Mediterraneo

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... Garibaldi, che li aveva portati sin lì, è affondata e quindi loro isolati (con la radio fuori uso), infine impara a convivere con la popolazione di vecchi e donne, preti ortodossi e prostitute in un limbo di sole e cicale lontano da ogni guerra, sino a quando l' aviatore siciliano Carmelo ... Leggi l'opinione





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1-6 di 28 opinioni    
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Ma cosa ne sai, tu, di cosa mangiano... i greci?
Una Opinione di brest su Mediterraneo
1 Novembre 2006


La valutazione di questo autore:   

Regia buona 
Attori geniali 
Sceneggiatura ottima 
Colonna Sonora perfetta 

Vantaggi: La truppa del cast, l'ambientazione, la sceneggiatura, la regia, la fotografia, la musica .
Svantaggi: Solo un paio di ingenuità negli effetti speciali bellici e una marea di trascurabili bloopers, oltre a un finale predicatorio e semplicistico .

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Opinione completa

EΛΛΑΣ EΙΝΑΙ ΤΑΦΩΣ ΤΩΝ ΙTAΛΩΝ
Hellàs einài tafòs tòn italòn: lo vedono scritto sui muri dalla spiaggia in cui sono sbarcati. Lo vedono i fratelli Libero e Felice Munaron (Vasco Mirandola e Memo Dini), il tronfio sergente Nicola Lorusso (Diego Abatantuono), il suo timido attendente Antonio Farina (Giuseppe Cederna), il montanaro Eliseo Strazzabosco (Gigio Alberti), lo spaurito nevrotico Corrado Noventa (Claudio Bisio), il compatto caporale Luciano Colasanti (Ugo Conti). Tutti si girano verso il loro ufficiale, il fiorentino ex-insegnante di ginnasio Raffaele Montini (Claudio Bigagli), finché è Lorusso a chiedere: <<Cos'è che c'è scritto, eh, tenente?...>> <<La Grecia… è la tomba… tòn italòn>> taglia corto Montini, e spinge la truppa via da quel lugubre benvenuto.
In perlustrazione su un'isola sperduta dell'Egeo nell'autunno del 1940, la piccola guarnigione italiana prima 'conquista' un abitato deserto, poi scopre che la R.N. Garibaldi, che li aveva portati sin lì, è affondata e quindi loro isolati (con la radio fuori uso), infine impara a convivere con la popolazione di vecchi e donne, preti ortodossi e prostitute in un limbo di sole e cicale lontano da ogni guerra, sino a quando l' aviatore siciliano Carmelo La Rosa (Antonio Catania) non li avviserà, incredulo lui e loro, che ormai sono lì da (letterale) <<Minchia … tre anni!!!>>

A volte per un film si creano delle aspettative molto alte: è il caso dell'affollato e solatio "Mediterraneo".
Infatti, dopo l'epocale "Marrakech Express" (1989) e il delizioso "Turné" (1990), il 'nuovo' film dell'ormai affermato Gabriele Salvatores veniva atteso da una già nutrita schiera di devoti delle battute e dei personaggi che il milanese di Napoli tende a trascinarsi appresso come un capocomico tzigano.
Il cast trasloca quasi per intero dai due film precedenti a questo, anche se in realtà solo due nomi del cartellone saranno presenti in tutti i capitoli di quella che negli anni a seguire sarebbe stata definita la 'trilogia dell'amicizia e della fuga': Diego Abatantuono e suo fratello rossonero Ugo Conti.
In particolare, la rivelazione del film è proprio quel Claudio Bigagli che ricopre il ruolo scritto invece per Fabrizio Bentivoglio, divenuto nel frattempo non più ingaggiabile a causa di impegni teatrali. Il bravo e misconosciuto toscano (e non toscanaccio) Bigagli, sorta di malinconico e mite frutto attoriale di una terra ritenuta a torto capace di generare solo vulcanici mattatori (Albertazzi, Benigni, Bartali, Benito Lorenzi detto Veleno), si rivela l'ago della bilancia di una sceneggiatura che versa la linfa della commedia italiana nel passato doloroso della nostra storia (l'ultimo conflitto mondiale, un'isola greca come Cefalonia) senza mai nemmeno sfiorare il rischio della caricatura gratuita, e ottenendo alla fine l'elisir di giovinezza di un lungo sogno di una guerra di mezza estate, interrotta con la facilità arcana di un desiderio infantile e re-interpretata con la modernità post-televisiva di una pattuglia di attori ispirati e ben diretti.

