Cuore Tecnologico
02.09.2001 (03.09.2001)
Vantaggi:
Bello, bello, bello
Svantaggi:
Ci sono tre pezzi da buttare via
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
Qualità dei testi
Qualità della musica
Voce artista
Originalità
Design del disco
Paragone con dischi precedenti dell' artista
 gErmE
Su di me:
Ciel ou Enfer qu'importe?
Au fond de l'Inconnu
Pour retrouver le Nouveau...
Iscritto da:18.05.2001
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 16 utenti Ciao
"Microchip Emozionale" non e' un cd recente. Ha appena compiuto due anni. E, tra breve, sara' rimpiazzato dal terzo lavoro del gruppo torinese - presumibilmente, in uscita tra ottobre e novembre. Due anni ricchissimi, tra l'altro. Due anni in giro per l'Italia con un numero imprecisato di date. Due anni a rotazione sui canali musicali con i video dei quattro singoli ("Colpo di pistola", "Liberi tutti", "Tutti i miei sbagli", "Disco Labirinto"). In mezzo, una partecipazione a Sanremo - dai retroscena decisamente curiosi - con ristampa del disco e conseguente inserimento del brano sanremese e della bellissima "Albe Meccaniche", il cui testo e' stato scritto dal poeta torinese Luca Ragagnin - che, nel precedente cd dei Subs, aveva gia' firmato "Come se". Con questo cd i SubsOnicA dovevano farsi conoscere dal grande pubblico, fare il salto di qualita' - o forse, di quantita' di copie vendute. Uscire dal giro dei centri sociali e delle rive del Po per imporsi all'attenzione nazionale, dei media e dei grandi music-store. E ci sono riusciti. Servendosi di ottime strategie. In primo luogo, partecipando all'MTV day del 1999, quando "Microchip Emozionale" non era ancora uscito ma le emittenti radiofoniche - non solo le "libere frequenze" a cui era stata dedicata "Radioestensioni" - trasmettevano il primo singolo, "Colpo di Pistola". Un mini-live davanti a migliaia e migliaia di persone e in diretta nazionale. Niente male, come inizio. "Colpo di Pistola", poi, era proprio un bel singolo, uno di quelli che possono davvero fare da traino a un cd. Trascinante la base ritmica - dub molto dub -, ostinatamente orecchiabile il ritornello, sufficientemente "cattivo" il testo. Non male neppure il video, coi cinque torinesi insolitamente abbigliati - abito e cravatta nera con camicia bianca quasi come "Le Iene" di Tarantino - che si esibiscono in improbabili passi di danza.
Un buon inizio, dunque, seguito da un secondo singolo altrettanto scaltro. "Liberi Tutti", con la partecipazione di Daniele Silvestri - in qualita' di artista ma, soprattutto, di amico. Forse il brano piu' brutto del cd - assieme a "Il mio DJ", firmato anche dal dj Coccoluto - ma, ancora una volta, ritornello che non si dimentica e video che non ti fa venir voglia di cambiare canale. Poi, l'esplosione. i SubsOnicA a Sanremo e non tra le Nuove Proposte - che, forse, adesso si chiamano in un altro modo - ma tra i Big. Perche'? Per fare davvero il grande salto? Perche' la Mescal - la casa discografica - doveva mandare qualcuno della propria scuderia in riviera e loro erano i piu' adatti? Perche' il Festival aveva bisogno di rifarsi il trucco? La risposta ufficiale non la ricordo neanche piu' ma non ho certo dimenticato quella ufficiosa, arrivata in una gelida notte torinese, sorseggiando un daiquiri alla fragola al Pura Vida, dopo un pessimo concerto dei Bluvertigo al Palastampa. "Andiamo a Sanremo perche' il figlio di uno degli organizzatori e' un nostro fan e ci hanno letteralmente supplicati di partecipare". Amen. Si temeva soltanto che arrivassero presentanto una canzone sulla mamma - a quello, poi, ci ha pensato Carmen Consoli - e che finissero a cantare in playback a "Domenica In" - e a quel punto la tristezza e' stata insondabile.
Invece, "Tutti i miei sbagli" era un pezzo poco - o per niente - sanremese e totalmente subsonico. Con quell'attacco tutto archi, poi spazio alla voce calda di Samuel e la partenza della base molto soft-dance-melodica. Non si sono piazzati nemmeno ultimi, i Subs, a Sanremo, contrariamente ad ogni previsione e la loro carriera ha avuto, innegabilmente, un'impennata. Peccato solo che, ai concerti di marzo, sembrava che la gente che andava a sentirli conoscesse solo "Tutti i miei sbagli" che cantava a squarciagola, ignorando e snobbando, poi, gli ulteriori 90 minuti circa dell'esibizione. L'ultimo singolo tratto da "Microchip Emozionale" e' stato "Disco Labirinto" con la partecipazione "straordinaria" di Morgan dei Bluvertigo - poco straordinaria, a dire il vero, visto che ultimamente non c'e' "progetto" al quale il Mr. Argento non collabori, ma si sa che e' un soggetto piuttosto egocentrico. Un canzone che, personalmente, odio: brutto testo, brutta musica, brutto video - spacciato per un colpo assoluto di genio - e, soprattutto, brutto il risultato delle voci di Morgan e Samuel assieme.
