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Opinione

per Matilda 6 mitica (Dvd)
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4 Stelle KILL THE TRUNCHBULL, MUM & DAD. Opinioni con immagini
49 su 49 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Il punto di vista dei bambini sul mondo degli adulti.

Svantaggi La realtà è vicina.

Dettagli

Qualità Video (DVD): OTTIMA
Qualità Audio (DVD): BUONA
Lingue disponibili (DVD): 2

L'autore

vipvip1 Dal 3 nov 2002

Visto che risulta...ebbene si, ho fatto un giro......ma mi si stringe troppo il cuore a rileggere... continua

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Prologo.
Da qualche giorno i miei due figli hanno l’influenza, per cui ho pensato bene che qualche film divertente e adatto alla loro età fosse la medicina giusta per risollevargli un po’ il morale. Magari contribuendo attivamente alla visione, in modo da star loro vicino e cercare di partecipare alle emozioni. E così dopo l’ennesima volta del maghetto inglese, dopo i vari cartoons della Disney, ho deciso di andare a noleggiare qualcosa di nuovo. Subito interrotta la riproduzione di quell’obbrobrio di Hulk, ho messo su la videocassetta di “Matilda 6 mitica”. Dovete sapere che questo film ha avuto diversi passaggi in tv, ed in uno di questi la “terribile” Daniela (la mia secondogenita di 3 anni) conobbe l’altrettanto terribile “Trinciabue”. Come molti di voi sanno, ci sono momenti in cui diventa difficile tenera a bada i bambini e si cerca un qualcosa per incutere loro timore. A scoprire che Daniela avesse timore di miss Trinciabue è stato Simone, il quale per poter studiare in santa pace minacciò la sorella di far intervenire questo personaggio. E come d’incanto l’iperattivissima Daniela volse le sue attenzioni verso un’altra attività, pur sempre di guastatrice (il computer del babbo).
Insomma da allora la signora Trinciabue è diventata lo spauracchio di Daniela, la quale al solo sentirla nominare diventa mooolto ragionevole.
Credo che però a tutto ci sia un limite, anche per la fertile immaginazione dei bambini, ed allora giustappunto, ho pensato bene di farle superare questo timore.
Finora il film l’abbiamo visto tre volte…..e la bimba inizia a scherzarci su….buon segno.

Premessa.
Non ho mai ben compreso se storpiare i titoli dei film sia una professione oppure è un modo come un altro per attirare l’attenzione. Sta di fatto che il numero arabo e l’aggiunta dell’aggettivo post-moderno “mitica” , ha sicuramente tolto spettatori a questo film. Il titolo originale è Roald Dahl’s Matilda. Ovvero Matilda di Roald Dahls. Si lo so, il nome di questo autore non dice molto, del resto prima che morisse nel 1990, ebbe diversi problemi per il suo modo di essere (fu tacciato di misoginia e antisemitismo). Immagino che “Willy Wonka e La fabbrica di cioccolato, 1971” sia ancora troppo lontana nel tempo per far riaffiorare qualche ricordo, sicuramente però “The Gremlins, 1984” è un titolo più facile da ricordare. Ebbene sì, dietro questi due successi cinematografici si celano due romanzi per ragazzi di questo autore gallese. Ma ci sarebbe da aggiungere anche “The Witches”, in italiano “Chi ha paura delle streghe?- 1989”.
Dunque, appurato che la fervida immaginazione di questo scrittore ha prodotto un po’ di storie originali dalle quali sono state tratte delle buone pellicole cinematografiche ( finanche Tarantino ed Hitchcock vi hanno attinto) dedicate soprattutto ai ragazzi, proseguiamo senza meno a svelare questa pellicola del 1996.

Trama.

