Opinione su "Marrakesh"

pubblicata 22/04/2002 | tippili
Iscritto da : 19/02/2001
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Su di me :
Ottimo
Vantaggi un posto indimenticabile
Svantaggi non so cosa dire
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"Marrakesh prima tappa."

Appena sveglie spalanchiamo le finestre che danno sull’incantevole parco dell’hotel ed una vista di sogno ci appare.
Eccola là Marrakesh, davanti ai nostri occhi, coi suoi colori, offuscati ancora dalla luce del primo mattino!
In lontananza si staglia contro il cielo, l’Alto Atlante, la catena montuosa del Marocco, le cui cime sono innevate. Le torri, i minareti si elevano sopra gli alberi e le case più basse della città ancora circondata dalle vecchie mura.
Tutto ci appare di un colore bruno-rossastro, il colore di Marrakesh!
Agì, la nostra guida, è già pronto per accompagnarci.

Ci avviamo diretti alla moschea della Koutoubia, costruita dagli Almohadi, con la sua bella torre di stile ispano-moresco, che domina tutta la città, impreziosita da fini decori ornamentali alcuni anche in oro. Agì ci racconta molte leggende legate ad essa che la rendono ancora più affascinante.

Poco distante le Tombe Saudite, un centinaio di lastre di marmo con iscrizioni, tratte dai versetti del Corano.

Agì ci promette una meraviglia e non mente! Che spettacolo!
Ecco davanti a noi il Palazzo della Bahia, una delle residenze reali. Anche qui ci racconta storie ed aneddoti che riguardano questa costruzione. La Bahia, in arabo ‘la splendente’, era la concubina favorita del re. A lei era riservata un’ ala del palazzo vicina a quella del sovrano, mentre le altre ventiquattro concubine risiedevano in un’altra ala. Oggi non si può visitare, perché ci sono le guardie all’esterno ad indicare che il Re è a palazzo. Ci limitiamo ad ammirare i giardini con fontane zampillanti e fiori a profusione. Sulle torri, enormi nidi di cicogne, immobili.

Piazza Jemaa el Fna, in arabo, ‘raduno dei morti’, perché qui, fino a non molto tempo fa, si tenevano le esecuzioni capitali. Ora è il centro della vita cittadina. Dalle prime ore dell’alba fino a notte inoltrata è animata da personaggi di ogni genere: dagli incantatori di serpenti, ai cavadenti con esposti i denti estratti sul loro banchetto, agli acquaioli con i bicchieri appesi al berretto, agli interpreti dei sogni, ai lustrascarpe, agli insegnanti di matematica che tengono le loro lezioni sul selciato (non hanno problemi di ruolo!)…

Da qui, attraverso un dedalo di viuzze, ci inoltriamo nei souk dei tappeti, delle pelli, delle sete, dei tintori di lane, dei ramaioli,… e il profumatissimo e coloratissimo delle spezie. Ci lasciamo trascinare dall’entusiasmo, vogliamo vedere, vedere oltre, scoprire tutto!
Ma il tempo corre veloce. Dobbiamo ancora visitare il Pavillon de la Menara coi suoi stupendi giardini.
Intanto si è fatta sera. Ritorniamo in Piazza Jemaa el Fna che nel frattempo si è popolata di banchetti di venditori ambulanti di cibo. Il profumo che si spande per tutta la piazza ci mette appetito. Ci avviciniamo per provare a mangiare qualcosa… ma poi, dopo aver dato un’occhiata veloce, preferiamo ritornare a cenare in albergo.
Domani sveglia all’alba, ci attende un’altra giornata faticosa: partenza per Fèz.

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Commenti su questa Opinione

  • Romario pubblicata 16/04/2006
    Bellissima Marrakesh e splendida la piazza, ad ogni ora del giorno.
  • oraziosatiro pubblicata 12/06/2002
    Prima della prossima tappa, fermata obbligatoria per metterti fra gli autori di cui mi fido! Ciao Daniele
  • Cara.mella pubblicata 23/05/2002
    Di Marrakesh ho visto solo il film di Salvatores... Ah ah ah. Cmq. il film a me è piaciuto. Ciao
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Su Ciao da: 31/05/2000