Il soggetto di Enzo Monteleone trascina mellifluamente il 'mood' pacifista (che da sempre contraddistingue il sessantottino intiepidito Salvatores e i suoi sodali) non sulla spiaggia rovente della revisione e della militanza, ma sulla più dolce battigia della semplice favola a soggetto, nella quale gli innocui antieroi di turno non sono obbligati alla dura scelta se combattere o no, ma semplicemente varcano senza rendersene conto la soglia sfumata che conduce dalla 'mens militaris' (aggressività, cazzutismo, certezza di un destino di vittoria) all'idea quotidiana del vivere civile e perfino borghese (il piacere della renitenza, il prurito del sesso e l'anelito al metter su famiglia).
Astuzia italica della sceneggiatura vuole che i personaggi che compaiono sin dalla prima sequenza siano già ampiamente predisposti a tale metamorfosi: in questo modo la storia invece di emanare le note tipiche del dramma europeo del XX secolo (straniamento, dissidio interiore sull'identità, inadeguatezza e - forse - faticosa accettazione) cinguetta quelle più orecchiabili della commediola buffa, scanzonata e romantica.
La qual cosa è ottima, perché il relativo spessore attoriale del cast è tagliato su misura per questa e questa sola opzione, e siccome il valore di un'opera di fiction è sempre proporzionale alla coerenza tra aspirazioni e risultati, e mai riferibile ad una scala assoluta che tenga conto solo della purezza artistica, "Mediterraneo" ha fatto strike non solo nei gusti e nei cuori del pubblico italiano, ma anche nei voti dei giurati dell'AMPAS, che 'bruciarono' le Lanterne Rosse di Zhang Yimou a favore dei soldati smarriti di Salvatores.

Come in tutte le più vivide commedie italiane del cinema a colori, anche qui è finissimo ma resistente il filo di cucitura che trasforma il patchwork d'avanspettacolo in decorosissima sartoria popolare: non solo si succedono a ripetizione battute felicissime e gags a volte umanamente non resistibili, ma ciò avviene insieme alla crescita e alla definizione delle psicologie individuali, che si chiariscono ed espandono man mano che i militari escono dalle trincee e si mescolano alla 'società civile' del posto.
Farina si innamora della bella Vassilissa (Vanna Barba, poi sparita dal grande cinema) sino a sposarla, il tenente Montini si mette ad affrescare la chiesa delle nozze, i fratelli Munaron si consolano con le grazie di una procace pastorella, il tignoso Strazzabosco tenta di dividersi tra l'affetto per la sua mula e quello per un'indigena provvisoriamente senza marito, il basito Lorusso deve subire l'outing disarmante del suo fedele caporale (quel goliardone di Abatantuono si tira dietro l'amico di sempre Ugo Conti facendogli in cambio interpretare ruoli di gay per deriderne il machismo: in "Marrakech Express" è l'italiano scarcerato che a precisa domanda sul perché fosse stato dentro risponde sibillinamente: <<… storie di uomini…>>).

La sarabanda di scintille da cabaret d'alta scuola ha naturalmente nel burbero Diego Abatantuono/Nicola Lorusso il suo epicentro incandescente, e la prova è, ancora una volta, l'immediatezza fotonica della loro diffusione nell'immaginario orale delle serate tra amici, delle telefonate nostalgiche, delle imitazioni infinite attorno a una tavola imbandita o ad un falò in spiaggia.
<<… che cosa ne sai, tu, di cosa mangiano… i greci??>> è l'emblema tridimensionale del 'miles gloriosus' ignorante e fatuo, che si atteggia a condottiero dalla occulta sapienza etnologica per conservare il proprio carisma autoritario su un manipolo di ragazzi e uomini spauriti; <<(dopo aver fischiettato il tema di 'Parlami d'amore Mariù', e rialzandosi il cavallo dei calzoni uscendo dalla porta della 'casa agiurra' della prostituta Vassilissa')… l'ho massacrata>> è lo stemma del maschio latino sventrapollastre, così accurato nel ripettinarsi la chioma brillantinata e così superficiale nel farsi fregare tutti i fucili da un turco astuto e hashish-munito; <<(in attesa di parare un rigore di Farina durante una partita di pallone)… ti bruccia u' pepperone, eh?>> è lo sberleffo da mangiafuoco dei poveri, da compagnone di spiaggia, da capocomico roboante quando appena sopra di lui romba l'atterraggio della realtà.
Tutti i militari della truppa hanno piccoli o grandi momenti di gloria, e perfino il pope di Luigi Montini è capace del sorriso arcano di un indimenticabile: <<Armi? Le abbiamo sempre avute…>>