Matilda è la secondogenita di una coppia di genitori superficiali ed egocentrici. Sin dalla nascita viene considerata un peso. E, per questo, nessuno si accorge delle notevoli doti che la bambina mostra di possedere. Ad un anno (o poco meno) già scrive, a tre già ha terminato di leggere tutte le riviste che circolano per la casa, a quattro si cucina da sola e va in biblioteca. Insomma, come dice la voce fuori campo nel film “Ha gia imparato a fare quello che per gli altri avviene dopo i trent’anni: badare a se stessa”. Del resto con un padre losco commerciante d’auto usate, una madre col vizio del gioco ed un fratello maggiore che la umilia in continuazione, non potrebbe essere altrimenti. Per uno strano gioco del destino, finalmente a Matilda si aprono le porte della scuola, alla quale il padre non voleva mandarla per non lasciare la casa disabitata quando giungevano i corrieri con i pacchi dei loschi traffici.
E così Matilda conosce la terribile preside di Crunchem Hall, Agata Trinciabue (Trinchbull nella versione inglese e Spezzindue nella traduzione italiana del libro edito da Salani).
Ma conosce anche miss Honey, ovvero la dolcezza fatta persona (ed il nome è eloquente), la sua maestra, la quale subito si rende conto delle straordinarie doti di Matilda e cerca di aiutarla a vincere l’ottusità dei sordi genitori.

Personaggi.
Matilda (Mara Wilson) è la protagonista di questa storia, una bambina intelligente ma anche sensibile, riesce a muoversi nel mondo degli adulti con estrema facilità, anche se i limiti della sua età anagrafica le sono spesso d’intralcio.
Harry Wormwood (Danny De Vito) è il padre “snaturato” di Matilda, chiacchiera sempre di cose insulse, in realtà è l’esatta parodia del tipico americano medio, almeno per come il regista (sempre De Vito ehehe) vede tale figura.
Zinnia Wormwood (Rhea Perlman) è la moglie di Harry, ma non ha nulla da farla sembrare una madre. Non è cattiva, è stupida e sottomessa al marito.
Miss Honey (Embeth Davidtz) è la dolcissima insegnante di Matilda, ha una sensibilità fuori dal comune, ma è caratterialmente debole per cui il suo contributo iniziale alla causa è praticamente nullo. Anche se l’appoggio morale fornito alla bambina- prodigio alla fine risulterà determinante.
Preside Trinciabue (Pam Ferris, la vedremo anche nel terzo episodio di H.Potter) è esattamente l’antitesi di un’educatrice. Cattiva e violenta si rivela anche truffatrice e omicida (ma non di bambini). Ama le attività sportive, in particolare il lancio del martello, solo che al posto del martello preferisce le treccine di indifese e terrorizzate bambine, con tutto il resto attaccato.

