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Scopriamo cosa è vero in Melissa P.
Vantaggi pochi, forse la Chaplin nonna
Svantaggi il resto
Dettagli
| Genere | drammatico |
|---|---|
| Età minima | vietato min. 14 anni |
| Regia | buona |
| Attori | decenti |
| Sceneggiatura | banale |
| Colonna Sonora | appropriata |
| Qualità Video (DVD): |
continua
Non contento di avere letto i suoi libri (rigorosamente a sbafo, sono a priori contrario ai diritti d'autore e alla SIAE) mi sono appena fatto due ore con la trasposizione cinematografica di "Melissa P." (Panarello, per chi non lo sapesse) e i suoi cento colpi di spazzola da darle sulla testa.
Il film vorrebbe seguire piuttosto fedelmente il libro, catapultando la storia di una giovane ninfetta (il parere di mio padre quando lo vide al cinema fu laconico:" E' la storia di una ragazza un po' put**na e un po' no.") che discende (realtà o finzione? La seconda, chiunque abbia letto il libro non può che confermare) gli abissi del peccato attraverso una continua degradazione.
C'è nulla di nuovo da aggiungere? Penso di sì, del resto la versione cartacea la si faceva fuori in poco più di due ore.
Ora cominciamo con la demolizione sistematica: la Sicilia proviamo a ricrearla con un minimo di realismo.
Ciò non significa arrivare al dialetto spinto di "Mery per sempre" e "Ragazzi fuori" o alle storie di mafia di Michele Placido, ma che almeno non tutti parlino con perfetta dizione (dai professori ai bidelli della scuola, passando per studenti e studentesse), e che, nell'istituto, non ci sia un'uniforme sportiva comune a tutti per l'ora di ginnastica (anche perchè, in quel rarissimo caso, riporterebbe il nome della scuola e non solo la marca della maglietta).
Quisembra di essere a "Vivere" o a "Centovetrine" dove i dialoghi hanno l'elettroencefalogramma praticamente piatto e tutti si esprimono in perfetto italiano. Ci manca solo un rapinatore che entrando in banca affermi (senza gridare siamo tra persone educate del resto) "Prego tutti i presenti di interrompere ogni operazione bancaria. Sono qui per far mia una parte del denaro contenuto nelle casse, quindi la vostra collaborazione è quanto mai gradita onde permettere uno sbrigo della pratica celere ed efficace". MA ANDATE A QUEL PAESE!!!!
Francesca Neri ha intuito comunque la possibilità di produrre un film a bassissimo costo (il cast ha un costo praticamente nullo, tolta la nonna Geraldine Chaplin che oscilla tra il rocchettaro e l'hippie, più trasgressiva di tutte e al contempo stesso assolutamente poco credibile, persino meno della dolce "bitchie" protagonista) cercando di realizzare dietro la sedia del potere ciò che le era stato chiesto nel ruolo di attrice con "le età di Lulù", ovvero crear scandalo e far sì che si parli dell'evento e conseguentemente si portino persone al cinema ed in videoteca.
Proprio la presenza della nonna (paterna, il padre è ingegnere in una piattaforma petrolifera nel mezzo dell'oceano) si discosta dal libro, ma in modo assolutamente incomprensibile.
SE il tentativo è quello di voler dare un perchè alle azioni della Lolita simbolo del nuovo millennio, possiamo parlare di esperimento brutalmente fallito.
Le motivazioni non si spiegano certamente con i monologhi verso il diario, che non hanno coesione fra di sé: sono scene di blog, semplici, che non mostrano evoluzione comportamentale.
Melissa si accorge del resto di non amare un ragazzo mentre ci fa sesso per la prima volta: sta qui la vera svolta? Ma andiamo, suvvia, siamo cresciuti.
Oltre quindi a qualche morbosità qui proprio non si riesce ad andare: per una persona adulta senza alcun disturbo mentale (cosa da precisare sempre) non può essere assolutamente eccitante un dialogo che passa dal romantico "Hai voglia di baciarmi?" al direttissimo "Allora baciami il..." (onde evitare qualsiasi dubbio in voi, non si parla di atto di piaggeria estrema, quale è l'apposizione delle proprie labbra sul fondoschiena, ma di un invito, anzi, un imperativo, ad eseguire un rapporto orale).
Che dire poi della banale provocazione (assolutamente inutile nella realtà) del "Non fare la bambina" per invogliare la nostra Melissa ad un forzato rapporto a tre (è il sogno di ogni uomo, ma prevede due donne e un uomo e non viceversa).
"Non so che mi è successo, m'è scattato qualcosa dentro" Confesserà poi lei ad un'amica. Facile, io la risposta la so, ma poi mi bannate da Ciao.
Questo mentre la nostra protagonista ha tutto fuorchè il fisico della provocatrice (l'esordiente spagnola Maria Valverde): capello rosso ben portato, occhi dolci ma non maliziosi, fisico normale, al limite dello scialbo, ingigantito da una serie di maglioncini improbabili ed improponibili perennemente indossati, e che mai si potranno abbinare al più semplice dei perizomi.
Proprio in questo contrasto sta la trama, ma chi ha visto in TV o sui giornali la vera "Melissa" lo riscontra parimenti...
Il risultato finale, di chi cade e risorge a nuova vita, anche in celluloide ha trovato fasti migliori nel già non eccelso "thirteen-tredici anni" ed ecco perchè, nonostante l'impegno profuso dalla sceneggiatura di Barbara Alberti, non posso che personalmente bocciare il tutto.
Non ne vale la pena, tutto qui.
Si trovano porno in giro con molta più caratterizzazione dei personaggi e almeno lì quando si arriva a scene di sesso non si saltano quasi a piedi pari.
La colonna sonora è infine adatta: solo pop per far scucire soldi ai ragazzini, leggero come il resto che vedrete ed ascolterete.
Alla prossima,
Alessandro
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isalille 04/05/2006 18:57
molto molto carina :)
Brendon 02/05/2006 12:49
pingoreale 24/04/2006 17:04
i porno sono più divertenti!! hai completamente ragione
LineOFire 20/04/2006 15:01
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regia di Luca Guadagnino con Maria Valverde; Letizia Ciampa; Primo Reggiani; Fabrizia Sacchi; Geraldine Chaplin; Nilo Mur; Carlo Antonelli |
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Bel modo di scrivere, mortivato soptattutto! complimenti :-) Il film l'ho visto ma non mi è piaciuto per niente... tutto molto insipido....