Melograno

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Opinione Diamante

Amore, passione, ricchezza, fortuna.. Proviamo?

5  31.05.2005

Vantaggi:
Adorna con il suo splendore anche i piccoli giardini

Svantaggi:
In autinno perde le foglie ma è bello anche "nudo"

Consiglio il prodotto: Sì 

hidrangea

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Guardandolo in giardino, in tutto il suo splendore fatto di semplicità, di freschezza, di simbolismo, di classicità e al tempo stesso d' attualità, di bellezza e di storia, ho pensato di aver fatto la scelta giusta quando l'ho voluto nel mio giardino. E' bello anche quando è spoglio il melograno. Il tronco ha un aspetto "vissuto", forse non come quello dell'ulivo che è spettacolare con le sue contorsioni, con le sue cavità, con la sua corteccia, ma dà comunque il suo bel vedere, pare che racconti la sua storia. I rami si dipartono e si infittiscono in tanti ramoscelli flessuosi che, in primavera, si ricoprono di foglioline di colore rossastro le quali in pochi giorni, crescendo, virano al verde.
Ed è bellissimo e "vivo" quando gli uccellini scherzosi svolazzano nel suo leggero fogliame e si appoggiano leggeri sui rametti che si muovono mollemente. E poi ecco apparire i primi boccioli rossi, prima rotondi e stretti, poi allungati, quasi a forma di piccolo fiasco, finché si aprono in quella meraviglia scarlatta che è il fiore. E mentre lo ammiro, comprendo la ragione per la quale ha riscosso tanto successo e ammirazione nel corso dei secoli.

E' una pianta che ha origini antichissime. Il suo nome botanico Punica granatum, deriva dal latino. Infatti, sebbene originario dell'Asia occidentale, fu conosciuto, coltivato e diffuso in tutti i paesi del Mediterraneo ad opera dei Fenici, da cui forse deriva il nome "punica".
Il melograno viene citato tra le piante della Terra Promessa nell'Antico Testamento, quale simbolo di ricchezza e fecondità, mentre gli Etruschi lo utilizzavano già al loro tempo come astringente ed anti-elmintico, proprietà accertata, anche da studi recenti, che hanno evidenziato che effettivamente il principio attivo è concentrato soprattutto nelle sue radici. I Greci amavano molto questa pianta sacra ad Afrodite ed Era. Legata a questo particolare frutto è la storia di Persefone, figlia di Zeus e di Demetra, dea della terra, delle messi e della fecondità. La ragazza fu rapita da Ade, dio degli inferi, e questo la rese triste al punto che smise di mangiare, mentre il dio, che se ne era innamorato, cercava di invogliarla presentandole mille manicaretti, ben sapendo che se Persefone si fosse nutrita del cibo del regno dei morti
Fotografie per Melograno
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Melograno Fotografia 222277 tb
melograno
sarebbe rimasta con lui per sempre. Quando ormai Demetra, dopo aver "scioperato" bloccando così il fluire delle stagioni, aveva ottenuto da Zeus la promessa di far ritornare la figlia, Persefone rimase ammaliata e incuriosita da un frutto sconosciuto, il melograno, e ne assaggiò sei semi! Fu così che Persefone fu condannata a passare sei mesi all'anno con la madre sulla terra e sei mesi con Ade negli Inferi, uno per ogni chicco assaporato!. Il melograno, dunque, aveva fatto il suo ingresso nel mondo della mitologia.

Gli antichi Romani già adornavano i loro giardini con questa bella pianta, mentre in Turchia le giovani spose, per conoscere il numero di figli che avrebbero generato gettavano a terra un melograno e contavano il numero di chicchi che se ne staccavano. E quando gli Arabi lo introdussero in Spagna, uno splendore di città ne prese il nome: Granada.
Questo albero dal frutto così bello, simbolo della fecondità e della vita, è stato molto amato anche dagli artisti. Basti pensare a Carducci e al suo "Pianto antico" dedicato al figlio Dante, morto bambino ( chi non ricorda"…. il verde melograno dai bei vermigli fior…."?) , o a Shakespeare che lo cita nel suo "Giulietta e Romeo", ma anche a Botticelli, Caravaggio, Cezanne…per citarne alcuni, fino ad arrivare ai nostri giorni: nel 2001 a New York nella Metropolitana di Times Square è stato inserito un enorme mosaico, "Il ritorno della Primavera", dedicato al mito di Persefone e ai chicchi di melograno.

. Questa bella pianta, se lasciata crescere spontaneamente, tende a formare più tronchi diventando un grosso cespuglio pollonifero molto decorativo. Nel mio giardino sul mare l'ho lasciato crescere così, un po' selvaggio accanto alle altre essenze mediterranee ed è un vero spettacolo. Può essere allevato anche ad albero, basta scegliere il fusto che più ci piace ed eliminare i polloni che continuano a crescere alla base, ed è allora altrettanto, se non più bello, per la freschezza delle foglie, il tronco "vissuto", la mollezza dei rami, lo splendore dei fiori e la bellezza dei frutti. L'albero ha sviluppo contenuto, al massimo raggiunge i cinque o sei metri ed è perciò adatto anche ai piccoli giardini, per questo l'ho inserito in quello di città, anche se non avevo neanche sperato che ne divenisse, com'è accaduto in questo periodo, il fulcro.