Ma "Microchip Emozionale" e' un cd a quattro stelle che contiene ancora un bel po' di tracce, alcune delle quali, decisamente notevoli. Parlando del disco, in generale, istintivamente viene da paragonarlo al primo cd dei Subs e i due lavori sono, indubbiamente, molto diversi. "Microchip Emozionale" e', certamente, molto piu' compatto - e, del resto, in un certo senso, e' il primo vero cd dei SubsOnicA visto che, nel precedente, avevano trovato posto molti pezzi che erano stati scritti dai vari componenti prima che il "progetto" SubsOnicA prendesse vita -, un disco che subisce meno influenze e che pare dirigersi, in maniera incontrovertibile, verso la dance. Gia', viene proprio voglia di ballare. "Microchip Emozionale": tecnologia che si sposa al sentimento. E i pezzi testimoniano benissimo queste insolite nozze. Da un lato, abbiamo brani come "Sonde" (Circuiti chiusi scrutano, in mezzo alla gente, spie sonde invisibili, nei tuoi movimenti, seguito da satelliti, in mezzo alla gente, impronte telematiche, nei tuoi movimenti) o "Perfezione" (Neurotrasmettitori, sinpasi elettrochimiche, catene sequenziali di acidi nucleici ... Ormoni, cromosomi, reazioni cellulari, fattori neurotrofici di antigeni virali), dall'altro, brani come "Lasciati" (Lasciati guardare un po' piu' a fondo - finche' si puo' -, senti come tremo perche' sento che tutto finisce qui, lasciati guardare un po' piu' a fondo - finche' si puo' - un ultimo saluto al nostro tempo e tutto finisce qui) o "Il Cielo su Torino" (Un altro giorno un'altra ora ed un momento, dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento, il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco e tu sei come me, un altro giorno un'altra ora ed un momento, perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento, il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco e tu sei come me). E al di la' della dicotomia, quasi in una terza fase che diventa il culmine di questo processo "dialettico", pezzi che sintetizzano le due tendenze opposte, come "Aurora Sogna", storia di una quasi-cyborg adolescente (Sogna una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale, occhi bionici piu' adrenalina, sensori e cibernetica neurale, sogna una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale, labbra cromate ricordi seriali emozioni e un nuovo impianto sessuale).
Uno dei pezzi dell'album che ha ottenuto piu' consensi e', sicuramente, "Strade". Niente di trascendentale. Una monotona litania sofficemente ritmata che, pero', ha un punto di svolta nel finale - un finale inizialmente non previsto e spuntato a sorpresa durante la registrazione in studio -, un crescendo che arriva quasi alle stelle e che ha costretto Samuel a tornare dalla maestra di canto per riuscire ad inciderlo. Per me, voce fuori dal coro, invece, il pezzo culto e' "Depre". Una marcetta senza troppe pretese che sciorina una ventina di nomi di psicofarmaci. L'ho trovata geniale fin dal primo ascolto e rimane la mia canzone preferita dei SubsOnicA.
Questa e' storia. E' passato. Adesso, sta per uscire un nuovo disco. Un disco di cui, al momento, non so assolutamente niente. Un disco che potrebbe essere bellissimo come inascoltabile. Un disco che, pero', inevitabilmente, significhera' ancora tanti concerti, viaggi, chiacchierate e blablabla. Sperando solo che i Subs non diventino i "soldatini" di Mtv. "Nell'amara litania delle solite cose ci si puo' morire sai nel conforto eutanasia delle solite cose ci si puo' finire finire " (da "Albe Meccaniche").
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Le valutazioni dell'Opinione
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 loreg
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 rif
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10.02.2003 21:24
uno dei mie brani preferiti è PRESO BLU, del primo, ma questo secondo album mi sembra decisamente più ben fatto, più maturo... anche a distanza di anni, anche oggi che è uscito il best live...
05.10.2001 21:56
Complimenti per l'opinione. Anch'io preferisco le canzoni non-singolo di quest'album, anche perchè se avessi gradito i singoli a forza di ascoltarli involontariamente in giro mi sarebbe scappata la voglia. Ciao, Fabio.
06.09.2001 12:22
Complimenti x l'opinione... ehmmm... me lo auguro veramente ank'io ke nn si trasformino in burattini MTV... anzi glielo auguro! ciao, ale