avevo letto in passato.

Il romanzo è senza dubbio uno dei più anomali della Austen, e per questo davvero molto interessante soprattutto se si pensa che l’educazione femminile viene guardata con sguardo critico da un autrice donna. Ci tengo a sottolineare ancora una volta il coraggio che dimostra di aver avuto quest’autrice, soprattutto se pensato al periodo di pubblicazione del libro.

Purtroppo non sono sicura di consigliarvi la lettura di ‘Mansfield Park’ anche perché probabilmente non è il romanzo della Austen che ho amato di più (il mio preferito credo che sarà per sempre ‘Emma’ a meno che non mi smentiscano gli ultimi due che mi rimangono da leggere). Sicuramente è da leggere per chi ha già apprezzato la Austen, perché penso sia utile leggere questo romanzo in cui la donna critica con la sua delicata ironia, tutto il sistema educativo. Per chi non conosce l’autrice consiglierei di avvicinarsi prima ad altri suoi romanzi per poi arrivare a questo, in questo modo ‘Mansfield Park’ verrà sicuramente apprezzato di più.
Condividi questa opinione su Google+
Link Sponsorizzati
Valuta questa Opinione

Che utilità avrà questa Opinione per una persona che sta prendendo una decisione d'acquisto?

Istruzioni su come votare

Commenti su questa Opinione
fatajana

fatajana

09.10.2009 20:51

Ciao, anche io ho trovato Mansfield un po' particolare, il mio preferito è Persuasione, ma devo dire che sono sicura che rileggendoli ognuno acquista sempre qualcosa, magari alla seconda lettura ti arriveranno immagini che in un primo momento sono sfuggite, la Austen è cos', mitica e sempre nuova!

melusina

melusina

06.10.2009 15:01

Ripassata! :-)

melusina

melusina

01.10.2009 14:27

Un libro intramontabile sicuramente da leggere! Ripasserò! :-)

Pubblica commento

max. 2000 caratteri

  Pubblica il tuo commento


Leggi di più su questo prodotto
Mansfield Park (Jane Austen) - opinione di teodolinda73 protagonista perfettina
  molto utile
Mansfield Park (Jane Austen) - opinione di Valy74 Come diventare Lady
  molto utile
Mansfield Park (Jane Austen) - opinione di kickablu Mansfield Park
  molto utile
Mansfield Park (Jane Austen) - opinione di valeice Mansfield Park
  utile
Le valutazioni dell'Opinione
Questa Opinione su Mansfield Park (Jane Austen) è stata letta 322 volte ed è stata così valutata dagli iscritti:

"Eccellente" per (43%):
  1. melusina
  2. Meet
  3. nitta
e ancora altri 10 iscritti

"molto utile" per (57%):
  1. fatajana
  2. Groudy.Blue
  3. massimiliano90
e ancora altri 14 iscritti

La valutazione generale di questa Opinione non si basa solo sulla media delle singole valutazioni.