Tuttavia, concentrarsi esclusivamente sulla felicissima combinazione degli attori o sulla ricchezza di spirito di dialoghi da acquolina in bocca (nemmeno fossero stati scritti nella densità gustosa dello tzatziki) farebbe torto ad almeno due altri grandi elementi di forza del film: la fotografia e le musiche.
Il nitore estivo e salmastro della restituzione fotografica, di cui è autore il fidato 'salvatoriano' Italo Petriccione, pompa aria aperta e ottimismo apollineo in ogni più piccola inquadratura, anche in quelle notturne graffiate dal violino dei grilli; la colonna sonora di Giancarlo Bigazzi usa gli stessi mandolini struggenti del fenomenale "Mery per sempre" (Marco Risi, 1989) ma li modella su un più ampio e alto spettro di sonorità, riuscendo a squarciare il blu-mare e l'azzurro-cielo con i brividi di un lirismo profondo, nostalgico e sorprendente per un film dichiaratamente leggero.

Bello, bellissimo nella sua ingenuità e furbizia da mercante levantino. "Mediterraneo" sconta lievissimamente solo alcuni difetti, come i numerosissimi bloopers soprattutto di carattere militare (tante le contraddizioni e gli errori materiali riguardanti armamenti, divise e quant'altro, ma solo percepibili dai fanatici di 'militaria' e non nocivi per l'economia del film in sé) o come la scelta di un finale retorico e predicatorio, che soddisfa il moralismo pre-tangentizio del sinistrorso Salvatores più di quanto onori le storie dei suoi indimenticabili personaggi, finiti a tagliare melanzane e a lamentarsi che la tanto declamata 'ricostruzione' sia stata impedita.
Mah, io adoro Salvatores regista e non mi curo delle sue 'naïvetés' da ex-presidente di assemblee liceali.
Sulla lancia che li porta alla nave inglese, Montini si gratta il mento, guarda la 'loro' isola allontanarsi nella schiuma del motore di bordo. Si volta verso Lorusso e sospirando dice <<… damme n'oliva, va'!...>>

Succede, anche se raramente, che per un film si creino delle aspettative molto alte: succede ancor meno di frequente che queste aspettative vengano soddisfatte, e quasi doppiate a velocità supersonica, dalla semplice bellezza della realtà.
Il film è una visione automatica se passa in tv, e consiglio, a chi non abbia ancora avuto la fortuna di vederlo, di recuperarlo in home video, perché vi coronerà la serata.

Anche se sul palco di Hollywood Gabriele Salvatores fece un po' la figura dello stupidotto, balbettando nei suoi trenta secondi "… make love, no war…" di fronte ad una platea che avrà pensato a lui come a una bizzarra via di mezzo tra un bonzo e un figlio dei fiori, questo ricordo da diretta televisiva all'alba di una mattina di marzo 1992 svanirà, nel tempo e nella mente di quasi tutti.
Sui libri, invece, rimarrà scritto che quella notte un film italiano vinse l'Oscar, un film che affiancò da allora i capolavori di Vittorio De Sica ("Sciuscià" nel 1948, "Ladri di biciclette" nel 1950, "Ieri, oggi, domani" nel 1965, "Il giardino dei Finzi-Contini" nel 1972), Federico Fellini ("La strada" nel 1957, "Le notti di Cabiria" nel 1958, "8 e ½" nel 1964, "Amarcord" nel 1975), Elio Petri ("Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" nel 1971) e infine il più recente ruffianello ma meraviglioso "Nuovo Cinema Paradiso" di Giuseppe Tornatore, nel 1990.
Un film di gente semplice, di lingue e facce e razze simili perché, più che vicine di sponda, semplicemente umane.
Un film in cui spira, e vi soffierà per sempre, la lucente melodia azzurra e il nome del nostro mare.

