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Vantaggi il mito
Svantaggi la tragedia
Per una di quelle strane coincidenze che talvolta capitano mentre mi apprestavo a scrivere questa opinione su Marilyn Monroe è giunta la notizia della morte di Arthur Miller. Miller, commediografo e scrittore tra i più famosi, vincitore di due premi Pulitzer (per “Uno sguardo dal ponte” e “Morte di un commesso viaggiatore”), fu per quattro anni, dal 1956 al 1960, marito di Marilyn. Molti definirono strana questa loro unione, tra “il grande cervello americano e il grande corpo americano” come disse Norman Mailer, ma quello di Marilyn con Norman fu forse, per quanto travagliato, l’amore che essa visse con più autenticità e sentimento.
Marilyn Monroe, nome d’arte di Norma Jeane Baker Mortenson (Monroe era il cognome da nubile della madre) era nata a Los Angeles il 1 giugno del 1926.
La sua infanzia fu piuttosto triste e difficile, con il padre morto in un incidente d’auto e la madre affetta da gravi turbe mentali che la portarono ad essere ricoverata in vari istituti psichiatrici, dove rimase a lungo, sopravvivendo alla figlia. Norma Jeane fu sballottata tra famiglie affidatarie, che mai seppero darle l’affetto di cui aveva bisogno e varie istituzioni di carità.
A 16 anni sposò il ventunenne James Dougherty, che partì poco dopo per la guerra, in marina. Norma andò a lavorare in una fabbrica di paracadute dove un fotografo, impegnato in un servizio sulle donne al lavoro durante la guerra, la nota e le offre di posare per una serie di copertine. Nel frattempo, a 20 anni divorzia e la Fox le offre alcune particine in film di scarso rilievo. Marilyn è impacciata, timida, al punto che arriva persino a balbettare. La sua carriera sembra finita prima ancora di cominciare.
Ma alla fine riesce a superare i problemi e in un film con i Marx Brothers ha una parte di un minuto, che però è sufficiente a John Huston per notarla e scritturarla. E’ il 1950 e del grande regista Marilyn interpreta “Giungla d’asfalto”, cui farà seguito “Eva contro Eva” di Joseph Mankiewicz.
Nel 1952 interpreta una delle rare parti drammatiche: è una babysitter psicolabile in “La tua bocca brucia” (Don’t bother to knoch) di Roy Ward Baker al fianco di Richard Widmark e Anne Bancroft, film che è anche la sua prima volta da protagonista.
Nel 1953 sono i film che consacrano il suo successo: “Niagara” con Joseph Cotten, “Come sposare un milionario” e “Gli uomini preferiscono le bionde”. L’anno dopo Marilyn sposa il grande astro del baseball, Joe Di Maggio., mentre al cinema appare in “La magnifica preda” e “Quando la moglie è in vacanza”. L’unione con Joe dura poco più di un anno e finisce col divorzio. Joe sarà l’unico a portare ogni anno un fiore alla tomba di Marilyn, rispettando questo suo impegno, testimonianza di un amore che lui visse con tutta l’anima, fino alla sua morte.
Dopo il divorzio da Joe Marilyn si trasferisce a New York e frequenta l’Actor’s Studio di Lee Strasberg. E’ un impegno che sembra giovarle, anche sul piano emotivo e caratteriale. E frequentando l’Actor’s cono sce Arthur Miller. Sembra amore a prima vista e i due si sposano poco dopo. Ma non sarà un’unione tranquilla.
Nel 1957 Marilyn, con l’amico fotografo Milton Green, fonda una sua casa di produzione, la Marilyn Monroe Production che produrrà un solo film. “Il principe e la ballerina” dove Marilyn è protagonista al fianco di Lawrence Olivier. Sarà un fiasco clamoroso.
Le sorti di Marylin come attrice si risollevano nel 1959 quando gira “ qualcuno piace caldo” di Billy Wilder.
Intanto l’unione con Miller, oltre ad essere contrastata per ragioni extraprofessionali, crea a Marilyn problemi notevoli in campo professionale. Nutre l’aspirazione a ruoli più seri, passari dalla commedia al dramma, non voler essere più considerata da Hollywood un’oca o un’icona sexy. Incomprensioni e liti con produttori e registi sono all’ordine del giorno. Nel 1960, mentre gira “Facciamo l’amore” ha una breve quanto intensa relazione con il protagonista maschile del film, Yves Montand. E nello stesso anno divorzia da Arthur Miller.
La carriera di Marilyn pare conoscere un precoce declino e la sua vita privata è sempre più segnata da scelte sentimentali che non le sono di alcun giovamento.
Di rilievo appare la sua relazione segreta con John Fitzgerald Kennedy. Che una volta eletto Presidente degli Stati Uniti, nel novembre 1960, l’avrebbe “scaricata” al fratello Bob.
Nel 1999 Sotheby’s batte all’asta il vestito color carne indossato da Marilyn quando cantò ad una festa di compleanno gli auguri al Presidente Kennedy. Fu aggiudicato per un milione di dollari.
Nel 1961, su sceneggiatura di Miller, esce “Gli spostati” di John Huston, prova del talento drammatico di Marilyn e quasi un ritratto di lei. Vi recitano Montgomery Clift e Clark Gable, che morirà il giorno dopo la fine delle riprese. E’ anche l’ultimo film di Marilyn
Il 5 agosto 1962 Marilyn viene trovata morta. Si parlerà di suicidio, ma i sospetti su un possibile coinvolgimento di terzi, in pratica sull’omicidio, sono forti e lasceranno sulla sua fine un’ombra su cui si discute ancora oggi. Su quella tragica morte aleggia l’ombra di un coinvolgimento della famiglia Kennedy, mai chiarito, in particolare di Bob. Il quale morirà assassinato proprio a Los Angeles dopo un comizio nella campagna per le primarie presidenziali democratiche.
Marylyn Monroe: per quelli della mia età è ancora oggi un mito, il ricordo di un volto e di un corpo, di un sorriso solare. Lei aveva vinto molte delle avversità della vita e finì poi per farsi travolgere da altre, perché in fondo il successo non era riuscito a cancellare i drammi vissuti, le delusioni, la sua fragilità. Aspirava ad una normalità che non poteva avere e significativa è la sua affermazione: “la mia vita non si identifica con la gloria. La gloria è per me una felicità passeggera”.
Qualcuno, in un commento alla tragica fine di Marilyn, scrisse “fu tutti noi e uno splendido momento delle nostra vita”. Aveva ragione.
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millebolleblu87 17/09/2007 10:26
saylor_moon 09/04/2007 01:04
piccola, fragile e bisognosa dell'amore che le fu sempre negato
croccodrilli2 28/02/2006 10:04
Una donna davvero donna... stupenda!
moniacale 13/01/2006 14:06
complimenti per l'opinione.......lei è un vero MITO