Opinione.
E’ una favola? Non direi. Diciamo che la chiave di lettura è molto meno superficiale. L’ottima sceneggiatura di Nicholas Kazan (l’uomo bicententenario, incubo d’amore) facilita di molto il lavoro del pur bravo regista De Vito. Il punto di vista è quello dei bambini, naturalmente infantile nel modo di percepire il mondo circostante. L’eccesso, la parodia, il grottesco è tipico di una mentalità ancora fantasticante, che vede le cose senza i filtri di una coscienza formata. L’intento è proprio quello di presentarci una realtà diversa da come siamo abituati a vederla, che nei contenuti rappresenta il riflesso che si forma nella retina di incompresi bambini. Una serie di istantanee che ci mostrano l’illusoria e limitata percezione di situazione quotidiane all’apparenza banali. C’è molta autocritica o se vogliamo critica adulta. A cominciare dall’easy-life tipico yankee. Il cibo rappresentato dalla zuppa di verdura in scatola, dialoghi familiari basati esclusivamente su futili motivi, il lavoro semplice e disonesto per soldi facili, la falsità della televisione, la facilità dell’inganno, l’illusorietà del gioco d’azzardo, l’apparenza in funzione dell’inganno. E De Vito dirige bene se stesso nell’impersonare il capo-famiglia di un siffatto mondo. E anche il De Vito attore non delude nello scendere così in basso (!). Perché le frasi che pronuncia sono come pesanti denunce del mondo che consapevolmente è fiero di fare parte. Le istituzioni che trovano come massima espressione la scuola, sono rappresentate da una preside che è quanto mai determinata a raggiungere la sua idea di scuola perfetta : “una scuola senza bambini”. I maltrattamenti fisici cui sottopone i suoi studenti, sono anch’essi metafore della cattiveria del mondo adulto, che evidenziano l’incapacità di ascoltare, di rapportarsi e di aiutare chi vive in un mondo fin troppo distante. Il “razzismo” dell’adulto, cinico, spietato è così sotto accusa; che palesa evidenti imbarazzi. E certamente non era nell’intendimento dell’autore del romanzo, prima, e del regista del film poi, risolvere. Una denuncia trasversale cui partecipa anche la signorina Hooney, una sorta di adulta infantile che sprofonda nelle sofferenze patite la sua frustrazione. Ma è la rabbia a risultare determinante, è la voglia di ribellarsi ai soprusi che, infine rende Matilda uno strumento di vendetta.
Però non è ovvio e banale come si potrebbe pensare, non è una ripicca infantile, almeno nei significati. Soprattutto nei confronti della famiglia che l’ha “allevata”.
La macchina da presa spesso “scende” ad un metro da terra, a sottolineare il punto di vista ed è quando ciò accade che avvengono le cose che più inducono alla riflessione. I colori sono sgargianti, sia nei costumi, sia negli arredamenti; un particolare che serve a far comprendere la percezione della “nostra Matilda”, la sensibilità per il mondo circostante che è cromaticamente viva, in alternativa alla televisione che viene vista con colori sbiaditi….quasi in bianco e nero.
Non è un tentativo di far diventare una mediocre pellicola un capolavoro, è semplicemente una constatazione di fatto tant’è che perfino la scure del Morandini, è insolitamente magnanima: “Nel passaggio dalla dimensione letteraria a quella audiovisiva la storia ha perduto buona parte della magia di Dahl, ma l'energia positiva che si sprigiona dalla piccola protagonista si fa sentire.”
Non mi rimane che consigliarne la visione, magari in compagnia di qualche bambino, quello che è in ognuno di noi potrebbe anche bastare.
Voto 7,5 che arrotondo a 4 stelle, per tutte le risate che mi sono fatto.

Ciao, Vincenzo.

P.s. Doverosa dedica a tutti coloro che amano i bambini.

Il film è disponibile in DVD e videocassetta.
Per la scheda tecnica http://www.cinematografo.it/bdcm/bancada​ti_scheda.asp?sch=34899

**** Piccola curiosità, le altre tre opinioni presenti su ciao.com, fanno parte della preistoria del sito, oggi verrebbero stroncate. ****


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Locandina
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Avete domande riguardo Matilda 6 mitica (Dvd)? Domanda
Pagina 1 di 10 | 1 - 5 di 50 commenti
  • Legolas204 31/08/2004 12:31
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Opinione molto bella... quasi ho paura a vedere il film per non rovinarmi l'idea che mi sono fatto :)) eheheh no no lo guarderò... ciao

  • alessio_71 08/07/2004 12:02
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • MonicaP 23/06/2004 14:23
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Splendido il film, il libro e la tua opinione! ciao!

  • Cj80_f 04/06/2004 06:32
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Lo hai visto tre volte???? Si' e' carino ma secondo me non e' nulla di eccezionale anche se adoro i bambini. Ciao

  • martaton 03/06/2004 11:39
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Ciao Vincenzo, penso di averlo visto almeno 3 o 4 volte (anche se i miei dati anagrafici dicono un'altra cosa, in realtà non ho piu' di 10-11 anni :-))....Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, che ricordi!!!!viato almeno 4 volte, ogni tanto lo danno ancora a Natale e naturalmente non me lo perdo...è una tradizione e poi Gene Wilder è fantastico! Ciao,Marta.

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