SCHEDA
MEDITERRANEO (Ita 1991, 96'). Regia: Gabriele Salvatores. Soggetto e sceneggiatura: Enzo Monteleone. Fotografia: Italo Petriccione. Montaggio: Nino Baragli. Scenografia: Thalia Istikopoulou. Costumi: Francesco Panni. Musiche originali: Giancarlo Bigazzi, Marco Falagiani. Con Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna, Gigio Alberti, Claudio Bisio, Ugo Conti, Memo Dini, Vasco Mirandola, Vanna Barba, Luigi Montini, Antonio Catania. (Voto: 8)

 
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MARE NOSTRUM
Valutazione del Prodotto Mediterraneo scritta da thesleeper

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...oscar. Sto parlando di Mediterraneo ovviamente. Un film su soldati, ma non di guerra. Un viaggio molto garbato di Salvatores nei molteplici sentimenti umani di chi, per cause di forza maggiore, si ritrova lontano dalla propria terra, dai propri progetti, dagli affetti, dalla propria casa. Un viaggio in quei sentimenti che ti spingono a non voler crescere salvo essere messo di fronte al fatto compiuto dalla realtà. Un viaggio alla scoperta di una ...
...Giustamente secondo me. Mediterraneo è stato abbracciato anche dai greci quasi come un proprio figlio. E non solo per la presenza nel cast di Vanna Barba, una giovane attrice, all’epoca, che oggi vive di rendita grazie al ruolo in questo film. I Greci hanno amato Mediterraneo perché questo rappresenta il miglior biglietto da visita per quel popolo. Io non credo che Salvatores abbia ben chiaro quello che il suo film è riuscito a mostrare. Lui aveva ... Leggi l'Opinione

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09.01.2005
(10.01.2005)
MEDITERRANEO...E POI?
Valutazione del Prodotto Mediterraneo scritta da BIBI77

Vantaggi: SENTIRSI BENE CON LA VITA
Svantaggi: ASSOLUTAMENTE NESSUNO

L'estate sta per finire, qui a Roma, nella mia città i tramonti visti da Castel Sant'Angelo sembrano diventare quasi malinconici, quasi volessero annunciarci l'inizio di un autunno che almeno io sembra non voglia vivere... Quando si torna dalle vacanze, ci si aggrappa a qualcosa che possa far suscitare di nuovo emozioni, sensazioni, a volte si cercano anche odori che ci fanno rivivere giorni passati in serenità.... Anche quest'anno le mie vacanze ...
...aride, dove i tre colori predominanti sono il lilla delle bucanville che contrasta con le piccole case bianche dai tetti blu.... Così dopo qualche giorno dal mio rientro, mi sono detta perchè no, l'ho visto centinaia di volte, ma la meraviglia del film e le emozioni che riesce risvegliare mi fanno sentire bene....ok stasera Vale ci vediamo Mediterraneo..... La trama del film credo sia nota a tutti, un gruppo anche non troppo addestrato di militari ... Leggi l'Opinione

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08.09.2004
L'isola fuori dal tempo
Valutazione del Prodotto Mediterraneo scritta da brog89

Vantaggi: un film divertente, ma in grado di far riflettere
Svantaggi: nessuna

"Mediterraneo" è senza dubbio uno dei miei film italiani preferiti: infatti una trama relativamente originale, con una sceneggiatura e attori capaci di muovere il riso ma anche di far riflettere profondamente, unita a una splendida e suggestiva fotografia e a musice adatte lo rendono una pellicola molto gradevole da guardare, leggera ma mai frivola, che vuole rivolgere, nel contempo, l'attenzione anche su problemi, temi e sensazioni quanto mai attuali. ...
...mondiale, un gruppo di otto soldati italiani (tutti diversissimi tra loro nel carattere, nelle reazioni, nelle motivazioni) viene mandato come presidio su una tanta sperduta quanto strategicemente e militarmente ininfluente isoletta del Mar Egeo. E qui rimarranno isolati dal mondo, vivendo in stretto contatto della popolazione "occupata", stringendo con essa un rapporto di rispetto e anche affetto, finché arriva la notizia della fine della guerra ... Leggi l'Opinione