Si coltiva facilmente in vaso nella varietà nana ed è simpatico arricchire il terrazzo o il balcone con una pianta così bella attraverso cui si può assistere, rapiti, al ciclo vitale della natura e delle stagioni.
Amante di esposizioni soleggiate, questa pianta vive bene nel terreno povero e sassoso, drenato e frugale, magari contenuto da un bel muro a secco. Punica granatum resiste bene alla siccità,ma non disdegna le irrigazioni nei periodi più caldi. Se coltivato in vaso bisogna irrigarlo, invece, regolarmente Non ha bisogno di concimazioni particolari per regalarci verde, fiori e frutti. E' una pianta resistentissima, praticamente non viene attaccata da malattie fungine né da afidi né da parassiti.

Si riproduce facilmente con varie modalità:

a) per talea legnosa: si taglia un ramo dell'anno sotto un nodo e si tolgono tutte le foglie tranne le quattro o cinque che stanno all'apice che vanno tagliate a metà. A questo punto le talee si interrano in vaso o in piena terra a ridosso di un muro. Sul fondo del vaso, o della buca, vanno messi sassolini o argilla espansa per favorire il drenaggio e poi 2 parti di terra di giardino e una di sabbia. Si innaffia il tutto, si praticano buche profonde almeno un terzo dell'altezza della talea da piantare e voilà si pigia il terriccio intorno ad ogni rametto ed è fatta! Personalmente non uso mai l'ormone radicante, ma è raccomandato dai vivaisti immergere le talee in un liquido o in una polvere che stimolino l'emissione di radice;

b) per talea di radice: si scoprono un po' le radici del cespuglio o dell'albero con una paletta e si tagliano pezzetti di 5 o 6 centimetri che poi si interrano in vaso o in piena terra. Anche in questo caso occorre preparare il drenaggio con argilla espansa o ghiaia e mescolare 1 parte di sabbia e 1 di terra di giardino. Si bagna bene il tutto e poi i pezzetti di radice si interrano a circa un centimetro, disponendoli in perpendicolare rispetto al piano. Si tiene il tutto all'ombra e in breve si avranno tante piantine;

c) per prelievo di pollone radicato: è un sistema misto tra la talea legnosa e quella di radice. In pratica si preleva un pezzetto di radice che ha attaccato a sé un germoglio;

d) per margotta: a fine primavera si sceglie un ramo che non sia erbaceo, quindi molto tenero, ma che non sia neanche troppo duro o legnoso. Si tolgono le foglie, lasciando le solite 4 o cinque apicali. Si tagliuzza un po' il ramo, fino a spaccarlo, per 3 o 4 centimetri facendo però in modo di non danneggiarlo e di non spezzarlo, e si fascia la parte con un abbondante strato di muschio bagnato, che si avvolge poi nella plastica. Dobbiamo avere cura di tenere umido il muschio e………..meraviglia dopo qualche mese, quando intorno al ramo spaccato si saranno formate le radici si taglia il ramo e il nostro melograno è bello e pronto.

…e ben presto tra maggio e giugno ecco apparire, come per magia, gli spettacolari fiori rosso intenso a otto petali che si trasformano nelle decorative bacche sferiche, dette balauste, che maturano in autunno quando, specialmente se la nostra pianta vive in luoghi umidi e non molto caldi, perde rapidamente le foglie.
I frutti temono le piogge intense perché la buccia giallo-rossastra tende a spaccarsi, però a me piacciono quei melograni, quasi decadenti, un po' aperti che mostrano, invitanti, i loro semi succosi, e mi diletto ad accostarli alla frutta di stagione e ai rametti di alloro e alle altre aromatiche per farne profumati ed eccentrici centrotavola.

Ma il melograno non è solo bello, è anche un frutto molto utile e pieno di proprietà: la buccia della balausta, ad esempio, è utilizzata per tingere di giallo i decori dei tappeti orientali e di tessuti pregiati, dal succo si ricava, invece, un liquore squisito e il sapore dolce e acidulo della polpa è piacevole e rinfrescante. Non ne mangio spesso perché i semi sono un po' fastidiosi, però i melograni sono ricchi non solo di vitamina A, vitamine del gruppo B e polifenoli, che sono antiossidanti e spazzini delle arterie, ma anche di sostanze cui alcuni studiosi hanno attribuito perfino proprietà antitumorali!

E per finire in bellezza quale può essere il significato di un fiore e di un frutto così bello e particolare? Il fiore vermiglio non può essere che il simbolo dell'amore, della passione, mentre il frutto, considerato un vero e proprio portafortuna ( a Capodanno non se ne può fare a meno!) rappresenta la fecondità e la ricchezza ed è per questo che in alcuni paesi africani gli sposi mangiano da un unico frutto i rossi acini succosi.


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Bellatrix72

Bellatrix72

02.08.2013 11:32

L'HO PIANTATA NEL MIO GIARDINO...A FEBBRAIO DELL'ANNO SCORSO...SEMBRAVA STESSE MORENDO MA PER MAGIA A MARZO HA COMINCIATO A GERMOGLIARE E VEDESSI ADESSO CHE SPETTACOLO..ANCHE SE è PICCOLO...HA MESSO SOLO UN BELLISSIMO FIORE CHE CI HA ABBANDONATO DOPO POCHI GG...MA SPERIO CHE L'ANNO PROSSIMO ME NE DIA DI PIù!!!

siggibau

siggibau

05.07.2012 09:48

che bella pianta

ingelmini

ingelmini

03.11.2009 11:34

Uno dei miei frutti preferiti! Brava!

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