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22.06.2007
Dedicato a tutti quelli che stanno scappando
Valutazione del Prodotto Mediterraneo scritta da heidi1971

Vantaggi: bellissimo
Svantaggi: ---

"In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare" (H. Laborit) Mediterraneo, film del 1991, fa parte di una trilogia di film di Salvatores, che comprende Marrakech Express e Turnè, "dedicati alla poetica della delusione e del disincanto, della fuga verso una nuova forma di interiorità, di individualità, di impegno non condizionato da fattori ideologici, da miti collettivi" (la frase tra virgolette è copiata ...
...sacchetto!). Ambientato durante la II guerra mondiale: il Capitano Montini (C. Bigagli), il sergente Lo Russo (D. Abatantuono), i soldati Farina (G. Cederna), Strazzabosco (G. ALberti), Noventa (C. Bisio), Colasanti (U. Conti) e i fratelli Munarol, nel 1941, sono distaccati in un'isola dell'Egeo per la missione "osservazione e controllo" e dimenticati ... All'approdo, l'isola (il film è stato girato sull'isola di Castellorizo) sembra completamente ... Leggi l'Opinione

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09.02.2007
Un pò di luce
Valutazione del Prodotto Mediterraneo scritta da Sgt.Pepper

Vantaggi: Divertimento o emozioni (o, come nel mio caso, tutti e due)
Svantaggi: solo per chi non ha buon gusto...

Un pò di luce...Grazie gente. Bisio e Abatantuono premi oscar, come Arbore ed Elio che sfiorano la vergogna di vincere a Sanremo! Ma tant'è: a volte in questi tempi in cui l'arte è così inspiegabilmente indaffarata a disconoscere sè stessa, un libro, un film, un album ti ricordano quale sia il suo vero volto, grazie al cielo. La trama? Perché parlarne, se quello che conta è la poesia leggera che questo piccolo film fatto in casa ci regala...Un gruppetto ...
...dimostrarci che soldati nel senso vero della parola noi italiani non saremo mai (aggiungo io: per fortuna). Un film sulla guerra in cui la guerra si tiene alla larga, perché, vien da pensare guardandolo, neanche la sua arroganza o la sua violenza possono rompere il meraviglioso incantesimo di certi luoghi...Salvatores e i suoi scanzonati, simpaticissimi attori non recitano, ma giocano e si divertono da matti. E mi spiace per i puristi della recitazione, ... Leggi l'Opinione

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08.06.2001

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27.11.2009
(29.11.2009)
Pulp Fiction alla Mediterranea
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...riavvolge e riparte. Anche il modo di fare e di vestirsi di Angelino (S.Rubini) ricorda quello delle Iene. L'uso dello split screen è dosato con equilibrio, la musica azzeccata e la sceneggiatura convincente. Non convincono, invece, le scene "meno italiane" come quelle degli inseguimenti in automobile che mettono in mostra limiti tecnici. I personaggi di Amnésia non sono più gli eterni Peter Pan di Marrakech Express e Puerto Escondido: sono stati costretti a crescere dalla vita e soprattutto sono costretti a confrontarsi con i loro figli che paiono essere simili a loro più di quanto pensassero. In definitiva, un film che a mio parere sarà di transizione per un Salvatores in cerca della giusta strada verso il nirvana dopo aver abbandonato le atmosfere dei "vari" Mediterraneo e aver svoltato in maniera coraggiosa verso un cinema meno... Leggi l'Opinione

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20.03.2002
Linea blu...ancora il mio Mediterraneo
Valutazione del Prodotto Rai 1 scritta da  costsigno

Vantaggi: Tutte le bellezze del Mediterraneo
Svantaggi: C'è solo una volta a settimana...

...preparata e traspare la sua passione per il mare e tutto ciò che lo riguarda, il che non guasta se paragoniamo lei ai vari conduttori tipo quel Bevilacqua e quell'altro butrillo livornese che va linea verde...MAMMA MIA... Un particolare apparentemente secondario, ma che apprezzo molto è la musica che accompagna i servizi. Non sono le solite canzonette che ascoltiamo alla radio tutti i giorni, ma la musica dei luoghi visitati. Musiche in cui, per lo meno io, sento tutto il Mediterraneo ed il mare che ha ispirato i compositori.... Leggi l'Opinione

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13.10.2001

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